Il senso dei ricchi per il brutto

strane scarpe

C’è un dubbio che mi attaglia da tanti anni, quasi trenta ormai, ed è il seguente: perché i ricchi di famiglia acquistano e indossano capi di abbigliamento che qualunque altro Italiano troverebbe orrendi e investibili?

Ecco allora la mia Risposta n. 97.

Probabilmente non è un’esperienza generalemente condivisa, ma se almeno una volta nella vita siete stati a Stintino, Capalpio, Cortina, o Courmayer o similari, e avete passato qualche ora insieme con quelle signore bene educate che si affibbiano nominogli ridicoli come Cicci e Lolli, o con quei gentlemen altolocati che indossano le scarpe inglesi e il maglione di cashmere anche per andare ad acquistare il Corriere o Repubblica, forse vi sareste chiesti perché talvolta questi eleganti signore e signori, che il più delle volte devono la loro agiatezza al bisnonno e oltre, indossino capi d’abbigliamento semplicemente ridicoli, spesso identificati con nomignoli altrettanto ridicoli.

Guarda, ho messo finalmente le pappucce

Oggi con questo tempo ho tirato fuori dal guardaroba la balanfracca che ho preso a Sankt Moritz

Chi oggi non ha un cappello alla zevingote?”

Ecco, spero di avere reso l’idea… Talvolta, un certo capo è tipico di una specifica cerchia o di una località, talvolta è una scelta individuale, ma l’orrore resta.

Me lo sono chiesto tante volte, il perché di questo atto di vero e proprio odio verso il bel vestire, e forse la risposta è simile alle ragioni che portarono la povera Florence Foster Jenkins a esibirsi alla Carnegie Hall: nessun domestico, collaboratore, segretaria o autista ha il coraggio di dire “Dottore, quel cappotto fa ridere i polli” o “Signora, ma quelle scarpe sembrano ciabatte del mercato, ma delle bancarelle sfigate” e quindi le nostre Zizza e i nostri Ghigo continuano imperterriti a indossarli.

Direte: ma gli altri del loro ceto sociale, in occasione di vernissage o salotti, perché non glielo fanno notare?  Semplicemente perché non sta bene, non è educato, non sia mai dire una cosa fuori posto, e così l’orrendo capo rimane indossato, e capita pure che venga imitato, magari dall’ultima arrivata che vedendo la contessa indossare quel maglione uscito da un video dei Wham degli anni ’80 corre a comprarlo nell’unica boutique di Sankt Moritz che ancora li vende…

E pazienza se due settimane prima ne aveva buttato uno identico nel cassonetto della raccolta indumenti usati…

Come il cioccolato sciolto al sole

Oggi, ormai sul finire della storica rubrica delle Risposte alle grandi Domande della vita (che terminerà alla n. 100), voglio offrire una soluzione a chi si chiede:

“E’ una buona idea tornare con il mio ex?”

Risposta n. 96.

A tutti, credo, è capitato la disavventura di acquistare una buona e gustosa tavoletta di cioccolato, di dimenticarla in automobile a sole poi, ritornati dopo qualche ora, ritrovarla tutta sciolta.  A me è successo ieri, per dire.

Ecco, quando capita qualcuno (io, per esempio) prova a mettere la tavoletta in frigorifero, sperando che il freddo la riporti alla forma originaria, ma questo non avviene mai, gusto e forma non sono gli stessi.

Con le storie d’amore è la stessa cosa; una volta che si sono sciolte, qualunque cosa sia avvenuta nel frattempo, altre storie o casti struggimenti, è inutile provare a far tornare quell’amore com’era (o come ricordavate che fosse), perché sarà solo qualcosa una vaga imitazione di quel che era, proprio come la tavoletta di cioccolato sciolta al sole e rimessa in frigo.

Quindi, giovani amiche e amici che siete capitati qui per sapere se val la pena tornare con l’ex, la mia risposta è

NO

Wikileaks: gli Stati Uniti nascondono l’esistenza degli gnomi

gnomi real

(ANSA) Mosca 1 Apr. – È di quelle che lasciano a bocca aperta la notizia trapelata da fonti russe, e svelata dall’agenzia Notizija, secondo cui tra gli ultimi documenti riservatissimi resi pubblici da Wikileaks ci sarebbe la prova di un accordo segreto, risalente addirittura alla presidenza Nixon, tra gli Stati Uniti d’America e gli gnomi delle Dolomiti.

Si tratterebbe di un patto d’intesa e collaborazione siglato nel 1971 dal Segretario di Stato americano e il Connestabile dell’Enrosadira delle Dolomiti, che tra le altre cose vincolava gli Stati Uniti a mantenere sempre segreta l’esistenza stessa degli gnomi dolomitici e del loro regno, e dall’altra parte garantiva all’amministrazione americana l’accesso a tutta una serie di informazioni dal sottomondo.

Non appena uscita la notizia, è arrivata la ferma smentita del Cancelliere dell’Enrosadira, che ha negato sia l’esistenza del patto segreto che dello stesso regno degli gnomi. “È solo una favola per bambini” ha dichiarato l’alto esponente del piccolo regno.

Una storia salvadiga

witch_house_by_totalnol-d4r6kd1.jpg

Witch House by Alex Shatohin on Deviantart.com

Piccola favola crudele ambientate nella mia Terra (come cantava Elisa), ossia nella provincia  di Trieste, e scritta (semel in anno licet insavire) nella parlata locale.

Ghe jera una volta, e la viveva nel Bosco de le Noghere, tacà de Muja e del bloco de Rabuiese, una vecia che non so come la jera diventà una striga.  Una striga vera, de quele cative che le svòla su el manigo de scopa.

Bòn, una sera un muleto¹ che no scoltava mai mama e papà, el se perdi dentro el bosco; camina de qua, camina de là, el muleto el incontra la striga, e ghe chiedi, educatamente:

“Mi scusi, signora, ma per tornare ai laghetti che direzione devo prendere?”

La striga la varda el muleto, un bel muleto un poco su de chili con le guanciotte rosse, e se lo magna in un sol boccone.  Come i veri, la se disi da sola tuta contenta.

No la se jera acorta che un minuto prima jera ‘riva un orco, che la varda e  ghe disi “Cosa te ga fato?  Te se ga magnà el muleto?”

“ehhhhh, no l parlava triestìn, sarà sta un Furlàn²”

“Ma el jera de Borgo!”

“De Borgo?  E no el parlava triestìn?”

“Ehhhh, cos te vol, la mare jera ‘taliana³”

“Orca, alora me dispiasi tanto… Bon dei, prosimo giro ghe penso do volte… anche se te devo dir che la carne jera davero bòna, te ga presente quela che te compravi in Zonabìª tanti anni fa…?”

1: muleto: bambino, diminutivo di mulo, che in triestino vuol dire ragazzo

2: Furlàn: Friulano inteso come abitante delle province di Udine e Pordenone, divise con Trieste da un forte campanilismo

3: ‘taliana: Italiana del Sud, inteso in senso molto esteso a ricomprendere anche il Centro Italia

a: Zonabì: la Zona B dell’ex Territorio Libero di Trieste, che comprendeva il nordovest della penisola istriana, da Capodistria a Cittanova, che legalmente continuò ad esistere fino al 1975.

Eccezziunale politicosamente

Eccezzziunale...-veramente3.jpg

Uscirà nel 2017 il terzo episodio della saga comico-demenziale di Diego Abantuono, a quindici anni da Eccezziunale Veramente 2, ma questa volta i tre protagonisti non avranno più la fede calcistica in primo piano, ma quella politica.

Franco Alfano, l’Interista avrà trasformato il suo bar da Inter club a circolo del PD, e alle pareti tanto di poster del giovane premier fiorentino e della sua affascinante ministra e concittadina Maria Elisabetta Prati. Solo che una sera, a causa della rottura galeotta di un tacco 15, entrerà nel suo bar proprio la ministra di cui è fan sfegatato, interpretata da una Chiara Francini in versione bionda.  Nonostante le continue telefonate della gelosissima moglie rumena (“se mi tradisci taglio le palle“), dopo  qualche ora di convivenza obbligata il nostro sarà lì lì per concludere, quando alla tv inizieranno a trasmettere Fiorentina-Inter…

La frase che rimarrà è la spiegazione agli amici il  giorno dopo:

“raga, io sono come Javier Zanetti, fedele alla moglia”

Donato Cavallo, il ras della fossa, seguendo Berlusconi si è invece impegnato dalla parte opposta, e da ultimo si sta impegnando per organizzare una fiaccolata “contro gli ‘mmigrati”.  Per tutta una seri di equivoci, però si ritrova in un centro che ospita un gruppo profughi siriani, e dopo avere capito che non era una sezione della Lega Nord comincia a conoscere i migranti, tra cui una ragazza curda che gli spiega molte cose.  La frase “in pratica, siete terroni anche a voi” riassume il ragionamento cui giunge il nostro.  Nel finale dell’episodio troviamo Donato Cavallo a Kobane, con la divisa dei partigiani curdi, pronto a partire dall’assalto contro i guerriglieri dell’Isis.  Rimarrà negli annali la risposta a un capo curdo; “che nome di battaglia hai scelto, compagno?”

“Compagno Milan”

E veniamo a Felice La Pezza, lo Juventino, sempre nel suo paesino del Sud, di cui però è diventato sindaco con la lista di quello che lui chiama “Beppegrullo”; un giorno arriva una delegazione di parlamentari del moVimento, guidata dalla sua ex moglie (Sabrina Ferilli) e per il nostro sarà una grande delusione, perché gli altri due si rivelano  politicanti opportunisti non molto diversi da quelli che fingevano di combattere.

Così, decide di rinnegare Beppegrullo e la sua principale promessa elettorale, ovvero il No alla costruzione di un mega stadio nel territorio comunale, e al costruttore, un fantastico cameo di Franco Albanese, pone una sola condizione per dare il via alla speculazione:

“la partita innaturale la deve giocare la Giuventus”

Grillo: ho sempre stimato Renzi “uno di noi”

grillo renzi.jpg

(ASMA) – Roma, 7 dic. -Stupefacente rivelazione è quella che proviene da  fonti interne al moVimento 5 stelle (si parla già di boofaleaks) secondo cui, in conversazioni riservate con Roberto Fico e Luigi Di Maio, il leader e fondatore Beppe Grillo mai avrebbe rivelato di avere grande stima e apprezzamento per Matteo Renzi, al punto di pensare proprio a lui come futuro presidente del consiglio di un governo a 5 stelle.

“Renzi non è il PD, lui è come noi, quando vinceremo dovremo fare qualcosa insieme, magari lo mettiamo come nostro premier, perché anche lui vuole cambiare le cose e rovesciare il sistema, si può essere avversari e poi fare le cose insieme, in Germania lo fanno da anni” non avrebbe dichiarato Grillo ai due esponenti del movimento 5 stelle che finora hanno più ambizioni di ricoprire il posto di presidente del consiglio in un futuro governo 5 stelle.  E di fronte alle obiezioni, in particolare, di Roberto Fico, Grillo non avrebbe confidato di avere già avviato contatti con Renzi, che si sarebbe detto “entusiasta” del programma energetico esposto sul sito beppegrillo.it, assicurando che lui a casa spegne tutti i led degli elettrodomestici e ha appena comprato un kit completo di lampadine a basso consumo.

 

 

Ovviamente questa notizia è palesemente inventata, è uno scherzo ideato per vedere quanto e come le bufale si diffondono in rete sembrando vere.

Il senso della vita

strada.jpg

Quando avevo 15 anni me ne stavo disteso sul letto della cameretta a non fare niente guardando il soffitto.

Poi ne ho fatto di strada; mi sono alzato da quel letto, mi sono diplomato, mi sono laureato, ho passato l’esame di Stato e alla fine ho aperto il mio studio professionale; nei ritagli di tempo ho pure fatto il giornalista, l’arbitro, il giudice, l’ufficiale dell’esercito.

E mi sono dato da fare (non poco) anche sul piano personale: dopo tanti sbagli e delusioni finalmente ho trovato la donna della mia vita e ora sono papà di due bellissime bambine.

Insomma, sono cresciuto, ma poi la vita ti sorprende.

Perché dopo tutto questo percorso  va a finire che l’altroieri pomeriggio, mentre mia figlia più “grande” giocava sul tappeto per conto suo, me ne stavo disteso sul letto della cameretta delle bimbe a non fare niente guardando il soffitto.