Cose che non sopporto · Lettere dalla Quarantena · politica

Una vita a metà

bettinocraxilibertà.jpg

Non ho mai votato Partito Socialista Italiano, e non ho mai avuto particolare simpatia per Bettino Craxi, ma l’epigrafe che ha voluto sulla sua lapide, splendido testamento finale, esprime bene il mio pensiero di questi giorni.

La mia libertà equivale alla mia vita

una frase che esprime bene l’idea che solo una vita davvero libera è una vita degna di essere vissuta.

Oggi ci hanno comunicato che io e la piccola di casa siamo ufficialmente negativizzati, guariti anche per il sistema sanitario.

Stiamo bene, siamo guariti, ma liberi non ancora perché finché non risulteremo tutti e quattro negativi al tampone, e mia figlia grande ancora non lo è, dobbiamo restare in Quarantena, a dispetto del fatto che molto probabilmente siamo immuni al virus.

Regole strane per giorni strani.

Trentacinquesimo giorno di Quarantena.

Lettere dalla Quarantena · Top Ten

Dieci cose che mi mancano del mondo là fuori

man-holding-black-backpack-1223649
Foto di Oliver Sjöström da Pexels

Mentre chissà quando parlerà l’oracolo della nostra libertà, e sapremo l’esito di quei tamponi che da tanto attendiamo, in una giornata grigia e uggiosa raccolgo una lista delle dieci cose che (più) mi mancano della libertà perduta.

  1. il cielo libero sopra la mia testa
  2. andare da qualunque parte che non sia qui
  3. le prime pedalate quando inforco la bicicletta, quelle più dure dell’inizio finché la bici prende la slancio e senti l’aria sul viso
  4. sfogliare le pagine ruvide di un quotidiano
  5. i dieci secondi prima di addentare la pagnotta che hai appena comprato al panificio
  6. vedere le mie bambine che giocano nel parco
  7. il momento preciso quando ti siedi al cinema e mentre cerchi di infilare il bicchierone dei popcorn nell’apposito spazio a sinistra della poltrona ti chiedi se quei 12 euro li hai spesi bene
  8. l’odore della stazione dei treni di prima mattina
  9. guardare le partite di pallone ed esagerare con il vino a casa dei miei suoceri
  10. non sapere cos’è un webinar

Trentunesimo giorno di Quarantena, facciamo che a quaranta che è numero tondo è finita? 🙂

Asserismi · Lettere dalla Quarantena

Lettere dalla Quarantena

quarantenaspaziale

Oggi è il diciottesimo giorno di Quarantena, di isolamento domiciliare come si dice.

E grazie mille al Coronavirus Sars-Cov-2, come direbbero gli americani…

Per fortuna in famiglia ora stiamo tutti bene, il che non vuol dire che siamo liberi di uscire e tornare nella società, sempre che la società del lockdown all’italiana sia qualcosa di interessante a cui tornare, e povera Silvia Romano che gli tocca di essere liberata e tornare nel nostro Paese proprio adesso…

Puoi stare benissimo, anche non avere mai avuto sintomi, ma per essere ufficialmente guarito devi avere due tamponi negativi, e solo allora puoi uscire di casa, e non è mica facile se si è in quattro in famiglia… Una di noi è fuori, ed è stata una bellissima notizia visto che era quella che aveva avuto la malattia nel modo più severo, ma ci vorranno settimane perché l’esito sia doppiamente negativo, cioé positivo, per tutti, anche per noi.

Non resta che attendere, ma per ingannare l’attesa può aiutare un diario quotidiano, utile per sfogarsi e magari per qualche riflessione interiore ed esteriore, provando a seguire, in una prova di imitatio Gramsciorum, l’alto esempio di Antonio Gramsci, che rinchiuso nel carcere fascista scrisse, nei suoi Quaderni del Carcere, testi tra i migliori mai scritti nella filosofia politologia italiana.

addio a Roma · Affreschi

Destinazioni

cartmilanesi.jpg

Un’altra porta che si chiude, un’altra parola FINE a un pezzo della mia storia personale.

Novultima puntata a Roma.

Giornata di formalismi, cortesia e falsità, un ottimo sugo al cinghiale, la redbull alle due del pomeriggio, i treni puntuali (era un bel po’ che non mi capitava) e un bizzarro gioco del destino che con un’incredibile coincidenza mi ha fatto reincontrare una persona che avevo un po’ perso di vista.

Quando le coincidenze  sono così incredibili io sono portato a pensare che siano segni del destino, occasioni che capitano non per caso ma perché ti viene offerta un’opportunità.

Il nostro libero arbitrio sta nel scegliere se coglierle o meno queste opportunità, se percorrere quel sentiero “scritto nelle stelle” che all’improvviso intravedi nella nebbia della vita, o fare finta di niente.  Devo essere sincero, tante volte ho fatto la seconda scelta, per pigrizia, timidezza o pavidità.  Non stavolta, comunque.

E questa giornata romana la ricorderò anche per questo.

Ne mancano altre otto.

Affreschi · io papà · sarò papà · Uncategorized

Invecchiando

lago autunno.jpg

Di recente wordpress mi ha ricordato che sono passati ben otto anni dall’apertura di questo blog, direi che è un risultato non male vista la vita media dei blog, ma direi in generale delle cose su internet. Considerato questo piccolo record personale, un volta tanto mi permetto un’eccezione alla mia regola di non parlare di me stesso e delle mie emozioni.

Tra poco compirò 46 anni, in lettere quarantasei/00. Non sono pochi, eppure tante volte, anche se la vita mi ha dato grandi gioie, mi pare di non avere fatto abbastanza cose in vita mia, e mi prende l’angoscia se penso di essere già a metà del guado, e se sono fortunato da vivere oltre 90 anni.

Una riflessione però mi ha consolato.  Mi annoiano profondamente le cose che il 99% delle persone scrive sui social network e su whatsapp, o nel corso di incontri, riunioni e incontri pubblici. Il motivo è molto semplice: proprio perchè ho quasi 46 anni ho incontrato un’infinità di estranei e ho sentito e letto migliaia di volte le solite banalità che si scambiano tra persone che si conoscono poco. Sono molto poche, oramai, le persone che possono offrirmi un’idea originale, un ricordo unico, uno spunto di conoscenza che non abbia già letto e sentito. A parte mia moglie, la bambina che gioca qui vicino a me e la seconda che per ora scalcia nella pancia di sua mamma, solo i matti e i veri sapienti riescono a farmi interessare.

Però questo mi consola: se le parole degli altri mi annoiano tanto, forse non è vero che ho vissuto ancora poco, forse di cose che ho viste e ne ho fatte molte.

Spero nei prossimi 46 anni ne farò altrettante, per arrivare sazio al momento in cui la mia anima lascerà questa esistenza.

Risposte · Top Ten

Cose del Mondo che non farò mai

2010 08 18  WHR Rhyd Ddu station master

Arrivati alla mia età, quasi a metà del cammino della vita (poi uno spera non oltre un terzo perché bisogna essere ottimisti), ci sono una serie di cose che oramai si deve prendere atto che non si faranno mai (più), il che in taluni casi può essere anche un bene, naturalmente.

Il pensiero mi è sorto l’altro giorno, vedendo una nuvola che sembrava un fungo atomico che mi fatto pensare: ecco una cosa che (grazie al Cielo) non vedrò mai, visto  che la guerra nucleare ormai sembra un incubo del passato.

Ma questo episodio mi ha dato lo spunto per rispondere alla mia stessa Domanda:

quali sono le cose del Mondo che non farò mai (in prima persona e dal vivo)?

Risposta n. 81

1) Vedere un’esplosione atomica, con il relativo fungo – Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, considerate la scarse possibilità di andarlo poi a raccontare, ma quando ero bambino e adolescente, che mi piacesse o meno, non era un’eventualità impossibile come invece sembra adesso…

2) Guardare un’eclisse solare totale – Quella del 1999 l’ho apprezzata di sfuggita, la prossima visibile nel nord Italia mi pare sarà nel 2081, data in cui sarei lieto di essere ancora vivo, ma presumibilmente non abbastanza in forma dal prendermi gli occhialetti e  guardare in cielo

3) Giocare una partita del campionato del mondo  -non occorre specificare lo sport, alla mia età qualunque ipotesi di giocare un qualsiasi sport a livello professionistico o di nazionale la posso accantonare, dentro di me so che sarei stato un grande giocatore di baseball, ma la vita ha preso altre strade… vorrà dire che mi consolerò con i videogiochi.

4) Indossare di nuovo la divisa – Sono un’ottimista (vedasi la questione guerra nucleare), ma dubito che nonostante i venti di guerra in giro per il mondo si arriverà al punto da richiamare anche me, sono ormai prossimo al congedo definitivo dal mondo militare e il mio servizio per la Repubblica penso di poterlo considerare terminato!

 5) Pilotare un aereo di linea – La mia vita potrebbe essere ancora lunga, chi lo sa che prima o poi mi porti a guidare un piccolo aereo privato (che so, un Cessna o un Falcon), ma il sogno d’infanzia di fare come professione il pilota di voli commerciali ormai l’ho accantonato.

6) Rappresentare il nostro paese come Ambasciatore – E sì che secondo me sarei stato perfetto per quella carica, a suo tempo me ne dissuasi per le mie abitudini alimentari, e se con il tempo ho scoperto che mi trovo più a mio agio con tante cucine straniere che con quella italiana ormai era troppo tardi!

7) Comandare una stazione dei treni con il berretto rosso da capostazione (esistono poi ancora i capostazione?).

8) Tornare indietro da dove sono partito, perché a un certo punto della vita a volte capisci che il luogo dove sei nato e cresciuto non ti appartiene più, e tu non appartieni più a quel posto.

9) Mangiare di nuovo alla mensa universitaria da studente o da professore – La seconda opzione mi sarebbe piaciuta molto, visto come mi ero trovato bene nell’ambiente universitario, peccato che dopo la laurea la voglia di studiare mi si era completamente esaurita…

10) Esibirmi al cabaret – Accantonato il sogno di una carriera artistica come comico mi tocca accontentarmi, anche se non è poco, essere citato per due o tre volte dal cabarettista di turno (anche se il pubblico ignorava completamente chi fossi e anzi probabilmente pensava che facendo il mio cognome l’artista facesse ancora una volta sfoggio del suo proverbiale non-sense).