Deciso il premier italiano: sarà il socialista belga Elio Di Rupo

(ASMA) Roma,  10 nov  – Secondo indiscrezioni riportate dall’agenzia di stampa russa Notizjia sono in corso febbrili riunioni tra il Presidente francese Sarkozy e la Cancelliera tedesca Merkel, impegnati a scegliere il nuovo Presidente del Consiglio italiano.

I due leader europei, che pare siano in continuo contatto anche con il presidente americano Obama e con i presidenti russi Medveded e Putin, avrebbero infatti ormai scartato l’ipotesi Monti, rimasta solo come specchietto delle allodole, e destinato forse a un ruolo di rappresentanza o tecnico.

L’ipotesi sembra quella di un premier straniero, e le eventuali obiezioni vengono ritenute superabili dai due leader; stando a una dichiarazione attribuita al Presidente Sarkozy “in fondo pure noi abbiamo avuto il cardinale Mazarino come premier, e nessuno si è lamentato solo perchè non era francese”, mentre pare che la signora Merkel abbia ricordato che già il Papa è di nazionalità tedesca.

Proprio quest’ultimo elemento pare abbia spostato la bilancia sul francofono leader socialista belga Elio Di Rupo, favorito anche dalle origini italiane e dal fatto che probabilmente sia destinato a diventare premier anche del proprio Paese, con un bel risparmio per le tasche dei contribuenti tedeschi che tanto poi pagano tutto loro, come ha sottolineato elegantemente la signora Merkel.

Intraducibile

Tornato in questa piccola città di provincia, molto più stretta ora che sono tornato da una metropoli dal respiro internazionale, tante sono le cose che mi mancano.

Ogni I miss you sulla bacheca di facebook fa piacere ma è anche un tuffo al cuore, come gli occhi sgranati delle tante amiche giapponesi e coreane incontrate in quella città anche per loro straniera, quando dicevo loro che il giorno dopo sarei partito.

Quanto mi mancheranno quei sorrisi, quegli sguardi e i mille modi diversi di pronunciare il mio nome.

Eppure, quante incomprensioni con le ragazze orientali, in queste tre settimane, anche se alla fine qualcosa credo di averlo capito.

Ho avuto conferma (un po’ già lo sapevo) che le società giapponesi e coreane sono tradizionaliste e familiste come l’Italia di cinquant’anni, e se di norma le persone che incontri nei corsi di lingue sono più aperte di quelle che restano a casa… siamo (sono) proprio ben messi!

Ho anche capito se una ragazza giapponese ti dice it’s difficult vuol dire no, se dice maybe vuol dire non sono per nulla convinta, che se dice sometimes vuol dire maybe, che se dice sara-ghe in realtà è coreana ed è innamorata di te.

Ho imparato che i dim sum sono buoni ma il soju è meglio, ho capito anche che le ragazze orientali sembrano timide e impacciate, ma non quando ballano in discoteca, e che se una ragazza ti considera un amico prima di salutarti ti abbraccerà forte mentre se invece è innamorata di te ti saluterà a distanza con una stretta di mano.

O forse sono solo io che ho non capito nulla come al solito.

 

Tristezze

Giorni fa, passeggiando per il campus dell’università di Berkeley mi sono imbatutto nel teschio di mucca che da sempre è il simbolo dell’università di Padova e in particolare della sua sede storica, quel palazzo del Bo’ che prende nome e simbolo dall’insegna dell’osteria dove erano iniziati i primi insegnamenti universitari.

In quel momento mi ha preso da un momento di tristezza, pensando che l’Italia attuale ha perso praticamente tutto di quella grandezza che pure aveva ispirato tanto al resto dell’umanità.

Quella visione e quei pensieri mi hanno ispirato tante  altre considerazioni, sui valori di  merito ed eccellenza così poco valorizzati, ma anche sull’eguaglianza, intesa come il rispetto delle pari opportunità e della giusta remunerazione per il lavoro e l’impegno (e non per le amicizie o la famiglia) di ciascuno. Tutti principi che gli Stati Uniti, con i loro difetti, invece rispettano e tutelano.

Quanta distanza dalla nostra povera Italia, che dopo avere insegnato tanto al mondo sembra avere dimenticato i suoi stessi insegnamenti.

Come siamo caduti così in basso l’ho intuito qualche giorno dopo, in gita in uno dei posti turistici più banali del circondario, dove mi sono malvolentieri imbattutto in un gruppo di ragazzetti con la puzza sotto il naso presto raggiunti da un branco di genitori arroganti e maleducati, firmati dalla testa ai piedi, e con i classici atteggiamenti  di quella classe dirigente ignorante e sbruffona che purtroppo ci ritroviamo.

Mentre tenevo ben nascosta la guida per non svelare la mia identità italica, ho intuito istintivamente che finché il nostro Paese si troverà questi personaggi al vertice della piramide, non c’è verso di risalire il pendio della nostra decadenza, ma soltanto continuare a scendere sempre più in basso.

Poco Gucci (ep. 18)

Torna La Nave de Los Monstruos, e ci torna con un stereotipo incarnato, più che con una persona vera.

Dopo avere letto su Internazionale la famosa intervista che è costata il posto al gen. Stanley Mc Chrystal, autosiluratosi per le sparate su alcuni esponenti all’amministrazione Obama e -presumibilmente- destinato ad altri incarichi, ho capito che a un militare tutto d’un pezzo come Mc Crystal spetta una poltrona di prima classe su La Nave de Los Monstruos.

Quello che mi ha colpito non è tanto la dedizione a un’etica militare che pensavo esistesse solo nei film hollywoodiani, quando il suo ripulso per tutto ciò che è vagamente lussuoso, è che il generale etichetta come troppo Gucci (in inglese too Gucci).  Per il gen. Mc Chrystal anche un tavolo apparecchiato con una candela al centro è troppo Gucci.

Quanta distanza da certi generali di casa nostra, come quell’alto ufficiale poi passato alla carriera politica ma rimasto nella memoria collettiva sia per il berretto di altezza spropositata che per il famoso episodio delle spigole (che io preferisco chiamare con il nome nostrano di branzini) trasportate con un ponte aereo in occasione di un suo soggiorno in montagna.

Il gen. Mc Chrystal avrebbe giudicato troppo Gucci festeggiare in qualunque modo diverso da un sano barbecue all’aperto a base di alimenti composti al 50% di grassi insalubri, il generale di casa nostra invece non solo voleva mangiare pesce, ma pure branzino (le buone trote di fiume  non andavano bene?).

A confronto, perfino quel musone super militarista di Mc Chrystal mi diventa simpatico, e per questo lo faccio accomodare su La Nave de Los Monstruos. Poltrona di prima classe, salatini, e da bere aranciata o coca cola.

Speriamo che il tutto non gli sembri troppo Gucci!

Bernie (ep. 17)

La Nave de Los Monstruos si mobilita per un’Eroe contemporaneo. L’alternativa sarebbe attendere il 2159, anno in cui il buon Bernie avrà finito di scontare la sua pena.

Curioso Paese gli Stati Uniti; Warren Anderson, che dirigeva la multinazionale responsabile del disastro di Bhopal, in India, che secondo alcune stime ha causato 21.000 morti (tanto per fare un paragone, l’11 settembre sono morte 2.900 persone) vive tranquillo (immagino) nel suo villone con piscina, mentre l’ex finanziere Bernie Madoff è stato condannato a centocinquantanni di carcere per aver commesso una delle truffe più colossali del mondo, ma pur sempre una truffa.

Pare che il buon Bernie si sia appropriato di qualcosa come 50 miliardi di dollari (sì, miliardi, avete letto bene), utilizzando lo schema piramidale a suo tempo inventato dall’italiano Carlo Ponzi, per poi sperperare gran parte dei soldi in barche, cene eleganti e appartamenti di lusso.

Non si può negare che si sia goduto la vita, e in fondo, per dirlo con le parole del grande Fabrizio Corona, è stato una sorta di Robin Hood moderno, che ha rubato ai ricchi per dare a sé stesso.

Ora  Bernie è in galera a Butner, in Carolina del Nord, dove pare che si sia ambientato benissimo, circondato dalla stima e dall’apprezzamento dei compagni di prigionia, salvo per un episodio in cui i membri di una gang lo hanno accusato di averli fregati. Il che peraltro dimostra il grande talento di Bernie  che riesce a conquistare la fiducia di chiunque, si tratti di Steven Spielberg o di un sicario mafioso, anche se poi non riesce proprio a resistere alla tentazione di truffarli entrambi.

Ma come si fa a non ammirare un vecchietto distinto che cerca di truffare i compagni di galera con i bicipiti tatuati e lo sguardo assassino?

Un uomo così è un genio, e non merita certo di stare in galera. In Italia un personaggio così sarebbe sicuramente libero, e anzi andrebbe in tivvù a lamentarsi delle persecuzioni della giustizia.

Per questo, insieme con i passeggeri de La Nave de Los Monstruos, scartata l’idea dell’evasione stile Mussolini dal Gran Sasso, abbiamo deciso di organizzare una mobilitazione internazionale per la liberazione di Bernie, la

Free Uncle Bernie CampaignAnd Give him Back his Yacht

che speriamo raccolta molte adesioni.

Siamo sicuri che una volta fuori ci ringrazierà.  Ma siamo anche sicuri che probabilmente non metteremo i nostri soldi nei suoi fondi di investimento.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, data astrale Venere congiunzione con Marte, Mercurio quadrato con Plutone, Urano trigono con Nettuno,

Cospirazione! (ep. 10)

Prendete un cospirazionista; negli Stati Uniti ne trovate diverse varianti, le più note sono i Birthers (secondo cui in realtà Obama non è nato negli USA) e i Truthers (tutti quelli che non credono alla versione ufficiale dell’11 settembre).  Aggiungete un po’ di anarco-patriottismo, un’esperienza nel mondo militare, molte ma molte armi, razzismo quanto basta e dopo avere mescolato con pamphlet e video su you tube dove ti spiegano che l’Unione Europea e l’assistenza sanitaria per tutti sono forme di nazional-comunismo, ecco che avrete un

Oath keeper.

Gli Oath keepers, che vuol dire fedeli al giuramento, e che ho scoperto grazie a un articolo sul numero 838 di Internazionale (prova evidente che anche Internazionale è parte del complotto) sono ex militari che si stanno organizzando militarmente pronti ad agire nel caso che l’odiato governo di Obama & Hillary (un negro e una donna, manca solo che Joe Biden sia ebreo e Nancy Pelosi gay) sopprima le libertà costituzionali e imponga uno stato di polizia a metà strada tra l’Unione Sovietica e il regime nazista.   Demenziale e quasi comico, se non fosse che gli Oath keepers sono armati di tutto punto (naturalmente sono fautori dell’armamento libero) e molto molto inquietanti.

Abbastanza per far salire uno di loro, che chiamerò John Doe, su La Nave de Los Monstruos, naturalmente dopo avergli fatto lasciare a terra le due pistole, le munizioni, il coltello da caccia, la stella ninja, quell’altra pistola nel calzino e il kit per costruire una bomba in 5 minuti.  Il kit per depurare l’acqua invece lo può portare a bordo.

Tutto sommato però continuo a preferire i cospirazionisti classici, quelli impauriti dalle scie chimiche o dai vaccini, quelli che non fanno programmi dopo il 2012, i tanti Truthers  dell’11 settembre che un po’ avevano contagiato anche me (quell’aereo sul Pentagono, in effetti…) e tutti quelli che credono che un gruppo ristretto di burattinai comandi il mondo: da chi pensa che si tratti del per niente misterioso Gruppo Bilderberg (di cui fa parte anche Prodi e la Regina d’Inghilterra, e ho detto tutto) a chi crede che in realtà i Muppet Masters siano degli alieni mutaforma chiamati Rettiliani (sì, proprio come in V-Visitors!), agli immarcescibili antisemiti con il loro complotto ebraico, per arrivare a una nuova teoria che ho scoperto di recente.

Secondo questa teoria,  che mescola gli immancabili Alieni, le solite Piramidi, l’irrinunciabile 2012 e pure il CERN (che come noto è impegnato a formare buchi neri che si mangino la terra), da migliaia di anni il pianete Terra è dominato da un non meglio identificato Symposium che naturalmente tutto controlla e tutto sorveglia…

Mi chiedo solo una cosa, però: ma perché in tutti questi complotti c’è sempre posto per massoni ed ebrei, e mai nessuno ci infila dentro l’Opus Dei che è abbastanza misteriosa, diffusa nel mondo e potente per fare credere a qualcuno che faccia parte del Grande Complotto?

Diario di bordo de La Nave de Los Monstruos, flotta stellare della Gran Cospirazione Galattica, data astrale 20100406.

Il senso dell’umorismo

Oggi è il primo aprile, una festività importante, che secondo alcune tesi ha origine nello spostamento del capodanno da oggi al 1° gennaio e seconde altre tesi nel mito di Proserpina o nella festa di Venere Verticordia.

Considerata la natura della ricorrenza, lascio spazio a due lanci dell’ASMA (la mia agenzia di stampa di sfiducia)  che ho selezionato tra i tanti.

(ASMA) ROMA.  Alle 10.45 di questa mattina un sedicente commissario di polizia accompagnato da una decina di poliziotte in minigonna ha chiesto di entrare nella Città del Vaticano, per consegnare al Santo Padre un mandato d’arresto.  Dopo un’ora di negoziato il commissario è stato ricevuto dal Santo Padre, informandolo dell’accusa di omissione di atti di ufficio in relazione ai noti casi di pedofilia che hanno coinvolto esponenti del clero.  Alla notizia il Santo Padre si è accasciato su una poltrona, tanto che si è temuto un malore ed è stato chiamato il medico personale del Pontefice.

E’ stato allora che il commissario si è tolto basette e baffi finti, palesandosi per il Presidente del Consiglio, che con un grande sorriso si sarebbe rivolto al Santo Padre e agli altri prelati presenti con le parole “Pesce d’Aprile, Santità!!  Era tutto uno scherzo!  Ci eravate cascati, eh??  Che risate. Perché poteva pure essere, con quei giudici comunisti“.  Viste le espressioni dei presenti, il Presidente del Consiglio si sarebbe poi rammaricato che lo spirito dello scherzo non fosse stato compreso, rassicurandosi inoltre delle condizioni del Santo Padre, cui pare che prima di congedarsi abbia anche dato una forte pacca sulla schiena.

Il Presidente del Consiglio si è poi allontanato a piedi con il gruppo delle poliziotte, attirando l’attenzione dei numerosi turisti presenti nella Capitale.

(ASMA) Washington: Ancora ignoto l’autore della telefonata che questa mattina, alle 5.30 ora americana (mezzogiorno e mezzo in Italia) ha telefonato al Presidente degli Stati Uniti lasciando questo messaggio in segreteria:

“Ehilà, mister Obama!   Sono quel presidente dell’Iran che si concia sempre da schifo, volevo dirti che sono qui con tuo cugino Bin Laden e vi abbiamo mandato un bel missile atomico con il corriere espresso.  Booom!  E sai qual’è la marca del missile?  Pesce d’Aprile, Baluba!”

Rispondendo alle domande dei giornalisti statunitensi, il ministro Frattini ha smentito categoricamente che la telefonata provenisse da un’utenza intestata alla Presidenza del Consiglio.

Buona giornata mondiale dello scherzo, buon Pesce d’Aprile a tutti i miei disaffezionati lettori.

Perché solo una delle due notizie è vera.