Risposte

La Gerusalemme celeste

nello stile di Walt Disney - la scelta dei lettori

Risposta n. 22

Cos’è la Gerusalemme celeste?

La mia Risposta è molto semplice:

una Gerusalemme di colore celeste.

Celeste l’intonaco delle case, il colore delle imposte, la pavimentazione delle strade, i lampioni, gli alberi, le fontane.

Forse però voi, come l’anonimo internauta che pone quesiti teologici a Google, avete in mente la Gerusalemme celeste di cui si parla nella Bibbia, e in particolare nell’Apocalisse di Giovanni, ma allora meglio che lasci la parola al testo originale.

Da parte mia posso offrirvi una compilation di immagini di Gerusalemmi celesti.

Che dite, se facciamo il televoto sulla vostra immagine preferita è blasfemo? Nel dubbio, ho chiesto alla persona più credente che frequenti, ovvero me medesimo, e mi sono risposto che se Dio non volesse che scherzassimo anche su di lui non ci avrebbe dotato l’ironia, e quindi…

l’immagine che vince la metto in cima al post.

Tanto lo so che sarà quella migliore; ci pensa lo Spirito Santo, se riesce a far eleggere Papa chi vuole lui, figurarsi questa cosa qui.

Una Gerusalemme tutta celeste
Una Gerusalemme tutta celeste

 

noi italiani provincializziamo tutto

 

la Gerusalemme al cubo
la Gerusalemme vista dal navigatore
che sia una città lo ha capito solo chi l'ha disegnata
Italia · italianate · La Nave de Los Monstruos

Il Popolo del Liberticidio (ep. 25)

Mentre sto ancora aspettando che si faccia avanti una vera donna gatto (e preciso per tutti che indossare il costume da Catwoman di Batman returns è senz’altro apprezzabile, ma non vi trasforma in un’ailurantropa) in questi giorni si è fatto avanti un candidato passeggero per La Nave de Los Monstruos, cui non si può davvero dire di no.

Si tratta dell’ennesimo sindaco di una cittadina di provincia che ha regalato alla sua sfortunata cittadinanza uno di quei regolamenti di cui purtroppo abbiamo già visto innumerevoli esempi, ma che sono accomunati  tutti da un vago sapore liberticida, perché l’Italia purtroppo è piena di appassionati di regolette e proibizioni.

E’ un po’ come se il classico condomino rompiballe che percepisce anche il fruscio della vostra sedia nelle ore notturne o la vecchia brontolona che non vuole che i bambini giochino in cortile indossassero la fascia tricolore e cominciassero a vietare tutto quello che non gli piace.

In questo caso però il sindaco del comune di C.S. (non faccio nomi, per non dargli un’immeritata notorietà) è andato veramente oltre, ed ha superato ogni record del pur classico filone dei sindaci di località balneari,  in particolare del sud, inorriditi dalla cattiva condotta dei turisti in ciabatte e costumi da bagno. Orrore, orrore, un po’ di pelle nuda!

Scopo del regolamento, che deve ancora essere approvato dal consiglio comunale, è

“ripristinare il decoro urbano e favorire una migliore convivenza civile”

e se la parola “decoro” già da sola mi fa rabbrividire, il contenuto è terrificante: il regolamento vorrebbe vietare

“di giocare a pallone, aggirarsi, sostare o sdraiarsi in costume da bagno o, in ogni caso, a torso nudo o abiti assai succinti

Solo l’uso della locuzione “abiti assai succinti”, che si riferisce ad autentici attentati alla moralità come i pareo e le minigonne (…), meriterebbe un discorso a sé per quanto è significativa di una certa mentalità che speravamo albergasse solo nel nostro passato remoto, ma c’è di peggio, perché il Regolamento vorrebbe  anche proibire

“svestirsi e bagnarsi in presenza di altri al di fuori degli stabilimenti e dei luoghi aperti al pubblico”

“profferire, in luogo pubblico o aperto al pubblico, bestemmie o frasi offensive per il rispetto e la pietà altrui, nonché abbandonarsi al turpiloquio o ad atti in ogni caso offensivi della decenza e della morale”

Profferire  con due FF, sottolineo.  E cosa voglia dire frasi offensive per il rispetto e le pietà altrui (??) purtroppo viene lasciato all’immaginazione inquisitoria del vigile urbano di turno.

Ora, personalmente credo che la libertà di ognuno di fare quello che gli pare se non incide la libertà altrui sia assolutamente sacrosanta, e che nessuno abbia il diritto di vietare agli altri qualcosa solo perché turba la sua morale o la sua visione del decoro. Per fortuna abbiamo una Costituzione che rende illegittime questi divieti, ma al di là delle questioni giuridiche non si può non rimanere colpiti da questo desiderio di proibizione, per di più se viene da politici del c.d. Popolo della Libertà.

La verità è che anche in politica dovremmo cominciare a ragionare non tanto di destra e sinistra nel loro senso tradizionale, ma di liberali e conservatori, perché questo oggi è davvero il discrimine, questo è lo spartiacque in cui sappiamo tutti perfettamente da che parte stiamo. Poi, dal mio punto di vista sinistra e liberali dovrebbero coincidere, ma questo è un altro discorso.

Intanto, prego di accomodarsi a bordo il sindaco di C.S., cui voglio dedicare anche il video di Summer Jam degli Underdog Project, pieno di gente che gioca a pallone, donne con abiti assai succinti e uomini (di colore per di più!) a torso nudo.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, data astrale non siamo nel 1950!!

Risposte

Sopravvivere ai logorroici

 

Silent Scream by Muratsuyur on deviantart.com

Risposta n. 21.

“Come sopravvivere ai logorroici?”

Questa volta la Domanda arrivata via google merita davvero una Risposta, anche perché di chiacchieroni eccessivi è pieno il mondo,  e magari anche tra di voi, mie disaffezionate lettrici e miei indulgenti lettori, qualcuno ha il gene della logorrea.

Sfuggire completamente a logorroici e logorroiche secondo me è impossibile, però negli anni ho sviluppato vari sistemi per sopravvivere ai loro interminabili flussi di parole, anche perché la mia soglia di attenzione è molto bassa, e dopo 5 minuti di conversazione già penso ad altro.

La più classica delle contromisure è l’attenzione simulata; utile soprattutto nei rapporti di coppia, l’essenziale è dare ogni tanto risposte o commenti generici per non fare capire che state pensato ad altro: “ma dai?”, “non immaginavo”,  “cavolo” e l’indispensabile “hai ragione!”.

L’attenzione simulata è utile anche nelle conversazioni telefoniche, ma dovete prima dotarvi, come ho fatto io, di viva voce sul telefono fisso e di cuffiette per il cellulare; grazie a queste meraviglie tecnologiche, mentre il vs. logorroico continua imperterrito a parlare di sé, voi potete andare su facebook, dare da mangiare ai gatti, leggere il giornale, fare il bucato e mille altre cose utili; attenzione, però: non fate cose troppo rumorose e occhio anche al rumore delle dita sulla tastiera, il logorroico potrebbe destarsi dal suo solipsismo e chiedervi cosa state facendo.

Un altro possibile rimedio è la finta telefonata, già un classico anche per interrompere le chat che vi hanno stufato. C’è poi tutta la vasta serie dei problemi con il cellulare, “sto finendo il credito”, “tra un po’ non c’è campo”, “la batteria è finita” e via dicendo.

Se tutte queste soluzioni funzionano soprattutto a distanza, nella conversazione di persona ci sono pochi rimedi,  e se l’attenzione simulata non funziona  e volete proprio liberarvi di quella conversazione che ormai è durata più dell’ultimo episodio della vostra serie tv preferita,  non resta che ricorrere al caro vecchio scaricallamico.

Ottimo per cene o feste, presentare il logorroico a un vs. amico e poi dileguarsi 30 secondi dopo è ancora un classico del genere.

Ci sarebbe da aggiungere qualcosa sugli scrivorroici, così diffusi anche sul web 2.0 (un commento superiore alle 10 righe non è un commento, è un post!), ma se ne parlo finisco che faccio un post scrivorroico pure io.