Cuore di tetrapak

Ieri era la giornata internazionale degli scomparsi. Ma purtroppo, coerentemente, il post di ieri era dato per disperso, ed è riapparso solo oggi.

Sarebbe un argomento serio, ma non sono dell’umore adatto per affrontarlo.  E allora me la cavo con questo video dei Blur, Coffee and tv.

Sarebbe bello se le persone scomparse, invece di vagabondare nelle stazioni, essere morte o magari essere finite imprigionate da qualche maniaco mentre i vicini fanno finta di niente, stessero solo suonando il basso in uno scantinato.    Lo so che non è così, ma ci sono momenti in cui riesci solo a vedere le cose rosa, e non ci puoi fare niente.  Capita, come capita il contrario.

In ogni caso, vi sfido a non commuovervi, se è la prima volta che vedete il video.

Personalmente, in questo momento poi ho un rapporto di particolare affetto per i cartoni di latte, specie quelli di latte parzialmente scremato della coop, ma questa è un’altra storia (e non ve la racconterò).

L’unica cosa importante, però, quando si ritrova una persona scomparsa, è non perderla o non farla andare via un’altra volta.  Quello sì che sarebbe imperdonabile.

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Parola di rana

Durante le mie vacanze, ho perso alcune giornate mondiali; per esempio non ho festeggiato il 9 agosto, giornata mondiale dei popoli indigeni, e mi scuso con tutti i popoli indigeni.

Il 9 agosto ero a curarmi le ferite dell’anima, perchè ero appena tornato a casa dopo le due settimane oxfordiane; allora ho pensato a come rimediare, ho immaginato che qui, vicino a me,  nella stanza che avrebbe potuto essere la stanza di un bambino e che invece è solo uno studio con un divano letto per gli ospiti, in questa stanza che è quasi il simbolo del fallimento del mio matrimonio, ecco qui vicino a me ci fosse un indigeno.

Un indigeno vero, con la faccia da indigeno, i vestiti da indigeno, magari qualche arma da cacciatore perchè è così lo stereotipo.   Gli chiederei come posso recuperare la giornata degli indigeni, e lui forse mi parlerebbe della foresta dove il suo popolo vive come vivevano i miei antenati, e del pericolo deforestazione.   E allora voglio dargli ascolto:

Guardate il video fino alla fine, sopportate anche il pistolotto di Charles, Prince of Wales, perché all’ultimo c’è un caro amico della mia (non so se anche della vostra) infanzia, il grande Kermit, la star del Muppet Show.  E a lui, se non a tutti gli altri protagonisti del video, bisogna dare ascolto.

Lo so che qui ci vorrebbe un discorso retorico e buonista, ma non fanno per me, non è il mio stile.

Però è sicuro che a lasciar passare una giornata mondiale c’è rimedio, contro la deforestazione e il riscaldamento climatico, no.

Frate Puccino, blogger

Baciarsi e fare pace

Oggi è il kiss and make up day, ovvero la giornata internazionale del bacio riappacificatore.  Make up vuol dire rimettersi insieme, fare pace, finire un litigio.

E la lirica del kiss & make up è stata anche cantata da una poetessa contemporanea come Katheryn Elizabeth Hudson (Santa Barbara, California, 1984), in arte Katy Perry.

E’ la giornata giusta per fare pace, questo caldo 25 agosto.  Un bacio sulla guancia se avete litigato con vostro fratello o con vostra madre, un bacio sulla bocca se avete litigato con il vostro partner o volete farvi perdonare dalla vostra ex, un bacio che funziona molto più di mille parole e mille spiegazioni.

Ma attenzione a cadere nella trappola del “e comunque”.  Questo vale soprattutto per le mie amiche donne.

Quando ormai ci si è baciati (e magari qualcosa in più) quando la discussione è finita, le acque si sono chetate, non cadete nella trappola di dire al partner, ormai rilassato:

e comunque la prossima volta …

e comunque avevo ragione io perché …

e comunque ci sono rimasta molto male …

L’ “e comunque” fa male all’amore.  E anche all’amicizia.

Ritorni

bridge band

Eccomi qui alle prese con un altro ritorno; come se non fosse bastata la sindrome da post-vacanza oxfordiana, adesso mi tocca affrontare il ritorno dal mio viaggio inaspettato in giro per l’Europa.

Qualcuno mi ha chiesto dove sono stato, ma se lo scrivo e basta è troppo facile, e non è divertente.

Vi invito allora a provare a indovinare le tappe del mio viaggio, ma dandovi qualche indizio: sono partito in automobile dalla città dove vivo, nel nordest, e ho percorso quasi 2.000 chilometri.   Ho visitato due città molto famose; nella prima, dove sono stato tre giorni (ma questo non è un indizio), ho scattato la foto dell’orchestra del ponte, un ponte molto molto famoso.  E’ una città magica, il cui centro storico è composto da cinque città, e che è molto più calorosa di quanto ti aspetti.

mittelequilibrioNella seconda città, dove sono stato due giorni scarsi, ho scattato la seconda  fotografia (questa a sinistra) che apparentemente dice poco ma in realtà dice molto, anzi moltissimo, specie per chi mi conosce personalmente.

E’ una grande capitale, una delle destinazioni di vacanza più classiche, da consigliare soprattutto a chi ama l’arte e le torte alla cioccolata.

Considerato il livello intelletto-culturale medio dei lettori del mio blog, vediamo quanti minuti ci mettete a indovinare…

Per il resto, oggi ho già ricominciato a lavorare, da domani ricomincio anche con le celebrazione delle giornate mondiali.   Si torna alla  normalità.

Oggi mi sento un pessimo poeta

Euterpe & Friends

Quanto eravate alle elementari, avete mai dovuto svolgere un tema che cominciava con “oggi mi sento poeta”?  E’ il momento della rivincita, oggi è la giornata della pessima poesia.

Io personalmente aderisco alla tesi per cui la poesia moderna è rappresentata dalla musica e quindi, a rigore, una pessima poesia dovrebbe essere un pessimo testo di una canzone.   Ciò nonostante, ho deciso di cimentarmi nella difficile arte del fare pessima poesia, ed ecco cosa ha partorito la mia fantasia

La povera Zanzara

Così come Venere dopo che dalle acque è sorta

intorno si è guardata , e poi se se n’è ita lontano

così hai fatto tu, uscendo da quella porta

e insieme scegliemmo  il tavolo e il divano

Oh no, mai più si chiuderanno per noi

le porte scandinave di Ikea, nè ora né poi.

Oggi ho trovato in bagno deceduta una zanzara

appariva essere morta, la poverella, di fame

rattrappite le zampe, che fine amara

di sangue umano inutili le sue brame

senza te, come potea fare lo sventurato animaletto

che non trova più la preda adatta al suo cospetto?

Spero di avere dato il peggio di me; rime, richiami alla mitologia classica, parole desuete, tutto il campionario del pessimo poeta.  Manca solo un pezzo in dialetto, ma non mi è venuto.

Ma spero che qualcun altro si voglia cimentare con me nella tenzone del pessimo poeta, e sia Euterpe la nostra giudice.  Per il patrocinio, spero di poter contare sul Ministro Bondi, al momento forse il massimo pessimo poeta vivente.

La svastica sul surf

Dopo una breve interruzione per le vacanze del blogger e qualche post dedicato alle vacanze stesse, riparto con la celebrazione di tutte le giornate mondiali.  Confesso che, preso dalla nostalgia per le mie due settimane oxfordiane, ho bigiato due giornate internazionali consacrate dall’ONU, come la giornata internazionale dei popoli indigeni (9 agosto) e quella della gioventù (12 agosto).  E per fortuna che la Giraffa mi ha egregiamente fatto da supplente per la  giornata dei mancini.

In ogni caso, adesso si ricomincia con la giornata mondiale del Windsurf; siccome non ho celebrato la giornata mondiale del surf, dedico la  giornata di oggi ai patiti di entrambe le specialità, con un trailer da uno dei peggiori film della storia, un vero capolavoro del trash: Surf Nazis Must Die

Non saprei da dove cominciare; il film (del 1987, regia di Peter George), che una volta ho anche provato a guardare (salvo poi rinunciare, era davvero troppo trash), è un’accozzaglia di idee rubate e luoghi comuni, dal classico plot della banda di guerrieri di strada sadici e sprezzanti delle regole, ad una scopiazzatura dei vari mad max (o interceptor, come si chiamava da noi) e altri film del filone post-catastrofico, fino al classicissimo schema della vendetta, in questo caso della Big Mama di colore contro la gang dei Nazi-Surfisti che le ha ucciso il figlio.   Anche lo schema del vendicatore in motocicletta è già visto, anche se questo è l’unico caso in cui il vendicatore è un’infermiera sovrappeso.

L’unica cosa che non ho capito è se il film è volutamente comico, o si tratta di un effetto involontario.   Ma il film è trash allo stato puro in entrambi i casi, penso che rientri a pieno titolo delle Top Down dei peggiori film di sempre.   Da notare i particolari, come il gancio minimale che sostituisce il braccio di Hook, divorato da uno squalo (ricorda qualcosa?).

Spero che gli amanti del Windsfurf mi perdonino se non ho parlato molto della loro disciplina; ma tanto a quest’ora staranno veleggiando sulle onde incuranti di tutto e di tutti.  E ogni tanto cadendo in acqua nel più classico dei non riesco a tenere la vela, non riesco a tenere la vela… splash.

Il titolo di questo post è una citazione; ma non dubito, visto l’alto livello culturale dei miei amici di blog, che qualcuna/o riuscirà a indovinarla.