La via dell’efflorescenza

esserediluce

Grazie alla collaborazione con Bellarix Psicognostica, rivista purtroppo rinvenibile su abbonamento solo nel deep web (non chiedetemi perché, il direttore della rivista è sempre molto imperscrutabile), siamo in grado di pubblicare, primi e unici in Italia, un’intervista esclusiva al famosissimo guru Pathcoulai Rabhan, Maestro, fondatore (lui preferisce “riscopritore”) del movimento dell’efflorescence spirituality, il nuovo movimento adesso in auge e di gran moda nella California che conta.

D: “Maestro, Lei spesso afferma che bisogna abbandonare l’effervescenza, a favore dell’efflorescenza, cosa significa esattamente?”

P: “Nella società contemporanea noi, o sarebbe meglio dire voi visto che chi come me ha scelto un’altra strada è libero da questa schiavitù, voi siete schiavi dell’effervescenza, dell’impulso irrefrenabile a fare, produrre, consumare, mangiare, vivere.  Un impulso che crea stress, ansia, panico, malattia; la mia Scuola insegna a liberarsi dell’effervescenza, per scegliere un’altra modalità di vita”

D: “Quella che Lei, con una fortunata locuzione, ha denominato efflorescenza…”

R: “La via delll’efflorescenza è insieme via e vita, parola che in molte lingue contiene le lettere di via, e in altre no, per esempio in inglese life non c’entra nulla con street, ma comunque non importa, posso fare l’esempio con il sanscrito e fa anche più effetto; se scegli la via dell’efflorescenza scegli di rimanere fermo e rifiorire della tua emotività interiore, riscoprendo la vera felicità, che hai dentro di te, il tuo samsara interiore; questa è l’efflorescenza, ma sarebbe disonesto dire che l’ho chiamata io in questo modo…”

D: “Siamo al punto che lascerà molti “scettici” un po’ dubbiosi”

Il Maestro Rabhan sorride sotto la barba, aspira dal piccolo narghilè riempito -mi assicura- solo di aromi floreali, e poi risponde.

R: “La via dello scettico è lo scetticismo.  La mia invece è quella dell’accettazione.  L’accettazione della verità.  E della realtà del mio incontro con gli esseri della luce

D: “Nel suo best seller I sette sentieri verso l’efflorescenza Lei impiega molte pagine a spiegare la differenza tra gli esseri della luce e gli angeli delle varie tradizioni”

R: “Gli angeli e i demoni, non dimentichiamo questi ultimi; gli esseri della luce non possono essere dipinti come esseri tutti buoni, né ovviamente il contrario; si tratta di creature che vibrano a un’altra lunghezza d’onda rispetto a noi, che condividono il nostro stesso continuum spazio temporale ma che noi non riusciamo quasi mai a percepire, o non vogliamo farlo, come gli scienziati quando si trovano di fronte alle prove empiriche di anomalie inspiegabili e non ammettono che sono le loro teorie di partenza ad essere sbagliate”

D: “Lei ha scritto e racconta sempre che incontrare gli essere di luce è possibile, che Lei lo ha fatto e che chiunque può farlo”

R: “Sì, è così; ho costruito il mio Bija-Ashram nel mezzo di una  foresta nel nord della California, non lontano dalla famosa Napa Valley, perché era un luogo libero dai frutti velenosi dell’effervescenza: telefonini, sistemi wireless, microonde, telecomandi e tutto ciò che produce onde elettromagnetiche, che interferiscono con le nostre percezioni extrasensoriali e ci rendono impossibile comunicare con gli esseri della luce e con altre entità; ha notato, e non è un caso, che da quando la nostra civiltà è stata invasa dall’elettricità e dai suoi figli i racconti di fenomeni c.d. “paranormali” sono radicalmente diminuiti?  Non è un caso, è causa-effetto!”

D: “Quindi nel suo bija-ashram si possono incontrare gli angeli?”

R: “E’ un luogo dove sperimentare e riscoprirsi insieme.  Ma prima di tutto bisogna sapere che gli esseri della luce non sono quelli che tramanda la tradizione.  Gli esseri della luce sono molti, ognuno ha la propria individualità, come noi esseri umani ma anche di più, perché si tratta di intelligenze di livello superiore, che noi possiamo solo provare a comprendere.  Ci sono esseri della luce  che vogliono aiutarci, altri che magari godono o si nutrono della nostra sofferenza, e altri ancora che semplicemente ci deridono e ci prendono in giro, e purtroppo molte delle “rivelazioni” alla base di alcune religioni o credenze sono nate da scherzi con cui qualche essere di luce si è divertito ai danni dell’umanità, e di qualche “profeta” troppo ingenuo”

D: “Ma come può essere certo che invece a Lei gli esseri della luce dicano la verità?”

R: “E’ molto semplice: perché non ho parlato con un solo essere della luce, ma con molti di loro, in tante occasioni e in tanti “luoghi”, e nel tempo ho imparato a distinguerne l’essenza.  Inoltre ho avuto la  guida di Samsa Bakhmati, il mio maestro, che mi ha mostrato i tre chakra nascosti e ha condiviso con me altre conoscenze che mi sono servite da guida nel mio percorso di scoperta”

D: “Sa che alcuni dei suoi detrattori mettono in discussione la stessa esistenza di Samsa Bakhmati e degli otto maestri sconosciuti che lo avrebbero preceduto…”

R: “Scetticismo e creduloneria sono due facce della stessa medaglia; e sono due esempi dell’effervescenza di cui è affetto il nostro mondo.  A me non importa delle parole di chi non crede a me o alle verità che insegno.  La mia è un’offerta al mondo, che ognuno è libero di accettare o di rifiutare; a questo proposito le voglio raccontare un aneddoto: nel mio ashram vivono molti gatti, animali adorabili che a differenza di noi sanno vedere perfettamente gli esseri di luce; però sono sempre animali, e quando porto loro del cibo nuovo, che magari non conoscono, e lo distribuisco nelle ciotole, solo alcuni  lo accettano e mangiano, mentre altri magari si allontanano dubbiosi; io sono certo che il cibo che offro loro è buono, ma non posso imporli di mangiarlo, e non voglio, perché dev’essere una loro scelta“.

Il tempo dell’intervista sta scadendo, il Maestro Rabhan deve prendere l’aereo per andare a visitare un posto tra Slovenia e Austria dove fondare anche in Europa un Bija-Ashram; ci congediamo con una  forte stretta di mano, un gradito dono da parte del Maestro (il famoso mala invisibile che si può percepire solo con la propria dimensione spirituale), e la promessa di incontrarci di nuovo per approfondire i temi del nostro incontro.

 

 

Dimmi come odori e ti dirò chi sei

perfumebylady

Perfume by Lady Tori on deviantart.com

E’ possibile capire il carattere e le attitudini di una persona sulla base delle sue preferenza olfattive?  Chi ama l’odore degli agrumi ha caratteristiche differenti da chi preferisce la lavanda?

E’ questo il tema dell’articolo di copertina del prossimo numero di Bellarix Psicognostica, che parla degli studi di Jeffrey S. Annapurna, il guru californiano di quella che lui stesso ha battezzato Aromosophy.

Secondo You are as you sniff, il bestseller di Annapurna, le persone si possono dividere in nove categorie, i segni aromosofali:

Piperiti: sono coloro che amano i profumi leggeri, come quello della menta o della rosa, e non sopportano tutti gli odori troppo intensi e  in particolare quelli delle altre persone;

caratteristica caratteriale: la leggerezza – colore: verde – mese: marzo – si trovano bene in: un prato fiorito – mai: in metropolitana

Incensuosi: sono gli amanti degli odori esotici, di legno e di resina, e che riempirebbero casa del fumo di incensi al sandalo, e sono invece quasi allergici all’odore di pesce imputridito;

caratteristica caratteriale: la sensualità- colore: marrone – mese: settembre – si trovano bene: in un hamman – mai: in pescheria

Limoncellosi:  sono coloro che amano gli odori agrumati e odiano l’odore della lavanda o del sapone di marsiglia

caratteristica caratteriale: la precisione, con un tocco di acidità- colore: arancione- mese: giugno – si trovano bene in: Sicilia o Andalusia – mai: a Marsiglia

Malvici: adorano il profumo di lavanda, e riempirebbero la casa dei relativi rametti; odiano l’odore di frittura

caratteristica caratteriale: l’amore per armonia- colore: violetto – mese: aprile – si trovano bene in: uno di quei negozietti che vendono solo cose a base di lavanda – mai: al fast food

Naturmisti: solo coloro che prediligono tra tutti l’odore del muschio o della carne cucinata alla griglia, e invece detestano l’odore della pipì di cincillà (ma anche quella di gatto non è nella lista dei preferiti)

caratteristica caratteriale: la naturalezza- colore: blu – mese: ottobre – si trovano bene in: una comitiva a fare la grigliata all’aperto – mai: in un allevamento di cincillà

Fruttuosi: amano gli odori della frutta, potrebbero sballare di fronte a una cesta di mele e albicocche, mentre stanno male di fronte alle uova marcie e al gorgonzola

caratteristica caratteriale: la bontà d’animo- colore: il rosso- mese: maggio – si trovano bene in: un frutteto e in Trentino – mai: in un ascensore con passeggeri che si sono appena mangiati una bella pasta e fagioli

Lattugigliosi: sono agli amanti dei profumi alla vaniglia e di tutto quello che è dolce ma possono avere conati di vomito di fronte agli odori amari troppo intensi;

caratteristica caratteriale: la dolcezza- colore: giallo – mese: dicembre – si trovano bene in: gelateria e pasticceria- mai: in un ristorante tipico calabrese

Zuccheriani: vanno matti per il profumo di popcorn o di zucchero filato, possono essere confusi con i lattugigliosi ma si differenziano perché hanno un anticrasia completamente diversa, giacché la loro si rivolge in particolare verso gli odori dei prodotti chimici e in particolare dei detergenti per pavimenti

caratteristica caratteriale: il sentimentalismo- colore: bianco – mese: novembre – si trovano bene in: lunapark o fiere di paese- mai: a fare le pulizie neanche se sono di turno loro dovete capire sono zuccheriani non è colpa loro

9) Ascettici: sono quelli che non tollerano alcun tipo di odore particolare, non usano profumi e sono maniaci della pulizia

caratteristica caratteriale: l’amore per ordine e pulizia- colore: nero – mese: gennaio – si trovano bene in: qualunque locale asettico- mai: in uno qualunque dei posti che piace a quelli degli altri segni aromosofali, o comunque dove siano altri esseri viventi, piante incluse

Arriva la meteoterapia

cacciatore iperboreo

Omeopatia?  Ospeopatia?  Fitoterapia?  La nuova tendenza delle cure alternative è un’altra: si tratta della meteoterapia, di cui parla il servizio che sarà pubblicato sul prossimo numero di Bellarix Psicognostica.

Alla base della meteoterapia, che la sua inventrice Ergon McPhalsey chiama anche la “dieta dell’aria“, c’è l’idea che ogni essere umano sia adatto per vivere in un determinato clima, proprio com’è per gli animali, e basti pensare ai cani, tra cui ci sono razze fatte per vivere in climi freddi e altre che si adattano alla perfezione ai luoghi più caldi.

Secondo la prof. McPhalsey, che rivendica la validità della sua teoria nonostante le molteplici accuse di ciarlataneria mossele dalla c.d. “scienza ufficiale”, lo stesso principio anche per gli esseri umani, anche tra la nostra specie ci sono persone più adatte a vivere in un determinato clima piuttosto che in un altro.

La prof. McPhalsey ritiene che esistano ventuno diversi tipi climatici umani, di questi ventuno quelli che interessano noi Italiani sono i quattro cui possono ricondursi quasi tutti gli abitanti dell’Europa (e del nostro paese).

Secondo l’antropologia spirituale cui si rifà la prof. McPhalsey,  docente proprio di quella materia presso la Nota Real University di Sunnyvale, in California, gli europei discenderebbero da quattro popoli ancestrali: i mediterranei, gli iperborei, i protosiberiani e i numenoreani.  Nonostante i rimescolamenti tra popoli che sono avvenuti nei millenni, e il fatto innegabile che  in noi c’è un po’ di ognuna di queste radici originarie, ce n’è sempre una che prevale, e che ci avvicina maggiormente a uno piuttosto che a un altro dei ceppi ancestrali.

La prevalenza la si vede in alcune caratteristiche psico-somatiche, nelle abitudini alimentari ma soprattutto nel clima ideale di cui ogni persona ha bisogno per stare bene.

La meteoterapia afferma infatti, senza anni di studio, ricerche e analisi approfondite, che ogni persona possa raggiungere il massimo benessere e ricaricare le proprie energie vitali rimanendo il più possibile nell’ambiente climatico più adatto al suo tipo ancestrale, e respirando l’aria caratteristica di quell’habitat.  Secondo le teorie della prof. McPhalsey, non è solo la temperatura esterna o le ore di luce ciò che influiscono sullo stato di benessere della persona, quanto i differenti livelli di ionizzazione e composizione chimica e dell’aria  corrispondenti alle differenti situazioni climatiche.  E’ esattamente quello che proviamo quando, trovandoci in una località a noi congeniale, “respiriamo bene”.

La meteoterapia non ha finora trovato l’entusiastico plauso della comunità scientifica internazionale, le cui reazioni sono passate dalla semplice derisione alle denunce penali, e ciò nonostante che la prof. McPhalsey abbia sempre rivendicato che le sue non sono cure mediche, ma terapie spirituali dell’anima, anche se per proteggersi dalle accuse di psicologi e psichiatri (questi “professoroni” non sono mai contenti) ha dovuto registrare la sua associazione di cura come “religione alternativa”.

Ma vediamo nel dettaglio i singoli tipi ancestrali inviduati dall’equipe della prof. McPhalsey.

Tipo mediterraneo.

Coloro che appartengono al genus mediterraneo possono essere paragonati alle arance, prediligono i climi caldi e le lunghe giornate di sole mentre soffrono già a latitudini mediane.  I mediterranei si trovano a loro agio e in in salute solo nelle giornate calde e assolate, e soffrono in presenza di temperature inferiori a 10-15° o quando il cielo è nuvoloso.

Stagione perfetta (alle nostre latitudini): l’estate.

Ora ideale: mezzogiorno.

Vacanza perfetta: ai tropici o in Africa

Potere soprannaturale:  divinazione

Pietra: l’ametista

Tipo iperboreo.

L’iperboreo (o nordico) è l’opposto speculare del mediterraneo, dove l’uno prospera l’altro soffre.  Restando ai paragoni agricoli, i nordici sono simili alla patata e sopportano bene le temperature rigide. Al contrario il tipo iperboreo soffre le temperature superiori ai 30° e può avere gravi danni alla pelle dall’esposizione a un forte sole.  Quello che mette sicuramente di buon umore un iperboreo è una bella nevicata.

Stagione perfetta: l’inverno.

Orario ideale: le 6 del mattino.

Vacanza perfetta: crociera nei fiordi o viaggio nelle Highlands scozzesi

Potere soprannaturale: lettura del pensiero

Pietra: il topazio

Tipo nunenoreano.

I numenoreani sono la popolazione più antica d’Europa, gli autoctoni del continente, o per meglio dire i primi che vi si sono insediati.  Proprio per questo sono i meglio adattati al clima del continente, e la loro situazione ideale è quindi il clima temperato. Possono essere paragonati alla vite dell’uva.  I numenoreani rifuggono in generale gli eccessi, il grande caldo come il grande freddo, ma è comprovato che godono di buona salute se vivono in prossimità del mare.  Amano le parole con le doppie.

Stagione perfetta: primavera.

Orario ideale: mezzanotte.

Vacanza perfetta: viaggio in barca.

Potere soprannaturale:   trasmutazione

Pietra: il lapislazzulo

Tipo protosiberiano.

Chi appartiene al tipo protosiberiano predilige il freddo al caldo, meno però del nordico, rispetto al quale soffre meno l’esposizione al sole, riuscendo anche a raggiungere l’abbronzatura. E’ un tipo paragonabile come pianta all’albero di melo. Caratteristica particolare del protosiberiano è l’insofferenza verso il caldo umido, e non a caso chi appartiene al tipo protosiberiano non può rimanere dentro una sauna per più di 15-20 secondi.  Tra tutti, sono quelli che meglio tollerano il forte vento.

Stagione perfetta: autunno.

Orario ideale: le 6 del pomeriggio.

Vacanza perfetta: montagna d’estate

Potere soprannaturale:  premonizione

Pietra: il quarzo

Come accennato, per identificare chi rientra nelle diverse tipologie non ci si deve basare sul semplice aspetto esteriore, parametro che può facilmente fuorviare in popoli frutto di mille incroci come gli europei… Un biondo con gli occhi chiari non è necessariamente un iperboreo o un moro con gli occhi neri un mediterraneo.

Meglio rifarsi invece agli aspetti psico-spirituali o, ancora meglio, sui gusti alimentari, molto indicativi di quale tipo prevale nel nostro DNA; i mediterranei infatti sono i discendenti dei primi agricoltori, e quindi amano le verdure e i piatti freddi; gli iperborei si distinguono per la capacità di digerire bene latte e latticini, mentre i numenoreani prediligono sempre il pesce, anche crudo e i protosiberiani invece, discendendo da antichi cacciatori, amano la carne e comunque i  cibi caldi.

La teoria della prof. McPhalsey, nonostante le perplessità del mondo accademico “ufficiale”, sta avendo già grande successo in California e nel resto degli Stati Uniti, tanto che secondo indiscrezioni, prodotti a base dell’aria adatta a ogni singolo tipo ancestrale (aria ametista, aria topazio, aria lapislazzulo e aria quarzo) verranno a breve messi in vendita da un’azienda che sta collaborando con la docente californiana.

La redazione di E’ scientificamente dimostrato non si prende alcuna responsabilità nei confronti di chi prenda sul serio questo post (in un mondo di creduloni non si sa mai) ma comunque ricorda che la meteoterapia non esiste e comunque non è una vera cura medica e che questo post non contiene consigli medici (sebbene sia indubbio che una vacanza ai Tropici possa avere influssi positivi sul nostro stato di salute generale).

Atto d’Amore

Il Ministro Boschi non c'entra nulla con il Loves Act e la sua foto serve solo ad attirare lettori

Il Ministro per le Riforme  Maria Elena Boschi non c’entra nulla con il Loves Act e la sua bella foto serve solo ad attirare lettori

È scientificamente dimostrato, grazie alla collaborazione con la redazione di Bellarix Psicognostica, è in grado di anticipare i contenuti del Loves Act che secondo accreditate indiscrezioni sarà nel 2015 la riforma dell’anno come lo è stato il Jobs Act del 2014.

Ancora una volta nell’epoca di Renzi si utilizza l’inglese per battezzare una legge destinata a modificare profondamente il diritto matrimoniale e di famiglia, con una riforma che (se approvata dal Parlamento) non è azzardato definire epocale, nel suo felice connubio tra modelli tratti dal diritto romano e esigenze della società contemporanea.

Dal diritto romano classico il Loves Act trae l’idea della stabilizzazione ex lege delle convivenze ma soprattutto le diverse tipologie di matrimonio a tutela crescente.

La tipologia base di matrimonio sarà sempre costituita dal matrimonio stabile a tempo indeterminato, l’evoluzione dell’attuale modello unico: un matrimonio che manterrà l’attuale disciplina sostanziale e che potrà essere sciolto, come adesso, con il divorzio.

La prima variante prevista dal progetto di legge è costituita dal matrimonio a tempo determinato, che si scioglierà automaticamente una volta decorso il periodo di tempo scelto dagli sposi, con la possibilità per questi ultimi di scegliere invece il suo rinnovo. Nel matrimonio a tempo determinato se le cose vanno bene c’è l’occasione per un gesto romantico come il rinnovo delle promesse, se non vanno si chiude tutto al decorso del termine senza spese nè complicazioni.

Le tante opzioni proposte dalla legge, che soddisfano ogni genere di esigenza, fanno venire meno il senso della convivenza more uxorio, e proprio per mettere ordine su questo fenomeno sociale il progetto di legge prevede, riprendendo l’istituto dell’usus del diritto romano, che dopo due anni di convivenza registrata questa si converta automaticamente in matrimonio a tempo indeterminato (definito “stabilizzato“).

La grande novità è però dall’apertura a forme alternative di matrimonio: è il matrimonio a regolamentazione flessibile, una forma alternativa di legame coniugale in cui i nubendi potranno stabilire liberamente di comune accordo le forme e i termini della loro unione, inclusa la durata e le modalità di scioglimento, all’interno delle regole generali previste per i singoli tipi previsti dalla legge.  Questa forma di matrimonio sarà libera anche nei soggetti che lo possono contrarre, che potranno anche essere due persone dello stesso stesso, il che finalmente colma una lacuna del nostro ordinamento, che con questa legge finalmente  riconoscerà il matrimonio omosessuale.

Ecco nel dettaglio le diverse forme di matrimonio a regolamentazione flessibile.

Ci sarà anzitutto il matrimonio di libera scelta, la modalità standard di matrimonio autoregolamentato, molto adatta sia alle coppie gay che alle coppie eterosessuali che potranno così scegliere un legame più leggero rispetto al matrimonio formale, liberamente risolvibile in ogni momento, e che quindi rappresenterà una valida altertativa alla convivenza more uxorio (modalità dello stare insieme che per l’appunto la legge vuole disincentivare).  Se poi una coppia omosessuale vorrà invece costruirsi delle regole matrimoniali più rigide e  più vicine a quelle del matrimonio formale, lo potrà fare, proprio in forza della libertà di regolare il rapporto come meglio vogliono i due sposi.

Una novità, ma anche un ritorno al passato, sarà costituito dal matrimonio collettivo, ovvero un matrimonio con un numero di coniugi variabile da 3 a 6; diventeranno quindi legali la poligamia e la poliandria, ovviamente consensuali e con un massimo di 3 mogli/mariti a testa, ma anche nuove forme di matrimonio come la doppia o tripla coppia.

Novità assoluta è invece il matrimonio simbolico con animali, piante, minerali o personaggi di fantasia (fermo per questi ultimi il consenso dell’avente diritto nel caso di personaggi protetti dal diritto d’autore), utile magari per chi preferisce la vita da single ma non vuole rinunciare a una bella cerimonia.

Un altro mix tra recupero dell’antico e novità sarà il matrimonio a dominazione, la soluzione perfetta per chi vuole essere sposarsi ed essere sottomessa, che sia per motivi religiosi o perchè pratica forme alternative di sessualità; con questa forma di matrimonio si torna in pratica alle regole ante 1976, con l’unica variante che il coniuge dominante potrà essere, a libera scelta dei nubendi, anche la donna e che verranno legalizzate, con alcuni precisi limiti, le punizioni corporali all’interno del matrimonio.

L’obiettivo, come potrebbe annunciare con il suo tipico stile il premier Renzi, è quello di eliminare la stortura di chi convive senza volere o potersi sposare, alleggerendo per tutti i lacci burocratici e le cancellerie dei tribunali, e trovando finalmente una soluzione che accontenti i due stilisti che vogliono fare coppia anche all’anagrafe come pure i due appassionati di 50 sfumature di grigio, quelli cui piace amarsi in compagnia, come pure chi magari vuole sposarsi con la mascotte della propria squadra del cuore.

I vampiri esistono veramente! La prova fotografica

foto scheletro vampiroE’ di quelle davvero stupefacenti la fotografia che arriva dalla repubblica ex sovietica della Georgia, precisamente dalla regione della Svanezia, nella parte occidentale del paese.

La foto, pubblicata in anteprima nazionale per gentile concessione della rivista Bellarix Psicognostica, che nel numero in uscita questa settimana dedica alla scoperta l’articolo di copertina, è stata scattata durante gli scavi archeologici nell’antico insediamento di Nomepiaši, non distante dalla più nota località di Ushguli, famosa per le sue case a torre.

Lo scheletro della foto si trovava all’interno di una tomba molto diversa dalle altre rinvenute durante gli scavi,  una camera sotterranea con l’entrata murata e sigillata, anche se quello che più ha colpito gli archeologi della Free University di Tbilisi è stata la dentatura e in particolare i due canini superiori, più simili a quelli di predatore carnivoro che di un essere umano.

Lo scheletro apparteneva a un “uomo”, di statura particolarmente elevata per i canoni dell’epoca, e la sua sepoltura risale al IX secolo, proprio l’epoca in cui sono iniziate a essere costruite le case a torre per cui la regione della Svanezia è famosa, il che è senz’altro un elemento che non potrà non appassionare gli studiosi, sia quelli della storia ufficiale che quelli dell’archeologia misteriosa.

Inevitabile non collegare lo scheletro alle antiche leggende georgiane del popolo delle tenebre, esseri antropomorfi, divoratori di uomini e animali, dotati di lunghe zanne e che secondo gli antichi racconti uscivano dai loro nascondigli solo durante la notte, figure quindi molto simili a quelli che noi oggi chiamiamo vampiri.

L’UFO sotto il Conero

(articolo pubblicato in collaborazione con Bellarix Psicognostica)

Il promontorio del Conero nasconde un incredibile segreto, e questo incredibile segreto è collegato con il trasporto aereo della casa della sacra famiglia da Nazaret a Loreto e  con i poteri di S. Giuseppe da Copertino, il “santo volante” famoso per le sue inspiegabili lievitazioni.S. Giuseppe da Copertino

Il promontorio del Conero, nelle Marche, è l’unica altura in tutta nella costa adriatica da Grado in provincia di Gorizia fino al Gargano, in Puglia, e si tratta quindi (apparentemente) di una curiosa anomalia geologica.  Ma se invece fosse qualcos’altro?  E cosa nascondono le misteriose cavità sotterranee e la rete di tunnel che si nasconde sotto il Monte Conero e le varie cittadine nei dintorni?   E come mai vi si sono verificati tanti avvistamenti di ufo?

Sembra incredibile, ma la spiegazione è sotto i nostri occhi, e basta guardare il profilo del promontorio marchigiano; non ci vuole un occhio esperto per notare che la sagoma del promontorio corrisponde a quella di un disco volante, per essere precisi un disco volante semisommerso e spezzato a metà, e poi ricoperto dalla vegetazione, come nel fotofomontaggio che vi proponiamo.

coneroufo

E non può essere un caso che nei sotterranei della vicina cittadina di Osimo è presente un’incisione murale che riproduce un sacerdote cristiano che officia messa sotto a quello che appare indubbiamente come un’astronave extraterrestre…

l'ufo di OsimoIl fatto che il promontorio del Conero altro non sia che un disco volante precipitato sull’Italia chissà quanti secoli fa (sicuramente prima degli antichi Romani) spiegherebbe ogni cosa. E’ logico pensare che le cavità e i tunnel sotterranei del Conero siano in realtà i corridoi e le cabine dell’astronave aliena, e che qualcuno, forse ai tempi delle Crociate, sia riuscito ad impadronirsi di un misterioso marchingegno in grado di consentire il volo o la lievitazione: lo stesso marchingegno utilizzato per traportare in volo la casa della santa famiglia da Gerusalemme a Loreto, lo stesso marchingegno entrato in possesso di S. Giuseppe da Copertino, circostanze che inducono facilmente a ritenere che il macchinario misterioso fosse (e magari tuttora è) nella disponibilità delle gerarchie ecclesiastiche, e non è certo un caso che il Conero si trovi all’interno del territorio un tempo governato dallo Stato Pontificio.

Forse la Chiesa cattolica conosce da secoli, forse da millenni, il mistero del Conero ma l’ha tenuto segreto per non svelare l’esistenza di razze aliene che rischierebbe di indebolire la fede tradizionale?  E perché escludere che l’esistenza dell’astronave sia da tempo conosciuta dal governo italiano, visto che proprio nel Conero è presente un’importante quanto misteriosa base militare?  E come negare che i tanti avvistamenti di ufo attorno al Conero siano collegati all’enorme astronave sepolta?

Tutti questi misteri attendono una risposta, Bellarix Psicognostica continuerà a indagare per scoprire la verità…

La setta del Monte

Inizia con questo post la collaborazione tra È scientificamente dimostrato e il Centro Internazionale di Studi Psicognostici, che a causa dell’ostracismo dei mezzi di comunicazione “ufficiali” non può diffondere le proprie scoperte: se non ci credete provate a chiedere in edicola un numero della rivista Bellarix Psicognostica; non stupitevi quindi se non troverete più un post già letto, potrebbe essere stato cancellato da qualche entità superiore per eliminare le tracce delle verità più scomode

Zzoidberg

Zoidberg è il Vecchio della Montagna?

Cos’hanno in comune il famigerato gruppo Bilderberg e il social network fondato da Mark Zuckerberg, che tra l’altro ha scelto come top manager Sheryl Sandberg?

La stessa cosa in comune che condividono il lager nazista di Berger Belsen, sede di misteriosi esperimenti medici, e le tre città di Bergamo, Bergerac e Heidelberg, guarda caso poste ai vertici di un triangolo equilatero al cui interno si trovano (curiosa coincidenza?) la cittadina svizzera di Sion (come il famoso prioriato), la cittadina  francese di Macon (che si pronuncia massòn…), ma anche la città di Ginevra, proprio dove hanno sede l’Onu, la Croce Rossa ma anche il CERN  con il suo sincrotone.

Tutto collegato dalla magica parolina berg.

La stessa parola che troveremmo nel vero cognome dei reali inglesi, che si fanno chiamare Mountbatten-Windsor ma se non ci fossero le leggi dinastiche e fossero cittadini come gli altri di cognome farebbero Battenberg! E se poi magari venisse fuori che il trisavolo di Berlusconi si chiamava Bergalusconi?

Allora sembra meno casuale che in Futurama, una delle serie animate di quel Matt Groening che ha predetto tanti avvenimenti futuri da sembrare quasi il Nostradamus dei nostri tempo, figuri un certo Dottor Zoidberg, un medico alieno dotato di conoscenze extra-ordinarie e dalla fisionomia che ricorda molto molto da vicino il Ctulhu di Lovecraft.

Ma cosa significa berg? È la parola tedesca per Monte, e qui l’indizio è già chiaro, se si pensa che Monte in antico italiano voleva dire banca (pensate al Monte dei Paschi o al Monte di Pietà) o si riflette sul mito, narrato anche da Marco Polo, del Vecchio della Montagna che dominerebbe le sorti del mondo attraverso la sua setta segreta…  Non stupirebbe se il Vecchio della Montagna altri non fosse che un governatore alieno del pianeta terra, il vero essere calamariforme che Lovecraft aveva chiamato Ctulhu e Groening… Zoidberg!

Se non fosse già tutto tremendamente chiaro basta solo aggiungere che in molte lingue nordeuropee signoraggio si traduce proprio… geldberg!

E sarà un caso che la regione all’interno del triangolo Heidelberg-Bergerac-Bergamo è una regione con i più alti monti d’Europa?  Sarà un caso che due politici dal cognome Monti e Tremonti abbiano avuto tanto potere in Italia?

Le alternative sono due: o credete ai casi e alle coincidenze, o provate a vedere oltre la coltrina di fumo.  Noi preferiamo la seconda.

(courtesy of Bellarix Psicognostica)