Viaggio di nozze alle Canarie

E poi… così, una settimana di novembre in viaggio di nozze sotto il Sole delle Canarie.

E voglia di non tornare più…

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Aspettando

incinta

Sono gli ultimi giorni (o forse le ultime ore?) ad aspettare l’arrivo della nostra secondogenita, e allora inevitabilmente guardi su internet i segni prodromici del parto per provare a rasserenare tua moglie con il pancione.

Solo che, tanto per cambiare, internet invece di aiutare ti complica la vita, perché tra i vari indicatori, tolte le contrazioni, che alla fine è l’unico reale indicatore che sta per nascere la bimba, trovi tantissime cose (che a me almeno appaiono) assurde.

Ecco la mia personale Top Ten:

1) essere piena di energia / essere totalmente spossata (ovviamente c’è chi dice l’una e chi dice l’altra)

2) la luna piena (ma allora come mai le nascite sono distribuite equamente in tutti i giorni dell’anno?)

3) la sindrome del nido (un po’ più convincente, ma comunque mia figlia non la metto a dormire in un giaciglio di legnetti e fango)

4) i gatti che si mettono seduti davanti al letto miagolando strani

5) il fatto di svegliarsi in un letto d’ospedale nel reparto maternità

6) accorgersi che sono passate quaranta settimane dal giorno dell’ultima mestruazione e dedurre che forse quell’aumento di peso non era dovuto alle troppe calorie

7) avere la montata lattea (muuuuh)

8) ricordarsi di avere dimenticato una cosa essenziale per la borsa dell’ospedale e naturalmente sono le 22  di domenica

9) avere la faccia di chi deve partorire (e che faccia sarebbe???)

10) vedere all’improvviso un varco temporale che si apre nella stanza, ne esce una ragazzetta vestita strana e con i capelli viola che ti dice “oh, drughissimo mamma, quanto eri giovane, ohy, siamo nel 2016, yep?  Dai, fammi vedere come ero appena nata!!!”

Hallo Ween cinque anni dopo

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Ecco arrivata la festa di Halloween, come la chiamiamo con un anglicismo invece di tradurla nel suo significato di “Ciao Inverno”.

Adesso Halloween da noi sembra la versione dark del Carnevale, ma si tratta di una festa con radici antichissime, Ween infatti era la divinità dell’oscurità, delle tenebre e del freddo nella cultura celtica, una figura positiva comunque anche se presiedeva alle morti e governava il Regno del Buio.  Poi Ween è diventato una sorta di personificazione del periodo invernale, e per questo la festa di passaggio ai mesi più freddi dell’anno è diventata “Hallo Ween”, una festività anglosassone che però se ricordiamo bene celebravamo anche prima dell’americanizza-globalizzazione di massa, basti ricordare i nostri nonni che “per i morti” intagliavano zucce fresce e le mettevano sul davanzale con dentro una candela (i miei almeno lo facevano).

E’ la notte delle streghe, la notte dei sabba, la notte in cui tutto è possibile anche quello che non è permesso, la notte in cui la mozzarella diventa di birra e il lievito di bufala, la chiamano la notte di Valpurga e in effetti è il 30 aprile e non il 31 ottobre, ma non importa.

La cosa importante è che cinque anni fa ho conosciuto la ragazza che di lì a molto poco (manco una settimana 😉 ) sarebbe diventata la mia ragazza, e poi, trascinati velocemente dalla corrente del nostro amore, la ragazza con cui vivere, la ragazza con cui con-dividere viaggi, esperienze, videogiochi e fare la spesa, pizze e cene giapponesi, film e serie tv, la donna con cui abbiamo costruito il nostro nuovo nido, la donna che mi ha dato la mia prima figlia, la donna che ha diviso con me i momenti più belli e la peggiore ora della mia vita, la donna che mi darà il secondo bebè e che tra una settimana diventerà mia moglie davanti a Dio e alla Repubblica (davanti agli amici prossimamente!).

E tra tanti anni, ai nostri nipoti, racconteremo che ci siamo conosciuti il giorno prima di Halloween, e che io ero vestito da vampiro, e lei da dolce gattina.

Just in biberon

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Dall’alto della mia minima esperienza di neo-genitore, ecco una lista dei 10 falsi miti della genitorialità.

1) Se sei incinta attenta ai gatti che trasmettono la toxoplasmosi – Noi viviamo in appartamento con 5 gatti 5, e in tutti questi anni non siamo mai stati contagiati, e ovviamente non lo è stata la nostra bambina, e ciò anche ammesso che i nostri felini siano portatori di questa malattia… State attenti alla carne cruda e alla verdura non lavata, piuttosto

2) Se sei incinta non tingerti i capelli – A vedere dalla nostra esperienza, direi che l’unica conseguenza è che anche la tua bimba avrà i capelli chiari… Coincidenze?

3) Se la bambina prende il biberon, rifiuterà il seno – La mia Lei ha cominciato con 1/10 di allattamento al seno e 9/10 di biberon, e ora praticamente la proporzione è l’opposta, ma perché mai un lattante dovrebbe preferire una tettarella di plastica al caldo seno della madre?

4) Senza l’aiuto di nonni e/o parenti non ce la puoi fare – Se mamma e papà collaborano, e se non ci si fa prendere dal panico, in fondo essere genitori è una delle cose più naturali che ci sia, viene da sé, e anzi avere i parenti lontani evita di essere sommersi da consigli-pareri-opinioni non richiesti.

5) Non devi portare un neonato fuori casa prima di 45 giorni – Questa l’abbiamo sentita da una ristoratrice cinese, stupita perché portavamo la bimba fuori a meno di un mese, ma non mi pare che abbia avuto alcuna conseguenza, a meno che avere un salute di ferro non sia una conseguenza, ovvio.

6) Quando nasce un bimbo, la coppia ne risente – Dipende dalla coppia e dalle motivazioni per cui si diventa genitori, se si diventa genitori perché ci si ama e il figlio è frutto di una sana tr****ata, non c’è motivo per smettere di tr****are quando si è visto l’ottimo risultato finale!

7) Vedere la propria donna che allatta la trasforma in madonna da non toccare – A me viene invece in mente una scena con Jim Carrey in Io, me & Irene, ma  forse sono io malato.

8) Quando diventerai mamma, non avrai neanche tempo per lavarti – O la mia donna è straordinaria (un po’ lo è in effetti), oppure tutto dipende dal fatto di prendere -o meno- atto del fatto che la tua vita è cambiata, e che ad esempio non puoi continuare a tenere la casa in perfettissimo ordine come prima.

9) Quando diventi genitore, non uscirai di casa per mesi (o per anni) – Tutta questione di volontà, magari cambi un po’ gli orari, ma nessuno impone di rinchiudersi in casa.

10) Fare un figlio stravolge la vita – Sarà che abbiamo una figlia stupenda, ma io direi piuttosto evolve la tua vita.

 

Paternity

Quando lo sai è un momento di stupore e gioia assoluta, poi passano i mesi e l’ansia da preparativi è l’emozione prevalente, finché la cameretta è pronta, le tutine di ciniglia sono pronte, la valigia per l’ospedale è pronta, la culla è pronta, i pannolini e il passeggino sono lì che aspettano… ed è allora che subentra una nuova emozione: il panico da ormai-manca-pochissimo.

Il panico, il panico di non essere pronti, di non essere (ancora) in grado di fare i genitori, etc. etc. etc., ognuno poi ha le  sue paure, io per esempio con i miei fratellini piccoli ero terrorizzato dagli scivoli, voi ridete ma ogni volta che un bimbo sale su uno scivolo il cuore di un genitore perde 10 minuti di vita.

Poi però, quando hai superato anche la fantomatica 38° settimana, quella del potrebbe-nascere-anche-adesso, ecco che il panico come per miracolo, o per natura, svanisce, e finalmente ti senti veramente pronto.

Pronto a passare, ragionando in termini di Armageddon il film, dalla modalità Ben Affleck alla modalità Bruce Willis.  Sperando però che la tua Liv Tyler si sceglia un fidanzato meno bisteccone di Ben Affleck.

10 buoni propositi di paternità sostenibile

Autumn pore.. eyes charm by Mechtaniya on deviantart.com

Autumn pore.. eyes charm by Mechtaniya on deviantart.com

Ormai manca poco, manca poco e finalmente il mio desiderio di paternità rimasto a lungo insoddisfatto si concretizzerà in una bellissima (che sarà bellissima lo so già per certo) bambina.

Ho deciso allora di compilare una lista di buoni propositi del papà futuro, ovviamente in numero di 10 perché se non è un decalogo non è una lista che si rispetti.

Ecco allora la mia lista delle cose che farò con la mia bimba:

1) Non la chiamerò né Zoe né Cloe, benché un pensiero per Zooey come Zooey Deschanel, magari come secondo nome, ce l’avevo fatto (ma la mia Lei me l’aveva cassato)

2) Non dirò nè “il mio angeeeeelo” nè “la mia principeeeeessa”, come finora abbiamo evitato di usare nomignoli come “il mio fagiolino”, la chiamerò con il suo nome o al limite “baronessina” visto che la mamma un po’ di sangue nobile ce l’ha (ma non reale e bisogna essere precisi!)

3) Non le riempirò la cameretta di rosa solo perché è femmina, anzi posso dire che questo proposito l’abbiamo già messo in pratica, la cameretta di V. è piena di colori, rosa compreso ma non solo rosa, anzi;

4) Eviterò un’educazione sessista di genere come quella che si usava prima degli anni settanta e ora sembra tornata di moda; se la mia bimba vorrà giocare con il Lego o con gli aeroplani oltre che con le bambole vorrà dire che avremo una ingegnera in famiglia!

5) Eviterò di essere paranoico e iperprotettivo, anche se so che dei vari propositi di questa lista questo sarà il più difficile da realizzare

6) Le insegnerò il giusto equilibrio tra libertà e responsabilità

7) Le insegnerò ad amare gli animali (e non sarà difficile, visto che nasce in una casa con 2 umani e 5 quadrupedi)

8) Giocherò con lei e guarderò insieme a lei i cartoni animati, a costo di rivedere Cattivissimo me per la 567° volta (e proprio per questo negli ultimi mesi abbiamo deciso per un’astinenza da ogni genere di cartone!)

9) Cercherò di insegnarle a essere una persona serena e sicura di sé

10) Proverò a trasmetterle l’amore per i libri e le cose intelligenti, sperando che facebook le app e gli smartphone non la risucchino nel gorgo del cazzeggio non appena superata l’età critica