Solo qualche volta

Non tutti gli aerei portano i loro passeggeri in universi paralleli, succede solo qualche volta.

La fisica della meccanica quantistica dice che esistono infiniti universi paralleli all’interno di un infinitamente grande multiverso, e in molti di questi universi una persona fatta esattamente come voi sta leggendo in questo momento questo stesso post.

Però il mondo non è ordine e razionalità, e in questo grande disordine multiversale non mancano le increspature degli infiniti continuum spazi temporali.

Così accade che molte volte, quando si sale su un aereo e si oltrepassano le linee temporali di almeno due fusi orari reali (non quelli convenzionali che abbiamo deciso noi), alcuni dei passeggeri dell’aereo passino da un universo parallelo all’altro, senza accorgesene naturalmente, e quando atterranno sono convinti di essere arrivati a destinazione nel loro universo, mentre è un altro sé stesso che ha preso il loro posto sull’aereo, nel loro universo, nella loro vita.  E scendono dall’aereo, vanno a ritirare al parcheggio l’automobile dell’altro sé stesso, tornano a casa dall’altro sé stesso, fanno l’amore con la donna dell’altro sé stesso, mentre l’altro sé stesso nel loro vecchio universo si comporta nello stesso modo.

E forse solo li sfiora la sensazione di essere altrove.

Può anche accadere che non ci sia uno scambio, che una persona passi in un altro universo, ma l’altro sé stesso non arrivo nel suo, perché magari per una minima differenza tra i due universi il suo doppelganger o già morto, o magari aveva perso l’aereo quel giorno, o il volo nell’altro universo è stato cancellato, e così succede che in un universo ci siano due doppioni, e nell’altro nessuno, e molti casi di persone scomparse nel nulla forse si possono spiegare proprio così.

Quanto questo succede non si verifica alcun paradosso, e nessuna rottura  del continuum spazio temporale di cui favoleggiano tanti scrittori di fantascienza a proposito dei viaggi del tempo.  Perché in fondo cosa sarà mai qualche doppione nell’immensità del multiverso?

C’è solo un mondo dove voi non ci siete, e un altro dove di voi ce ne sono due, come in tante storie dell’immaginario popolare e come in quel video musicale di qualche anno fa (della canzone e del gruppo non ricordo i nomi), dove all’improvviso il protagonista scopre che un altro ha preso il suo posto sul lavoro, a casa sua, finché gli prende anche l’automobile, l’unica cosa che gli era rimasta.

Tratto da una storia vera.

4 pensieri su “Solo qualche volta

  1. ho una storia analoga dopo un’ operaz , i medici dicevano che era per la sedazione lunga ( sette ore ) o per il sovraccarico di stimoli, e di antidolorifico, ma ho creduto davvero che esistesse un universo parallelo, in qusto caso la morte come dimensione non corporea e ho provato con tutta me stessa a restare in questa, e poi in giro vedo un sacco di cloni, c’è chi ha visto uno gnomo e l’ ha fotografato ma è venuto verde mimetizzato nel bosco, la realtà è piena di sfaccettature, spesso la religione ci ha educati a pensare che sia solo questa….

  2. @Giulio: occhio, che mio cuggino è più vicino (a te) di quanto tu non creda…😉

    @Delicate: agli gnomi non credo molto, a meno che non siano nella foresta di Komi, ma sulla storia dell’operazione (davvero interessante) mi piacerebbe saperne di più…

  3. sportog ha detto:

    si, anche io credo che esistano universi paralleli, ma non credo che ci sia comunicazione tra gli uni e gli altri. pensa per esempio a quello in cui vivono i politici!

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