I migliori e i peggiori film del 2013 – 1^ Parte

jim-carey

Grazie ai contatti con il mondo del cinema, il vostro amato blogger Fra’ Puccino è in grado di svelarvi titoli e trama dei film più interessanti in uscita quest’anno.

E non si può escludere, visti i tanti prodotti interessanti dell’industria cinematografica nazionale, che questo sia finalmente l’anno del ritorno dell’Oscar nel Belpaese in Italia.

1) Fletch ancora un colpo da prima pagina – Jim Carrey regista e protagonista, nel ruolo che fu di Chevy Chase, nel sequel/remake dell’agrodolce successo degli anni ’80; un tributo al grande Chevy Chase, cui Carrey riserva anche un cameo facendogli interpretare l’ex vicepresidente americano Dick Cheney.

2) Tutti i rumori del rubinetto – dopo il film tv Tutti i rumori del mondo e il semisconosciuto capolavoro di Federico Brugia Tutti i rumori del mare, ecco l’opera prima di Pier Luigi Soldini, il fratello minore dei più noti Silvio e Giovanni, un film commovente tutto ambientato nei 40 mq del monolocale in cui Zbetara, immigrata di nazionalità sarpana, dialoga con il rubinetto che sgocciola e con cui crede di parlare come non riesce a fare con il marito assente.  Con una strepitosa Marya Aljetovic.

3) Il Satiro -Sabina Guzzanti dirige sé stessa e Nanni Moretti in un film alla cui sceneggiatura ha collaborato Marco Travaglio, un film denuncia preceduto dalle polemiche con la distribuzione che ne ha impedito l’uscita nelle sale prima delle elezioni politiche; per chi vuole assaporare gli ultimi brividi dell’antiberlusconismo prima che Berlusconi esca per sempre dalle scene, con una riproduzione quasi felliniana della Villa di Arcore.

4)  The huntresses  – Kate Beckinsale e Milla Jovovich insieme, e tutte e due vestite di lattice e armate di pistoloni come (rispettivamente) nei film della serie Underworld e Resident evil, in un film diretto dal maestro dei film d’azione John Woo dalla solita trama semplicistica (demoni zomboid-vampireschi infestano l’America e solo le due cacciatrici potranno salvare l’umanità, spari, salti impossibili, esplosioni, bomba che sta per scoppiare all’ultimo momento, mostri, molte sparatorie, sangue, esagerazione di scene al rallenty).

5) – C’era una volta l’Italia – Il regista di fiction Riccardo Vallini in un film che punta alto, la storia di due famiglie meridionali dalla Puglia degli anni ’50 alla periferia milanese degli anni ’80, con Riccardo Scamarcio e Stefano Accorsi che si combattono per l’amore di una bellissima Cristina Capotondi (forse nel ruolo più maturo e riuscito della sua carriera). Una storia che sembra un po’ Jules e Jim di Truffaut con contorno di burrata, ma che rappresenta quel classico ritratto un po’ pittoresco dell’Italia che tanto piace all’Academy.

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Niente di soprannaturale

medjugorje

C’è un paesino nell’Europa dell’est dove è stata organizzata un’astuta messinscena, con la complicità consapevole dei locali frati francescani, e dove sono state propagandate svariate apparizioni della Madonna con tanto di messaggi e miracoli e non finire; e di fronte alla creduloneria dei fedeli, pronti a credere a tutto quello che veniva raccontato, si è creato un vasto business, fatto di pellegrinaggi, viaggi organizzati, ristoranti, hotel e vendita di gadget e quant’altro.

Un sacco di soldi, visto che il paesino in questione è Medjugorje.

Le mie possono sembrare affermazioni pesanti, ma prima di accusarmi di offesa alla religiosità considerate che ho semplicemente ripreso -pari pari- le affermazioni degli esponenti ufficiali della Chiesa cattolica, a partire dal vescovo competente sulla parrocchia di Medjugorje, il vescovo di Mostar, e posso anche aggiungere che la Chiesa, quando a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede c’era un tale Joseph Ratzinger ha ufficialmente vietato i pellegrinaggi a Medjugorie.

Per la Chiesa cattolica le apparizioni mariane a Medjugorie non sono una manifestazione soprannaturale e i presunti veggenti degli impostori, tanto che più di un sacerdote ha visto l’opera del Demonio (…) dietro la faccenda.

Inoltre pare che uno dei frati più coinvolti nella vicenda sia uscito dalla Chiesa dopo accuse come diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti

E non aggiungo altro…

Non sono competente in materia, e quindi non posso dire se tutto questa sia opera del Maligno o solo della furbizia umana, però mi chiedo: com’è possibile che nonostante tutto ogni settimana dall’Italia partano decine di pullman pieni zeppi di brave persone pronte a credere a fenomeni di cui la stessa Chiesa a cui dicono di appartenere sostiene la falsità?

E alla fine cosa finirà per prevalere?  L’opinione reale della Chiesa o quel pragmatismo che dopo anni di (secondo me giustificato) scetticismo ufficiale ha portato la Chiesa cattolica a canonizzare lo stigmatizzato (in senso tecnico) Padre Pio?

Vi dico subito che sono pessimista.

La mala educazione

Family Portrait by Dynnnad on Deviantart.com

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Come primo post del 2013, cosa di meglio che pensare a quali sono le peggiori frasi che dicono i genitori italiani ai figli?

Risposta n. 69

1) “Allora, come si dice?” (dopo un regalo ricevuto che il bambino contempla entusiasta giustamente fregandosi del rito del ringraziamento, la frase al primo posto della worst ten del genitore benpensante)

2)”Non toccare, che poi metti le dita in bocca” (che sia riferito a cose o animali, tipico esempio dell’ossessione igienista della mamma italica)

3) “Non si indica con il dito” (e allora perché si dice “dito indice”?)

4) “Non si mettono i gomiti sul tavolo” (il bon ton è finito nel 1789, aggiorniamoci)

5) “Comportati come i Cristiani” (che democraticamente mette insieme animali, musulmani, buddisti e tutti quelli che non credono in Nostro Signore?)

6) “Visto che esci puoi buttare la spazzatura?” (e se non potessi??)

7) “Guarda che ora chiamo papà e poi vediamo se continui così anche con lui” (perché lo stereotipo del papà manesco non sfiorisce mai)

8) “Copriti che sennò prendi freddo” (sono gli stessi genitori che ricoprono i neonati di strati di vestiti che neanche la cristalleria in un trasloco)

9) “Ogni bel gioco dura poco” (Risiko e Monopoli sono giochi bellissimi, e possono durare delle ore, proverbio bugiardo, bugiardo!)

10) “L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del Re” (non è più di moda, ma ai miei tempi la detestavo e invidiavo quel maledetto Re, non dubitando affatto che nel suo giardino invece quell’erba ci crescesse e da allora la sto ancora cercando, quella stramaledetta erba voglio)”