La Nave de Los Monstruos · servizi di pubblica utilità

Non è la Fine del Mondo

Mi sono perso la Fine del Mondo.  Secondo il predicatore americano Harold Camping l’inizio del giudizio universale era fissato per la settimana scorsa, sabato 21 maggio, ovvero (secondo i suoi calcoli) settemila anni dopo il diluvio (…).

La cosa buffa della previsione di Mr. Camping (che aveva già predetto il giudizio universale  per il 1994) è che aveva fissato anche un orario, le sei del pomeriggio (ora della costa Est degli Stati Uniti), ovvero la mezzanotte in Italia.

Naturalmente, come per la bufala del terremoto romano dell’11 maggio, nulla è successo, anche questo profeta di sventura (è proprio il caso di dirlo) ha fatto un buco nell’acqua.  Nessun terremoto devastante, e soprattutto nessuna ascesa diretta al Paradiso per il 3% della popolazione mondiale che secondo il reverendo Camping si sarebbe salvata con chiamata dirett (la famosa rapture).

Per il momento, il buon Camping ha rinviato la la Fine del Mondo in seconda convocazione al 21 ottobre, dopodiché andiamo direttamente al 2012.

Tanto c’è sempre qualcuno che ci crede.

Nel frattempo, la navicella de La Nave de Los Monstruos si è posata sopra la residenza del reverendo Camping, e con il suo raggio traente lo ha prelevato a portato a bordo, spiegandogli con sua somma delusione che non si trattava dell’ambita rapture ma del riconoscimento per averla sparata tanto grossa.

La Nave de Los Montruos, Diario del Capitano, data astrale Settimo Giorno Dopo la Fine del Mondo.

Cartellomistica · italianate

Condoemonium

Cartellomistica n. 3

Ho sempre pensato che una delle migliori fonti di cartellomistica siano le abitazioni private in genere e i condomini in particolare.

E’ in queste realtà che piccoli uomini esercitano con smodatezza quel piccolo piccolo potere che deriva dall’essere proprietari di qualcosa; e questo avviene soprattutto nei condomini, per colpa di quel terribile Leviatano che prende forma nelle assemblee condominiali e volto negli amministratori che vorrebbero imitare Hammurabi.

E’ così che nascono perle come questa:

Questo regolamento, apposto all’ingresso di un rispettabile condominio della città dove vivo, contiene delle autentiche perle che gli consentono l’entrata nel catalogo della mia cartellomistica personale.

Già il divieto di

infiggere chiodi

sembra una cosa da medioevo o da crocifissione, ma le perplessità aumentano quando si legge del semaforo rosso per chi vorrebbe

tenere bestie e allevamenti che possano recare disturbo o molestia ai coinquilini.

Immagino la disperazione di chi voleva gestire un allevamento di struzzi nel salotto di casa… Anche se il regolamento specifica che il divieto riguarda solo gli allevamenti molesti,  forse l’allevamento di canarini o di anguille è in regola.

Benché il condominio è degli anni settanta, subito dopo figura una curiosa proibizione a

disturbare i vicini con suoni, schiamazzi, canti e danze

(niente baccanali in questo condominio) ma anche

usare apparecchi radio, televisivi e grammofoni in modo assordante e fastidioso.

Pollice verso al pensionato ultracentenario che voleva ascoltarsi Creola a tutto volume. Lo stesso pensionato che pur alzandosi alle 5 del mattino non potrà accendere il suo apparecchio prima delle 7, stante il divieto di

suonare pianoforti, grammofoni e radio prima delle 7 e dopo le 23

A rigore di regolamento, interpretandolo alla lettera, non è proibito suonare chitarre elettriche, trombe, vuvuzela, anche in orario notturno.  Solo il malefico pianoforte e il solito grammofono incorrono nel divieto.

Attenzione anche a chi pretende di avere il pollice verde a discapito del comune senso del pudore, un successivo punto vieta di

collocare vasi da fiori indecorosi

Non so se l’aggettivo indecoroso riguardi il vaso oppure i fiori, e quali siano i vasi che attentano al decoro del palazzo. Per i fiori, invece, qualche idea ce l’ho, ne conoschi parecchi che si fanno impollinare dal primo che passa…

cinema · musica · Risposte

C’è un meglio nel peggio

Gli appuntamenti con Risposte, la popolare rubrica del blog, diventano più radi ma ogni tanto ritornano.

Per esempio ritornano quando qualcuno riesce ad arrivare su questi pixel domandando a qualche motore di ricerca:

Le migliori canzoni para para giapponesi?

Risposta n. 43

E’ difficile dire quale sia l’esempio migliore delle canzoni trash-dance giapponesi, un posto d’onore lo meritano senz’altro le fanciulle dello Hinoi Team, ma a loro un post l’ho già dedicato.

Allora mi sono messo a cercare in rete, mobilitando l’intera redazione di E’ scientificamente dimostrato, e così mi sono imbattuto in un video tratto da Para Para Sakura, film del 2001 (essenziale in ogni cineteca che si rispetti) interpretato dal grande Aaaron Kwok, cantante di Hong Kong capace di rivaleggiare con i migliori esponenti dei neomelodici napoletani.

Vi risparmio la trama del film, perchè vi voglio bene.

E direi che anche se il cantante non è giapponese, e la canzone non è abbastanza para para (non si può avere tutto…), questa è la mia Risposta di oggi.