Asserismi · Le mie preferite · serie tv

Breaking quotes

La serie tv contemporanea, evoluzione di quello che un tempo si chiamava sceneggiato, costituisce la forma narrativa più caratteristica della nostra epoca.

Da appassionato del genere, ogni tanto mi imbatto in vere e proprie perle metaletterarie, che mi fa piacere condividere con i miei lettori. Non parlo delle citazioni più note, come la celeberrima ”io non sono in pericolo, io sono il pericolo” da Breaking Bad, ma quelle meno conosciute, di serie meno famose tra le mille mila diffuse sulle varie piattaforme televisive.

Voglio cominciare la mia raccolta, con questo post, da tre citazioni calde come un bacio appassionato in spiaggia al tramonto, seduti sui lettini con la sabbia ancora appiccicata alla pelle, mentre l’aria è satura di salsedine e odore di frittura di pesce.

La prima l’ho raccolta in Sky Rojo, formidabile serie televisiva spagnola, ed è una frase di Coral rivolta a Moises.

¿Sabes por qué siempre me tratas mal? Porque en el fondo lo que te sale es tratarme bien…

Lo sai perché mi tratti sempre male? Perché in fondo vorresti trattarmi bene…

La seconda viene da American Gods, ed è un piccolo gioiello di letteratura contemporanea, e in effetti è presa pari pari dall’omonimo libro di Neil Gaiman.

Chi parla è Mr.Wednesday, interpretato da Ian McShane.

Minnesota, Wisconsin, all around there… has the kind of women I liked when I was younger. Pale-skinned and blue-eyed, hair so fair it’s almost white, wine-colored lips, and round, full breasts with the veins running through them like a good cheese.

Minnesota, Wisconsin, quei posti… ci trovi il genere di donne che mi piacevano quando ero giovane. Pelle chiara e occhi azzurri, capelli biondi così chiari e quasi bianchi, labbra del colore del vino e bei seni rotondi con le vene che lo attraversano come un buon formaggio.

La terza citazione viene da una serie più popolare ma altrettanto di nicchia, l’intricatissima serie tedesca Dark. È la leitphrase della relazione tra Jonas e Martha. Parla di loro, come l’impermeabile giallo.

Wir passen perfekt zusammen glaub nie etwas anderes

Siamo fatti per stare insieme, non credere mai che non sia così (che non è la traduzione letterale, ma è quasi meglio dell’originale).

giornate mondiali · Top Ten

Giornate mondiali come se piovesse

Confident woman standing with wineglass and cigarette by Maria Orlova - Pexels

Era esattamente dodici anni fa, quando su questi html iniziavo una satira di tutte le giornate mondiali che erano state dichiarate, ognuna con il suo bel contorno di vuota retorica. Il primo post lo trovate qui.

Sono passati dodici anni, la mia vita nel frattempo è completamente cambiata, ma mentre ero disattento la marea delle giornate mondiali è aumentata sempre più, e la banalità celebrativa dilaga.

A questo punto credo che sia ora di proclamare qualche giornata mondiale meno moraleggiante e perbenista. Perché le cose brutte non possono anche loro avere una giornata mondiale dedicata?

Eccovi allora un elenco delle mie proposte:

  1. Giornata mondiale del Satanismo – direi che può andare bene il 30 aprile, la notte di Valpurga
  2. Giornata mondiale delle Tasse – il 16 giugno mi sembra decisamente la data più azzeccata
  3. Giornata mondiale delle Guerre – qui sono indeciso tra il 28 luglio e il 1 settembre, rispettivamente data di inizio della I e della II guerra mondiale
  4. Giornata mondiale della Distrazione – avevo preso un appunto sulla data, ma non lo trovo più
  5. Giornata mondiale della Cacca di Cane – mettiamo il 30 febbraio, così nessuno si offende
  6. Giornata mondiale del Maschilismo – ci sta bene il 28 agosto, giorno del calendario dedicato a Sant’Agostino, non esattamente uno che stimava il genere femminile
  7. Giornata mondiale degli Acari – dedicherei loro il 18 febbraio, data di nascita del loro scopritore, lo scienziato italiano Francesco Redi
  8. Giornata mondiale dei Litigi – potrebbe coincidere con il 20 gennaio, la giornata più triste dell’anno, almeno la vivacizziamo, che poi non si sa mai gli sviluppi, si sa che l’amore non è bello se non è litigarello
  9. Giornata mondiale dello Spreco – qui proporrei il 27 novembre, come il primo Black Friday della storia (del 1914, ndR)
  10. Giornata mondiale delle Fobie – potrebbe andare bene il 30 dicembre, data di pubblicazione di Ossessioni e Fobie di Sigmund Freud

Italia · italianate · politica

Under-my-umbrellum (ellum, ellum) – ovvero come ripensare il sistema elettorale italiano e vivere felici

Bansky – Devolved Parliament

Sette proposte per una riforma del sistema elettorale italiano, pensate per tutti i tipi di elezione, da quelle per il piccolo comune a quelle per il parlamento nazionale.

Numero 1 – Proportionatellum

Si vota, poi si guarda chi prende più voti, e poi tutti i candidati con almeno 10 voti vengono eletti, solo che ognuno ricopre la carica per un tempo proporzionale ai voti ottenuti, per due-tre giorni i meno votati, fino a magari uno o due anni i più votati.

In questo modo nessuno perde, nessun voto è inutile, nessuno viene, come si dice volgarmente “trombato” (che poi quale sarebbe l’aspetto negativo di esserlo, non si capisce, ma vabbè), e nessuno ci rimane male. Il massimo della rappresentatività.

Numero 2 – Winner-takes-it-allum

Chi prende un voto in più del secondo classificato, prende tutti i seggi in palio, ma tutti tutti. Il 100% del consiglio comunale/regionale, o dei seggi della Camera e del Senato va così a una sola forza politica. Niente più problemi con l’opposizione, o inutili dibattiti, c’è finalmente governabilità.

Con un ballottaggio se nessuno prende il 51% può essere più equo, ma a turno unico c’è più adrenalina.

Volendo si può prevedere un diritto di tribuna, nel senso che l’opposizione può prendere posto in tribuna, e guardare lo svolgimento dei lavori parlamentari.

Numero 3- Sortirellum

Come si faceva nei comuni medioevali, le cariche politiche e amministrative, dal sindaco al deputato, vengono selezionate con un sorteggio tra i volontari che decidono di entrare nell’Ordine Nazionale degli Eleggibili, composto da chi sceglie di dedicarsi per il resto della propria vita terrena all’attività politica, rinunciando a ogni proprietà o interesse economico personale, con un voto solenne di povertà. Così da garantire il massimo dell’onestà.

L’Ordine Nazionale degli Eleggibili si richiama alla tradizione dell’antico ordine dei Frati della Beata Gloriosa Vergine Maria, che svolsero quel compito dal XIII al XVI secolo, fino a che i Frati, persa la loro ragione politica d’essere, si dedicarono a godersi l’enorme patrimonio accumulato, motivo per cui sono oggi noti come Frati Gaudenti. D’altronde, si sa, l’onestà paga.

Numero 4 – Migliorellum

Viene istituita una Conferenza permanente di Cento Saggi, nominati dai professori universitari, dagli ex presidenti della Repubblica e del Consiglio, dalle alte gerarchie militari, dal governatore della Banca d’Italia, dalla Conferenza episcopale della religione più rappresentativa, dagli azzurri vincitori di medaglie d’oro alle olimpiadi e dai vincitori del Festival di Sanremo.

Questi Cento Saggi nominano poi sindaci, consiglieri e governatori regionali, deputati e senatori tra i migliori dei candidati che si propongono, senza ovviamente potere nominare sè stessi. Garantendo così un vero governo dei migliori, e il massimo della competenza.

Numero 5 – Algorithmellum

Tutto il processo elettorale si svolge online. I candidati postano una loro video-presentazione nel sito elettorale nazionale, e si promuovo sui social. Gli elettori possono commentare, mettere I like, poi ci pensa un algoritmo a selezionare chi si merita di venire eletto. Il massimo della partecipazione.

Numero 6 – CoppAmericanellum

E’ un sistema elettorale a tre turni. Come nella Coppa America di vela, prima gli sfidanti partecipano a un sistema elettorale a doppio turno, da cui emerge il Candidato Sfidante, che poi affronterà il Candidato Uscente in un emozionante Turno Finale. In alternativa, il Secondo e il Terzo Turno si possono anche fare con una regata, ma devono essere tutti d’accordo. Il massimo della sportività.

Numero 7 – Realitellum

Si organizza un bel reality tv con tutti i candidati, in cui possono mettersi alla prova come amministratori della cosa pubblica, ma anche ai fornelli, nell’ideare una sfilata di moda o mostrando i propri talenti come cantanti, ballerini, comici, senza contare gli amorazzi tra concorrenti da cui ognuno può farsi un’idea della persona… e poi, come in ogni buon reality è il pubblico di casa, con il televoto, a eliminare, settimana dopo settimana, i candidati meno convincenti. Così, per ogni eletto, ci sarà il massimo della popolarità, anche prima di entrare in carica.

Strano ma vero, questo sistema ha già trovato un’applicazione concreta, ne avevamo già parlato qui: https://scientificamente.wordpress.com/2014/02/01/ministerchef/.

Vi sono piaciute queste idee di riforma? E voi, cosa ne pensate? La proposta con più gradimento verrà direttamente confezionata in una bella legge di iniziativa popolare, inutile e velleitaria come tutte le altre, ma questa almeno divertente.