Asserismi · politica

A sinistra è sempre il 17 Brumaio

” Il linguaggio politico è diventato un gergo, si è formata l’atmosfera di una conventicola: a forza di ripetere le stesse formule, di maneggiare gli stessi schemi mentali irrigiditi, si finisce, è vero, col pensare allo stesso modo, perché si finisce col non pensare più

Parole immortali di Antonio Gramsci, che per paradosso della storia oggi si applicano benissimo proprio a quella parte politica che tiene Gramsci tra i propri numi tutelari (la più parte di loro, senza averne letto una riga, probabilmente).

Italia · italianate · politica

Itallionaire

briatore-e-trump

Non so come finiranno le presidenziali americane, se a Trump riuscirà l’impossibile, ma quello che sta  succedendo in questi ultimi mesi del 2016 mi porta a intravedere in Italia un futuro tetro, anzi peggio, lampadato.

Il Movimento di Grillo che si sta autodistruggendo a Roma e Renzi che sembra precipitare piano piano verso la disfatta referendaria non porteranno a un lieto fine con Pizzarotti, Civati e Parisi a discutere razionalmente di diverse opzioni.

No, dopo la disintegrazione dei cinque stelle e l’evaporazione di Renzi quella parte d’Italia piccolo borghese e eternamente incazzosa che nei decenni ci ha “regalato” il fascismo, il dominio diccì, Berlusconi e adesso i grillini, probabilmente  sceglierà di affidarsi alla versione italiana del tycoon americano, e se solo deciderà di entrare in politica Flavio Briatore e la sua Lista Smeralda otterranno una vittoria schiacciante contro qualsiasi avversario.

Anche contro un avversario più affidabile, più serio e con un programma migliore?  Insomma, uno stile Pizzarotti, Civati o Parisi?

Soprattutto in quel caso.

 

 

 

Italia · italianate · La Nave de Los Monstruos

E mo’ basta però (ep. 29)

Su La Nave de Los Monstruos ci sono troppi passeggeri di destra, bisogna riequilibrare.

Quando ero ragazzino, figlio di genitori molto politicizzati, un giorno mi portarono a un comizio, nella piazza centrale della mia cittadina, piena di gente e di bandiere rosse; di fatto al comunismo non ci credeva (per fortuna) già nessuno, ma si sa, in Italia siamo affezionati alla maglietta della squadra del cuore; a un certo punto, comunque, dopo il rituale saluto del compagno sloveno, del dirigente dei giovani comunisti, dell’immancabile comandante partigiano, ecco arrivare il turno dell’oratore principale.

Si era ai tempi del governo Craxi, o giù di lì, anni ottanta comunque, e ricordo bene il discorso, tutto incentrato sul grave pericolo che stava  vivendo il nostro Paese, il grande pericolo per la democrazia, naturalmente. Sul momento mi preoccupai, già immaginavo di dover andare in montagna a fare la giovane staffetta partigiana.

Non ce ne fu bisogno. Le elezioni furono vinte dagli altri, come al solito, ma ciò nulla successe alla democrazia.

La storia si ripetè quasi ad ogni votazione, ogni volta la nostra controparte costituiva un grave pericolo per la democrazia, e ogni volta non succedeva niente.

E poi arrivò Berlusconi, altri sedici anni di allarmati allarmi per la democrazia italiana, che naturalmente con tutti i suoi difetti è sempre là, senza che né Craxi né Berlusconi né tutti gli altri ipotetici nemici della democrazia l’abbiano mai messa in pericolo, come d’altro canto non mi risulta che nel periodo 2001-2006 Prodi o D’Alema abbiano instaurato il comunismo nel nostro Paese.

Per questo non sopporto chi ad ogni piè sospinto vede l’Italia come un regime tirannico, per questo mi è venuto il latte alla ginocchia leggendo che a un riunione di una corrente del PD tra l’altro a me molto vicina qualcuno l’altro giorno si è alzato in piedi per leggere il Discorso sulla democrazia di Pericle agli Ateniesi, aulica e sproporzionatissima risposta ai presunti misfatti del Presidente del Consiglio.

Per questo ho pensato di offrire un biglietto su La Nave de Los Monstruos proprio all’Intellettuale Antiberlusconiano, quello che ogni sera a cena con gli amici deve perdersi in una filippica contro il nuovo tiranno, e poi magari lui non è nemmeno andato a votare, me lo immagino con la giacca in tweed magari con le toppe, il Fatto quotidiano bene in vista, gli occhiali con la catenella e l’eloquio forbito, un attimo vi parla della nuova marina in Croazia dove vuole andare questa estate con il Gigio e la Bibi, una donna davvero beeeellissima,  ma all’improvviso si infervora quando parla di Berlusconi Bondi o la Gelmini come un qualsiasi lettore di Libero quando parla di Fini.

Anche io non vedo l’ora che l’epoca berlusconiana finisca (ci siamo quasi, mi sa) ma soprattutto perché sono davvero stufo delle solite tiritere dell’antiberlusconismo, di cui la sinistra è prigioniera da davvero troppo tempo.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, Anno stellare 2011, ripeto anche per il nuovo passeggero: l’anno è il 2011, non il 1926.