Perché la amo

1) Perchè ama i gatti come me

2) Perché mi fa ridere (e perché pure lei ride alle mie battute)

3) Perché ha ridato un senso alla mia vita

4) Perché non fa discorsi banali e precostituiti e a sentirla parlare non mi annoio mai

5) Perché ha degli occhi bellissimi dal sapore mediorientale

6) Perchè canta bene come Rihanna o Katy Perry

7) Perché canta bene per davvero (pure Rihanna e Katy Perry sono anche brave cantanti, ma diciamocelo, non sono famose per quello)

8) Perché ha un’intelligenza creativa

9) Perché è socievole e le piace fare amicizia con chiunque

10) Perchè quando è di buonumore è la persona più allegra del mondo

11) Perché sa tirare fuori la parte migliore di me e mi fa sentire amato

12) Perché condividiamo gli stessi gusti in fatto di musica, cinema e telefilm

13) Perché so che non mi tradirà mai

14) Perché condivide i miei progetti per il nostro futuro insieme

15) Perché con lei la casa ha preso vita

16) Perché le piacciono i miei amici e lei piace ai miei

17) Perché si entusiasma per ogni cosa nuova

18) Perché è autentica

19) Perché gioca con me ai videogiochi

20) Perché è diversa da me, e la differenza arricchisce

21) Perché nel suo lavoro aiuta le persone più deboli

29 mesi dopo

“Quanto tempo ci vuole per rifarsi una vita dopo la fine di un matrimonio?”.

La cinquantesima domanda cui dedico una delle mie Risposte (forse l’ultima di questa Rubrica, visto che sono arrivato a cinquanta, ma chissà) questa volta non arriva dal mondo pazzo delle ricerche su internet, nessuno è arrivato su questi pixel per chiedere quanto tempo deve passare tra la fine di un matrimonio e l’inizio di un’altra vita con un’altra persona.

Questa volta la domanda è autogenerata, e se continuate a leggere capirete il perché.

Risposta n. 50.

Nelle relazioni d’amore è difficile, forse impossibile, dare regole o risposte valide per tutti, tranne ovviamente per quanto riguarda la celeberrima formula di Liebe.  In tutti gli altri casi la soluzione è davvero un mistero.

Si può andare per approssimazioni.  Si può dire che buttarsi subito in una nuova storia dopo la fine di una relazione importante è uno sbaglio tanto grande quanto è breve l’intervallo e l’importanza della storia precedente, e lo stesso (anzi è pure peggio) se avete trovato un altro/a quando ancora dormivate insieme al vostro partner.

Insomma, deve passare un po’ di tempo, specie prima di incominciare una storia importante, in fondo se rimorchiate un tipo in discoteca male non fa, distende i nervi e aiuta l’umore senza fare ingrassare come una tavoletta di cioccolata, ma buttarsi troppo presto in una nuova relazione a me personalmente sembra una pessima idea.

Sì, ma quanto tempo?  Onestamente non lo so, posso però dire che nel mio caso sono passati ventinove mesi da quando il matrimonio è finito, ed è veramente iniziata l’avventura di questo blog con tutti i lettori che hanno deciso di partecipare alla mia elaborazione del lutto per un amore finito.

Forse anche grazie al diario di quelle prime dieci settimane, l’elaborazione del lutto ha funzionato, ho iniziato a vivere un’altra vita, e alla fine, dopo  dieci mesi e qualcosa dal giorno che ho conosciuto Bellaccina (che con una settimana di differenza coincide con il tempo da cui stiamo insieme) la mia casa da single con tre gatti è diventata la casa di una coppia con cinque gatti (lo so che siamo un po’ pazzi, ma in fondo ci ha presentato la Diane Arbus dei Navigli).

Nove mesi per ritrovare me stesso, dieci mesi per divertirmi, nel mezzo due estati all’estero, e poi è arrivata lei.

Ventinove mesi per cominciare di nuovo a vivere a due.

Distanzamiamoci

Risposta n. 37.

Perché si scelgono storie d’amore a distanza?

Non me lo ricordo più come era nata questa domanda, forse per generazione spontanea durante una  conversazione con i miei amici e le mie amiche di blog.

Di amori a distanza ne avevo già trattato, quando avevo parlato della formula per la verifica della fattibilità degli amori a distanza

Km x MAP : A = X
in cui Km sta per chilometri, MAP per massimo amore possibile ed A per Amore effettivo, e  X è la misura della fattibilità (il rapporto funziona, se X è inferiore a 100)

La mia formula però non dice perché si scelga di vivere un amore che ci obbliga a un rapporto molto stretto con tutti i mezzi di comunicazione inventati dall’umanità: il treno, l’automobile, qualcheduno anche l’aereo.

Una risposta può essere che siamo istintivamente attratti da chi è più lontano da noi, sia geneticamente che culturalmente, e d’altronde il senso biologico della riproduzione sessuale è proprio la mescolanza di due individui diversi, e più diversi sono  meglio è.  L’esatto opposto di quel proverbio contadino che invita a scegliere donne e buoi dei paesi tuoi con un ottimo mix tra xenofobia e maschilismo.

Un’altra risposta è che le relazioni sentimentali nascono per caso, hai incontrato quella persona lì, vi siete piaciuti, vi siete innamorati, e la storia è andata avanti nonostante la distanza.

Un’altra risposta ancora, la più cinica, è che le storie a distanza capitano, come capitano quelle a vicinanza, ma la distanza aiuta la crescita delle storie da virgulti, evitando che la troppa frequentazione degeneri in scarsa sopportazione.

Poi c’è la spiegazione romantica, quella che (già immagino) sarà prediletta da molte delle mie disaffezionate lettrici: nel Mondo non ci sono migliaia di persone fatte per noi, ce ne sono poche, pochissime, forse soltanto Una, la famosa Anima Gemella. E allora già è andata bene ad averla trovata, l’Anima Gemella, e chissenefrega se per passare mezza giornata con lei devo farmi 11 ore di viaggio nel pulmann che fa Torino-Timisoara.

Anche io vivo un rapporto a distanza, e in generale non mi ricordo nemmeno quante volte ho aspettato l’arrivo di una persona amata alla stazione dei treni, e quante volte l’ho vista partire.

Ma quale sia la risposta al perché ci si ami tanto a distanza, non la so. Ma sono certo che tra i miei amici e amiche di blog ci sarà chi mi vorrà aiutare.

Consigli per vendersi

Risposta n. 30

Oggi, giornata di semi-riposo, mi sono riletto le Domande con cui la gente è arrivata su questo blog nell’ultima settimana, e mi sono reso conto della grande utilità sociale che ha la rubrica Risposte; dovrei farne un lavoro, probabilmente, ma meglio rimandare a quando (sottolineo che non ho scritto “se”) avrò abbastanza soldi per non dover guadagnare dal mio lavoro.

Tra domande poetiche tipo “cosa significa giocare con due orsi nel libro dei sogni?” o la solita “è provato scientificamente che un uomo può essere innamorato di due donne contemporaneamente?” (sì, ma ho già risposto) la mia scelta cade su

“meglio buttarsi o resistere e rimanere single?”

Meglio buttarsi, indubbiamente, a meno che la persona con cui vi vorreste buttare non sia un potenziale stalker o un depresso con tendenze suicide, in tutti gli altri casi mal che vada mi farete un’esperienza in più e avrete come gradito gadget qualche orgasmo gratis (non fate l’errore di fare le preziose, dolci amiche).

Naturalmente, per poter buttarsi, ci vuole qualcuno su cui buttarsi o a cui non resistere; per questo, guardando indietro al periodo da single che ha preceduto il felice incontro con la dolce Bellaccina, mi permetto qualche consiglio d’amore dedicato espressamente alle mie disaffezionate lettrici (non me ne vogliamo gli amici lettori, ma il pubblico di questo blog è all’80% femminile).

Il mio consiglio è molto semplice, ed è quello di evitare, se potete, alcune delle cose incluse nell’elenco dei motivi per cui non ho fatto le mie avances con alcune delle ragazze che ho avuto modo di incontrare e/o invitare fuori in quasi 600 giorni di singolarità (include anche i motivi per cui ho terminato le brevi storie che ho avuto nel frattempo):

fumatrice

gusti musicali incompatibili

paura di prendere l’aereo

troppo giovane per me

troppo vecchia per me

troppo magra e alta

sedere troppo grosso

paranoica

paranoica e complottista

inaffidabile e sempre in ritardo

troppo cattolica

troppo di destra

troppo leghista e paesana

troppo ordinata e precisina

troppo in ritardo con gli studi

troppo attaccata al proprio ex

troppo fidanzata

troppo ignorante

troppo sposata con figli

troppo giapponese

troppo difficile

non ama gli animali

non vuole avere figli

non le piace ballare né andare in discoteca

veste come una suora laica

la volta che siamo usciti aveva degli stivali orrendi

troppo abituata a papponi danarosi

troppo gelosa

gusti o passioni opposti ai miei

E’ logico, la gran parte di questi motivi per non mettersi insieme sono validi solo per alcuni uomini, ma altri sono validi quasi per tutti, e quindi, care amiche, prendete nota, anche per capire  come funziona la mentalità maschile (nella sua semplicità).

Spero poi che nessuna si offenda se si vede troppo riflessa in questo elenco, anche perché in fondo questi sono i miei gusti, e non quelli degli altri.

Di sicuro, pensando a un’interessante post di Starla, per me in un rapporto di coppia le somiglianze sono importanti, e qui risiede il perché di molti miei “no, non ci provo” interiori, però pure sotto questo profilo non è detto che gli altri maschi siano come me.

Ma naturalmente, come in tutti i miei post…

è aperto il dibattito.

Curry e yogurt

 

Hug by Antontang on deviantart.com

Risposta n. 24

“Cosa vuol dire quando un ragazzo ti abbraccia?”

La domanda di oggi non arriva dagli oscuri meandri del cyberspazio, ma è un quesito di una delle mie più affezionate lettrici, che giustamente reclama il suo oracolo.

Sui possibili perché degli abbracci maschili però c’è poco da dire, perché la Risposta, vista con occhi maschili, è tutto sommato semplice:

un ragazzo, nel novantanove per cento dei casi, ti abbraccia perché gli piaci.

No way.

Perché ti abbracci e basta, senza andare oltre, può avere molte spiegazioni: timidezza, insicurezza, impacciataggine, la fedeltà ad un’altra, ma di sicuro l’esito di quell’abbraccio lo decide la donna.

Se ricambi i suoi sentimenti, se anche lui ti piace, faglielo capire, incrocia il suo sguardo, sorridigli languida, abbraccialo più forte, offri le tue labbra al suo bacio, insomma penso di non dover spiegare tutto io… se vuoi conquistarlo fai quello che è necessario perché l’animale che lui ha dentro superi le sue esitazioni.

Se invece non ti piace, distanziati con cortesia da lui e ripetigli quando vi è cara la sua amicizia. Non c’è nulla come le parole amico o amicizia per fare raffreddare un uomo.

Ma nel dubbio meglio dire di sì.

Perché uomini e donne sono come il curry e lo yogurt; apparentemente non c’entrano nulla tra di loro, ma insieme si combinano nel migliore dei modi per rendere saporito quell’inspido e insapore petto di pollo che proprio non avevate voglia di mangiare.

Tagli il pollo a pezzetti, lo condisci con il curry e un po’ di farina, lo immergi nell’inossidabile soffritto di cipolle, poi ci aggiungi un po’ di yogurt (non troppo che il gusto viene troppo acido) e il risultato è squisito.

Un po’ come la vita, che di per sé sarebbe insipida, ma può diventare estremamente gustosa e divertente con la giusta combinazione di curry e yogurt.

Servire con del riso a parte.

Il cuore o il destino

 

The Hardest Choose by Pixel Chaos on deviantart.com

 

Risposta n. 19

“In amore bisogna seguire l’istinto del proprio cuore, o i segni del destino? ”

Oggi la Domanda non arriva da un’anonimo internauta, ma mi è stata posta questa mattina nel refettorio da uno degli altri frati dell’Eremo.

L’interrogativo è se posti di fronte a una scelta tra due persone che ci piacciono entrambe (ah, la vita beffarda!), dobbiamo seguire l’istinto del nostro cuore che ci fa propendere per una, o i diversi segni del destino che illuminano il sentiero verso l’altra.

La Risposta non è affatto semplice, né scontata.

E non venitemi a dire che chi è la persona giusta lo si capisce immediatamente, o che una delle due persone ti deve per forza piacere di più e similari, perché la vita è più complessa di così, e anzi magari nella vita le scelte sono più di due, magari ce n’è pure una terza.

La verità è che due persone ti possono piacere molto entrambe, ma magari sotto profili diversi, tipo una ha due belle gambe e l’altra un bel sorriso, oppure a una piacciono i gatti e ad un’altra la discoteca, una è appassionata di cinema come te, mentre l’altra ha in comune con te la passione per i viaggi e le lingue straniere.

Insomma, le sceglieresti entrambe, magari chiedendo lo sconto (se le prendo tutte e due quanto mi fa?), ma purtroppo (grazie mille, movimento per l’emancipazione della donna!) non si può fare, e allora ti chiedi se devi puntare alla ragazza che ha solleticato qualche corda nascosta della tua anima, e per cui hai sentito qualcosa di speciale fin dal primo istante che i vostri sguardi si sono incrociati, oppure per l’altra che quando siete usciti insieme tutto era talmente perfetto da sembrare finto, con tanto di accavallarsi di sogni e segni di vario tipo.

O meglio, chi se lo chiede è il confratello che stamane mi ha posto la Domanda, e che mi ha anche chiesto come va interpretata la regola della castità per i frati puccini.

La risposta (almeno questa) era semplice:

“Puoi fare quello che vuoi, fratello, basta tu sia casto nello spirito, e che quello che fai sia sano, sicuro e consensuale”

E ora non chiedetemi pure voi cosa vuol dire casto nello spirito, casomai se proprio insisterete ci faccio un post apposta, ma intanto piuttosto aiutatemi a rispondere al quesito.

 

La mia commedia romantica

Risposta n. 17

“Meglio un bacio o fare l’amore?”

Fare l’amore è bello, è una delle cose migliori della vita, ma tra fare del sesso qualsiasi con una persona qualsiasi e baciare la persona che amo, non ho alcun dubbio. SuI baci ho scritto tanto nel mio blog, e ci sono già tre Risposte dedicate ai baci (la 6, la 8 e la 10), sul fare l’amore un po’ meno, perché altrimenti dovrei fare un blog v.m. 18, che pure avrebbe il suo successo, ma non è quello il mio intendimento.

C’è un motivo per cui oggi ho voluto rispondere a questa Domanda, che  aspettava da tanto raccolta tra i Grandi Perché.

Questa mattina me ne andavo al lavoro, e tra i pensieri nella mia testa, la musica dell’ipod e le scene che vedevo per strada, mi sembrava di stare all’interno di una commedia romantica americana.

Il sole che illuminava la città, i sorrisi delle persone, i negozianti che aprivano i negozi sorridendosi, una coppia di trentenni con la faccia banale ma che andavano insieme al lavoro con l’aria di avere fatto l’amore poco prima, e quando già mi dicevo che c’era tanto amore nell’aria, ecco la coppietta di adolescenti che si baciavano su una panchina.

Per fare una bella commedia all’americana ci vorrebbe però anche una bella ragazza dagli occhi nocciola di cui innamorarsi, la difficoltà pratica di invitarla ad uscire, e magari un’altra ragazza che pure ha conquistato il mio cuore, dopo tanto tempo che nessuna mi aveva più colpito. Ci vorrebbe tutto questo, e forse c’è.

E forse è per questo che oggi trovo bellissima anche questa città che tante volte mi annoia.

Provo a condividere con voi le emozioni di questi giorni, con una delle mie canzoni preferite di Franco Battiato, accompagnata da un video che non c’entra quasi nulla ma che ha il pregio di raccogliere alcune scene da un film muto del giovane Hitchcock, molto disprezzato dalla critica, ma che invece ha degli spunti quasi espressionisti mica da buttare via.