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Strafighi per una notte

Risposta n. 33.

Poiché tra tutte le ultime domande pervenute a questo blog via google non ce n’era nessuna di originale o particolarmente interessante, sono passato al ripescaggio di una di quelle raccolte nella mia pagina su I Grandi Perché, e ho ritrovato la domanda di chi un po’ di tempo fa chiedeva

qual’è la definizione di strafiga

Poichè questo blog non fa discriminazioni di genere, voglio rispondere alla domanda con riguardo a strafighe e strafighi, perché per entrambi vale la definizione di

persona dotata di bellezza straordinaria e/o di notevole attrattive per le persone dell’altro sesso

Di strafighi in questo blog ne ospito parecchi, e non nascondo che molte delle lettrici arrivano qui per caso cercando le foto di Johnny Depp e Till Lindemann, che facevano di corredo a poi molto fortunati post.

Ognuno di noi, è inutile negarlo, ha il proprio strafigo o la propria strafiga di riferimento; nel mio caso, basta che cerchiate i post contrassegnati da Le mie preferite, se c’è quel tag nel post parlo di una strafiga di mio riferimento.

Katy Perry,  Emily Blunt, Larissa Riquelme,Kirsten Dunst, Sarah Michelle Gellar, Eliza Dushku, tanto per fare qualche bell’esempio.

Ora magari qualche lettrice arriverà da queste parti cercando una foto di Gerard Butler, l’attore scozzese che ricorderete per film come 300, La dura verità o Il cacciatore di Ex, e che ho scelto come buon esponente della categoria degli strafighi  che un considerevole numero di donne ha attualmente eletto a proprio sogno erotico.

Proprio Gerard Butler, e il fatto che tra le altre incontri i favori anche della mia Bellaccina (ma mi consolo perché un giorno un’anima mia ci ha troppo bonariamente accostati), mi suscita un curioso interrogativo, che suona più o meno così:

se la persona che amate avesse la possibilità di avere una notta e soltanto una notte di sesso con l’attore/cantante dei suoi sogni, glielo perdonereste?

Siccome ho già risposto alla Domanda n. 33, questa non può essere la trentaquattresima domanda ad avere una Risposta, due Risposte in un solo post sono davvero troppo, e allora mi permetto la consueta scappatoia del ribaltare sui lettori l’onere di rispondere, precisando che per notte si intende una notte e via, niente conseguenze, ripercussioni, ritorni di fiamma del vip, aggiunte di amicizia  di facebook.

Solo/ il vostro lei che passa una notte di sesso con l’attrice dei suoi sogni incontrata per caso in una festa e che gli precisa che l’indomani l’avrà già dimenticato.

So che, se siete accoppiati, ognuno di voi conosce bene l’uomo o la donna dei sogni del vostro partner, la persona che li impazzire se li vedono in un video o in un film, la persona che (naturalmente subito dopo di voi) collocano sul gradino più alto della strafighitudine.  Pensate quindi proprio a quella persona.

Allora, cari amici e care amiche, voi come vi comportereste?

Risposte

Q.b.

Risposta n. 32

Dopo la morte quanto ci vuole per la reincarnazione?

La domanda di oggi l’ho scelta per la pretesa di avere una risposta quasi scientifica a un quesito basato su presupposti così incerti e sfuggenti.

Alla reincarnazione personalmente ci credo, mi sembra l’ipotesi più logica, ma non credo affatto a tutte le pretese di dare spiegazioni parascientifiche a un qualcosa che inevitabilmente sarà un mistero fino a quando non chiuderemo questo capitolo, e troveremo faccia a faccia con quello che ci aspetta dopo.

Forse neanche Raz Degan potrebbe risolvere il Mistero di cosa c’è dopo la morte, figurarsi dirci quanto tempo passa esattamente tra la morte e la rinascita, né tantomeno svelarci chi eravamo qualche vita fa, come pure pretenderebbero un sacco altri internauti che arrivano su questo blog facendo a google domande di questo tipo, immagino con il segreto auspicio che la risposta sia Cleopatra o Napoleone Bonaparte.

D’altro canto, non posso neanche sottrarmi al quesito che arriva dalla  Grande Rete, e allora voglio provare a rispondere, ricorrendo al trucchetto di tanti redattori di ricette quando invece di dirci l’esatto ammontare di sale o zucchero ricorrono all’odiosa formuletta del q.b.

E allora, la Risposta n. 32 è:

Il tempo che passa dopo la morte prima della reincarnazione è quanto basta.

Risposte

Perdite

Risposta n. 31

Tra le mille e più strampalate domande che anonimi internauti pongono a internet finendo su questo blog, oggi scelgo

E’ scientificamente dimostrato che si può leggere qualcosa che non c’è scritto

La scelgo non tanto perché sappia la risposta, che immagino sia

No

quantomeno perché se qualcosa non è scritto mi sembra difficile riuscire a leggerlo, a meno naturalmente di non averlo scritto con l’inchiostro simpatico, ma non era questo il senso della domanda, bensì perché mi piace l’accento sul scientificamente dimostrato.

Se qualcuno comunque invece conosce un metodo per leggere quello che nessuno ha scritto, sono qui tutto orecchi, anche se personalmente sarei più interessato a un metodo scientifico per ritrovare tutto ciò che ho perso nella mia ultima esistenza umana (questa che sto vivendo adesso, quelle prima posso anche fare a meno).

Ho una buona memoria, ed è difficile che io dimentichi quello che ho perso, e ogni tanto riaffiora una briciola di nostalgia per quello che avevo, e ora non ho più, un oggetto, una persona, un sentimento.

Lasciando da parte persone e sentimenti, tra le cose che ho perso ricordo ancora bene:

l’automobilina persa a quattro anni in un cumulo di ghiaia in Val d’Aosta (è il mio secondo ricordo in assoluto)

il berretto da capitano volato via sul traghetto da Fiume a Cherso quando di anni ne avevo otto

tutti gli ombrelli della mia  vita

l’anello da fidanzatini buttato per terra e finito in una grata durante una litigata con la ragazza del liceo

la macchina fotografica persa su un pullman a Dublino

la felpa degli all blacks persa sul regionale tra Venezia e Trieste quando ero passato dalla mia ex prima di un importante colloquio di lavoro dodici anni fa

la fotografia sulle giostre a Disneyland Paris rimasta nella camera d’albergo

i miei scarponi Dr. Martens

il berretto irlandese patchwork lasciato in un pub a Padova

la maglietta del concerto dei Cure a Treviso

il mio ultimo paio di occhiali da sole.

Lo vorrei proprio un modo scientificamente sperimentato di ritrovare alcune di queste cose, anche perché so che sono da qualche parte, magari nel cassetto di qualcuno a cui nemmeno interessano, e invece io ci tengo tanto, ancora, dopo tanti anni.

Un metodo scientifico per leggere quello che non c’è scritto dubito che esista, ma mi piacerebbe davvero un sistema per ritrovare quello che abbiamo perso.

Nel frattempo, se ritrovate una delle cose che ho elencato sopra, fatemelo sapere. E preciso fin da questo momento che metterla all’asta su eBay non sarebbe per nulla spiritoso.