Baci di scena

Risposta n. 39

Come vi comportereste se il vostro uomo è attore di musical e deve baciare l’attrice?

Molte volte le domande che arrivano dal web e che sono alla base della mia popolare rubrica Risposte le devo cambiare, per renderle più chiare e comprensibili, ma in questo caso la frase l’ho ripresa tale e quale dal deposito del traffico in arrivo, perché è splendida così anche nei suoi errori di grammatica.

Anzitutto, il quesito è curioso perché specifica “attore di musical”, per cui si suppone che la risposta possa (debba?) essere differente nel caso di attori di film o spettacoli d’altro genere. In secondo luogo, così com’è posta la domanda fa venire il sospetto che chi l’ha fatta sia davvero fidanzata a un attore di musical, obbligato all’ingrato compito di dover baciare la protagonista femminile.

Stando così le cose, vorrei tranquilizzare l’anonima internauta, non ricordo di avere visto dei musical in cui il protagonista bacia la protagonista in modo particolarmente passionale, di solito la cosa basilare sono i famosi numeri di ballo, e i baci sono sfiorati o volanti.  Mi preoccuperei molto di più dei due corpi a contatto nel ballo, volendo…

Ecco, per esempio, se fossi fidanzato un’attrice, e la vedessi ballare con un altro attore come in questa scena da Step Up 3D (nonostante tutto un bel film) avrei la forte tentazione di farle trovare al ritono a casa i suoi vestiti firmati nel cassonetto della Caritas…

Ma sarebbe anche questo l’atteggiamento sbagliato: forse la verità è che mettendosi insieme a una persona che di mestiere deve far finta di innamorarsi e far l’amore con altri (in fondo l’80% dei film e degli spettacoli teatrali parla di questo) bisogna accettare di vederla di continuo amoreggiare con altri e sforzarsi di credere che la finzione rimanga sempre tale.

Altrimenti, cosa dovrebbe dire chi sta insieme a un attore di film porno?

Grande balzo in avanti dell’industria informatica russa

(ASMA) Novosibirsk, 24 Feb – Secondo quanto riferito dall’agenzia giornalistica Notizija, ricercatori del Politecnico di Novosibirks hanno messo a punto un  innovativo software di intelligenza artificiale in grado di effettuare un’analisi logica del contenuto di un film.

Sebbene il primo esperimento, effettuato su L’ultimo  dominatore dell’aria di M. Night Shyamalan, ha avuto successo solo parziale per la fusione del disco rigido del computer, dovuta probabilmente all’eccessivo carico di lavoro, il pool di ricerca ritiene di avere messo a punto un sistema in grado di  individuare con precisione quando un film contiene scene scopiazzate  (kopjanestni, in russo) da uno dei film della trilogia de Il signore degli anelli.

Panico a Hollywood.

Amori aerei

Risposta n. 38

Come fare l’amore nella toilette dell’aereo?

Questo è un tema che avevo già toccato il 7 dicembre del 2009, giorno mondiale dell’aviazione civile (a quel tempo festeggiavo tutte le giornate mondiali dell’anno), e in cui avevo approfittato per parlare del Mile High Club, fantomatico club che riunisce tutti quelli che sono riusciti a fare sesso nella toilette di un aereo.

Come abbiano fatto, però, è davvero un mistero, almeno per me che ho sempre viaggiato in Economy, dove i bagni sono davvero troppo piccoli per immaginarli adatti a un incontro di passioni; a tutto concedere potrei capire un po’ di petting sui voli transoceanici, approfittando delle famose coperte da volo e della sonnolenza degli altri passeggeri, ma continua ad apparirmi un esercizio scomodo e rischioso, da provare proprio se avete un impulso assolutamente irrefrenabile o se avete la certezza che mai più incontrerete quella persona che in quel momento vi attira, e che magari come voi ha prole e consorte.

Perchè sennò che diamine, appena atterrati potreste prendere una camera al classico Hilton davanti all’aeroporto, e risolvereste con maggior soddisfazione e minore scomodità.

Insomma, faccio fatica a capire, anche da un punto di vista strettamente tecnico, come si possa fare l’amore in un cubicolo in cui è difficile anche espletare le ordinarie funzioni corporali; dal mio punto di vista, era molto scomoda anche la Panda 30 dentro cui feci le mie prime esperienze, specie prima di capire in che modo ribaltare i sedili, ma in confronto con la toilette di un 747 i sedili telati della mia vecchia Panda sono come la suite di un love hotel!

Mah, forse chi trasforma la toilette dell’aereo in un alcova è preda dei fumi dell’alcool, forse ha esagerato con l’ordinare quelle bottigliette di spumante che di solito comprano le coppiette di tedeschi attempati, forse si è sniffato le salviettine umidificanti, non so, non ho altre spiegazioni…

E ancora una volta non riesco a darvi una Risposta come si vede…

 

 

Distanzamiamoci

Risposta n. 37.

Perché si scelgono storie d’amore a distanza?

Non me lo ricordo più come era nata questa domanda, forse per generazione spontanea durante una  conversazione con i miei amici e le mie amiche di blog.

Di amori a distanza ne avevo già trattato, quando avevo parlato della formula per la verifica della fattibilità degli amori a distanza

Km x MAP : A = X
in cui Km sta per chilometri, MAP per massimo amore possibile ed A per Amore effettivo, e  X è la misura della fattibilità (il rapporto funziona, se X è inferiore a 100)

La mia formula però non dice perché si scelga di vivere un amore che ci obbliga a un rapporto molto stretto con tutti i mezzi di comunicazione inventati dall’umanità: il treno, l’automobile, qualcheduno anche l’aereo.

Una risposta può essere che siamo istintivamente attratti da chi è più lontano da noi, sia geneticamente che culturalmente, e d’altronde il senso biologico della riproduzione sessuale è proprio la mescolanza di due individui diversi, e più diversi sono  meglio è.  L’esatto opposto di quel proverbio contadino che invita a scegliere donne e buoi dei paesi tuoi con un ottimo mix tra xenofobia e maschilismo.

Un’altra risposta è che le relazioni sentimentali nascono per caso, hai incontrato quella persona lì, vi siete piaciuti, vi siete innamorati, e la storia è andata avanti nonostante la distanza.

Un’altra risposta ancora, la più cinica, è che le storie a distanza capitano, come capitano quelle a vicinanza, ma la distanza aiuta la crescita delle storie da virgulti, evitando che la troppa frequentazione degeneri in scarsa sopportazione.

Poi c’è la spiegazione romantica, quella che (già immagino) sarà prediletta da molte delle mie disaffezionate lettrici: nel Mondo non ci sono migliaia di persone fatte per noi, ce ne sono poche, pochissime, forse soltanto Una, la famosa Anima Gemella. E allora già è andata bene ad averla trovata, l’Anima Gemella, e chissenefrega se per passare mezza giornata con lei devo farmi 11 ore di viaggio nel pulmann che fa Torino-Timisoara.

Anche io vivo un rapporto a distanza, e in generale non mi ricordo nemmeno quante volte ho aspettato l’arrivo di una persona amata alla stazione dei treni, e quante volte l’ho vista partire.

Ma quale sia la risposta al perché ci si ami tanto a distanza, non la so. Ma sono certo che tra i miei amici e amiche di blog ci sarà chi mi vorrà aiutare.

Post natalizio fuori contesto

Risposta n. 36.

Questa volta la Domanda la offre la dolce Marta, che in un commento sulla Risposta precedente enunciava tra le possibili domande stupide

perché Babbo Natale veste di rosso?

Babbo Natale nella mia città ha un rivale, che arriva diciannove giorni prima,  noi lo chiamamo Sannicolò, anche lui veste di rosso, ma indossa anche la mitra è il bastone pastorale da vescovo, sebbene la sua immagine tipica sia un simulacro in cioccolato che viene mangiato nel dì della sua festa (partendo chi dalla mitra chi dal piedistallo). Un vescovo che si fa cioccolata per noi.

Sannicolò in realtà rappresenta il passato di Babbo Natale, la sua vera identità.

Perché Babbo Natale altri non è che San Nicola di Bari, vescovo che per l’appunto vestiva di rosso porpora, e le cui caratteristiche si sono fuse con il Dio Odino dei popoli nordici e con il Nonno Inverno degli Slavi fino a partorire quel Santa Claus americanizzato nella cui veste Sannicolò è tornato in Italia sotto altre vesti e portando i doni in un’altra data (il 25 invece del 6 dicembre).

Molti di voi forse queste cose le sanno già, ma non so quanti di voi sappiano che anche San Valentino era un vescovo, San Valentino da Terni per la precisione, patrono (ovviamente) degli innamorati, ma anche degli epilettici, autore di vari miracoli a sfondo sentimentale e martire per decapitazione alla verde età di novantasette anni, come simbolizza simpaticamente il santino che ho scelto a corredo del post.

Non c’è dubbio, in quanto vescovo anche San Valentino vestiva di rosso.

Ma perché, se ci sono i Sannicolò di cioccolato, non ci sono anche i Sanvalentino di cioccolato?  Andrebbe bene anche di cioccolata bianca, al limite.

E chissà, magari se qualche innamorato sfortunato gli manda una lettera, forse lui prende il suo carretto trainato da piccioni, se non avete il camino vi entra dal tubo della caldaia e vi porta un regalo.

Di solito è una copia del libro La verità è che non gli piaci abbastanza.  Ma tante volte porta anche il dvd.

La Morbistenza

nel realizzare questa foto nessun rotolo di carta igienica è stato danneggiato

Risposta n. 35.

Domande stupide da fare a una festa?

Ne hai già fatta una, amico.  Oggi la rubrica Risposte approda alla metadomanda, una domanda che come risposta ha un’altra domanda.

La Risposta sarebbe semplice se volessi restare sul banale, potrei proporvi le classiche quanti anni hai-cosa fai nella vita-il tuo ragazzo come si chiama-come mai sei nella nostra città-come si intitola la tua tesi-lo sai dov’è il bagno e via banalizzando, ma voglio andare oltre.

Una domanda davvero stupida da fare a una festa potrebbe essere

tu lo sai che cos’è la morbistenza?

Loro la chiamano morbistenza.  Loro gli scienziati della Sca Hygiene Products, che sotto il più commerciale marchio Tempo hanno coniugato questo affascinante neologismo per lanciare la loro nuova carta igienica fondata su morbidezza e resistenza.

Loro la chiamano morbistenza, proclama solenne la loro reclame.

Ma morbistenza è una parola troppo magica per rimanere confinata nel pur affascinante mondo della carta igienica e dei fazzolettini da starnuto, morbistenza avrà un grande futuro anche al di fuori dell’universo soffice in cui è nata, spodestando nel vocabolario dei sentimenti termini desueti e un pochino pallosi come resilienza o serendipità.

Morbistenza potrebbe essere la risposta a chi si chiede qual’è la formula segreta per fare funzionare una storia d’amore.  Ci vuole morbistenza, morbidezza e resistenza.  Sii morbido come il peluche e resistente come le dr. Martens. Usa la morbistenza, giovane amante, vedrai che una donna è già in cerca di te.

Spero che la mia Risposta vi sia piaciuta. E allora, provate voi a rispondere alla mia di domanda: ma chi è che vuole sapere quali domande stupide può fare a una festa?

Raz Interstellare (ep. 30)

Stasera RAI2 trasmette Voyager, la trasmissione cult condotta dal grande Roberto Giacobbo, che si occupa di Egiziani, Alieni, Maya, parapsicologia e fantarcheologia fin dal lontano 1999, quando praticamente inaugurò il genere su La7 con Stargate-Linea di confine.

Mentre Giacobbo, cui va dato il merito di averci fatto conoscere le storie più assurde e incredibili dai cerchi nel grano a Rennes le Chateau, si pierangelava pian piano, Italia 1 ci donava Mistero, che ha dato voce a storie e personaggi a fronte dei quali Voyager sembra un programma del CNR.

Cospirazionisti alieni, fantasmine urlanti, l’uomo falena, perfino il fantamorbo di Morgellons e le scie chimiche, Mistero è riuscita a dare spazio a teorie che farebbero ridere anche in un libro di fantascienza. Il tutto coronato dalla strepitosa conduzione di Raz Degan, l’ex modello israeliano il cui uso bizzarro della lingua italiana è già diventato un cult in rete, dando origine a video come quello che pubblico.

Secondo me il successo di Mistero deve molto a Raz Degan.

Se oggi, guardando Voyager, mi dava l’idea di guardare una specie di Superquark giusto un po’ meno scientifico, lo so che il merito è proprio di Mistero ma in particolare di quel tocco in più garantito dal suo incredibili condotore, a cui pertanto voglio offrire un biglietto per salire a bordo de La Nave de Los Monstruos.

In fondo, magari a Mistero potrebbero chiedersi se la storia raccontata nell’omonimo film di Rogelio Gonzales è realmente accaduta, in fondo ci sono ufi (come dice lui), mostri, alieni e una vampira (per di più spaziale).

E allori, benvenoto a bordi, Raz (questo ragazo ha una futura lunga).

La Nave de Los Monstruos, Diario del Capitano, data stellare 21-12-2012 (potrebbe essere altrimenti?)