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L’algoritmo di Google divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell’Adriatico, del 27 febbraio 2017 

ciao

“Hello folks”

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La filosofia di Harry Potter

Perché ci piace così tanto Harry Potter?

Risposta n. 89.

Perché Harry Potter siamo noi

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Lo avete presente il famoso (famosissimo) monologo di Superman da Kill Bill vol. 2, quello secondo cui Superman non deve mettersi un costume per essere Superman, ma deve esserlo per diventare sfigato come noi terrestri?

Ecco, c’è un discorso analogo che si potrebbe fare a proposito della saga di Harry Potter.

Voi sapete che a me piacciono molto i film di magia e mistero.

Normalmente i protagonisti di quelle opere sono persone o esseri dotati di doti eccezionali, di un qualche dono speciale.

Non Harry Potter.

Fate attenzione; sebbene ci siamo abituati a pensare che Harry Potter sia un maghetto dotato di straordinarie capacità, una celebrità del mondo dei maghi, l’eletto venuto a portare il Regno dei Cieli, in realtà non è affatto  così.

Harry Potter non ha conoscenze eccezionali, quelle le possiede Hermione; non è il più coraggioso di tutti, il pù coraggioso è il suo amico del cuore Ron Weasley;  non ha nemmeno una forza sovrumana, come quella del gigante buono Rubeus Hagrid; non è un mutaforma, non può trasformarsi come fa la prof. McGranitt, e non è neppure un combattente eccezionale, per quello c’è Sirius Black.

Harry Potter è un tipo qualunque, un ragazzo tranquillo con gli occhiali che viene dalla provincia inglese e che solo grazie al suo cognome è riuscito a iscriversi a una scuola di elite piena di tipi eccezionali.

La verità è che Harry Potter è uno di noi; è il mondo in cui viene catapultato ad essere eccezionale, sono le persone e le cose che lo circondano ad essere straordinarie, Harry Potter c’è semplicemente capitato per caso. 

E magari è proprio questo il segreto di libri e film, noi ci identifichiamo facilmente in Harry Potter perché non abbiamo poteri magici, non siamo geni dello studio, giganti o mutaforma, siamo persone normali che grazie al genio di JK Rowling ci ritroviamo in un mondo di magia.

Esattamente, proprio come il buon Harry Potter.

La prima stagione era meglio (?)

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E’ meglio la prima o la seconda stagione di *** serie tv?

Risposta n. 87 (datemi tempo, prima o poi arriverò alla 100).

E’ sempre meglio la prima stagione.

O almeno così ragiona un buon numero di persone, non so se per conformismo (bisogna dire così) o perché si è tanto infatuato della prima stagione di un telefilm che si trova comunque deluso dalla seconda.

Certo, ci può stare che la prima stagione sia meglio della seconda.  Non ci sono dubbi, per dire un caso, se pensiamo a The Following, e anche la prima  stagione di Desperate Housewives è rimasta inarrivabile.

Ma -per Bacco!- la regola mica può valere per sempre; Dr. House è sempre stato straordinario, e per passare invece alla serie attuali questa stagione di True Detective è stata fenomenale, ha eguagliato se non superato la seconda; lo stesso per TWD, come noi adepti chiamiamo The Walking Dead, che è stato sempre un crescendo stagione dopo stagione…

Accade nei telefilm, come nei film, che qualche volta il sequel supera il primo film, e scusate tanto se fa poco cinefilo dirlo.

Che poi oggi i veri cinefili oggi guardano le serie tv, e non i film, ma questa (come diceva il protagonista di una pietra miliare del cinema mondiale) è un’altra storia..

Cinefollìe 2014 (2^ parte)

Riuscirà il nuovo kolossal ad eguagliare il capolavoro di Fritz Lang?

Riuscirà il nuovo kolossal ad eguagliare il capolavoro di Fritz Lang?

Alpha Cod – Justin Timberlake capitano di un peschereccio alla caccia del mito di tutti i pescatori di merluzzo, quell’Alpha Cod cui il novello capitano Achab darà la caccia senza sosta sino a sacrificare tutto quello che ha di più prezioso, a partire dal suo Iphone.

– Sex and the City 3 – Diario di un tempo passato – Carrie, resasi finalmente conto di avere sprecato i suoi anni migliori dietro a uomini inutili, decide di tornare nel passato grazie a una macchina del tempo lasciata a Central Park da un affascinante viaggiatore del tempo venuto dal futuro, e di incontrare la Carrie giovane per impedirle di ripetere gli stessi errori.  Indimenticabili la scena in cui la Carrie del futuro incontra la Carrie del passato e dice “a parte i capelli ricci, sembra che tu non mi somigli per nulla, fai un po’ di palestra cara, e comincia subito!” e quella in cui Samantha, dopo una notte di sesso con il viaggiatore nel tempo, commenta “Ehy, non è che ora che ho sco**to con un tipo venuto dal futuro resto incinta e sbuca un robot che mi vuole fare fuori perché mio figlio entrerà in politica?”.

L’anello dei nibelunghi – Sigfrido l’invincibile- Hollywood prova a battere il ferro del fantasy in ambientazione medioevale, sulla scia dei successi de Il Signore degli Anelli e dintorni e de Il Trono di Spade, passando per Lo Hobbit.  La Saga dei Nibelunghi torna ancora una volta sugli schermi in quello che dovrebbe essere il primo episodio di una nuova trilogia con al centro gli eroi delle antiche leggende germaniche rivisti in chiave molto hollywoodiana, tanto da avere già fatto storcere il naso ai puristi.  Brad Pitt, Colin Farrell e il Thor marveliano Chris Hemsworth nelle parti, rispettivamente di Odino-Wotan, del cattivo Hagen e del protagonista Sigfrido.  Strepitose Halle Berry nella parte di Brunilde e Mia Wasiwowska in quella di Crimilde.

 The shutdown – La Casa Bianca è caduta –  Ancora una volta Roland Emmerich fa esplodere la casa bianca, questa volta insieme al Campidoglio e alla Camera dei Rappresentanti, in un film catastrofico dove il governo degli Stati Uniti è sotto attacco di un gruppo terroristico di estrema destra, che entra in azione dopo che il suo candidato alle presidenziali è stato sconfitto nelle primarie, e che vuole cancellare il governo federale.  Con Shia Leboeuf nella parte del capo dei cattivi (con la maschera di John Hancock, il leader del Tea Party storico) e Robert Downey jr. in quella di un agente FBI in disintossicazione e sospeso dal servizio ma che… (indovinate un po’).

Non è di sinistra – Nanni Moretti dirige sé stesso e un’intensa Jasmine Trinca in un istant movie su un nuovo leader progressista di nome Lorenzo Mattei che ricorda da vicino Matteo Renzi; il senso del film si può riassumere in un’amara battuta dell’insegnante di storia dell’arte interpretato da Nanni Moretti: “Non è sinistra, non può esserlo, un leader di sinistra non può vincere le elezioni ed essere popolare, non in questo Paese, non in quest’epoca”.

Progetti per il futuro

Oggi mi sono un po’ per caso imbattuto nella pagina di Wikipedia, dove un diligente fan della serie spionistica di James Bond – 007 ha annotato tutti gli obiettivi finali dei villain (o cattivi se preferiti) della celeberrima serie (che annovera ben 22 pellicole…), e sebbene abbia guardato solo i film interpretati da Sean Connert e Roger Moore -dove appariva il migliore cattivo di tutti, quell’Ernst Stavro Blofeld amante dei gatti e capo della SPECTRE (nella foto, nell’interpretazione di Donald Pleasance)- non posso esimermi dal chiedermi

“Quali sono i più stupidi obiettivi dei cattivi dei film  di 007″

e propilarvi la mia personalissima Top Ten (che è anche la Risposta n. 68):

1) distruggere il mondo e ricostruire la civiltà sott’acqua (Karl Stromberg, La spia che mi amava, 1977); una cosa che potrebbe succedere veramente, insomma

2)  distruggere ogni forma di vita sulla Terra, e ripopolarla con una specie di superman ariani (Hugo Drax, Moonraker-Operazione Spazio, 1979); a fine anni settanta evidentemente gli sceneggiatori non ne potevano più del realismo

3) causare un devastante terremoto e distruggere Silicon Valley per monopolizzare il mercato dei microchip (Max Zorin, 007 Bersaglio mobile, 1985); un obiettivo un po’ modesto per tutto quel casino

4) rubare armi nucleari ed estorcere denaro ai leader della Terra (Emilio Largo, Thunderball-Operazione Tuono, 1965); in pratica l’idea più copiata della storia del cinema

5) far esplodere una bomba nucleare dentro Fort Knox così da rendere inutilizzabili le riserve auree degli Stati Uniti e aumentare il valore del proprio oro (Auric Goldfinger, Missione Goldfinger, 1964); d’altronde cosa aspettarsi da uno che si chiama Auric Goldfinger?

6) rubare il dispositivo segreto ATAC (Aris Kristatos, Solo per i tuo occhi, 1981) che giace tuttora inutilizzato in un magazzino sulla Nomentana

7) uccidere tutto il bestiame del mondo con un virus letale per poi ricattare l’umanità (Ernst Stavro Blofeld, Al Servizio Segreto di Sua Maestà, 1969); in pratica il mitico capo della SPECTRE qui interpretato dal grande Telly Savalas aveva in mente di diffondere una specie di mega influenza aviaria…

8) invadere la Corea del Sud con un raggio mortale satellitare (Gustav Craves e Sun-Moon, La morte può attendere, 2002); d’altronde il raggio mortale satellitare è uno dei plot ricorrenti della serie...

9)  qualcosa a che fare con Istambul, il petrolio e il solito sommergibile nucleare (Viktor Zokas & Elettra King, Il mondo non basta, 1999); in rete non ho trovato nessuna spiegazione chiara, bisognerebbe chiedere agli sceneggiatori, comunque cosa c’è di più inverosimile di due due cattivi come Robert Carlyle e Sophie Marceau?

10) sabotare le missioni spaziali americane dirottando o distruggendo le loro navette (dr. No, 007 Licenza di uccidere, 1962); non si capisce nemmeno a che pro, e questa è la dimostrazione che le trame inverosimili cominciano fino dal primo film della serie.

Non uscite dalla sala (ep. 22)

La prima stagione de La Nave de Los Monstruos è arrivata al ventiduesimo episodio, e ormai la navicella ha molti passeggeri a bordo; siccome il viaggio è lungo (qui si fanno viaggi interplanetari, mica gite fuori porta) ho pensato che sarebbe bello regalare a tutti i personaggi caricati a bordo un bel film, come fanno le compagnie aeree nei viaggi intercontinentali.

La bellezza di un film naturalmente è un concetto relativo.

E non dimenticate nemmeno che E’ scientificamente dimostrato è stato definito

uno dei blog più autorevoli sul tema del trash nella cultura pop contemporanea (1)

Immaginate allora tre bellezze molto ordinarie, del genere la più carina dell paese (interpretate da Eleonora Pedron, Francesca Cavallin e Benedetta Valanzano).

Immaginate Lele Mora, Flavio Briatore, gli ex tronisti Daniele Interrante e Costantino Vitagliano, Umberto Smaila e Lory Del Santo insieme in un solo film, nelle parti di loro stessi (presumo perché gli attori professionisti si sono rifiutati di interpretarli).

Immaginate Jerry Calà davanti e dietro la camera da presa.

Immaginate una locandina (v. sopra) che sembra un fotomontaggio fatto da uno che non sa usare photoshop.

Immaginate una trama come questa: tre belle ragazze vanno in Sardegna in campeggio ma giunte in Costa Smeralda mollano i fidanzati per immergersi nel vippume da spiaggia, però dopo serate a base di discoteche, aperitivi e yacht scoprono che quel mondo è superficiale e che non è tutto oro quel che luccica (la frase fatta non è mia, l’ho copiata da wikipedia, ma rende l’idea della banalità del tutto).

Tutto questo esiste, tutto questo è il dimenticabile e dimenticato

Vita Smeralda.

uscito molto frettolosamente dalle sale nel 2006, senza premiare il grande impegno  autoriale del suo regista.

Eppure, solo per il cast Vita Smeralda meriterebbe una seconda vita da cult,  a parte l’infornata di vippume (che in parte dopo quattro anni ha già cessato di esserlo) in fondo è anche l’ultima interpretazione di quello straordinario caratterista di nome Guido Nicheli che i più ricorderanno come l’attore che in circa un centinaio di film interpretava il cummenda milanese con il baffo grigio e l’accento strafottente.

Certo, Vita Smeralda probabilmente è stato penalizzato da un aspetto troppo anniottanta, forse avrebbe avuto più successo se nel cast ci fossero stati  Michelle Hunzikert, Fabrizio Corona o qualche comico televisivo, meglio se volgare.

Vabbè, forse Vita Smeralda non ha vinto l’Oscar del pubblico, forse Jerry Calà non vincerà il Leone d’Oro alla carriera, ma i passeggeri de La Nave de Los Monstruos da stasera in avanti se lo potranno godere.

E spero che non protestino, sennò gli costringo a guardarsi Ama Mangia Prega, e poi vediamo se fanno gli intellettuali con il fin fun lìn (immaginatelo detto come lo direbbe Guido Nicheli).

(1) e la fonte è altrettanto autorevole

Come mi salvo dalla paranoia

Risposta n. 10

“Come salvarsi dalla paranoia?”

Dato che dai navigatori anonimi in questi giorni non mi è arrivata nessuna Domanda interessante, metto mano alla lista delle migliori domande-senza-senso del passato che ho raccolto nella pagina dei Grandi Perché.

Considerato che la paranoia spesso è legata a questioni sentimentali, scarterei l’Amore come possibile soluzione, e purtroppo anche il cibo, tutto sommato, è più fonte che cura di paranoie.

Tra i piaceri della vita direi che restano la musica e il cinema, e credo che vadano bene entrambi, però stasera mi sento più cinefilo.

Sarà probabilmente perché ho appena finito di guardare L’uomo che visse nel futuro (G. Pal, 1960), tratto da La macchina del tempo di H.G. Wells, e che si può gustare anche oggi, nonostante frasi un po’ inattuali tipo il “come compiti il tuo nome?” chiesto alla ragazza dell’anno 802.701 che giustamente non lo capisce (non lo capirebbe neanche una del 2010), e che peraltro sfoggia una capigliatura in perfetto stile anni sessanta curiosamente tornata di moda qualche centinaio di migliaia di anni dopo.

In effetti, guardare i film che sono stati girati anni prima che io nascessi ha un sapore tutto speciale, forse anche perché nella mia infanzia i due canali della RAI in bianco e nero trasmettevano solo quelli, e quindi mi ci sono affezionato.

Tra i classici dell’altro secolo voglio citare anche lo straordinario Quo Vadis? del 1951, quinta di sette versioni della stessa storia, diretto da Mervyn LeRoy, immaginifico regista del celeberrimo Il Mago di Oz.

Il video di tale Dj U-Bert (scritto proprio così) che ho reperito on line mette insieme un po’ di scene di questo film, con un chiaro tributo alla figura di Peter Ustinov e della sua fantasmagorica interpretazione di Nerone, il vero protagonista del film, un cattivo quasi cartoonesco nella sua eccessività, sui si accompagna alla perfezione la perfida e lussuriosa Poppea interpretata da Patricia Laffan, per ricorderete per la sua parte in Devil girl from Mars.

Per qualche motivo che non comprendo, il testo del brano di Dj U-Bert, raro caso di peplum rap, è invece evidentemente ispirato alla famosa orazione di Marco Antonio dal Giulio Cesare di Shakespeare.

Non mi do una spiegazione valida di questo miscuglio. Ma posso solo dire che Nerone nel video interpreta il brano di Shakespeare anche meglio di Marlon Brando.