Le dieci teorie più assurde sul Trono di Spade

 

tronodispade

Il Trono di Spade, Game of Thrones nella versione originale, è una serie televisiva straordinaria e così di culto che ben merita la dedica della novantanovesima Risposta alle Grandi Domande delle Vita.

Ora che la settima e penultima stagione si avvia alla conclusione, e che non c’è più la guida dei libri di George R. R. Martin, le teorie dei fan sulla serie si accavallano, ed ecco allora la nostra Risposta alla Domanda

quali sono le teorie più bizzarre sul finale del Trono di Spade?

Risposta n. 99

*** attenzione spoiler (se non avete visto le prime 6 stagioni) ***

  1. Gli Estranei ammazzano tutti a Westeros ma Samwell Tarly si salva viaggiando nel tempo e finendo… nel futuro, nella nostra epoca, dove cambia nome in George R.R. Martin e fa soldi raccontando cosa gli è successo
  2. era tutto un sogno di Bran che dopo la caduta era rimasto in coma per sei mesi ma all’improvviso si sveglia e trova papà Eddard Stark e la mamma e i fratelli che lo guardano abbracciati e felici
  3. il Corvo con Tre Occhi è in realtà Jacob di Lost
  4. Aria si mette la maschera di Daenerys e si dà al sesso sfrenato con Jon, che alla fine dei conti è solo un cugino (di primo grado, ma nel mondo di Game of Thrones è un incesto davvero minore) mentre Dany al piano di sotto discute per ore con Tyrion
  5. gli Estranei vengono sconfitti, si salva solo il Re della Notte, che si iberna dentro un iceberg; passano migliaia di anni, i ghiacci artici si scongelano, e il Re della Notte si ritrova su una spiaggia della Georgia, negli USA; nella scena seguente, mentre passeggia per una statale, si vede il segnale stradale “Atlanta” e passa Rick di The Walking Dead sull’automobile da poliziotto
  6. la missione degli Estranei in realtà era a fin di bene, volevano solo dire agli uomini di volersi bene gli uni con gli altri, di rispettare la natura e di riciclare, la cosa degli zombi era solo per attirare l’attenzione, lo rivela il Re della Notte a Jon prima di morire trafitto da una freccia scagliata da Theon (che come al solito fa casini)
  7. Tyrion non era figlio di Tywin Lannister, ma di sua moglie e di un vero folletto, (ecco perché il padre lo maltratta e la sorella lo odia) nella battaglia finale quando l’armata unita dei sette regni + Daenerys e draghi sta per soccombere Tyrion arriva portando con sé un’armata magica di folletti, unicorni e fatine e salva tutti; poi si apparta con due fatine e un sorriso malizioso
  8. anche Cersei Lannister è una metamorfa, ma tutta speciale, perché in realtà lei si incarna ne… il Re della Notte… e mo’ so ca**i vostri
  9. Eddard Stark è ancora vivo, è stato resuscitato da Thoros di Myr, ma essendo stato decapitato c’è solo la testa, che Beric Dondarrion porta con sé in una borsa (i fan più attenti hanno notato che lui e Thoros hanno sempre con loro quella misteriosa borsa), ed è lui il vero capo della Fratellanza senza Vessilli, con il nome di Lord Iceaheart
  10. viene fuori che Gendry è figlio di Cersei, quindi è un bastardo Lancaster, sposa Aria che è una Stark, in pratica come Enrico VII Tudor, discendente illegittimo Lancaster che sposò una York e mise fine alla Guerra tra York e Lancaster, ispirazione storica del Trono di Spade, e così coerentemente Gendry e Aria regneranno sui sette regni tipo come i Tudor (o caspita, questa teoria non è mica così bizzarra…).

 

dedicato a una delle biggest fan del Trono di Spade (mia moglie) sempre a caccia di spoiler e teoria strampalate (quasi quanto queste)

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Chi ha ucciso Laura Palmer?

dale cooper

Risposta n. 92.

Verso la fine delle 100 risposte alle grandi domande della vita, ecco che provo a dare una risposta alternativa al grande mistero di Twin Peaks, la serie culto di David Lynch recentemente di nuovo messa in onda su Sky.

ATTENZIONE   S * P * O * I * L * E * R

Molti di voi sapranno l’inverosimile finale di Twin Peaks, la possessione demoniaca del padre di Laura Palmer, etc. etc., e avranno seguito l’ancora più inverosimile e improbabile indagine dell’agente Dale Cooper, tra riti paratibetani e sogni pre e post-monitori.

Ha funzionato con molti di voi e ha funzionato con i creduloni abitanti di Twin Peaks (che come forza di polizia hanno un gruppo di imbecilli), ci può stare.  Ma se fuoriusciamo dalla sospensione dell’incredulità appare evidente che neanche un decimo di quello che il sedicente agente Cooper vuole farci credere è minimamente verosimile.

Strani demoni, logge dell’altrove, braccia mozzate che diventano nanetti, la gorgononsocosa, un detective che capisce tutto in sogno… ma andiamo!!!  La verità è davanti agli occhi, ma è un’altra:

E’ stato il sedicente agente Dale Cooper a uccidere (o partecipare all’omicidio di) Laura Palmer.

Ma insomma, è un tipo completamente fuori di testa, che parla al registratore come se parlasse da solo, che ha varie e diverse compulsioni alimentari, che sostiene (lo dice lui) di essere un agente dell’FBI… ma perché mai l’FBI dovrebbe mandare un agente a investigare per tutto quel tempo su un banale omicidio di provincia?!  E poi… altro che sogni e visioni, il sedicente agente Cooper trova il bandolo della matassa solo perché sapeva già tutto da prima, e perché a Twin Peaks c’era già stato prima, magari travisato in qualche maniera, tanto quei bifolchi di Twin Peaksini si bevono ben altro.

Il povero papà di Laura è andato fuori di testa, peraltro rivelando ottime doti di ballerino, e allora usiamolo come capro espiatorio, et voilà!  Tanto gli avvocati non piacciono a nessuno…

E d’altro canto pensate a quando il sedicente Dale Cooper giudica “un Paradiso” l’amena località nonostante un altro gli ricordi i vari delitti commessi (certo, un Paradiso per un serial killer) o il sorriso beffardo con cui si autoproclama “a cop” quando va al bordello, mentre il vero poliziotto (lo sceriffo) racconta una bufala.

Non ci stupirebbe se il vero agente Cooper, qualora davvero esistesse, giacesse da qualche parte con la gola tagliata, mentre l’inverosimile personaggio con capelli neri e impermeabile si gode la sua indagine fasulla su un delitto che ha commesso lui stesso gozzovigliando e dormendo a sbafo sulle spalle della comunità di Twin Peaks.

Che poi, sapete qual’è la pistola fumante, la prova probante?  Pensate al fatto che l’agente

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Cooper disdegni le profferte amorose della giovane Audrey, cioé questa qui a destra.

Sì, ricordiamocelo bene, lui non corrisponde alla corte spietata delle ragazza qui a destra.

Ora, considerato che l’agente Cooper non sembra gay e non risulta fidanzato/sposato, la cosa appare inspiegabile a meno che lui non sia uno psicopatico magari impotente, e che aveva ucciso Laura Palmer proprio per non essere riuscito a possederla carnalmente, un classico dei serial killer.

Nel caso di Audrey il supposto agente Cooper trattiene le sue pulsioni omicide, forse perché pentito o forse perché ormai si crede veramente un agente dell’FBI, cosa che prosegue fino a che tutto il suo castello mentale crolla e viene lui stesso “posseduto” dal demone che in realtà è lui stesso, o una sua altra personalità.

Ragionateci bene, e vedrete che sarete d’accordo con me!

La prima stagione era meglio (?)

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E’ meglio la prima o la seconda stagione di *** serie tv?

Risposta n. 87 (datemi tempo, prima o poi arriverò alla 100).

E’ sempre meglio la prima stagione.

O almeno così ragiona un buon numero di persone, non so se per conformismo (bisogna dire così) o perché si è tanto infatuato della prima stagione di un telefilm che si trova comunque deluso dalla seconda.

Certo, ci può stare che la prima stagione sia meglio della seconda.  Non ci sono dubbi, per dire un caso, se pensiamo a The Following, e anche la prima  stagione di Desperate Housewives è rimasta inarrivabile.

Ma -per Bacco!- la regola mica può valere per sempre; Dr. House è sempre stato straordinario, e per passare invece alla serie attuali questa stagione di True Detective è stata fenomenale, ha eguagliato se non superato la seconda; lo stesso per TWD, come noi adepti chiamiamo The Walking Dead, che è stato sempre un crescendo stagione dopo stagione…

Accade nei telefilm, come nei film, che qualche volta il sequel supera il primo film, e scusate tanto se fa poco cinefilo dirlo.

Che poi oggi i veri cinefili oggi guardano le serie tv, e non i film, ma questa (come diceva il protagonista di una pietra miliare del cinema mondiale) è un’altra storia..

Buoni e cattivi

Risposta n. 26

Dr. Cox è buono o cattivo?

Probabilmente la risposta giusta è la prima (buono) ma se glielo dite il dr. Cox vi risponderebbe in malo modo, e quindi forse la risposta più comoda (soprattutto se siete anche voi un personaggio di Scrubs) potrebbe essere la seconda (cattivo).

Di fronte a questo dilemma, me la posso cavare con una bella Risposta compromissoria:

Il dr. Cox è buono con i pazienti ma cattivo con chi lavora con lui e in particolare con J.D.

Ora magari qualcuno di voi si chiederà chi sia mai il dr. Cox e chi sia J.D.; potrei rispondervi come Nanni Moretti in Bianca, continuiamo così facciamoci del male, ma faccio parte della scuola del grande giornalismo anglosassone, e quindi vi spiego che il dr. Percival detto Perry Cox è il medico geniale ma burbero della popolare serie comico-medicale Scrubs, un tipo come il dott. House, ma con più pettorali.

Scrubs era una bella serie tv, mi piacevano soprattutto i voli pindarici immaginifici del protagonista JD, ma purtroppo con il tempo gli autori hanno deviato sul buonismo e il moralismo abbandonando quel simpatico cinismo un po’ crudo che invece era la nota speciale della serie. L’ultima stagione  (la nona, che va in onda adesso su Sky) sembra davvero un’opera di accanimento terapeutico, e con tutta la simpatia per gli attori della serie forse sarebbe meglio staccare la spina per sempre.

Sarebbe stato meglio continuare con qualche spin off, tipo una serie tutta per Ted (l’avvocato dell’ospedale depresso cronico) e la sua nuova vita di coppia, oppure un telefilm incentrato sul perfido Inserviente, ma pure il vecchio dr. Kelso potrebbe dar vita a una specie di George e Mildred insieme alla sua fantomatica moglie, l’amatissimo cane e gli altri membri della sua famiglia, di cui si sente sempre parlare e che non si vedono mai.

Al limite, tanto per dare un lavoro agli altri attori della serie rimasti disoccupati, il figlio gay del dott. Kelso lo potrebbe interpretare Zach Braff e il suo fidanzato di colore Donald Failson.  Resta solo da trovare una parte per Sarah Chalke.

Flash forward

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Risposta n. 20.

“Come ti vedi da qui a cinque anni?”

Un po’ sfocato.

Non so se sia una cosa che capita solo a me, ma a volte ho questi flash back al contrario, questi flash forward, un po’ come nell’omonima serie tivvù che probabilmente non vedrà una seconda stagione perché piaceva solo a me e a pochi altri.

A volte mi sorprendo a intravedere sprazzi del mio futuro, e allora sono voli di immaginazione come il protagonista di Scrubs (che pure è giusta al capolinea, ma almeno era all’ottava stagione).

Non è una cosa che posso comandare, sono più come delle visioni, delle apparizioni a occhi aperti, e questa mattina ne ho avuta una. Siccome so per esperienza che queste visioni funzionano al contrario dei sogni premonitori, si avverano solo se ne parli o (anche meglio) se ne scrivi, la voglio condividere con voi.

Mi chiedevo come sarebbe andata a finire un’iniziativa che sto portando avanti come altri…

e allora ho visto uno di noi davanti a una selva di microfoni, ho cercato di vedere meglio se c’erano volti noti accanto a lui, ma ho notato invece la fascia tricolore di sindaco, secondo me di una grande città.

Poi ho pensato a un altro, e non ho visto una bella scena, e allora non ne parlo per non farla avverare; un terzo era disteso sulla sdraio del suo yacht, ma in fondo è quello che già fa adesso.

E poi c’ero io.

La scena era nitida, seduto in riva al mare, il sole riflesso sulla spiaggia dorata, addosso una camicia hawaiana e il mio MacBook Air sul tavolino di vimini, stavo facendo una chiamata con Skype e purtroppo sullo schermo c’era il volto di una persona che avrei preferito vedere vicino a me sulla spiaggia, mentalmente ho cercato di cambiare la visione, ma non c’era verso.

Però poi ho visto un’altra ragazza in costum da bagno avvicinarsi alla mia sedia camminando a piedi nudi sulla spiaggia, e forse (ma non sono sicuro) ho capito chi fosse.  Cuore e Destino, siamo sempre lì.

Poi, un piccolo sfasamento temporale, e mi sono visto andare incontro alla mia Eterna Amica del Cuore appena sbarcata sul molo dal traghetto, ed abbracciarla perché era venuta a trovarmi fin lì.

Dove fossi nella mia visione non l’ho capito, sembrava la Grecia ma anche i Caraibi, chi fosse con me sulla spiaggia non ne sono sicuro, ma di sicuro mi sono visto felice.

E allora non mi resta che aspettare. Perché le visioni positive sono come la vita dopo la morte; non importa che sia vero o meno, se ci credi comunque vivi più sereno.

Baciami ancora

Risposta n. 6

Cominciamo a dare qualche Risposta alle Grandi Domande che ho raccolto nell’apposita pagina; e cominciamo dall’arrovellante quesito

“Quando un ragazzo ti bacia, gli piaci?”.

Ora, ammetto che è difficile capire quando una persona non ti piace più; ognuno è fatto a suo modo, anche se secondo me c’è sempre un momento X in cui ti accorgi che quella persona ormai appartiene al tuo passato; ed ognuno di noi sa esattamente qual è stato quel momento, almeno quando si parla delle storie più importanti.

Più facile capire quando una persona ha iniziato a piacerti; e per come ragiono io dovrebbe essere la prima volta che la vedi, ma non sempre è così, e neanche per me.   Ricordo che in prima superiore mi innamorai follemente di una compagna di classe (di cui rimasi innamorato per anni) ma il primo giorno di scuola non l’avevo notata e quando il giorno dopo mi salutò non le risposi perché non capivo chi fosse.

Di solito, però, il momento in cui una persona ha iniziato a piacerti dovrebbe essere la prima volta che l’hai incontrata, e che hai incrociato i suoi occhi.

Il gran dilemma, casomai, è capire i sentimenti altrui, ma il bacio, e qui rispondo all’anonima navigatrice, è una buona conferma che anche noi piacciamo all’altra persona.

Certo, il bacio ci dice se, non ci dice quanto e non ci dice per quanto.   Per quanto tempo direi che è impossibile saperlo, quanto forse sì, forse si capisce già fin dal primo bacio. I baci di cui ho un ricordo più vivido, sono quelli delle persone che più ho amato. Degli altri ho un ricordo vago, e non per la storia che è seguita, proprio per il bacio in sé, assoluto e travolgente.

Ecco, questo è il tipo di bacio di quando due persone si piacciono abbastanza.

AVVISO SPOILER:

smettete di leggere il post e non guardate il video se non avete ancora visto le ultime puntate di Glee

Un bacio come quello che ha concluso la prima serie di Glee, e in cui finalmente il bel professore di spagnolo Will Schuester (Matthew Morrison) bacia la timida e complessata collega Emma Pillsbury (Jayma Mays); lo ammetto, nonostante abbia superato i vent’anni e non sia gay, questo inverno mi sono lasciato appassionare dalla serie musicale americana, e non ho fatto a meno di commuovermi quando Will e Emma si sono finalmente baciati.

Evidentemente, ben nascosta da qualche parte, devo avere una vena romantica.

Tutta colpa dei baci.

Il nostro Spirito Guido (ep. 16)

Grazie a MTV è arrivato anche in Italia il super trash reality Jersey Shore, i cui partecipanti sono tutti italo americani rigorosamente truzzi, dei Guido e delle Guidette, come dicono negli States.

Dopo essere stato anch’io colpito dalle canottiere dei Guido e dal sofisticato charme di Nicole Snooki Polizzi, ho deciso di imbarcare un Guido e una Guidette su La Nave de Los Monstruos.  Prima di ripartire gli ho chiesto di non fare risse, di non dire volgarità ad alta voce e di non fare sesso con il primo che capita; ma trattandosi di un Guido e una Guidette, so già che le mie parole saranno del tutto inutili.

In America le associazioni degli italoamericani hanno protestato per una trasmissione che secondo loro è piena di stereotipi, ma non si sono resi conto che Jersey Shore in realtà si limita a sublimare le peggiori caratteristiche dell’italianità, amplificate dai nipoti degli immigrati in America, che da parte loro sono riusciti a coniugare i peggiori difetti di Italiani e Americani.

Non so perché questa categoria di ragazzi italoamericani venga chiamata Guido, forse un tempo (tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, la preistoria per i protagonisti di Jersey Shore) c’è stato un mitico Guido con queste caratteristiche, che poi è diventato eponimo di questi comportamenti; chissà.

Intanto, per le mie gentili lettrici che siano interessate, ecco la guida per diventare una Guidette come Nicole Snooki Polizzi, estratto da Wikihow:

1) essere sicuri di sè, anche quando gli altri pensano che tu sia arrogante o presuntuosa

2) sii appariscente, molto trucco e l’acconciatura più eccessiva che la tua parrucchiera possa realizzare

3) vestiti in maniera attillata, seno bene in vista, minigonna inguinale e tacco da 12 in sù

4) vai regolarmente in discoteca, la discoteca è parte importante della cultura Guido

5) ogni tua frase deve contenere almeno una parolaccia

6) fatti dare un soprannome

7) cucina ricette italiane (ok, questa è facile)

8 ) abbronzati,  8)   ma nel modo più innaturale ed eccessivo possibile; è consigliato il colore arancione lampada

9) la capigliatura dev’essere prominente, i capelli sempre tinti con la ricrescita

10) le unghie devono essere finte e ovviamente dipinte con fantasie improbabili (ho detto fantasie, solo il colore non basta)

11) esci con altre Guidette e cerca di avere un appuntamento con un Guido il prima possibile.

A questa lista aggiungerei però anche l’essere manesca (d’altronde altrimenti come ci si difende dai propri Guido?), e ripetere continuamente “we’re italiaaaan” senza essere mai stati nel nostro Paese e non sapere una parola di italiano, a parte i nomi delle cose da mangiare.

Attenzione: molti siti dicono che per essere un Guido e Guidette non è strettamente necessario avere origini italiane, ma tutti concordano sul fatto che invece per essere una Guidette è indispensabile avere un seno molto grande e possibilmente essere un po’ sovrappeso.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, data astrale 35 d.G.