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Cose già fatte prima di morire

Io sono tra quelli che ha una lista di cose da fare prima di morire, e in quest’ultimo mese sono riuscito a completarne ben tre:

1) candidarsi a un’elezione politica = fatto, è stato divertente, non sono stato eletto ma non era in preventivo, hanno vinto gli altri ma quello era in preventivo, perché come dice Nanni Moretti io sono di quelli che è sempre in minoranza;

2) conoscere di persona Pippo Civati, uno dei miei miti politici personali (v. al punto precedente) di cui ho avuto l’onore di presentare l’ultimo libro; se vedete qualcosa con il binocolo nell’orbita lunare è il mio ego;

3) andare a mangiare da Kentucky Tried 🐔 Chicken, questa sembra più abbordabile delle prime due ma, credetemi o meno, era dal 1996 che avevo in mente di entrare in un KFC e fino a ieri non ne avevo mai avuto l’occasione.

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L’ottava porta

Qualcuno ricorderà il fantathriller La nona porta, film del 1999 di Roman Polanski, con uno strepitoso Johnny Depp, ancora non fagocitato dalle fantasie di Tim Burton da un lato e dal personaggio del pirata dei Caraibi Disney dall’altro, e con una Lena Olin (foto) nel suo massimo splendore pure in una parte secondaria, tanto da mettere in ombra pure la coprotagonista Emmanuelle Seignier.

Lì le porte magiche da superare erano nove, una in più di quelle che deve oltrepassare la  mia famiglia per diventare tutti, ufficialmente, Covid-esenti e tornare liberi.

Ognuno di noi deve risultare due volte negativo al famoso tampone, e finora è stata mia moglie a superare le prime due porte, proprio lei che di noi è quella che è stata peggio per colpa del virus. Sabato toccherà a me e alla piccola di casa provare a superare il nostro primo varco, e speriamo davvero che nel nostro corpo non ci sia più traccia di quel nemico subdolo, speriamo di passare anche noi le nostre porte verso una libertà cui guardo ormai con sereno distacco, quasi assuefatto, come ormai, sono al suo contrario.

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Mary Poppins from Hogwarts, UK

mary-poppins

Guardando e riguardando (grazie, bambine mie) il film Mary Poppins (1964), con l’aggiunta di una visione del recente Ritorno di Mary Poppins (2018), tra uno Spazzacamìn e un Califragilistichespiralidoso sono giunto alla conclusione che Mary Poppins ed Harry Potter condividono lo stesso universo, e che la nostra tata perfetta-sotto-ogni-punto-di-vista sia una maga, quasi sicuramente educata a Hogwarts.

Specchi magici, borse senza fondo, oggetti animati il potere di volare o di esplorare altri mondi, ms. Poppins and mr. Potter condividono molto, non solo il fatto di vivere a Londra e di essere entrambi molto british.

Vogliamo aggiungere che sia Mary che Harry hanno gli occhi azzurri e i capelli castani, e che si potrebbe persino pensare che Mary Potter sia la bisnonna o la trisnonna del giovane maghetto?

Navigando sul web ho scoperto che la teoria è condivisa, con l’aggiunta di svariate ipotesi e teorie collaterali, e d’altro canto se Mary Poppins fosse una maga si spiegherebbero quasi tutte le prodigiose doti della babysitter volante interpretata negli anni ’60 da Julie Andrews e l’anno scorso da Emily Blunt.

Tante sono le somiglianze che mi verrebbe da pensare, uscendo dalla sospensione dell’incredulità, ossia dal Poppins-Potterverse, che quando la ragazza madre disoccupata J. K. Rowling iniziò a scrivere il primo romanzo di Harry Potter la sua immaginazione si sia in parte ispirata al personaggio creato da P.L. Travers 60 anni prima.  Gli stessi nomi si somigliano, Mary e Harry condividono la stessa sonorità, e pure Poppins e Potter hanno una qualche assonanza.

Fossi un giornalista, mi piacerebbe chiederglielo a J. K. Rowling…