Dieci ottimi motivi per (ri)sposarsi

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Capita che la vita riservi brutte sorprese e delusioni, diciamo che capita a circa il 99,9987% degli esseri umani.

La reazione può essere sfiducia o cinismo, oppure un sano, un po’ irrazionale, ottimismo.

Chi oggi, in una società libera e moderna, decide di sposarsi fa una scelta di fiducia e ottimismo, risposarsi una seconda volta, ancora di più, e per incoraggiare chi voglia fare come me (arrivato a ben tre matrimoni tre, anche se due con la stessa persona) l’ultima Risposta, conclusiva di una serie iniziata anni fa, la dedico alla Domanda

perché (ri)sposarsi?

Risposta n. 100

  1. perché essere ottimisti è meglio che essere realisti, se anche il tuo ottimismo è mal riposo comunque vivrai più sereno e felice
  2. perché hai trovato una donna meravigliosa e piena di entusiasmo, con cui non ti annoi mai
  3. perché, anche prima di sposarsi, hai costruito una famiglia con due bellissime bambine, e quando sei da solo ti senti come se ti mancasse qualcosa
  4. perché non c’è niente di male a prendersi un impegno per la vita, quando credi veramente in quello che fai
  5. perché ai tuoi occhi il peggiore difetto della persona che ami è solo che non ti presta tutta l’attenzione che vorresti, perché ciò che desideri è solo avere ancora di più di lei
  6. perché non è mai troppo presto o troppo tardi, e non sei mai troppo giovane o troppo vecchio/a per unire il tuo destino a un’altra persona
  7. perché hai trovato una persona con cui condividi più della metà delle cose che ti piacciono e che rendono la vita più bella, e ormai hai compreso che se vuoi trovare una persona che ti rispecchi al 100% tanto vale restare da solo
  8. perché quando vi amate non vorresti essere in nessun altro posto, e con nessuna altra persona
  9. perché in tutte le disavventure che avete vissuto insieme, nei momenti di paura e nei momenti di dolore più intenso, in una stanza d’ospedale o in mezzo a una tempesta di neve, siete stati uniti e ne siete usciti insieme, e alla fine fuori dalla galleria c’era sempre il sole in alto nel cielo
  10. perché la ami anche se a lei piace Baglioni e tu invece ascolti la musica tamarra, perché vivere insieme è accettarsi così e incontrarsi nelle cose che invece condividi (e spero che le piaccia la canzone che le dedico… 😉 )

Well I found a woman, stronger than anyone I know
She shares my dreams, I hope that someday I’ll share her home
I found a love, to carry more than just my secrets
To carry love, to carry children of our own
We are still kids, but we’re so in love
Fighting against all odds
I know we’ll be alright this time
Darling, just hold my hand
Be my girl, I’ll be your man
I see my future in your eyes

 

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La vita dopo un bambino

Diventare genitori inibisce la vita sociale?

Risposta n. 84

Assolutamente no.

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Mi è capitato di leggere questo articolo, sul fatto che maternità e paternità divengano quasi una condanna agli arresti domiciliari, e da neo papà non posso che dissentire completamente.

Avere un bambino comporta impegni e responsabilità, è vero, come avere degli animali domestici, è normale ed è giusto così. Ma con un minimo di sforzo e organizzazione è ancora possibile andare a trovare gli amici, andare fuori a pranzo o cena e andare in vacanza, anche senza rinunciare alla compagnia del proprio cucciolo o portarsi i genitori- baby sitter appresso (c’è chi lo fa davvero!).

Noi, che abbiamo una bimba di 14 mesi, in questo periodo non abbiamo dovuto rinunciare a niente, sebbene viviamo in una città diversa da quelle in cui vivono i nostri genitori, e non potendo quindi contare su alcun aiuto tranne il nostro. I nostri cinque gatti, infatti, finora non si sono dimostrati idonei come baby sitter.

L’unica vera privazione è stato il non poter andare al cinema, almeno finchè non troveremo una baby sitter di cui fidarci e, soprattutto, finchè non riusciremo a stare tre ore senza la nostra adorata piccina.

Perchè la verità è che diventare genitori non ti toglie nulla, se non sei tu a volertene privare, ma ti aggiunge molto, una piccola personcina che non ti farà mai annoiare e che altro che comprimere la vita sociale, ti farà fare mille conoscenze nuove, perchè quando incontri altre coppie con bimbi scatta subito un feeling di colleganza.

Certo, avere un bimbo piccolo è anche impegnativo. Ma mi ha fatto sorridere leggere, tra le tante difficoltà elencate nell’articolo che ho citato, il dovere cambiare il pannolino sui sedili dell’auto o sulle sedie del ristorante. Da come ne parla l’autrice sembra un problema tremendo, ma noi l’abbiamo fatto tante volte, tantissime, e non è mai stato così complicato… Merito della mia donna, certo, ma soprattutto di un approccio più rilassato agli oneri della genitorialità.

Perchè di questo penso abbia bisogno un Paese in crisi di nascite, diviso tra fanatiche del mammismo e paurose/i della maternità ( parlo al femminile, perchè comunque in questi casi noi maschietti andiamo un po’ al traino).

Fare e allevare figli non è né una missione sacra né una prigionia, è semplicemente la cosa per cui siamo naturalmente programmati.

articolo scritto interamente mentre stavo con la mia bimba, che tranquillamente giocava per conto suo

Just in biberon

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Dall’alto della mia minima esperienza di neo-genitore, ecco una lista dei 10 falsi miti della genitorialità.

1) Se sei incinta attenta ai gatti che trasmettono la toxoplasmosi – Noi viviamo in appartamento con 5 gatti 5, e in tutti questi anni non siamo mai stati contagiati, e ovviamente non lo è stata la nostra bambina, e ciò anche ammesso che i nostri felini siano portatori di questa malattia… State attenti alla carne cruda e alla verdura non lavata, piuttosto

2) Se sei incinta non tingerti i capelli – A vedere dalla nostra esperienza, direi che l’unica conseguenza è che anche la tua bimba avrà i capelli chiari… Coincidenze?

3) Se la bambina prende il biberon, rifiuterà il seno – La mia Lei ha cominciato con 1/10 di allattamento al seno e 9/10 di biberon, e ora praticamente la proporzione è l’opposta, ma perché mai un lattante dovrebbe preferire una tettarella di plastica al caldo seno della madre?

4) Senza l’aiuto di nonni e/o parenti non ce la puoi fare – Se mamma e papà collaborano, e se non ci si fa prendere dal panico, in fondo essere genitori è una delle cose più naturali che ci sia, viene da sé, e anzi avere i parenti lontani evita di essere sommersi da consigli-pareri-opinioni non richiesti.

5) Non devi portare un neonato fuori casa prima di 45 giorni – Questa l’abbiamo sentita da una ristoratrice cinese, stupita perché portavamo la bimba fuori a meno di un mese, ma non mi pare che abbia avuto alcuna conseguenza, a meno che avere un salute di ferro non sia una conseguenza, ovvio.

6) Quando nasce un bimbo, la coppia ne risente – Dipende dalla coppia e dalle motivazioni per cui si diventa genitori, se si diventa genitori perché ci si ama e il figlio è frutto di una sana tr****ata, non c’è motivo per smettere di tr****are quando si è visto l’ottimo risultato finale!

7) Vedere la propria donna che allatta la trasforma in madonna da non toccare – A me viene invece in mente una scena con Jim Carrey in Io, me & Irene, ma  forse sono io malato.

8) Quando diventerai mamma, non avrai neanche tempo per lavarti – O la mia donna è straordinaria (un po’ lo è in effetti), oppure tutto dipende dal fatto di prendere -o meno- atto del fatto che la tua vita è cambiata, e che ad esempio non puoi continuare a tenere la casa in perfettissimo ordine come prima.

9) Quando diventi genitore, non uscirai di casa per mesi (o per anni) – Tutta questione di volontà, magari cambi un po’ gli orari, ma nessuno impone di rinchiudersi in casa.

10) Fare un figlio stravolge la vita – Sarà che abbiamo una figlia stupenda, ma io direi piuttosto evolve la tua vita.

 

Paternity

Quando lo sai è un momento di stupore e gioia assoluta, poi passano i mesi e l’ansia da preparativi è l’emozione prevalente, finché la cameretta è pronta, le tutine di ciniglia sono pronte, la valigia per l’ospedale è pronta, la culla è pronta, i pannolini e il passeggino sono lì che aspettano… ed è allora che subentra una nuova emozione: il panico da ormai-manca-pochissimo.

Il panico, il panico di non essere pronti, di non essere (ancora) in grado di fare i genitori, etc. etc. etc., ognuno poi ha le  sue paure, io per esempio con i miei fratellini piccoli ero terrorizzato dagli scivoli, voi ridete ma ogni volta che un bimbo sale su uno scivolo il cuore di un genitore perde 10 minuti di vita.

Poi però, quando hai superato anche la fantomatica 38° settimana, quella del potrebbe-nascere-anche-adesso, ecco che il panico come per miracolo, o per natura, svanisce, e finalmente ti senti veramente pronto.

Pronto a passare, ragionando in termini di Armageddon il film, dalla modalità Ben Affleck alla modalità Bruce Willis.  Sperando però che la tua Liv Tyler si sceglia un fidanzato meno bisteccone di Ben Affleck.

10 buoni propositi di paternità sostenibile

Autumn pore.. eyes charm by Mechtaniya on deviantart.com

Autumn pore.. eyes charm by Mechtaniya on deviantart.com

Ormai manca poco, manca poco e finalmente il mio desiderio di paternità rimasto a lungo insoddisfatto si concretizzerà in una bellissima (che sarà bellissima lo so già per certo) bambina.

Ho deciso allora di compilare una lista di buoni propositi del papà futuro, ovviamente in numero di 10 perché se non è un decalogo non è una lista che si rispetti.

Ecco allora la mia lista delle cose che farò con la mia bimba:

1) Non la chiamerò né Zoe né Cloe, benché un pensiero per Zooey come Zooey Deschanel, magari come secondo nome, ce l’avevo fatto (ma la mia Lei me l’aveva cassato)

2) Non dirò nè “il mio angeeeeelo” nè “la mia principeeeeessa”, come finora abbiamo evitato di usare nomignoli come “il mio fagiolino”, la chiamerò con il suo nome o al limite “baronessina” visto che la mamma un po’ di sangue nobile ce l’ha (ma non reale e bisogna essere precisi!)

3) Non le riempirò la cameretta di rosa solo perché è femmina, anzi posso dire che questo proposito l’abbiamo già messo in pratica, la cameretta di V. è piena di colori, rosa compreso ma non solo rosa, anzi;

4) Eviterò un’educazione sessista di genere come quella che si usava prima degli anni settanta e ora sembra tornata di moda; se la mia bimba vorrà giocare con il Lego o con gli aeroplani oltre che con le bambole vorrà dire che avremo una ingegnera in famiglia!

5) Eviterò di essere paranoico e iperprotettivo, anche se so che dei vari propositi di questa lista questo sarà il più difficile da realizzare

6) Le insegnerò il giusto equilibrio tra libertà e responsabilità

7) Le insegnerò ad amare gli animali (e non sarà difficile, visto che nasce in una casa con 2 umani e 5 quadrupedi)

8) Giocherò con lei e guarderò insieme a lei i cartoni animati, a costo di rivedere Cattivissimo me per la 567° volta (e proprio per questo negli ultimi mesi abbiamo deciso per un’astinenza da ogni genere di cartone!)

9) Cercherò di insegnarle a essere una persona serena e sicura di sé

10) Proverò a trasmetterle l’amore per i libri e le cose intelligenti, sperando che facebook le app e gli smartphone non la risucchino nel gorgo del cazzeggio non appena superata l’età critica

10 ragioni per amare i gatti

Io amo i gatti, e vivo con una persona che come me ama i gatti.  Risultato di tanto amore è che in casa nostra siamo in sette, e gli umani sono solo due…  Comprenderete quindi il mio stupore a scoprire che altri non abbiano la stessa passione per gli amici felini, e che ci sia anche qualcuno che proprio non li sopporta.

E proprio per costoro, e con la speranza di convertirne almeno uno, ho deciso di pubblicare il mio personale decalogo dei perchè amo i gatti:

1) sono pelosi e coccolosi

2) sono animali indipendenti mai completamente addomesticati

3) sono capaci di un incredibile affetto (ancor più autentico proprio per la loro natura indipendente)

4) sono animali pulitissimi

5) ogni gatto ha una personalità diversissima dagli altri (e avendone cinque ne ho la prova certa)

6) sono animali misteriosi con una zampa in questo mondo e l’altra in qualche altrove

7) i gatti portano fortuna (o almeno così di dice da sempre in molte culture, forse con l’eccezione isolata di quella cattolica)

8) se vivi con un gatto non ti sentirai mai solo

9) hanno un’eleganza innata

10) ti danno l’ebbrezza di accarezzare una tigre (e questa la rubo a Oscar Wilde)

Alla fine (?)

Capita che pensi di trasferirti altrove e invece alla fine rimani al punto di (ri)partenza.

Roma, Milano, il ritorno a Trieste, il sogno della metropoli (quella vera, che non sono né Roma nè Milano) e poi la vita svolta, una o forse due inversioni a U, e ti ritrovi a cercare casa a due passi da dove stai adesso, in un tranquillo e verde sobborgo un po’ fuori città dove portare noi 2+5 (dove il due siamo noi due e il cinque i nostri gatti).

La vita è così, e ti sorprende sempre.

Forse è colpa del caso, forse è colpa dell’amore, forse è colpa di Lana Del Rey, o forse la cantautrice nuovayorkese ce l’ho messa dentro solo per poter dire tra qualche mese o qualche anno “visto, l’avevo detto che io che sarebbe diventata una Star“.

Non ho ancora abbandonato (anzi!) il Sogno della casa al mare, il Sogno che prima o poi realizzerò, ma per il momento, miei cari amici, me ne resto qui nella calma paciosa ma viva di questo angolo di felicità.