Memorie sanremesi

 

gabbani

Mentre nelle radio della Repubblica risuona l’irresistibile ritornello di Occidentali’s Karma, grande successo di pubblico oltre che vittorioso al Festival, il tempo è maturo per ricapitolare le più singolari ma allo stesso tempo assolutamente non veritiere

curiosità di Sanremo 2017

  1. la versione di Fedez: difficile per il popolare cantautore “rap” accettare di non avere vinto Sanremo, e nonostante l’amico J-Ax gli abbia pazientemente spiegato che è difficile vincere il Festival senza parteciparvi Fedez continua ad accusare del misfatto i soliti “poteri forti”
  2. invidiosi, eh? si  sprecano le accuse di plagio nei confronti del trionfatore Francesco Gabbani, solo che ognuno indica una canzone diversa, attualmente siamo a 24, inclusa Karma police dei Radiohead e Voulez vous danser dei Ricchi e poveri
  3. un grande professionista per una settimana gli haters di professione e quelli per passione (cit. De Andrè) si sono dedicati a Carlo Conti, accusato tra l’altro di essere “amico delle banche, “l’Erdogan italiano”, un “burattino dei rettiliani”, e di avere cancellato l’art. 18
    ermal

    Ermal Meta

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    Dua Lipa

  4. made in Albania:
    strepitosa performance di Ermal Meta, nato in Albania ma naturalizzato italiano… ma perché, parlando di artisti di etnia albanese, noi abbiamo Ermal e gli inglesi Dua Lipa?
  5. sarà per la prossima volta il giovane cantante fiorentino Matteo era pronto a partecipare al Festival, ma la sua Ti cambierò (di M. Renzi, M.E.Boschi e G. Delrio) purtroppo ha ricevuto un secco No
  6. una Signora con la S maiuscola: tanta era l’attesa per la sua vittoria, che Fiorella Mannoia aveva già prenotato per la sera di domenica una cena con gli amici per festeggiare; dopo il trionfo di Gabbani e un deludente secondo posto la Mannoia non ha però voluto annullare la prenotazione “però facciamo alla romana”
  7. l’accento della discordia rissa in sala stampa, nella notte di venerdì, tra i cronisti che dicevano Fèstival e quelli che invece insistevano con Festivàl, e sì che l’altro anno gli avevamo avvertiti di smetterla, ma evidentemente c’è chi se le va a cercare e non me ne frega niente del tuo Iphone appena comprato
  8. l’audiocassetta misteriosa a un certo punto in sala stampa si è sparsa la voce di una misteriosa audiocassetta con Samuel e Al Bano che duettavano in una cover di Shape of you di Ed Sheeran
  9. non ho l’età mancata partecipazione al festival come ospite per la stella del pop Ariana Grande, pare si sia trattato di un equivoco in quanto il servizio di sicurezza non ha fatto accedere la popolare cantante italoamericana al teatro Ariston “perchè si vede benissimo che non hai neanche quattordici anni, e anzi mi chiedo se sapesse tuo padre come vai in giro…”
  10. Romolo e Remo pochi sanno che inizialmente  l’amena località rivierasca si chiamava San Romolo, poi trasformato in Sanremo perché il dialetto ligure i due nomi si pronunciano quasi eguale, peccato però che Remo nessuno l’ha mai fatto Santo…

E ora, cari lettori, provate a indovinare (senza andare su google) quale di queste curiosità è più vera delle altre… 😉

 

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Il Grande Pasqua

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Se tra 50 mila anni, quando ormai della nostra civiltà si sarà persa la memoria, e archeologi degli umanoidi di quel lontano futuro o di una civiltà aliena in visita nel nostro Pianeta scopriranno le tracce di una festa chiamata Pasqua, che cosa ne penseranno?

Forse penseranno che in quei giorni si ricordava il Grande Pasqua.

Una cosa tipo…

Il vero nome del Grande Pasqua era Gesù di Nazaret o Jehousha bin Josip, era un Mago dai grandi poteri, che aveva come aiutanti tanti simpatici coniglietti magici; il Grande Pasqua aveva in particolare il potere di creare delle uova magiche, per esaudire i desideri e le speranze delle persone che lo evocavano.  Chi riceveva l’uovo magico trovava una sorpresa altrettanto magica, che però quasi mai corrispondeva alle aspettative.  Era il nato negativo del potere del Grande Pasqua.  Colpa dei coniglietti troppo sindacalizzati, probabilmente.

Il Grande Pasqua originariamente viveva in un posto dove la gente non gli voleva niente affatto bene, lo condannavano a morte e poi però lui, avendo anche il potere di autorigenerarsi, risorgeva e si vendicava dei propri nemici che allora scoprivano che in realtà Gesù di Nazaret e il Grande Pasqua erano la stessa persona.  Poi però si ritirava al Polo Sud, dove viveva insieme ai suoi coniglietti in un Oasi magica di fiori, campanelli, colombe gioiose e ramoscelli d’ulivo.  Nessuno diceva che le colombe portano malattie, nel Paese magico del Grande Pasqua.

In quell’epoca si festeggiava il Grande Pasqua con lunghe abuffate festose, la cui durata si allungava man mano che si arriva all’equatore, fino ad arrivare ai pranzi di 37 ore del Ghana e di Reggio Calabria (ex aequo).  I fan più ferventi del Grande Pasqua facevano anche degli incontri speciali dove si cantavano cori per il loro eroe, anche se poi ognuno lo faceva a suo modo e diceva che quelli degli altri non andavano bene.

Il Risveglio del Santo

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All’improvviso la Santa Salma si alzò, le spoglie del venerato frate morto cinquant’anni prima ripresero vita, finché il Santo ruppe il vetro della teca dove riposava e si mise in piedi.

Forse su un intervento divino, forse un incantesimo ritrovato da qualche prelato nei misteriosi archivi vaticani sotto la Basilica di San Pietro, forse fu uno di quei virus che fanno risvegliare i morti, fatto sta che il Santo camminava in mezzo alla gente.

Le reazioni furono diverse, tra chi fuggiva terrorizzato, chi si inginocchiava e perfino chi si avvicinava al Santo per chiedere miracoli e intercessioni.  Ma il Santo non badava nessuno.

Uscì dalla Basilica di San Pietro, attraversò la piazza e si incamminò per via della Conciliazione, con lo sguardo vitreo e il passo lento tipico dei morti che camminano.

Uno dei sacerdoti presente al suo risveglio (e la cosa apparve subito sospetta) rivelò di conoscere la sua destinazione: la Camera dei Deputati dove da lì a poco un parlamento di miscredenti avrebbe approvato una legge contro la natura e la legge di Dio.  Il Santo voleva fermarli, armato di stimmate in piena vista e del suo sacro carisma.

Il passo del Santo era lento, il suo cammino attorniato da fedeli e curiosi che ne rallentavano la marcia, che però procedeva inesorabile e diretta.  Il panico frattanto si stava diffondendo nei corridoi e nell’aula di Montecitorio, deputati fuggivano piangendo, vi era chi invocava perdono e pentimento, ma anche chi chiedeva l’intervento dell’esercito per fermare la minaccia soprannaturale alle Istituzioni.  La maggioranza comunque era pronta a cancellare il voto che aveva rianimato le spoglie del Santo, e voci parlavano anche dell’abolizione del divorzio.

Il Presidente del Consiglio taceva; si era recato d’urgenza dal Presidente della Repubblica, contando anche -tatticamente- sulla difficoltà per la Salma vivente di salire fino al colle del Quirinale.

Ormai il Santo si trovava in Piazza Navona, ma neanche i selfie dei turisti che probabilmente pensavano a una ripresa cinematografica poteva fermare il suo passo instancabile.  Alcuni ritrattisti approfittarono per dei bei ritratti dal vivo del Santo risorto.

Davanti a Palazzo Madama il Santo si fermò un secondo.  Il tempo che un tassista gli propose una corsa “non gliela faccio gnanché paga’, dotto’, ma ce sarebbe mi’ zia che ha un problema de salute…” e la Salma vivente riprese imperterrita la sua camminata.   Ormai la sua destinazione era chiara, davanti alla Camera si era radunata un’immensa folla e diverse troupe televisive che attendevano l’arrivo del Santo, i militari di guardia si consultavano con i loro superiori e con un piccolo drappello di Carabinieri.

Durante tutto questo nessuno si era accorto che qualcosa era accaduto anche sul Gianicolo.  Solo un custode aveva notato le lastre di marmo divelte nell’Ossario Garibaldino.

Ma poi si diffuse la voce che scheletri vestiti con divise sbrecciate dell’ottocento stavano attraversando il centro di Roma, guidati da un trombettiere e uno scheletro con la divisa da ufficiale garibaldino e una bandiera malridotta in mano.

Il corteo degli scheletri aveva il passo svelto, forse perché erano morti giovani per difendere il breve sogno della Repubblica romana stroncata dall’esercito francese accorso per salvare lo stato pontificio.  Erano morti centocinquant’anni prima ma avevano ancora lo stesso vigore e lo stesso zelo.

Arrivarono davanti a Montecitorio un attimo prima della Salma.  Si disposero a coorte davanti alla facciata (anche dopo la morte sempre pronti a coorte). , facendo fuggire curiosi e operatori televisivi.  Fronteggiarono la Salma ferma davanti a loro, per un tempo che parve interminabile.

Lo scheletro vestito da ufficiale si avvicinò al Santo, vi fu un dialogo che nessuno sentì, il Santo alzò le mani con le stimmate quasi a minacciare lo scheletro, che fece il gesto di difendersi con il suo tricolore stracciato.  Allora il Santo cambiò espressione, abbozzò una sorta di benedizione, e poi si allontanò dalla Piazza, tornando sui suoi passi.

Anche gli scheletri allora ripresero la vita del Gianicolo, poi d’un tratto lo scheletro con la bandiera si fermò, si guardò indietro.  Il corteo degli scheletri invertì la marcia, salì il piccolo pendio di Montecitorio ed entrò nei locali della Camera senza che nessuno osasse fermarli.

C’era ancora qualcosa da fare.

Tracce di maturità per i giovani di oggi

maturità

Le nuove generazioni sono adatte ai soliti titoli dei temi della maturità infarciti di citazioni dotte?  Davvero pensate che si trovino a suo agio con l’analisi di un testo di Italo Calvino?  Sì, certo, qualcuno ci sarà, gli “strani” o gli “sfighi” della classe, ma guardandomi in giro e soprattutto sui social network mi sorge qualche dubbio riguardo alla maggioranza di loro…

Ecco allora qualche modesta proposta di tracce per l’esame più adatte ai giovani d’oggi; per quest’anno non siamo in tempo, magari le potranno utilizzare per il 2016.

Saggio breve o articolo di giornale

“Nella finale della UEFA Champions League tra le squadre di calcio Juventus e FC Barcelona alcuni tifosi italiani hanno tifato “contro” la squadra della città di Torino; il candidato rifletta su come va giudicato questo comportamento rispondendo al quesito se “gufare” contro una squadra italiana impegnata in una competizione europea sia una condotta giusta o sbagliata”

Saggio breve in ambito artistico-letterario

“Adam Levine, Ariana Grande, Enrique Iglesias e Selena Gomez sono alcuni degli idoli della musica popolare contemporanea; dica il candidato perché sono così fighi e cosa gli o le farebbe a quello/a che più riscuote il suo apprezzamento, anche con citazioni letterarie o cinematografiche”

Tema di ordine generale

A me pare uguale agli dei chi a te vicino così dolce suono ascolta mentre tu parli e ridi amorosamente. Subito a me il cuore si agita nel petto solo che appena ti veda, e la voce si perde sulla lingua inerte. (Saffo, poetessa greca, L’Ode della Gelosia)

“Mettiamo che ti piace il ragazzo della tua migliore amica e sai che anche a lui piaci; metti in primo piano il fatto che te lo vorresti fare o l’amicizia per la tua migliore amica?  Rifletta la candidata sulle implicazioni etico-morali della scelte in campo sentimentale con particolare riferimento al caso specifico”.

Arriva la meteoterapia

cacciatore iperboreo

Omeopatia?  Ospeopatia?  Fitoterapia?  La nuova tendenza delle cure alternative è un’altra: si tratta della meteoterapia, di cui parla il servizio che sarà pubblicato sul prossimo numero di Bellarix Psicognostica.

Alla base della meteoterapia, che la sua inventrice Ergon McPhalsey chiama anche la “dieta dell’aria“, c’è l’idea che ogni essere umano sia adatto per vivere in un determinato clima, proprio com’è per gli animali, e basti pensare ai cani, tra cui ci sono razze fatte per vivere in climi freddi e altre che si adattano alla perfezione ai luoghi più caldi.

Secondo la prof. McPhalsey, che rivendica la validità della sua teoria nonostante le molteplici accuse di ciarlataneria mossele dalla c.d. “scienza ufficiale”, lo stesso principio anche per gli esseri umani, anche tra la nostra specie ci sono persone più adatte a vivere in un determinato clima piuttosto che in un altro.

La prof. McPhalsey ritiene che esistano ventuno diversi tipi climatici umani, di questi ventuno quelli che interessano noi Italiani sono i quattro cui possono ricondursi quasi tutti gli abitanti dell’Europa (e del nostro paese).

Secondo l’antropologia spirituale cui si rifà la prof. McPhalsey,  docente proprio di quella materia presso la Nota Real University di Sunnyvale, in California, gli europei discenderebbero da quattro popoli ancestrali: i mediterranei, gli iperborei, i protosiberiani e i numenoreani.  Nonostante i rimescolamenti tra popoli che sono avvenuti nei millenni, e il fatto innegabile che  in noi c’è un po’ di ognuna di queste radici originarie, ce n’è sempre una che prevale, e che ci avvicina maggiormente a uno piuttosto che a un altro dei ceppi ancestrali.

La prevalenza la si vede in alcune caratteristiche psico-somatiche, nelle abitudini alimentari ma soprattutto nel clima ideale di cui ogni persona ha bisogno per stare bene.

La meteoterapia afferma infatti, senza anni di studio, ricerche e analisi approfondite, che ogni persona possa raggiungere il massimo benessere e ricaricare le proprie energie vitali rimanendo il più possibile nell’ambiente climatico più adatto al suo tipo ancestrale, e respirando l’aria caratteristica di quell’habitat.  Secondo le teorie della prof. McPhalsey, non è solo la temperatura esterna o le ore di luce ciò che influiscono sullo stato di benessere della persona, quanto i differenti livelli di ionizzazione e composizione chimica e dell’aria  corrispondenti alle differenti situazioni climatiche.  E’ esattamente quello che proviamo quando, trovandoci in una località a noi congeniale, “respiriamo bene”.

La meteoterapia non ha finora trovato l’entusiastico plauso della comunità scientifica internazionale, le cui reazioni sono passate dalla semplice derisione alle denunce penali, e ciò nonostante che la prof. McPhalsey abbia sempre rivendicato che le sue non sono cure mediche, ma terapie spirituali dell’anima, anche se per proteggersi dalle accuse di psicologi e psichiatri (questi “professoroni” non sono mai contenti) ha dovuto registrare la sua associazione di cura come “religione alternativa”.

Ma vediamo nel dettaglio i singoli tipi ancestrali inviduati dall’equipe della prof. McPhalsey.

Tipo mediterraneo.

Coloro che appartengono al genus mediterraneo possono essere paragonati alle arance, prediligono i climi caldi e le lunghe giornate di sole mentre soffrono già a latitudini mediane.  I mediterranei si trovano a loro agio e in in salute solo nelle giornate calde e assolate, e soffrono in presenza di temperature inferiori a 10-15° o quando il cielo è nuvoloso.

Stagione perfetta (alle nostre latitudini): l’estate.

Ora ideale: mezzogiorno.

Vacanza perfetta: ai tropici o in Africa

Potere soprannaturale:  divinazione

Pietra: l’ametista

Tipo iperboreo.

L’iperboreo (o nordico) è l’opposto speculare del mediterraneo, dove l’uno prospera l’altro soffre.  Restando ai paragoni agricoli, i nordici sono simili alla patata e sopportano bene le temperature rigide. Al contrario il tipo iperboreo soffre le temperature superiori ai 30° e può avere gravi danni alla pelle dall’esposizione a un forte sole.  Quello che mette sicuramente di buon umore un iperboreo è una bella nevicata.

Stagione perfetta: l’inverno.

Orario ideale: le 6 del mattino.

Vacanza perfetta: crociera nei fiordi o viaggio nelle Highlands scozzesi

Potere soprannaturale: lettura del pensiero

Pietra: il topazio

Tipo nunenoreano.

I numenoreani sono la popolazione più antica d’Europa, gli autoctoni del continente, o per meglio dire i primi che vi si sono insediati.  Proprio per questo sono i meglio adattati al clima del continente, e la loro situazione ideale è quindi il clima temperato. Possono essere paragonati alla vite dell’uva.  I numenoreani rifuggono in generale gli eccessi, il grande caldo come il grande freddo, ma è comprovato che godono di buona salute se vivono in prossimità del mare.  Amano le parole con le doppie.

Stagione perfetta: primavera.

Orario ideale: mezzanotte.

Vacanza perfetta: viaggio in barca.

Potere soprannaturale:   trasmutazione

Pietra: il lapislazzulo

Tipo protosiberiano.

Chi appartiene al tipo protosiberiano predilige il freddo al caldo, meno però del nordico, rispetto al quale soffre meno l’esposizione al sole, riuscendo anche a raggiungere l’abbronzatura. E’ un tipo paragonabile come pianta all’albero di melo. Caratteristica particolare del protosiberiano è l’insofferenza verso il caldo umido, e non a caso chi appartiene al tipo protosiberiano non può rimanere dentro una sauna per più di 15-20 secondi.  Tra tutti, sono quelli che meglio tollerano il forte vento.

Stagione perfetta: autunno.

Orario ideale: le 6 del pomeriggio.

Vacanza perfetta: montagna d’estate

Potere soprannaturale:  premonizione

Pietra: il quarzo

Come accennato, per identificare chi rientra nelle diverse tipologie non ci si deve basare sul semplice aspetto esteriore, parametro che può facilmente fuorviare in popoli frutto di mille incroci come gli europei… Un biondo con gli occhi chiari non è necessariamente un iperboreo o un moro con gli occhi neri un mediterraneo.

Meglio rifarsi invece agli aspetti psico-spirituali o, ancora meglio, sui gusti alimentari, molto indicativi di quale tipo prevale nel nostro DNA; i mediterranei infatti sono i discendenti dei primi agricoltori, e quindi amano le verdure e i piatti freddi; gli iperborei si distinguono per la capacità di digerire bene latte e latticini, mentre i numenoreani prediligono sempre il pesce, anche crudo e i protosiberiani invece, discendendo da antichi cacciatori, amano la carne e comunque i  cibi caldi.

La teoria della prof. McPhalsey, nonostante le perplessità del mondo accademico “ufficiale”, sta avendo già grande successo in California e nel resto degli Stati Uniti, tanto che secondo indiscrezioni, prodotti a base dell’aria adatta a ogni singolo tipo ancestrale (aria ametista, aria topazio, aria lapislazzulo e aria quarzo) verranno a breve messi in vendita da un’azienda che sta collaborando con la docente californiana.

La redazione di E’ scientificamente dimostrato non si prende alcuna responsabilità nei confronti di chi prenda sul serio questo post (in un mondo di creduloni non si sa mai) ma comunque ricorda che la meteoterapia non esiste e comunque non è una vera cura medica e che questo post non contiene consigli medici (sebbene sia indubbio che una vacanza ai Tropici possa avere influssi positivi sul nostro stato di salute generale).

Atto d’Amore

Il Ministro Boschi non c'entra nulla con il Loves Act e la sua foto serve solo ad attirare lettori

Il Ministro per le Riforme  Maria Elena Boschi non c’entra nulla con il Loves Act e la sua bella foto serve solo ad attirare lettori

È scientificamente dimostrato, grazie alla collaborazione con la redazione di Bellarix Psicognostica, è in grado di anticipare i contenuti del Loves Act che secondo accreditate indiscrezioni sarà nel 2015 la riforma dell’anno come lo è stato il Jobs Act del 2014.

Ancora una volta nell’epoca di Renzi si utilizza l’inglese per battezzare una legge destinata a modificare profondamente il diritto matrimoniale e di famiglia, con una riforma che (se approvata dal Parlamento) non è azzardato definire epocale, nel suo felice connubio tra modelli tratti dal diritto romano e esigenze della società contemporanea.

Dal diritto romano classico il Loves Act trae l’idea della stabilizzazione ex lege delle convivenze ma soprattutto le diverse tipologie di matrimonio a tutela crescente.

La tipologia base di matrimonio sarà sempre costituita dal matrimonio stabile a tempo indeterminato, l’evoluzione dell’attuale modello unico: un matrimonio che manterrà l’attuale disciplina sostanziale e che potrà essere sciolto, come adesso, con il divorzio.

La prima variante prevista dal progetto di legge è costituita dal matrimonio a tempo determinato, che si scioglierà automaticamente una volta decorso il periodo di tempo scelto dagli sposi, con la possibilità per questi ultimi di scegliere invece il suo rinnovo. Nel matrimonio a tempo determinato se le cose vanno bene c’è l’occasione per un gesto romantico come il rinnovo delle promesse, se non vanno si chiude tutto al decorso del termine senza spese nè complicazioni.

Le tante opzioni proposte dalla legge, che soddisfano ogni genere di esigenza, fanno venire meno il senso della convivenza more uxorio, e proprio per mettere ordine su questo fenomeno sociale il progetto di legge prevede, riprendendo l’istituto dell’usus del diritto romano, che dopo due anni di convivenza registrata questa si converta automaticamente in matrimonio a tempo indeterminato (definito “stabilizzato“).

La grande novità è però dall’apertura a forme alternative di matrimonio: è il matrimonio a regolamentazione flessibile, una forma alternativa di legame coniugale in cui i nubendi potranno stabilire liberamente di comune accordo le forme e i termini della loro unione, inclusa la durata e le modalità di scioglimento, all’interno delle regole generali previste per i singoli tipi previsti dalla legge.  Questa forma di matrimonio sarà libera anche nei soggetti che lo possono contrarre, che potranno anche essere due persone dello stesso stesso, il che finalmente colma una lacuna del nostro ordinamento, che con questa legge finalmente  riconoscerà il matrimonio omosessuale.

Ecco nel dettaglio le diverse forme di matrimonio a regolamentazione flessibile.

Ci sarà anzitutto il matrimonio di libera scelta, la modalità standard di matrimonio autoregolamentato, molto adatta sia alle coppie gay che alle coppie eterosessuali che potranno così scegliere un legame più leggero rispetto al matrimonio formale, liberamente risolvibile in ogni momento, e che quindi rappresenterà una valida altertativa alla convivenza more uxorio (modalità dello stare insieme che per l’appunto la legge vuole disincentivare).  Se poi una coppia omosessuale vorrà invece costruirsi delle regole matrimoniali più rigide e  più vicine a quelle del matrimonio formale, lo potrà fare, proprio in forza della libertà di regolare il rapporto come meglio vogliono i due sposi.

Una novità, ma anche un ritorno al passato, sarà costituito dal matrimonio collettivo, ovvero un matrimonio con un numero di coniugi variabile da 3 a 6; diventeranno quindi legali la poligamia e la poliandria, ovviamente consensuali e con un massimo di 3 mogli/mariti a testa, ma anche nuove forme di matrimonio come la doppia o tripla coppia.

Novità assoluta è invece il matrimonio simbolico con animali, piante, minerali o personaggi di fantasia (fermo per questi ultimi il consenso dell’avente diritto nel caso di personaggi protetti dal diritto d’autore), utile magari per chi preferisce la vita da single ma non vuole rinunciare a una bella cerimonia.

Un altro mix tra recupero dell’antico e novità sarà il matrimonio a dominazione, la soluzione perfetta per chi vuole essere sposarsi ed essere sottomessa, che sia per motivi religiosi o perchè pratica forme alternative di sessualità; con questa forma di matrimonio si torna in pratica alle regole ante 1976, con l’unica variante che il coniuge dominante potrà essere, a libera scelta dei nubendi, anche la donna e che verranno legalizzate, con alcuni precisi limiti, le punizioni corporali all’interno del matrimonio.

L’obiettivo, come potrebbe annunciare con il suo tipico stile il premier Renzi, è quello di eliminare la stortura di chi convive senza volere o potersi sposare, alleggerendo per tutti i lacci burocratici e le cancellerie dei tribunali, e trovando finalmente una soluzione che accontenti i due stilisti che vogliono fare coppia anche all’anagrafe come pure i due appassionati di 50 sfumature di grigio, quelli cui piace amarsi in compagnia, come pure chi magari vuole sposarsi con la mascotte della propria squadra del cuore.

I lattanti non sono come credi

babybossTutti sappiamo cosa sono i lattanti, la seconda fase della crescita dei cuccioli d’uomo (dopo la fase del neonato), che perdura  fin quanto il principale nutrimento è il latte materno; si dicono e scrivono molte cose sui lattanti, ma molte di queste cose sono veri e propri miti di cui ho scoperto la falsità da quando sono diventato gioiosissimamente padre.

Ecco le dieci cose che si dicono sui neonati che non corrispondono al vero.

1) I lattanti sentono quando hai paura

2) Se scappi, un lattante ti corre dietro e vuole prenderti perché ti vede come una preda

3) Non conviene far dormire i lattanti sul soffitto a testa in giù, c’è il rischio che dopo si mettano a prendere le persone per i capelli

4) I lattanti prendono la percentuale sui pannolini e gli omogenizzati venduti

5) I lattanti rapiscono le zingare; una volta un lattante ha rapito una zingara al supermercato e l’ha nascosta nella copertura del passeggino

6) I lattanti diventano aggressivi se pensano che qualcuno stia minacciando i propri genitori

7) A capo degli Illuminati ci sono dei lattanti

8) I lattanti capiscono tutto quello che diciamo ma fanno finta di non capire se non pronunciamo bene le parole

9) I lattanti portano le malattie (dove esattamente le portino poi non si sa…)

10) I lattanti rubano il respiro a pesci rossi e canarini