Destinazioni

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Un’altra porta che si chiude, un’altra parola FINE a un pezzo della mia storia personale.

Novultima puntata a Roma.

Giornata di formalismi, cortesia e falsità, un ottimo sugo al cinghiale, la redbull alle due del pomeriggio, i treni puntuali (era un bel po’ che non mi capitava) e un bizzarro gioco del destino che con un’incredibile coincidenza mi ha fatto reincontrare una persona che avevo un po’ perso di vista.

Quando le coincidenze  sono così incredibili io sono portato a pensare che siano segni del destino, occasioni che capitano non per caso ma perché ti viene offerta un’opportunità.

Il nostro libero arbitrio sta nel scegliere se coglierle o meno queste opportunità, se percorrere quel sentiero “scritto nelle stelle” che all’improvviso intravedi nella nebbia della vita, o fare finta di niente.  Devo essere sincero, tante volte ho fatto la seconda scelta, per pigrizia, timidezza o pavidità.  Non stavolta, comunque.

E questa giornata romana la ricorderò anche per questo.

Ne mancano altre otto.

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La svoglia di cambiare

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Quando siamo bambini alcune cose ci sembrano ferme e immutabili, sono certezze con le quali cresciamo e soffriamo quando le vediamo infrante.

Sei un bambino e pensi che quello sia il partito dei buoni e gli altri i cattivi, ti affezioni a una squadra di calcio e credi che esisterà per sempre, ti innamori di un’attrice bellissima come una Dea, e pensi che come gli dei sia immortale.

Poi l’attrice bellissima muore ancora giovane in circostanze misteriose e la colpa ancora adesso non sa di chi sia, ma almeno ti sei scelto una moglie con gli stessi intensi occhi castani e la stessa personalità (se dico decolletè si offende).

La squadra di calcio del tuo paese, quella più vicina al cuore, svanisce e anche quella che ne prende il posto, e l’ultima che riprende quei colori sta sprofondando in terza categoria, che (sia detto per chi non segue il calcio) è proprio il fondo del panorama calcistico italiano.

Il partito dei buoni, in cui all’improvviso avevi trovato anche un po’ di quelli che erano i cattivi, persino il rappresentante d’Istituto che al Liceo era il capo di quegli altri, anche quello all’improvviso non c’è più, non è successo ieri né l’altroieri, ma quella bandiera in cui comunque credevi non c’è più, e i vecchi compagni di strada sono un po’ qua e un po’ là.

La vita è così, le cose cambiano, più velocemente di quello che vorremmo o speriamo, ma mi ci vorrà ancora un po’ per prenderne davvero consapevolezza, chi lo sa se per i cinquant’anni (e in fondo a questo traguardo non mi manca molto) arriverò preparato…

Invecchiando

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Di recente wordpress mi ha ricordato che sono passati ben otto anni dall’apertura di questo blog, direi che è un risultato non male vista la vita media dei blog, ma direi in generale delle cose su internet. Considerato questo piccolo record personale, un volta tanto mi permetto un’eccezione alla mia regola di non parlare di me stesso e delle mie emozioni.

Tra poco compirò 46 anni, in lettere quarantasei/00. Non sono pochi, eppure tante volte, anche se la vita mi ha dato grandi gioie, mi pare di non avere fatto abbastanza cose in vita mia, e mi prende l’angoscia se penso di essere già a metà del guado, e se sono fortunato da vivere oltre 90 anni.

Una riflessione però mi ha consolato.  Mi annoiano profondamente le cose che il 99% delle persone scrive sui social network e su whatsapp, o nel corso di incontri, riunioni e incontri pubblici. Il motivo è molto semplice: proprio perchè ho quasi 46 anni ho incontrato un’infinità di estranei e ho sentito e letto migliaia di volte le solite banalità che si scambiano tra persone che si conoscono poco. Sono molto poche, oramai, le persone che possono offrirmi un’idea originale, un ricordo unico, uno spunto di conoscenza che non abbia già letto e sentito. A parte mia moglie, la bambina che gioca qui vicino a me e la seconda che per ora scalcia nella pancia di sua mamma, solo i matti e i veri sapienti riescono a farmi interessare.

Però questo mi consola: se le parole degli altri mi annoiano tanto, forse non è vero che ho vissuto ancora poco, forse di cose che ho viste e ne ho fatte molte.

Spero nei prossimi 46 anni ne farò altrettante, per arrivare sazio al momento in cui la mia anima lascerà questa esistenza.

Cose del Mondo che non farò mai

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Arrivati alla mia età, quasi a metà del cammino della vita (poi uno spera non oltre un terzo perché bisogna essere ottimisti), ci sono una serie di cose che oramai si deve prendere atto che non si faranno mai (più), il che in taluni casi può essere anche un bene, naturalmente.

Il pensiero mi è sorto l’altro giorno, vedendo una nuvola che sembrava un fungo atomico che mi fatto pensare: ecco una cosa che (grazie al Cielo) non vedrò mai, visto  che la guerra nucleare ormai sembra un incubo del passato.

Ma questo episodio mi ha dato lo spunto per rispondere alla mia stessa Domanda:

quali sono le cose del Mondo che non farò mai (in prima persona e dal vivo)?

Risposta n. 81

1) Vedere un’esplosione atomica, con il relativo fungo – Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, considerate la scarse possibilità di andarlo poi a raccontare, ma quando ero bambino e adolescente, che mi piacesse o meno, non era un’eventualità impossibile come invece sembra adesso…

2) Guardare un’eclisse solare totale – Quella del 1999 l’ho apprezzata di sfuggita, la prossima visibile nel nord Italia mi pare sarà nel 2081, data in cui sarei lieto di essere ancora vivo, ma presumibilmente non abbastanza in forma dal prendermi gli occhialetti e  guardare in cielo

3) Giocare una partita del campionato del mondo  -non occorre specificare lo sport, alla mia età qualunque ipotesi di giocare un qualsiasi sport a livello professionistico o di nazionale la posso accantonare, dentro di me so che sarei stato un grande giocatore di baseball, ma la vita ha preso altre strade… vorrà dire che mi consolerò con i videogiochi.

4) Indossare di nuovo la divisa – Sono un’ottimista (vedasi la questione guerra nucleare), ma dubito che nonostante i venti di guerra in giro per il mondo si arriverà al punto da richiamare anche me, sono ormai prossimo al congedo definitivo dal mondo militare e il mio servizio per la Repubblica penso di poterlo considerare terminato!

 5) Pilotare un aereo di linea – La mia vita potrebbe essere ancora lunga, chi lo sa che prima o poi mi porti a guidare un piccolo aereo privato (che so, un Cessna o un Falcon), ma il sogno d’infanzia di fare come professione il pilota di voli commerciali ormai l’ho accantonato.

6) Rappresentare il nostro paese come Ambasciatore – E sì che secondo me sarei stato perfetto per quella carica, a suo tempo me ne dissuasi per le mie abitudini alimentari, e se con il tempo ho scoperto che mi trovo più a mio agio con tante cucine straniere che con quella italiana ormai era troppo tardi!

7) Comandare una stazione dei treni con il berretto rosso da capostazione (esistono poi ancora i capostazione?).

8) Tornare indietro da dove sono partito, perché a un certo punto della vita a volte capisci che il luogo dove sei nato e cresciuto non ti appartiene più, e tu non appartieni più a quel posto.

9) Mangiare di nuovo alla mensa universitaria da studente o da professore – La seconda opzione mi sarebbe piaciuta molto, visto come mi ero trovato bene nell’ambiente universitario, peccato che dopo la laurea la voglia di studiare mi si era completamente esaurita…

10) Esibirmi al cabaret – Accantonato il sogno di una carriera artistica come comico mi tocca accontentarmi, anche se non è poco, essere citato per due o tre volte dal cabarettista di turno (anche se il pubblico ignorava completamente chi fossi e anzi probabilmente pensava che facendo il mio cognome l’artista facesse ancora una volta sfoggio del suo proverbiale non-sense).

Acqua sotto i ponti

acqua e papere

Sei anni e 500 post fa la mia vita era completamente diversa. Delle due persone con cui vivo adesso, una non la conoscevo ancora e l’altra non era neanche nata, la mia casa era un’altra e anche il posto dove lavoravo.

Sono passati sei anni, un periodo che nell’arco di una vita intera può sembrare relativamente breve, ma in questo lasso di tempo la mia intera esistenza è cambiata, e da pochi mesi la persona  che ho al mio fianco (e spero per tutta la vita) mi ha anche regalato la gioia di essere papà e da due siamo diventati tre (otto contando i gatti).

Sei anni fa (più o meno), in un’altra vita, inauguravo quasi sovrapensiero questo blog, che ha raccolto un numero tanto incredibile di stupidaggini e deliri, ed è curioso che il sesto compleanno del blog ha coinciso con la pubblicazione del cinquecentesimo post, che -sia detto per debito di chiarezza- non è questo ma quello precedente.

E’ scientificamente dimostrato ha cambiato più volte aspetto, quasi come un mutaforma rettiliano, da blog di riserva praticamente inutilizzato, a diario di una delusione sentimentale, da presa in giro del celebrazionismo delle giornate mondiali, fino all’esperimento (ancora in corso) di dare Risposte a tutti i dubbi del mondo, lasciando sempre spazio alle notizie ASMA dalla Russia, le notizie curiose, non sempre attendibili, che però hanno attirato migliaia di lettori interessati agli gnomi della foresta di Komi, ai vampiri di Supirgrad o alla lapide aliena di Lesosibirsk, navigatori approdati per caso su queste sponde, ma che mi hanno permesso di superare (addirittura!) quota 127 mila lettori.

Ma soprattutto, è un blog che dura e continua nel tempo, nato quando facebook da noi non lo conosceva nessuno ma ancora attivo, e nel mondo così caduco del web (quanti blog nati nel 2008 esistono ancora?) è il mio maggiore orgoglio.