La svoglia di cambiare

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Quando siamo bambini alcune cose ci sembrano ferme e immutabili, sono certezze con le quali cresciamo e soffriamo quando le vediamo infrante.

Sei un bambino e pensi che quello sia il partito dei buoni e gli altri i cattivi, ti affezioni a una squadra di calcio e credi che esisterà per sempre, ti innamori di un’attrice bellissima come una Dea, e pensi che come gli dei sia immortale.

Poi l’attrice bellissima muore ancora giovane in circostanze misteriose e la colpa ancora adesso non sa di chi sia, ma almeno ti sei scelto una moglie con gli stessi intensi occhi castani e la stessa personalità (se dico decolletè si offende).

La squadra di calcio del tuo paese, quella più vicina al cuore, svanisce e anche quella che ne prende il posto, e l’ultima che riprende quei colori sta sprofondando in terza categoria, che (sia detto per chi non segue il calcio) è proprio il fondo del panorama calcistico italiano.

Il partito dei buoni, in cui all’improvviso avevi trovato anche un po’ di quelli che erano i cattivi, persino il rappresentante d’Istituto che al Liceo era il capo di quegli altri, anche quello all’improvviso non c’è più, non è successo ieri né l’altroieri, ma quella bandiera in cui comunque credevi non c’è più, e i vecchi compagni di strada sono un po’ qua e un po’ là.

La vita è così, le cose cambiano, più velocemente di quello che vorremmo o speriamo, ma mi ci vorrà ancora un po’ per prenderne davvero consapevolezza, chi lo sa se per i cinquant’anni (e in fondo a questo traguardo non mi manca molto) arriverò preparato…

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Sovranità

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Accadde in una brumosa mattina. Me ne stavo andando al lavoro facendo una piccola deviazione sul lungomare, o meglio sarebbe stato dire lungo laguna, visto che la passeggiata si affacciava su quella che un tempo, prima dell’Inondazione, era stata la pianura padana, e che ora costituiva un immenso aquitrinio di acque basse.

Qualcuno ci avrebbe dovuto pensare a quella storia del riscaldamento globale, anche se questo ragionamento era meglio tenerlo per sé, si poteva finire in osservazione vincolata per molto meno.. Passai davanti al solito banchetto di Israel Beitenu, con la raccolta di adesioni alla petizione per l’omologazione della Seconda Diaspora come Appartenenza, e come ogni mattina nessuno si fermava, nessuno di noi voleva una nuova Appartenenza omologata… In fondo, già eravamo stati generosi ad accoglierli in classe B quando metà del loro paese era stata sommersa e l’altra metà invasa dai loro eterni nemici…

Era questo che pensavo quando successe; un leggero ronzio all’orecchio, il dubbio di avere attivato il connecter ma attorno a me già apparve un tridigramma; chiusi gli occhi e ordinai due volte l’interruzione del collegamento, ma era impossibile, e attorno a me vidi tutti immobili, s tutti connessi, involontariamente. Quello di Israel Beitenu, gli assimilati che pulivano le strade, gli agenti della milizia, tutti fermi immobili.

Solo ora notai un’ombra sopra di noi, come un’immensa nuvola.

Davanti ai miei occhi si materializzò l’immagine di un ammiraglio della flotta aerea cinese, circondato da altri ufficiali nella plancia di quella che riconobbi come una spazionave cinese.

“Cittadini e residenti della Federazione delle Appartenenze di Nordagna! Sono felice di annunciarvi, a nome del Primo Presidente dell’Unione Celeste di tutte le Cine, lo scioglimento della vostra Federazione e la vostra integrazione nell’Unione. Si ricostituisce così la Mongolia occidentale, che come insegnano gli storici era parte della Grande Cina fin dai tempi del generale Xiongnu Attila. Bentornati nella nostra grande Unione”.

La solita storia, almeno questa di Attila aveva un po’ più senso della principessa cinese che aveva sposato Carlo Magno. Chissà perché i cinesi ci tengono sempre a giustificare le loro conquiste con qualche riferimento storico… Un dubbio che è meglio rimanga tale, per non correre il rischio di finire nel vaporizzatore.

L’ammiraglio stava continuando a parlare.

“Il sistema razzista e discriminatorio delle Appartenenze viene abolito, le loro proprietà diverranno proprietà pubbliche e ogni residente nel territorio della Federazione diviene cittadino dell’Unione; le vostre istituzioni governative sono sciolte e i vostri governanti saranno processati per i crimini di deviazionismo e discriminazione etnica. Invitiamo gli alti gradi delle vostre forze armate e delle forze di polizia a consegnare truppe e armamenti all’Alto Comando dell’Armata Celeste. Ogni resistenza sarà inutile, e comporterà la neutralizzazione degli oppositori. Si invitano i comuni cittadini e i residenti ad attendere con serenità l’instaurazione del nuovo ordine, a recarsi per utili informazioni presso le sezioni del Partito che verranno aperte in ogni località, e presso cui verranno organizzati corsi obbligatori di mandarino. E ricordate, nuovi cittadini dell’Unione Celeste: gli spaghetti gli abbiamo inventati noi!”