giornate mondiali · musica

Gagliardamente rock

Il 31 ottobre del 1517  Martin Lutero  affisse sulla porta della cattedrale di Wittemberg le famose 95 testi di critica alla teologia ufficiale.  Iniziava così la Riforma protestante.

Per questo oggi i protestanti di tutto il mondo festeggiano la Giornata della Riforma, che Scientificamente Dimostrato celebra con la versione rock di Solid RockUna forte rocca, l’Inno preferito da Lutero.

Il video è tratto da un concerto del gruppo inglese dei Delirious! (punto esclamativo incluso), che fanno parte di un fenomeno che in Italia è praticamente sconosciuto, quello del rock cristiano, o christian rock.  E bisogna dire che Solid rock si presta davvero molto bene a questa commistione di musica e religione:

There’s a rock that doesn’t move,
It hasn’t moved, it will never move,
Even though the waves come crashing down.
There’s a tower on a hill, its always strong,
It will never shake,
It was standing there before the world began.
There’s a wave that’s coming in,
Washing over this town, it will make or break us, reinvent us,
It’s time to lay me down.

I Delirious! sono solo uno dei gruppi di questo tipo, ne fanno parte anche artisti abbastanza famosi, come i P.O.D. di Youth of a Nation, che sono anche un passo avanti perché sono persino christian metal, come pure l’italiano Frate Metallo, un frate vero che tra l’altro si è esibito anche ai Gods of Metal con una canzone di cui l’unica parola che si capisce è “sesso” (ripetuta un centinaio di volte).

Questo tipo di musica è nato in America, ed è molto diffuso negli ambienti protestanti fondamentalisti, lontani anni luce dalla mia sensibilità religiosa e dal protestantesimo tradizionale e anche più da quello italiano, che nella Chiesa Valdese (però confesso che sono di parte) porta avanti concezioni etiche e morali ben più laiche della gran parte dei partiti politici italiani.

Tuttavia, come direbbe un americano, christian rock rocks, mi piace questa musica rock senza sconti, ma con testi che parlano di religione e cristianesimo.

Il prossimo matrimonio voglio gli Inni in versione rock oppure nu metal, speriamo di trovare una chiesa che abbia abbastanza spazio e un pastore abbastanza open-minded.

Anche perché, come s’intitola la prima canzone di rock cristiano, why should the Devil have all the good music? Che i satanisti si ascoltino i neomelodici napoletani, il rock  e il metal ce li teniamo noi!

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Mi piace il tuo entusiasmo

Oggi il mondo festeggia la giornata mondiale dell’animazione.

Ognuno ha un suo film d’animazione preferito, o almeno lo spero… perché ognuno dovrebbe averne uno.

Mentre aspetto i commenti in cui spero mi direte i vostri, posso dirvi che il mio film d’animazione prediletto è La Sposa Cadavere (Tim Burton’s Corps Bride, T. Burton e M. Johnson, 2005 ), uno di quei film che avrò visto e rivisto e conosco quasi a memoria.   Ma se qualcuno mi chiedesse di riguardarlo un’ennesima volta con lui, o con lei, lo farei molto volentieri.  Intanto, ecco uno degli spezzoni più belli e commoventi

Io avrei voluto che continuassero a suonare ancora un po’, la musica è malinconica e coinvolgente come piace a me.   Ed è una musica di Danny Elfman, usuale collaboratore di Tim Burton e probabilmente uno dei maggiori compositori viventi.

La musica di Danny Elfman, che compare nel film nella parte di uno scheletro, è uno dei motivi per cui amo La Sposa Cadavere, ma lo amo anche perché è un film di Tim Burton, perché in quel ragazzo timido e posato mi identifico molto bene, perché è una storia d’amore unica e struggente, perché certe scene mi fanno ridere anche se le avrò viste una decina di volte, perché il finale è uno dei più commoventi della storia del cinema.

Per chi non lo sapesse, il film è girato secondo la tecnica dello stop motion o passo uno; in pratica i personaggi sono dei pupazzi  che vengono mossi a mano dagli animatori, e ogni fotogramma è una foto dei personaggi fermi in una posa.  Messi insieme, i fotogrammi danno l’idea del movimento.

Questa tecnica è stata utilizzata da Tim Burton anche in Nightmare before christmas, come pure nei due lungometraggi di cui sono stati protagonisti Wallace e Gromit, Galline in fuga, e La maledizione del coniglio mannaro.

Ora, mentre attendo di conoscere i film d’animazione preferiti dei miei amici di blog, mi auguro che qualcuno non osi dire che non ha visto almeno uno dei quatto film girati in stop motion di cui ho scritto in questo post.  Se qualcuno oserà, la mia rappresaglia sarà tremenda.

Ma, rigorosamente, in passo uno.

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Ottobre

L’UNESCO (e scusate se è poco), la stessa organizzazione che ha dichiarato il posto dove vivo Patrimonio Culturale dell’Umanità, ha proclamato per oggi la Giornata Mondiale dell’Eredità Audiovisiva, World Day of Audiovisual Heritage.

Dispiace per la contemporanea giornata delle librerie scolastiche, ma per un amante del cinema come me la scelta è obbligata.

Visto che il senso della festa è ricordare i capolavori del cinema passato, i film cult che hanno fatto la storia, come non ricordare un regista cult a sua volta oggetto della famosa battuta cult di Paolo Villaggio?   Non voglio però ricordare la cagata pazzesca di fantozziana memoria, la Corazzata Potemkim, ma un altro capolavoro di Sergei Eisenstein, il film sperimentale Ottobre, del 1927, di cui curiosamente su youtube trovate vari trailer moderni.  Io ho scelto questo (e spiegherò perché), ma anche gli altri meritano.

Ottobre è un film strano, quasi inguardabile, con un montaggio videoclipparo in anticipo di circa una sessantina d’anni su MTV, la prima volta che che l’ho visto è stata durante una proiezione all’Istituto Gramsci della mia città (quella di origine, non questa patrimonio mondiale dell’umanità), con le scritte in cirillico tradotte da un’interprete che pronunciava ogni parola in modo piatto e meccanico, con la stessa enfasi che potrebbe metterci un pezzo di marmo.

Il film tuttavia mi aveva colpito, poi l’ho rivisto in videocassetta, e in particolare per il cattivo del film, un personaggio dimenticato dalla Storia, ma che probabilmente aveva ragione lui.

Aleksandr Federovic Kerenskij era un socialdemocratico, voleva fare della neonata (e presto defunta) Repubblica Russa una democrazia parlamentare, è finito scappando su una limousine vestito da marinaretto prima a Parigi e poi negli Stati Uniti a insegnare Storia all’università.  La rivoluzione di Ottobre fu contro di lui, che in quel momento era a capo del governo provvisorio, rovesciato dalla rivoluzione, o potremmo dire anche dal colpo di stato dei bolscevichi di Lenin.

Benché nel film Kerenskij ricopra la parte del cattivo, è in fondo l’unico vero protagonista del film, perché è l’unico personaggio reale, l’avvocato di sinistra che si fa corrompere dai lussi del palazzo imperiale, che accetta le regole della democrazia e della diplomazia borghesi, che si perde tra i cristalli e le ceramiche del Cremlino.  In questo trailer (l’ho scelto apposta) compare spesso, è quello vestito da militare, con i guanti di cuoio in mano, che fraternizza con gli ex zaristi e ha quello sguardo torvo da perfetto cattivo cinematografico.

A me Kerenskij ha sempre affascinato anche come personaggio storico, così particolare, contraddittorio, un rivoluzionario controrivoluzionario, una persona che ha vissuto una vita eccezionale fino a 36 anni e poi nulla di particolare fino ai 90, un personaggio moderno, contemporaneo, lo vedrei bene in un libro di Kafka per la sua complessità mitteleuropea.

Insomma, Ottobre è un mio film cult, ma io tengo decisamente per Kerenskij.