Destinazioni

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Un’altra porta che si chiude, un’altra parola FINE a un pezzo della mia storia personale.

Novultima puntata a Roma.

Giornata di formalismi, cortesia e falsità, un ottimo sugo al cinghiale, la redbull alle due del pomeriggio, i treni puntuali (era un bel po’ che non mi capitava) e un bizzarro gioco del destino che con un’incredibile coincidenza mi ha fatto reincontrare una persona che avevo un po’ perso di vista.

Quando le coincidenze  sono così incredibili io sono portato a pensare che siano segni del destino, occasioni che capitano non per caso ma perché ti viene offerta un’opportunità.

Il nostro libero arbitrio sta nel scegliere se coglierle o meno queste opportunità, se percorrere quel sentiero “scritto nelle stelle” che all’improvviso intravedi nella nebbia della vita, o fare finta di niente.  Devo essere sincero, tante volte ho fatto la seconda scelta, per pigrizia, timidezza o pavidità.  Non stavolta, comunque.

E questa giornata romana la ricorderò anche per questo.

Ne mancano altre otto.

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La deciultima volta

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Ancora 9 volte.  La decima ultima volta a Roma per me è stata la scoperta di un mercato coperto molto particolare e caratteristico, come si dice, una di quelle sorprese che questa città così insopportabile e così straordinaria sa riservare.

A volte mi viene da pensare che sia impossibile conoscerla davvero, Roma, intendo in tutti i suoi quartieri, angoli, prospettive, è come se fossero 100 città incastrate e incastonate l’una nell’altra, il tutto in un’insieme di tempio e porcile, caviale e grattachecca, salotti e borgate, monumenti e palazzine.

Sarà per questo che c’è sempre traffico?

Addio Roma

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Mancano  dieci volte.

Ancora dieci viaggi di lavoro a Roma, e poi avrò finito, e se ci tornerò di tornerò sarà da turista.

Non è una previsione logica o ragionata, è una sensazione che ho avuto ieri a bordo del Frecciarossa mentre tornavo a casa al Nord, dopo l’ennesima trasferta a sistemare l’ennesimo mattoncino.  La costruzione sembra a buon punto, può sempre cadere all’ultimo momento, ma voglio essere ottimista.

Tra questa e altre cose ancora da portare a compimento, io dico che bastano dieci volte, dieci viaggi, chissà se sarà vero.

Le trasferte continue a Roma sono iniziate nel 2009, quasi dieci anni fa, un anno di grandi cambiamenti, è stata una fase della mia vita (lavorativa) che sento sta per finire.  Ne terrò conto su questo blog, passo dopo passo, della fine del mio rapporto con la città eterna.

Ieri giorno di pioggia e freddo, una Roma quasi irriconoscibile.  Chissà, forse sarà stato per questo, per il clima così nordico che, una volta tanto, non mi ha preso la solita nausea “romana”.

Ottimo pranzo al quartiere Monti, ma senza gricia o cacio e pepe.  Mi sembra giusto così, per iniziare il mio Addio a Roma.