Centomila

Ci sono risultati che fanno venire voglia di fare festa e di ballare, nunc est pede libero pulsanda tellus come dicevano i romani, anche se quell’invito del poeta romano Orazio a (bere e) ballare valeva per caduta di un tiranno, e non per i risultati dell’audience di un blog.

Perché di questo si tratta, e il titolo dice già tutto: E’ scientificamente dimostrato ha raggiunto l’incredibile (almeno per chi vi scrive) risultato delle centomila visite.

Centomila visite che hanno seguito il dopo la fine del mio matrimonio, la rinascita e poi la nascita di un nuovo amore, passando per un anno di giornate mondiali e per tante domande e risposte, che adesso sono arrivate a cinquantanove, senza dimenticare i passeggeri de La Nave de Los Monstruos e le Notizie ASMA che abbiamo pubblicato grazie a una collaborazione con l’agenzia di stampa russa Notizija.

Un grazie a tutta la redazione e a tutte le guest star che apparendo a loro insaputa su questi pixel hanno reso possibile questo risultato, visto che i post al top della top ten hanno avuto come protagonisti Till Lindemann (con 3.579 lettori), Johnny Depp (con 3.424 lettori), l’Orso Bianco dei Sogni (con 3.174 lettori), Zach Efron e Vanessa Hudgens (con 2.321 lettori).

Ma un grazie sopratutto ai miei disaffezionati lettori; forse non sono più il blogger romantico e sentimentale che conquistava torme di navigatrici (quando sei felice sei meno romantico, lo so), ma se siete sul lavoro e avete voglia di calzeggiare su internet dopo passati per twitter e facebook qualche volta venite a trovarmi.

E intanto ballate con me sulle note di Big Fish (featuring Nesli), uno dei più talentuosi artisti e produttori rap italiani.

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Chi slitta cade

Se siete già arrivati a saturazione con il buonismo natalizio, con renne, babbi natale, presepii, messe di mezzanotte, elfi, gnomi, pastorelli, gesù bambini, e con parole come strenna, cenone, abete, jingle bells o merry christmas, consolatevi con questo video:

Non credo nell’obbligo per i blogger di scrivere un post  natalizio, ma mio malgrado e a mio modo mi ci adeguo, proponendovi di rappare anche voi sulle note di I’m on a sleigh (Sono su una slitta), che a sua volta è la parodia di un famoso (negli USA) video dei Lonely Island, esilarante boy band hip hop capitanata dal capocomico Andy Samberg che insieme ad altri due suoi colleghi del Saturday Night Live show ha in pratica messo insieme la versione americana degli Elio e Le Storie Tese.

In questo video Andy Samberg e soci non ci sono, ma il brano della Mikey Needleman Band spacca di brutto lo stesso, come direbbe un rapper de noartri (che chissà perchè me lo immagino con l’accento milanese).

Buon Natale a tutti i miei disaffezionati lettori e agli amici di blog tutti.

Il trecentesimo post

 

As Hostess by Anime Fanatic Willy on Deviantart.com

Trecento.  E cinquantamila. Non so per quale dei tue traguardi essere più felice.

Questo che state leggendo è il trecentesimo post di E’ scientificamente dimostrato, un blog nato per scherzo per scriverci le cose che sull’altro mio blog molto più serio non potevo scrivere, e che poi quasi per caso è diventato il luogo dove condividere la mia elaborazione del lutto per un amore finito, dieci settimane in cui queste pagine hanno cominciato ad acquisire lettori, amici, e ancora lettori.

E poi altri dodici mesi a festeggiare il festeggiabile, fino al risultato di sabato, in cui il contatore ha segnato quota 50.000 lettori.  Un risultato incredibile, per il quale comunque devo ringraziare tutte le ragazze che cercano foto di Johnny Depp, Zach Efron  e Till Lindemann, e capitano per sbaglio da queste parti.

Tra l’altro, se vi interessa, il post su Johnny Depp conduce la speciale classifica dei più letti con quasi 3.000 visitatori, la pagina su High Street Musical viene subito dopo con 1.900 lettori mentre giorno dopo giorno il post dedicato al frontman dei Rammstein sale posizioni, e attualmente è sesto, con 583 lettori.

Siamo anche arrivati all’ultima delle giornate mondiali; con oggi si conclude il percorso che avevo iniziato l’8 giugno del 2009, dopo avere terminata l’elaborazione del lutto per l’amore finito, e durante il quale ho celebrato 153 giornate mondiali.

La centocinquantaquattresima le festeggio oggi 7 giugno, che proclamo

giornata mondiale dei celebratori di giornate mondiali

Una giornata dedicata a tutti quelli che coltivano le gioie della pomposità e della retorica, fino al momento topico di ogni giornata mondiale , specie in Italia: il convegno, conferenza, l’incontro, la tavola rotonda in occasione di…

Quei pallosissimi (si può dire palloso sul web?) convegni che iniziato con gli inevitabili saluti e ringraziamenti, e altrettanto inevitabile presenza della famose “Autorità” che a Roma o Varese e dintorni possono essere anche ministri o sottosegretari, ma che nel resto d’Italia sono sindaci, assessori e qualche immancabile stelletta.

A tutti coloro che in quei momenti stanno seduti sul banco della reception a distribuire i cartoncini con il nome e la cartella piena di brochure, a tutte quelle che aprono le porte belle composte sui loro tacchi 12, a tutti coloro che hanno inviato 2.500 mail con il pieghevole del convegno, a tutti quelli che invece hanno dovuto piegare e imbustare il pieghevole, a tutti coloro che devono affrontare la folla affamata dei convegnisti nel momento del coffee o del lunch break,

happy world day of world dayers

E quanto a me, ora che sono finite le giornate mondiali, dovrò pensare a qualcos’altro… ma non preoccupatevi, ho già un’idea!

Il nome della piattaforma

Eco Man by Bradshawi on Deviantart.com

Mentre si avvicina la conclusione del mio anno di giornate mondiali, ecco un’altra giornata ambientalista, anzi la giornata ecologista per eccellenza.

Oggi infatti si celebra la giornata mondiale dell’ambiente, che viene dopo  la giornata mondiale dell’ozono (16 settembre), la giornata per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in caso di guerra o conflitto armato (6 novembre), la giornata mondiale dell’orso polare (27 febbraio) e la giornata mondiale della Terra (22 aprile).

Non aspettatevi da me qualche bel discorso retorico su quanto sia bello e giusto rispettare l’ambiente e non inquinare.  Uno dei motivi (oltre ad essere a corto di idee) per cui ho deciso di celebrare tutte le giornate mondiali dell’anno era proprio prendere in giro pomposità e retoriche caratteristiche di tutte queste date celebrative.

Voglio invece riflettere sulle cause del disastro ambientale della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico, e soprattutto sul meno considerato.

Diamo per assodato che una delle ragioni sia stato il comportamento dei dirigenti della BP e della società proprietaria della piattaforma (la Transocean), ma è sbagliato soffermarci solo sull’ansia da profitto che ha portato a sottovalutare i rischi e l’importanza delle misure di sicurezza.

No, una grave responsabilità è l’avere attirato una gran sfiga sull’operazione battezzando la piattaforma petrolifera con il nome di Deepwater Horizon.

Eh sì, perché come i più cinefili tra voi ricorderanno, il nome della piattaforma ricorda molto da vicino l’Event Horizon, l’astronave che nell’omonimo film (in italiano Punto di non ritorno, 1997, di P. Anderson con un grandissimo Sam Neill), finisce in una dimensione di puro caos e di puro male e ritorna portando con sé qualcosa di estremamente malvagio; e d’altronde da un posto così difficile che portasse  con sé una maglietta e dei cioccolatini.

Insomma, a meno che l’obiettivo dei progettisti della Deepwater Horizon non fosse quello di trivellare fino all’Inferno (e data la profondità della trivellazione, qualche dubbio è lecito), non era preferibile scegliere un nome che portasse meno sfiga?

Che ne so, Forever Oil, Deepwater Curiosity, Pink Tortilla, cose così.

Speriamo che le società che si occuperanno delle trivellazioni nel mare Adriatico, intelligentemente autorizzate dall’attuale governo, siano più scaramantiche…

Italianissimamente

Quanto vino italiano avranno bevuto i componenti di questo gruppo ska giapponese prima di cimentarsi con Bella Ciao?

E avranno capito che è una canzone politica, o si saranno fermati all’italianissimo titolo pensando che si tratti di una canzone d’amore.  Mi raccomando, ascoltatela tutta, e pazientate anche se l’intro strumentale dura un minuto e mezzo…

Stasera (o domani, chissà), se avrò bevuto abbastanza, salirò sul tavolo, indosserò il mio cappello alla Neffa e anch’io mi esibirò in Bella Ciao ska version.

Così celebrerò al meglio il 2 giugno, la giornata internazionale del vino.

Curioso, no?

Non so ve voi credete alla coincidenze…  Non so se pensate che il mondo sia retto dal caos, o invece sospettate che dietro tutto quello che accade, dal vulcano islandese alla crisi economica, ci sia un direttorio di cospiratori.

Ma se appartenete a questa seconda categoria, non vi sfuggirà la bizzarra coincidenza che vuole oggi 2 giugno festa nazionale del nostro Paese ma anche giornata mondiale del vino.

In effetti, oggi il resto del pianeta poteva onorare la nostra piccola nazionale proclamando la festa internazionale degli spaghetti, quella della moda, oppure del vino, ma alla fine il mondo (o meglio, il famoso direttorio etc etc) ha scelto per il frutto della vite.

Quindi, se l’altroieri il motto era guai ai fumatori, oggi diciamo in coro sì alla più diffusa sostanza psicotropa, e quindi:

guai agli astemi.

Mi scusino i non bevitori, spero di non perdere altri lettori dopo i fumatori arrabbiati per il post sul fumo.  Ma anch’io ero astemio, circa fino ai 18-19 anni.  Poi ho smesso.

Le affumità elettive

Se oggi 31 maggio avete acceso una sigaretta, mal ve ne incolga.

Mal ve ne incolga, perché oggi è la giornata mondiale contro il fumo.

Da noi, che siamo un Paese serioso a tratti noioso, le campagne di prevenzione contro il fumo sarebbero sicuramente tristi e barbose come un’ora di religione nella scuola dell’obbligo; onestamente, in questo momento non me ne viene in mente nessuna, ma certo non siamo avvezzi al modo di trattare con ironia questioni serie che invece è uno dei migliori pregi degli anglosassoni e degli americani in particolare.

Di pubblicità anti-tabacco su you tube ne ho trovate molte, e molte davvero divertenti, è stato difficile scegliere, ma poi ho optato per questa, forse per la mia personale antipatia per chi sul posto di lavoro non può fare a meno di uscire per andare a fumare.

L’avrete capito; sono un non fumatore, anche se vi assicuro che lo sono in maniera molto laica e moderata, per cui ogni tanto può anche capitare che mi fumi una sigaretta, se gli amici e il contesto me ne fanno venire voglia.  Tre o quattro volte all’anno, non di più, perché so bene che il vizio del fumo può essere molto costoso, e non solo per il prezzo del pacchetto di sigarette.

Una cosa che mi sono chiesto, e che rientra perfettamente nell’oggetto sociale di questo blog, è se funzionano le coppie miste fumatore-non fumatore.

Può sembrare una domanda stupida (non azzardatevi a dire che lo è), eppure nella mia pur vasta rete di conoscenze non conosco molte coppie miste.

O fumano entrambi, o non fuma nessuno dei due.

Insomma, per venire al dunque, quando conosco una ragazza, dopo averle chiesto il suo segno zodiacale e se ama gli animali, le devo anche chiedere se fuma?

Cose da fare wireless

Wireless in Wc by Estellamestella on Deviantart.com

Wireless.  Senza fili.   Oggi solo pochi nel mondo festeggeranno il Loomis Day, dedicato al dentista Mahlon Loomis che nel 1866 fece la prima trasmissione con un telegrafo senza fili, invenzione per cui sei anni dopo ottenne il relativo brevetto, e che per questo alcuni considerano  l’inventore della radio.

Anche questo post lo sto scrivendo con un computer collegato wireless, e forse molti di voi lo leggeranno con dei computer anche loro connessi wireless.   E tra cinquant’anni, chissà,  forse noi tuttti saremo collegati wireless con un microcomputer innestato nelle nostre lenti a contatto e con il solo movimento delle mani potremmo navigare in quello che allora avrà sostituito internet (e contro cui noi vecchi del futuro brontoleremo).

Ma sono tante le cose che sarebbe utile poter fare wireless o handless, che in fondo è lo stesso concetto:

tagliare gli spicchi d’aglio

andare al gabinetto in discoteca

pulire la sabbietta del gatto

gonfiare il copertone della bicicletta

montare un mobile dell’Ikea

allacciarsi i lacci delle scarpe

spalmarsi sulla pelle la crema abbronzante

fare benzina

riempire la lavastoviglie.

Ecco, questa è la mia lista delle cose che vorrei fare wireless…

La vostra com’è?

Spero solo che al primo posto non ci sia wireless in wc 😀