Elaborazione del lutto per un amore finito (ep. 2)

obama

Secondo giorno di settanta.   Oggi avevo un impegno di lavoro che imponeva l’abito formale, e quindi come icona pop della cultura contemporanea di oggi ho scelto Barack Obama.

L’unico dubbio è se possa rientrare tra le icone della cultura pop, ma direi proprio di sì, e la conferma è il geniale ritratto di Frank Shepard Fairey che ho scelto come illustrazione di questo articolo.   Ecco, per fare le cose per bene avrei dovuto fare l’Obama di Fairey, e non quello reale, ma se mi dipingevo mezzo viso di rosso non so come la prendevano sul lavoro.

E allora: vestito grigio scuro, camicia bianca all’americana, cravatta rossa, non ho trovato la spilla con la bandiera americana.

Fatico un po’ ad entrare nella parte, nonostante alcune prove allo specchio con le dita unite a dare spiegazioni semplici.  Adesso comunque prendo il telefono, chiamo i manager dell’AIG, e gli grido “I want my money back!  Right now”.   Qualcuno ha il numero?

Elaborazione del lutto per un amore finito (ep. 1)

La mia storia sta finendo.  E così questo mio blog diventerà per po’ di tempo un vero diaro on line,  un vero blog, così per riordinarmi le idee e seguire passo per passo un esperimento.  L’esperimento del mio tentativo originale di elaborare il lutto della fine amore.

Di solito nell’elaborazione di un dolore ci sono cinque fasi: negazione, rabbia, auto recriminazioni, depressione e  accettazione.    Le prime tre fasi le ho già passate, ora però non voglio passare per la depressione e così ho pensato di sottopormi ad una auto-terapia di auto-aiuto che durerà 10 settimane (70 giorni da oggi).

La terapia consiste nel vivere ogni giorno secondo un leit motive folle;  in questa prima settimana, ogni giorno mi immedesimerò nei panni di un’icona della cultura pop contemporanea.

Comincerò dal dr. House (il personaggio, non Hugh Laurie) forse perché a lei non piaceva mentre ora sto recuperando il tempo perso guardandomi due episodi per sera (quando li mandano).

dr-house

Stamattina quindi ho cercato nell’armadio i jeans giusti, ho messo la maglietta sotto la camicia come non faccio mai, cercando una maglietta il più possibile da dr. House, la giacca scura e una camicia adatta, che però aveva perso un bottone e così me lo sono dovuto cucire da solo.  Chissà se anche dr. House qualche volta si cuce i biglietti da solo? Probabilmente sì.

Adesso comunque sono nel mio bel ufficio vestito come dr. House, bastone escluso.

Tutto sommato, non è stato difficile; il complicato sarà Zach Efron di High School Musical, ma forse lo tolgo dalla lista…

Una dose di crepes

crepes

Se l’unica cosa che non ci manca è il tempo, perché tornando a casa dopo una giornata di duro lavoro non ci cuciniamo una bella crepe?

Il problema è quando sei single (o la moglie fa la dieta) e allora devi cucinare per uno; come si fa? Dopo qualche tentativo sbagliato, ecco la mia ricetta:

Consiglio: utilizzare una tazza da caffé all’americana (quelle tazzone da souvenir, per intendersi) come unità di misura.

Ingredienti:

1 tazzona di latte, 1 tazzona di farina, 1 uovo (ne basterebbe 1/2, ma le galline non fanno mezze uova), sale o zucchero, burro.

Prendete un tegame adeguatamente alto e ficcate dentro latte e farina, che magari avrete ben setacciato; mescolate il tutto, meglio con una frusta da cucina (quella da equitazione non funziona), finché si amalgama. Ad un certo punto fermatevi, rompete l’uovo e con una forchetta amalgamate bianco e rosso dell’uovo (tipo il PD, ma che venga meglio). A questo punto mescolate i risultati delle due operazioni, se fate le crepes salate aggiungete del sale, e mescolate ancora.

Quando avrete un bel liquido denso color giallo, sufficientemente uniforme, lo dovete lasciare riposare mezzora. E’ per questo che vi serve tempo.

Finita la mezzora, prendete una padellona antiaderente con i bordi alti, fateci sciogliere un po’ di burro, e versateci lentamente la crema che avevate lasciato riposare, fino a coprire la padellona. Pian piano, vedrete apparire la vostra crepe, quando sembra abbastanza solida, giratela con delicatezza. Ci vorranno 5 minuti (ma andate ad occhio!) e la vostra crepe è pronta.

Potete condire con nutella, zucchero a velo, miele, formaggio.  Ma sono anche buone così, unplugged.