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La sottotraccia mistica del Trono di Spade

A T T E N Z I O N E    R I S C H I O   S P O I L E R

per chi non ha finito di vedere tutte le puntate dell’ultima stagione del Trono di Spade

GOT

L’ultima puntata della straordinaria serie tv Game of Thrones, in Italia il Trono di Spade, è andata in onda anche in Italia, per il momento in versione originale sottotitolata, e finisce così una saga televisiva di livello comunque eccezionale.

Il finale ha scontentato o fatto arrabbiare molti, ma a mio parere l’evoluzione della storia la si spiega bene ricostruendo  tutto alla luce di un’interpretazione mistico-religiosa che secondo me l’autore del libri a cui la serie televisiva è ispirata ha voluto inserire quasi sottintesa, ma che forse nei suoi prossimi libri sarà esplicita.

Nel mondo del Trono di Spade ci sono diverse religioni, e ognuna ha un suo preciso significato. Alcune sono tutto sommato secondarie: c’è la religione istituzionale dei Sette Dei, una specie di parodia del Cristianesimo come religione di Stato, con tanto di suore, preti, e fanatici bigotti; c’è il culto del Dio abissale, più che altro una scusa per omaggiare l’immenso Lovecraft da parte di un autore di fantascienza e fantastico come Martin.

Poi ci sono però le due deità che (nella finzione almeno) esistono veramente.  Da una parte il Signore della Luce, R’hllor, il Dio della sacerdotessa Melisandre, un Dio apparentemente buono ma che sembra esigere sacrifici umani e viene invocato per praticare la magia nera, e dall’altra parte una divinità senza nome, un’entità del ghiaccio, della natura e dell’oscurità che sembra il Dio del male ma forse non lo è.

Martin è noto per demolire gli archetipi, le idee tradizionali di Bene e Male, e interpretando tutta la storia sotto questo ottica la mia idea è che la storia narrata in quella che ha come sottotitolo Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è (anche) la storia del conflitto tra la deità del ghiaccio e quella del fuoco.

La prima, R’hllor, opera attraverso i suoi sacerdoti e sacerdotesse, ha come sua vera messia Daenerys Targaryen, accompagnata da esseri di puro fuoco (i draghi), destinata a purificare i miscredenti, come profetizzò una sacerdotessa del Signore della Luce (Kinvara, nella sesta stagione), e che non si ferma di fronte a nulla e pur di portare il proprio paradiso crea un vero inferno per tutti quelli che trova sul suo cammino.  E’ una divinità trascendente ma immanente, non è di questo mondo ma vi opera attivamente.

La seconda non ha nome, ma esiste, è la deità dietro gli Antichi Dei, quella su cui si basano poteri e conoscenze dei Figli della Foresta e dei Veggenti Verdi, come il Corvo a Tre Occhi e Brandon Stark, anche il potere dei terribili Estranei deriva da lì, ma gli Estranei sono come degli angeli (del ghiaccio) caduti, che liberatisi del giogo del proprio creatore hanno deviato dal suo disegno originario, e per questo per combatterli entrambi gli Dei supremi uniscono le proprie forze.  Il Dio senza nome è una divinità immanente ma trascendente, una forma panteistica di divino presente in tutte le cose, ma allo stesso tempo meno presente nella vita e nella storia degli uomini (nel secolo si sarebbe detto un tempo).  Forse è la stessa cosa con il Dio dai mille volti adorato a Braavos.

Il Dio senza nome a un certo punto della storia disconosce gli Estranei, così come forse nel finale delle serie, quando Daenerys usa la forza donatagli dal Signore della Luce in modo tanto terribile, il suo Dio la abbandona a un destino di morte.

Quando Drogon porta via il corpo esanime di Daenerys in quel momento impersonifica proprio il Signore della Luce, che accetta il sacrificio della propria regina, ma accetta anche la rinuncia di Jon Snow a essere Aegon Targaryen, lui che unico tra tutti era protetto e benedetto da entrambe le deità ma sceglie di cambiare il proprio destino (che forse era di uccidere Daenerys ma poi di regnare al suo posto).  Perché non si tratta di dei buoni o cattivi, come li immaginiamo noi, ma forse più simili agli dei bianchi e neri della tradizione slava, dei avversari ma non per questo gli uni totalmente buoni e gli altri totalmente cattivi.

Dall’altra parte Bran, Brandon Stark, sacerdote supremo del Dio del ghiaccio, delle tenebre e dell’oscurità alla fine arriva a riportare a Westeros il dominio delle forze della natura, di un Dio delle tenebre che oltre le apparenze forse è più misericordioso del Signore della Luce, un destino che per Bran segnato e forse da lui pre-veduto da molto tempo.

L’Inverno che stava arrivando forse non era una stagione, ma era lui.

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Le dieci teorie più assurde sul Trono di Spade

 

tronodispade

Il Trono di Spade, Game of Thrones nella versione originale, è una serie televisiva straordinaria e così di culto che ben merita la dedica della novantanovesima Risposta alle Grandi Domande delle Vita.

Ora che la settima e penultima stagione si avvia alla conclusione, e che non c’è più la guida dei libri di George R. R. Martin, le teorie dei fan sulla serie si accavallano, ed ecco allora la nostra Risposta alla Domanda

quali sono le teorie più bizzarre sul finale del Trono di Spade?

Risposta n. 99

*** attenzione spoiler (se non avete visto le prime 6 stagioni) ***

  1. Gli Estranei ammazzano tutti a Westeros ma Samwell Tarly si salva viaggiando nel tempo e finendo… nel futuro, nella nostra epoca, dove cambia nome in George R.R. Martin e fa soldi raccontando cosa gli è successo
  2. era tutto un sogno di Bran che dopo la caduta era rimasto in coma per sei mesi ma all’improvviso si sveglia e trova papà Eddard Stark e la mamma e i fratelli che lo guardano abbracciati e felici
  3. il Corvo con Tre Occhi è in realtà Jacob di Lost
  4. Aria si mette la maschera di Daenerys e si dà al sesso sfrenato con Jon, che alla fine dei conti è solo un cugino (di primo grado, ma nel mondo di Game of Thrones è un incesto davvero minore) mentre Dany al piano di sotto discute per ore con Tyrion
  5. gli Estranei vengono sconfitti, si salva solo il Re della Notte, che si iberna dentro un iceberg; passano migliaia di anni, i ghiacci artici si scongelano, e il Re della Notte si ritrova su una spiaggia della Georgia, negli USA; nella scena seguente, mentre passeggia per una statale, si vede il segnale stradale “Atlanta” e passa Rick di The Walking Dead sull’automobile da poliziotto
  6. la missione degli Estranei in realtà era a fin di bene, volevano solo dire agli uomini di volersi bene gli uni con gli altri, di rispettare la natura e di riciclare, la cosa degli zombi era solo per attirare l’attenzione, lo rivela il Re della Notte a Jon prima di morire trafitto da una freccia scagliata da Theon (che come al solito fa casini)
  7. Tyrion non era figlio di Tywin Lannister, ma di sua moglie e di un vero folletto, (ecco perché il padre lo maltratta e la sorella lo odia) nella battaglia finale quando l’armata unita dei sette regni + Daenerys e draghi sta per soccombere Tyrion arriva portando con sé un’armata magica di folletti, unicorni e fatine e salva tutti; poi si apparta con due fatine e un sorriso malizioso
  8. anche Cersei Lannister è una metamorfa, ma tutta speciale, perché in realtà lei si incarna ne… il Re della Notte… e mo’ so ca**i vostri
  9. Eddard Stark è ancora vivo, è stato resuscitato da Thoros di Myr, ma essendo stato decapitato c’è solo la testa, che Beric Dondarrion porta con sé in una borsa (i fan più attenti hanno notato che lui e Thoros hanno sempre con loro quella misteriosa borsa), ed è lui il vero capo della Fratellanza senza Vessilli, con il nome di Lord Iceaheart
  10. viene fuori che Gendry è figlio di Cersei, quindi è un bastardo Lancaster, sposa Aria che è una Stark, in pratica come Enrico VII Tudor, discendente illegittimo Lancaster che sposò una York e mise fine alla Guerra tra York e Lancaster, ispirazione storica del Trono di Spade, e così coerentemente Gendry e Aria regneranno sui sette regni tipo come i Tudor (o caspita, questa teoria non è mica così bizzarra…).

 

dedicato a una delle biggest fan del Trono di Spade (mia moglie) sempre a caccia di spoiler e teoria strampalate (quasi quanto queste)

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Chi ha ucciso Laura Palmer?

dale cooper

Risposta n. 92.

Verso la fine delle 100 risposte alle grandi domande della vita, ecco che provo a dare una risposta alternativa al grande mistero di Twin Peaks, la serie culto di David Lynch recentemente di nuovo messa in onda su Sky.

ATTENZIONE   S * P * O * I * L * E * R

Molti di voi sapranno l’inverosimile finale di Twin Peaks, la possessione demoniaca del padre di Laura Palmer, etc. etc., e avranno seguito l’ancora più inverosimile e improbabile indagine dell’agente Dale Cooper, tra riti paratibetani e sogni pre e post-monitori.

Ha funzionato con molti di voi e ha funzionato con i creduloni abitanti di Twin Peaks (che come forza di polizia hanno un gruppo di imbecilli), ci può stare.  Ma se fuoriusciamo dalla sospensione dell’incredulità appare evidente che neanche un decimo di quello che il sedicente agente Cooper vuole farci credere è minimamente verosimile.

Strani demoni, logge dell’altrove, braccia mozzate che diventano nanetti, la gorgononsocosa, un detective che capisce tutto in sogno… ma andiamo!!!  La verità è davanti agli occhi, ma è un’altra:

E’ stato il sedicente agente Dale Cooper a uccidere (o partecipare all’omicidio di) Laura Palmer.

Ma insomma, è un tipo completamente fuori di testa, che parla al registratore come se parlasse da solo, che ha varie e diverse compulsioni alimentari, che sostiene (lo dice lui) di essere un agente dell’FBI… ma perché mai l’FBI dovrebbe mandare un agente a investigare per tutto quel tempo su un banale omicidio di provincia?!  E poi… altro che sogni e visioni, il sedicente agente Cooper trova il bandolo della matassa solo perché sapeva già tutto da prima, e perché a Twin Peaks c’era già stato prima, magari travisato in qualche maniera, tanto quei bifolchi di Twin Peaksini si bevono ben altro.

Il povero papà di Laura è andato fuori di testa, peraltro rivelando ottime doti di ballerino, e allora usiamolo come capro espiatorio, et voilà!  Tanto gli avvocati non piacciono a nessuno…

E d’altro canto pensate a quando il sedicente Dale Cooper giudica “un Paradiso” l’amena località nonostante un altro gli ricordi i vari delitti commessi (certo, un Paradiso per un serial killer) o il sorriso beffardo con cui si autoproclama “a cop” quando va al bordello, mentre il vero poliziotto (lo sceriffo) racconta una bufala.

Non ci stupirebbe se il vero agente Cooper, qualora davvero esistesse, giacesse da qualche parte con la gola tagliata, mentre l’inverosimile personaggio con capelli neri e impermeabile si gode la sua indagine fasulla su un delitto che ha commesso lui stesso gozzovigliando e dormendo a sbafo sulle spalle della comunità di Twin Peaks.

Che poi, sapete qual’è la pistola fumante, la prova probante?  Pensate al fatto che l’agente

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Cooper disdegni le profferte amorose della giovane Audrey, cioé questa qui a destra.

Sì, ricordiamocelo bene, lui non corrisponde alla corte spietata delle ragazza qui a destra.

Ora, considerato che l’agente Cooper non sembra gay e non risulta fidanzato/sposato, la cosa appare inspiegabile a meno che lui non sia uno psicopatico magari impotente, e che aveva ucciso Laura Palmer proprio per non essere riuscito a possederla carnalmente, un classico dei serial killer.

Nel caso di Audrey il supposto agente Cooper trattiene le sue pulsioni omicide, forse perché pentito o forse perché ormai si crede veramente un agente dell’FBI, cosa che prosegue fino a che tutto il suo castello mentale crolla e viene lui stesso “posseduto” dal demone che in realtà è lui stesso, o una sua altra personalità.

Ragionateci bene, e vedrete che sarete d’accordo con me!

Risposte

La prima stagione era meglio (?)

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E’ meglio la prima o la seconda stagione di *** serie tv?

Risposta n. 87 (datemi tempo, prima o poi arriverò alla 100).

E’ sempre meglio la prima stagione.

O almeno così ragiona un buon numero di persone, non so se per conformismo (bisogna dire così) o perché si è tanto infatuato della prima stagione di un telefilm che si trova comunque deluso dalla seconda.

Certo, ci può stare che la prima stagione sia meglio della seconda.  Non ci sono dubbi, per dire un caso, se pensiamo a The Following, e anche la prima  stagione di Desperate Housewives è rimasta inarrivabile.

Ma -per Bacco!- la regola mica può valere per sempre; Dr. House è sempre stato straordinario, e per passare invece alla serie attuali questa stagione di True Detective è stata fenomenale, ha eguagliato se non superato la seconda; lo stesso per TWD, come noi adepti chiamiamo The Walking Dead, che è stato sempre un crescendo stagione dopo stagione…

Accade nei telefilm, come nei film, che qualche volta il sequel supera il primo film, e scusate tanto se fa poco cinefilo dirlo.

Che poi oggi i veri cinefili oggi guardano le serie tv, e non i film, ma questa (come diceva il protagonista di una pietra miliare del cinema mondiale) è un’altra storia..

Risposte

Buoni e cattivi

Risposta n. 26

Dr. Cox è buono o cattivo?

Probabilmente la risposta giusta è la prima (buono) ma se glielo dite il dr. Cox vi risponderebbe in malo modo, e quindi forse la risposta più comoda (soprattutto se siete anche voi un personaggio di Scrubs) potrebbe essere la seconda (cattivo).

Di fronte a questo dilemma, me la posso cavare con una bella Risposta compromissoria:

Il dr. Cox è buono con i pazienti ma cattivo con chi lavora con lui e in particolare con J.D.

Ora magari qualcuno di voi si chiederà chi sia mai il dr. Cox e chi sia J.D.; potrei rispondervi come Nanni Moretti in Bianca, continuiamo così facciamoci del male, ma faccio parte della scuola del grande giornalismo anglosassone, e quindi vi spiego che il dr. Percival detto Perry Cox è il medico geniale ma burbero della popolare serie comico-medicale Scrubs, un tipo come il dott. House, ma con più pettorali.

Scrubs era una bella serie tv, mi piacevano soprattutto i voli pindarici immaginifici del protagonista JD, ma purtroppo con il tempo gli autori hanno deviato sul buonismo e il moralismo abbandonando quel simpatico cinismo un po’ crudo che invece era la nota speciale della serie. L’ultima stagione  (la nona, che va in onda adesso su Sky) sembra davvero un’opera di accanimento terapeutico, e con tutta la simpatia per gli attori della serie forse sarebbe meglio staccare la spina per sempre.

Sarebbe stato meglio continuare con qualche spin off, tipo una serie tutta per Ted (l’avvocato dell’ospedale depresso cronico) e la sua nuova vita di coppia, oppure un telefilm incentrato sul perfido Inserviente, ma pure il vecchio dr. Kelso potrebbe dar vita a una specie di George e Mildred insieme alla sua fantomatica moglie, l’amatissimo cane e gli altri membri della sua famiglia, di cui si sente sempre parlare e che non si vedono mai.

Al limite, tanto per dare un lavoro agli altri attori della serie rimasti disoccupati, il figlio gay del dott. Kelso lo potrebbe interpretare Zach Braff e il suo fidanzato di colore Donald Failson.  Resta solo da trovare una parte per Sarah Chalke.

Risposte

Flash forward

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Risposta n. 20.

“Come ti vedi da qui a cinque anni?”

Un po’ sfocato.

Non so se sia una cosa che capita solo a me, ma a volte ho questi flash back al contrario, questi flash forward, un po’ come nell’omonima serie tivvù che probabilmente non vedrà una seconda stagione perché piaceva solo a me e a pochi altri.

A volte mi sorprendo a intravedere sprazzi del mio futuro, e allora sono voli di immaginazione come il protagonista di Scrubs (che pure è giusta al capolinea, ma almeno era all’ottava stagione).

Non è una cosa che posso comandare, sono più come delle visioni, delle apparizioni a occhi aperti, e questa mattina ne ho avuta una. Siccome so per esperienza che queste visioni funzionano al contrario dei sogni premonitori, si avverano solo se ne parli o (anche meglio) se ne scrivi, la voglio condividere con voi.

Mi chiedevo come sarebbe andata a finire un’iniziativa che sto portando avanti come altri…

e allora ho visto uno di noi davanti a una selva di microfoni, ho cercato di vedere meglio se c’erano volti noti accanto a lui, ma ho notato invece la fascia tricolore di sindaco, secondo me di una grande città.

Poi ho pensato a un altro, e non ho visto una bella scena, e allora non ne parlo per non farla avverare; un terzo era disteso sulla sdraio del suo yacht, ma in fondo è quello che già fa adesso.

E poi c’ero io.

La scena era nitida, seduto in riva al mare, il sole riflesso sulla spiaggia dorata, addosso una camicia hawaiana e il mio MacBook Air sul tavolino di vimini, stavo facendo una chiamata con Skype e purtroppo sullo schermo c’era il volto di una persona che avrei preferito vedere vicino a me sulla spiaggia, mentalmente ho cercato di cambiare la visione, ma non c’era verso.

Però poi ho visto un’altra ragazza in costum da bagno avvicinarsi alla mia sedia camminando a piedi nudi sulla spiaggia, e forse (ma non sono sicuro) ho capito chi fosse.  Cuore e Destino, siamo sempre lì.

Poi, un piccolo sfasamento temporale, e mi sono visto andare incontro alla mia Eterna Amica del Cuore appena sbarcata sul molo dal traghetto, ed abbracciarla perché era venuta a trovarmi fin lì.

Dove fossi nella mia visione non l’ho capito, sembrava la Grecia ma anche i Caraibi, chi fosse con me sulla spiaggia non ne sono sicuro, ma di sicuro mi sono visto felice.

E allora non mi resta che aspettare. Perché le visioni positive sono come la vita dopo la morte; non importa che sia vero o meno, se ci credi comunque vivi più sereno.

Le mie preferite · Risposte

Baciami ancora

Risposta n. 6

Cominciamo a dare qualche Risposta alle Grandi Domande che ho raccolto nell’apposita pagina; e cominciamo dall’arrovellante quesito

“Quando un ragazzo ti bacia, gli piaci?”.

Ora, ammetto che è difficile capire quando una persona non ti piace più; ognuno è fatto a suo modo, anche se secondo me c’è sempre un momento X in cui ti accorgi che quella persona ormai appartiene al tuo passato; ed ognuno di noi sa esattamente qual è stato quel momento, almeno quando si parla delle storie più importanti.

Più facile capire quando una persona ha iniziato a piacerti; e per come ragiono io dovrebbe essere la prima volta che la vedi, ma non sempre è così, e neanche per me.   Ricordo che in prima superiore mi innamorai follemente di una compagna di classe (di cui rimasi innamorato per anni) ma il primo giorno di scuola non l’avevo notata e quando il giorno dopo mi salutò non le risposi perché non capivo chi fosse.

Di solito, però, il momento in cui una persona ha iniziato a piacerti dovrebbe essere la prima volta che l’hai incontrata, e che hai incrociato i suoi occhi.

Il gran dilemma, casomai, è capire i sentimenti altrui, ma il bacio, e qui rispondo all’anonima navigatrice, è una buona conferma che anche noi piacciamo all’altra persona.

Certo, il bacio ci dice se, non ci dice quanto e non ci dice per quanto.   Per quanto tempo direi che è impossibile saperlo, quanto forse sì, forse si capisce già fin dal primo bacio. I baci di cui ho un ricordo più vivido, sono quelli delle persone che più ho amato. Degli altri ho un ricordo vago, e non per la storia che è seguita, proprio per il bacio in sé, assoluto e travolgente.

Ecco, questo è il tipo di bacio di quando due persone si piacciono abbastanza.

AVVISO SPOILER:

smettete di leggere il post e non guardate il video se non avete ancora visto le ultime puntate di Glee

Un bacio come quello che ha concluso la prima serie di Glee, e in cui finalmente il bel professore di spagnolo Will Schuester (Matthew Morrison) bacia la timida e complessata collega Emma Pillsbury (Jayma Mays); lo ammetto, nonostante abbia superato i vent’anni e non sia gay, questo inverno mi sono lasciato appassionare dalla serie musicale americana, e non ho fatto a meno di commuovermi quando Will e Emma si sono finalmente baciati.

Evidentemente, ben nascosta da qualche parte, devo avere una vena romantica.

Tutta colpa dei baci.