Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!

 

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Queste sì che sono notizie; il vostro beneamato blogger Fra’ Puccino si è classificato TERZO al concorso culinario del noto blog Prelibata, grazie alla ricetta del risotto miele e pistacchio.

In effetti chi ha giudicato il piatto dal vivo (e chi se non la mia adorata Bellaccina, che nel frattempo ho portato all’altare con dispensa ecclesiale?) lo ha lodato e apprezzato.

Tuttavia, considerato che io sarei uno di quelli eliminato da Masterchef nella prova preliminare che nemmeno mandano in tivù, diciamo che festeggiamenti tipo vittoria della Coppa del Mondo sono adeguati.

E naturalmente gli unici veri immortali Campioni del Mondo sono la nazionale umile e operaia del 1982, più che i fighetti tatuati del 2006 (per cui pure sono andato in piazza a sventolare il tricolor, ma è tutta un’altra cosa).

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A cena con il vampiro

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La sera di Halloween (e manca poco) avete invitato a cena il fidanzato di vostra figlia, che (s)fortunatamente è un vampiro?  Non sapete cosa cucinare?

Il vostro affezionato Fra’ Puccino vuole venirvi incontro, con la ricetta de

ZAMPE DI DRAGO CON RISO OSCURO E SANGUE RAPPRESO

(con cui provo anche a partecipare all’ormai famoso concorso culinario di Prelibata).

La ricetta originaria che mi ha insegnato mia zia strega prevede l’utilizzo di ingredienti non facili da trovare, e quindi vi propongo anche delle alternative agli ingredienti più, diciamo così, desueti.

INGREDIENTI BASE (per 4 persone):

350 grammi di zampe di drago (in alternativa: petto di pollo)

400 grammi di riso nero (o riso bianco messo a bagno nel sangue di bue)

1 pentolino di sangue di ratto fresco (in alternativa 1 zucca)

4 bulbi di scalogno (alcuni usano i bulbi oculari, ma a parer mio danno acidità)

PROCEDIMENTO:

cominciate preparando del brodo, che vi servirà per la crema di zucca (o per il sangue di ratto rappreso)

mettete a cuocere il pentolone con dentro dell’acqua (mi raccomando, NON acqua santa), e quando arriva ad ebollizione buttate il riso nero, che dovrà poi cuocere 18 minuti;

nel frattempo, avrete reso più lavorabile la zucca, o scaldandola in forno o (meglio) al microonde; terminato il rammollimento della zucca, mettetela a bagno in un pentolino insieme a un po’ d’olio e un po’ di scalogno che avrete lasciato imbiondire; se usate il sangue di ratto, che avrete lasciato rapprendere durante la notte, potete direttamente inserirlo nel pentolino; man mano che la zucca si cucina, aggiungete a poco a poco il brodo, stando attenti alla  giusta proporzione per evitare che il risultato sia troppo liquido o troppo solido; il risultato sarà una gustosa crema di zucca (o un ancora più gustoso tegame di crema sangue rappreso… mmmh che buono)

a lato, cucinate alla piastra, con un filo d’olio e lo scalogno, le zampe di drago, a cui avrete tolto le zanne; se usate il petto di pollo (ma non c’è paragone con il vero drago) dovreste prendere la carne e tagliarla di modo da ricavarne qualche finta zampa e magari alcune lunghe dita

Quanto tutto è pronto, buttate l’acqua del riso e poi servitelo con a fianco le zampe di drago (o di pollo) e con sopra la crema di sangue rappreso (o di zucca)…

Un suggerimento: cucinate bene e con attenzione, altrimenti rischiate di diventare voi il secondo!

Modi di fare

Le risposte erano arrivate alla n. 50, e forse molti di voi pensavano (speravano?) che la famosa rubrica si fosse conclusa. Che vi piaccia o no, la redazione di E’ scientificamente dimostrato ha deciso con voto unanime che la rubrica proseguirà fino alla Risposta n. 100, solo che d’ora in poi le domande non saranno solo quelle googlate da anonimi internauti, ma prima di tutto domande autobiografiche che mi frullano per la pasta.

A principiare da:

“Come si cucina esattamente la pasta alla carbonara?”

Risposta n. 51

L’Italia è un paese fazioso, un paese che ama dividersi in gruppi di persone che la pensano in modo diverso, spesso fermamente convinti che chi la pensa diversamente sia un’idiota, un estremista o un pervertito.

Così è anche per la pasta alla carbonara.  La pasta alla carbonara conosce molte varianti, e spesso chi sceglie una di queste tratta chi ne adotta una diversa come un deviato o un eretico.

Qui però si fa scienza, lo dice anche il titolo del blog, e allora ecco l’elenco freddo e analitico delle opzioni per chi vuole cucinare una pasta alla carbonara.

Il dilemma dell’uovo

Il primo argomento di discussione riguarda l’uso delle parti dell’uovo da utilizzare, solo il tuorlo o tutto l’uovo?

Personalmente credevo che ci si mettesse solo il tuorlo, così gli occhi mi si sono sgranati quando, miracoli della convivenza, Bellaccina mi ha cucinato una (peraltro buonissima) carbonara con tutto l’uovo, ma se amate i compromessi vi svelo che esiste anche una versione di mezzo, che prevede l’uso del bianco dell’uovo, (che i dotti chiamano albume) ma solo di una parte.

Il problema del quando

Altro dissidio riguarda il momento in cui unire l’uovo alla pasta e alla pancetta, e qui le fazioni si dividono tra chi lo mette nella padella in cui si è cucinata la pancetta, altri insieme a pasta e pancetta appena dopo la cottura, altri ancora praticamente nel piatto, e il risultato cambia, perché si va da un risultato simile alla frittata tipo riso alla cantonese, a una crema semiliquida.

Cipolla sì cipolla no

Il punto di maggior dissidio è però relativo all’uso della cipolla, che chi segue la ricetta ortodossa ritiene praticamente un’eresia contraria alla tradizione carbonara, e un’abominevole innovazione.  Ciò nonostante molti continuano lo stesso a cucinare la carbonara con cipolla, che secondo alcuni dei migliori chef aiuta a soffriggere la pancetta e rende la carbonara più saporita.

La scelta della pasta

Si possono utilizzare solo gli spaghetti o vanno bene anche i rigatoni, i bucatini o un altro tipo di pasta?  Anche qui ci si divide soprattutto tra fondamentalisti e pragmatici ovvero quelli che, come me, cucinano la carbonara semplicemente con la pasta di cui hanno voglia.

Pancetta o guanciale

L’uso di pancetta o guanciale è in realtà uno scontro nato a proposito dell’amatriciana, perché i fondamentalisti della culinaria si scagliano contro chi, come il vostro onesto blogger, utilizza i semplici umili cubetti di pancetta invece del guanciale che non so neanche dove si compri. Personalmente pensavo che perlomeno per la carbonara non ci fossero obiezioni a usare la pancetta, e invece pure qui ci sono i fautori del guanciale.   Tutto nasce probabilmente dal complesso tema del rapporto tra amatriciana, gricia e carbonara, e delle origini di quest’ultima… Ma la verità è che la pancetta ci sta benissimo, e anzi devo dire che l’ho provata anche con i cubetti di speck, e pure con quelli viene bene.

E voi, come la cucinate la pasta alla carbonara?

Curry e yogurt

 

Hug by Antontang on deviantart.com

Risposta n. 24

“Cosa vuol dire quando un ragazzo ti abbraccia?”

La domanda di oggi non arriva dagli oscuri meandri del cyberspazio, ma è un quesito di una delle mie più affezionate lettrici, che giustamente reclama il suo oracolo.

Sui possibili perché degli abbracci maschili però c’è poco da dire, perché la Risposta, vista con occhi maschili, è tutto sommato semplice:

un ragazzo, nel novantanove per cento dei casi, ti abbraccia perché gli piaci.

No way.

Perché ti abbracci e basta, senza andare oltre, può avere molte spiegazioni: timidezza, insicurezza, impacciataggine, la fedeltà ad un’altra, ma di sicuro l’esito di quell’abbraccio lo decide la donna.

Se ricambi i suoi sentimenti, se anche lui ti piace, faglielo capire, incrocia il suo sguardo, sorridigli languida, abbraccialo più forte, offri le tue labbra al suo bacio, insomma penso di non dover spiegare tutto io… se vuoi conquistarlo fai quello che è necessario perché l’animale che lui ha dentro superi le sue esitazioni.

Se invece non ti piace, distanziati con cortesia da lui e ripetigli quando vi è cara la sua amicizia. Non c’è nulla come le parole amico o amicizia per fare raffreddare un uomo.

Ma nel dubbio meglio dire di sì.

Perché uomini e donne sono come il curry e lo yogurt; apparentemente non c’entrano nulla tra di loro, ma insieme si combinano nel migliore dei modi per rendere saporito quell’inspido e insapore petto di pollo che proprio non avevate voglia di mangiare.

Tagli il pollo a pezzetti, lo condisci con il curry e un po’ di farina, lo immergi nell’inossidabile soffritto di cipolle, poi ci aggiungi un po’ di yogurt (non troppo che il gusto viene troppo acido) e il risultato è squisito.

Un po’ come la vita, che di per sé sarebbe insipida, ma può diventare estremamente gustosa e divertente con la giusta combinazione di curry e yogurt.

Servire con del riso a parte.

Una dose di crepes

crepes

Se l’unica cosa che non ci manca è il tempo, perché tornando a casa dopo una giornata di duro lavoro non ci cuciniamo una bella crepe?

Il problema è quando sei single (o la moglie fa la dieta) e allora devi cucinare per uno; come si fa? Dopo qualche tentativo sbagliato, ecco la mia ricetta:

Consiglio: utilizzare una tazza da caffé all’americana (quelle tazzone da souvenir, per intendersi) come unità di misura.

Ingredienti:

1 tazzona di latte, 1 tazzona di farina, 1 uovo (ne basterebbe 1/2, ma le galline non fanno mezze uova), sale o zucchero, burro.

Prendete un tegame adeguatamente alto e ficcate dentro latte e farina, che magari avrete ben setacciato; mescolate il tutto, meglio con una frusta da cucina (quella da equitazione non funziona), finché si amalgama. Ad un certo punto fermatevi, rompete l’uovo e con una forchetta amalgamate bianco e rosso dell’uovo (tipo il PD, ma che venga meglio). A questo punto mescolate i risultati delle due operazioni, se fate le crepes salate aggiungete del sale, e mescolate ancora.

Quando avrete un bel liquido denso color giallo, sufficientemente uniforme, lo dovete lasciare riposare mezzora. E’ per questo che vi serve tempo.

Finita la mezzora, prendete una padellona antiaderente con i bordi alti, fateci sciogliere un po’ di burro, e versateci lentamente la crema che avevate lasciato riposare, fino a coprire la padellona. Pian piano, vedrete apparire la vostra crepe, quando sembra abbastanza solida, giratela con delicatezza. Ci vorranno 5 minuti (ma andate ad occhio!) e la vostra crepe è pronta.

Potete condire con nutella, zucchero a velo, miele, formaggio.  Ma sono anche buone così, unplugged.

Pizza

Come preparare una pizza in 5 minuti con zero fatica.  

Ingredienti (per 4 persone): 1 telefono, 1 foglio di carta (se hai poca memoria), il volantino della pizza a domicilio.

  1. Individuare la migliore pizzeria a domicilio;
  2. scegliere ognuno la propria pizza, diffidando di quelle più fantasiose, tipo “New York”, “Aglio, Nutella e Peperoncino”, “Catarrosa”, “Schiatt’e’ fegat”;
  3. telefonare, senza ridacchiare, sennò pensano che è uno scherzo e non te le portano (mi è successo veramente, grazie Michele);
  4. attendere comodamente in poltrona;
  5. aprire appena citofonano, e una voce da adolescente addormentato sussura “pizzzAA”.

Servire ancora calda.