Aspettando

incinta

Sono gli ultimi giorni (o forse le ultime ore?) ad aspettare l’arrivo della nostra secondogenita, e allora inevitabilmente guardi su internet i segni prodromici del parto per provare a rasserenare tua moglie con il pancione.

Solo che, tanto per cambiare, internet invece di aiutare ti complica la vita, perché tra i vari indicatori, tolte le contrazioni, che alla fine è l’unico reale indicatore che sta per nascere la bimba, trovi tantissime cose (che a me almeno appaiono) assurde.

Ecco la mia personale Top Ten:

1) essere piena di energia / essere totalmente spossata (ovviamente c’è chi dice l’una e chi dice l’altra)

2) la luna piena (ma allora come mai le nascite sono distribuite equamente in tutti i giorni dell’anno?)

3) la sindrome del nido (un po’ più convincente, ma comunque mia figlia non la metto a dormire in un giaciglio di legnetti e fango)

4) i gatti che si mettono seduti davanti al letto miagolando strani

5) il fatto di svegliarsi in un letto d’ospedale nel reparto maternità

6) accorgersi che sono passate quaranta settimane dal giorno dell’ultima mestruazione e dedurre che forse quell’aumento di peso non era dovuto alle troppe calorie

7) avere la montata lattea (muuuuh)

8) ricordarsi di avere dimenticato una cosa essenziale per la borsa dell’ospedale e naturalmente sono le 22  di domenica

9) avere la faccia di chi deve partorire (e che faccia sarebbe???)

10) vedere all’improvviso un varco temporale che si apre nella stanza, ne esce una ragazzetta vestita strana e con i capelli viola che ti dice “oh, drughissimo mamma, quanto eri giovane, ohy, siamo nel 2016, yep?  Dai, fammi vedere come ero appena nata!!!”

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Invecchiando

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Di recente wordpress mi ha ricordato che sono passati ben otto anni dall’apertura di questo blog, direi che è un risultato non male vista la vita media dei blog, ma direi in generale delle cose su internet. Considerato questo piccolo record personale, un volta tanto mi permetto un’eccezione alla mia regola di non parlare di me stesso e delle mie emozioni.

Tra poco compirò 46 anni, in lettere quarantasei/00. Non sono pochi, eppure tante volte, anche se la vita mi ha dato grandi gioie, mi pare di non avere fatto abbastanza cose in vita mia, e mi prende l’angoscia se penso di essere già a metà del guado, e se sono fortunato da vivere oltre 90 anni.

Una riflessione però mi ha consolato.  Mi annoiano profondamente le cose che il 99% delle persone scrive sui social network e su whatsapp, o nel corso di incontri, riunioni e incontri pubblici. Il motivo è molto semplice: proprio perchè ho quasi 46 anni ho incontrato un’infinità di estranei e ho sentito e letto migliaia di volte le solite banalità che si scambiano tra persone che si conoscono poco. Sono molto poche, oramai, le persone che possono offrirmi un’idea originale, un ricordo unico, uno spunto di conoscenza che non abbia già letto e sentito. A parte mia moglie, la bambina che gioca qui vicino a me e la seconda che per ora scalcia nella pancia di sua mamma, solo i matti e i veri sapienti riescono a farmi interessare.

Però questo mi consola: se le parole degli altri mi annoiano tanto, forse non è vero che ho vissuto ancora poco, forse di cose che ho viste e ne ho fatte molte.

Spero nei prossimi 46 anni ne farò altrettante, per arrivare sazio al momento in cui la mia anima lascerà questa esistenza.

La lista dei regali

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Siamo a novembre e Natale si avvicina a tappe forzate… come si capisce entrando nei centri commerciali.

E’ quindi il momento giusto per la letterina annuale a Babbo Natale, che quest’anno spedirò via PEC, e vediamo se finalmente verrò accontentato…

Ecco, comunque, la mia lista dei regali per il Natale 2015:

  1. il dvd della prima stagione di Tyrant, la seconda mi ha appassionato moltissimo, non posso mica aspettare che la rimandino in tv…
  2. la prelibox di prelibata.com  edizione speciale di Natale, se non sapete di che si tratta date un’occhiata a questo link…
  3. un’ecografia con la mia secondogenita che fa cresce bene e fa “ciao” con la manina
  4. un Natale sereno con tutta la mia famiglia
  5. una mezzaluna affetta cipolla, ogni Natale lo chiedo a tutti ma nessuno me la compra perché “costa poco, ma che regalo è?”, è il regalo che voglio io, caspita!
  6. un nuovo orologio con stazione meteo per la taverna
  7. una giornata di neve con il sole
  8. la Fiorentina ancora capolista
  9. una bicicletta elettrica ma di quelle più eleganti e originali
  10. mio papà che la vigilia telefona per sapere come stiamo e dice che in realtà è guarito e sta bene, e adesso è su un’isola tropicale, ha dovuto fare così per tanti motivi, mi spiegherà quando verrò a trovarlo, perché dove sta è veramente il posto più bello del mondo

La vita dopo un bambino

Diventare genitori inibisce la vita sociale?

Risposta n. 84

Assolutamente no.

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Mi è capitato di leggere questo articolo, sul fatto che maternità e paternità divengano quasi una condanna agli arresti domiciliari, e da neo papà non posso che dissentire completamente.

Avere un bambino comporta impegni e responsabilità, è vero, come avere degli animali domestici, è normale ed è giusto così. Ma con un minimo di sforzo e organizzazione è ancora possibile andare a trovare gli amici, andare fuori a pranzo o cena e andare in vacanza, anche senza rinunciare alla compagnia del proprio cucciolo o portarsi i genitori- baby sitter appresso (c’è chi lo fa davvero!).

Noi, che abbiamo una bimba di 14 mesi, in questo periodo non abbiamo dovuto rinunciare a niente, sebbene viviamo in una città diversa da quelle in cui vivono i nostri genitori, e non potendo quindi contare su alcun aiuto tranne il nostro. I nostri cinque gatti, infatti, finora non si sono dimostrati idonei come baby sitter.

L’unica vera privazione è stato il non poter andare al cinema, almeno finchè non troveremo una baby sitter di cui fidarci e, soprattutto, finchè non riusciremo a stare tre ore senza la nostra adorata piccina.

Perchè la verità è che diventare genitori non ti toglie nulla, se non sei tu a volertene privare, ma ti aggiunge molto, una piccola personcina che non ti farà mai annoiare e che altro che comprimere la vita sociale, ti farà fare mille conoscenze nuove, perchè quando incontri altre coppie con bimbi scatta subito un feeling di colleganza.

Certo, avere un bimbo piccolo è anche impegnativo. Ma mi ha fatto sorridere leggere, tra le tante difficoltà elencate nell’articolo che ho citato, il dovere cambiare il pannolino sui sedili dell’auto o sulle sedie del ristorante. Da come ne parla l’autrice sembra un problema tremendo, ma noi l’abbiamo fatto tante volte, tantissime, e non è mai stato così complicato… Merito della mia donna, certo, ma soprattutto di un approccio più rilassato agli oneri della genitorialità.

Perchè di questo penso abbia bisogno un Paese in crisi di nascite, diviso tra fanatiche del mammismo e paurose/i della maternità ( parlo al femminile, perchè comunque in questi casi noi maschietti andiamo un po’ al traino).

Fare e allevare figli non è né una missione sacra né una prigionia, è semplicemente la cosa per cui siamo naturalmente programmati.

articolo scritto interamente mentre stavo con la mia bimba, che tranquillamente giocava per conto suo

Piccola Buddha

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In una amena localitá ai piedi delle Prealpi è nata una bambina che secondo alcuni monaci della scuola buddhista del Piccolo Timone potrebbe essere la reincarnazione della Lakhnin Lama Bhaj Dojalin, unica donna ad avere raggiunto il massimo livello di illuminazione per la straordinaria bellezza interiore ed esteriore.

La bambina, cui i genitori hanno dato il nome di Sherazade Amèlie, è nata il 7 novembre 2013 in una particolare congiunzione astrale e le sue eccezionali caratteristiche portano a pensare che si tratti della 16° reincarnazione di Bhaj Dojalin, che nella tradizione buddhista è chiamata anche la Sovrana della Casa dei Gatti.

I genitori per ora non commentano la notizia, ma sono comunque entusiasti per lo straordinario dono che hanno ricevuto, di una bambina tanto bella e intelligente.

Paternity

Quando lo sai è un momento di stupore e gioia assoluta, poi passano i mesi e l’ansia da preparativi è l’emozione prevalente, finché la cameretta è pronta, le tutine di ciniglia sono pronte, la valigia per l’ospedale è pronta, la culla è pronta, i pannolini e il passeggino sono lì che aspettano… ed è allora che subentra una nuova emozione: il panico da ormai-manca-pochissimo.

Il panico, il panico di non essere pronti, di non essere (ancora) in grado di fare i genitori, etc. etc. etc., ognuno poi ha le  sue paure, io per esempio con i miei fratellini piccoli ero terrorizzato dagli scivoli, voi ridete ma ogni volta che un bimbo sale su uno scivolo il cuore di un genitore perde 10 minuti di vita.

Poi però, quando hai superato anche la fantomatica 38° settimana, quella del potrebbe-nascere-anche-adesso, ecco che il panico come per miracolo, o per natura, svanisce, e finalmente ti senti veramente pronto.

Pronto a passare, ragionando in termini di Armageddon il film, dalla modalità Ben Affleck alla modalità Bruce Willis.  Sperando però che la tua Liv Tyler si sceglia un fidanzato meno bisteccone di Ben Affleck.

10 buoni propositi di paternità sostenibile

Autumn pore.. eyes charm by Mechtaniya on deviantart.com

Autumn pore.. eyes charm by Mechtaniya on deviantart.com

Ormai manca poco, manca poco e finalmente il mio desiderio di paternità rimasto a lungo insoddisfatto si concretizzerà in una bellissima (che sarà bellissima lo so già per certo) bambina.

Ho deciso allora di compilare una lista di buoni propositi del papà futuro, ovviamente in numero di 10 perché se non è un decalogo non è una lista che si rispetti.

Ecco allora la mia lista delle cose che farò con la mia bimba:

1) Non la chiamerò né Zoe né Cloe, benché un pensiero per Zooey come Zooey Deschanel, magari come secondo nome, ce l’avevo fatto (ma la mia Lei me l’aveva cassato)

2) Non dirò nè “il mio angeeeeelo” nè “la mia principeeeeessa”, come finora abbiamo evitato di usare nomignoli come “il mio fagiolino”, la chiamerò con il suo nome o al limite “baronessina” visto che la mamma un po’ di sangue nobile ce l’ha (ma non reale e bisogna essere precisi!)

3) Non le riempirò la cameretta di rosa solo perché è femmina, anzi posso dire che questo proposito l’abbiamo già messo in pratica, la cameretta di V. è piena di colori, rosa compreso ma non solo rosa, anzi;

4) Eviterò un’educazione sessista di genere come quella che si usava prima degli anni settanta e ora sembra tornata di moda; se la mia bimba vorrà giocare con il Lego o con gli aeroplani oltre che con le bambole vorrà dire che avremo una ingegnera in famiglia!

5) Eviterò di essere paranoico e iperprotettivo, anche se so che dei vari propositi di questa lista questo sarà il più difficile da realizzare

6) Le insegnerò il giusto equilibrio tra libertà e responsabilità

7) Le insegnerò ad amare gli animali (e non sarà difficile, visto che nasce in una casa con 2 umani e 5 quadrupedi)

8) Giocherò con lei e guarderò insieme a lei i cartoni animati, a costo di rivedere Cattivissimo me per la 567° volta (e proprio per questo negli ultimi mesi abbiamo deciso per un’astinenza da ogni genere di cartone!)

9) Cercherò di insegnarle a essere una persona serena e sicura di sé

10) Proverò a trasmetterle l’amore per i libri e le cose intelligenti, sperando che facebook le app e gli smartphone non la risucchino nel gorgo del cazzeggio non appena superata l’età critica