Perché la amo

1) Perchè ama i gatti come me

2) Perché mi fa ridere (e perché pure lei ride alle mie battute)

3) Perché ha ridato un senso alla mia vita

4) Perché non fa discorsi banali e precostituiti e a sentirla parlare non mi annoio mai

5) Perché ha degli occhi bellissimi dal sapore mediorientale

6) Perchè canta bene come Rihanna o Katy Perry

7) Perché canta bene per davvero (pure Rihanna e Katy Perry sono anche brave cantanti, ma diciamocelo, non sono famose per quello)

8) Perché ha un’intelligenza creativa

9) Perché è socievole e le piace fare amicizia con chiunque

10) Perchè quando è di buonumore è la persona più allegra del mondo

11) Perché sa tirare fuori la parte migliore di me e mi fa sentire amato

12) Perché condividiamo gli stessi gusti in fatto di musica, cinema e telefilm

13) Perché so che non mi tradirà mai

14) Perché condivide i miei progetti per il nostro futuro insieme

15) Perché con lei la casa ha preso vita

16) Perché le piacciono i miei amici e lei piace ai miei

17) Perché si entusiasma per ogni cosa nuova

18) Perché è autentica

19) Perché gioca con me ai videogiochi

20) Perché è diversa da me, e la differenza arricchisce

21) Perché nel suo lavoro aiuta le persone più deboli

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360°

Vi starete chiedendo gerché ho scelto un goniometro come illustrazione…

Uno dei temi principali dei rapporti di coppia è che sono rapporti a due, ma anche (o almeno così dovrebbe) rapporti a tanti, nel senso che tranne casi patologici o molto sfortunati (lui fa il guardiano del faro di un’isola disabitata, per esempio) una coppia è in relazione anche  con figli, parenti, amici, conoscenti, colleghi di lavoro, vicini di casa, e via dicendo.

Ognuno di questi rapporti merita un post a sé (pensate i tanti che la cara amica Diemme dedica ai rapporti con la figlia), ma intanto voglio cominciare a parlare dei rapporti con gli amici.

Ci sono coppie che limitano molto il range di tipologia di persone con cui entrano in relazione.  E’ il classico caso dei colleghi sposati, tipo il medico con la medica, l’avvocato con l’avvocata, il professore con la professoressa.  Il loro rapporto con il mondo è a 60°, sono quelle coppie che frequentano solo persone del loro ambiente, magari pure dello stesso luogo di lavoro, avete presente i tipi che parlano di argomenti specialistici che conoscono solo loro?

Il livello successivo sono le coppie a 90° (e non fatevi strani pensieri, magari per loro fosse a 90° nell’altro senso), quelli che magari fanno lavori differenti ma frequentano solo persone della loro stessa classe sociale (mamma mia che brutta parola), è una situazione purtroppo molto frequente in una società bloccata e classista come quella italiana, forse in qualche periodo della mia vita pure io ho vissuto esperienze come queste, ma vi assicuro che me ne pento.

Ai livelli successivi, per fortuna, il gradiente di apertura della coppia aumenta.

A120° sono le coppie che magari si somigliano all’interno ma  sono aperte verso gli altri, anche se magari non verso tutti gli altri (diciamo fino a quelli differenti ma non troppo).

A 180° finalmente si comincia veramente a respirare, e qui ci metto anche le coppie eterogenee (lui fa l’operaio e lei insegna) o dove lui o lei sono stranieri, perché in fondo l’apertura mentale e di coppia  c’è anche quando uno dei due ha altre  culture, tradizioni, lingua e magari anche religione.

Via via nel gradiente dell’apertura arrivamo a 270°, dove puoi trovare le coppie molto aperte, quelli che non giudicano le altre persone dal lavoro che fanno, dal quartiere dove vivono, dall’automobile che guidano o dal fatto che si chiamino Loris, Salvatore o Farouk, fino alle coppie a 360°, dove direi ch’è chi frequenta persone di tutti i generi e tipi, da chi ti spiega come ha imparato a fare il caffé in carcere al famoso regista che gira senza soldi perché non ne ha bisogno.

Ecco, per mille motivi, non ultimo il fatto che sia io che Bellaccina siamo persone molto aperte, nel nostro caso forse non arrivamo a 360° ma quasi, ogni volta che usciamo con degli amici si tratta di persone tra loro fortemente eterogenee, mille lavori diversi, cento provenienze differenti, mentalità e abitudini sempre differenti, e se  c’è una cosa che sono molto contento di noi due (ce ne sono molte, ma questa più di tutte) è che ci troviamo bene sempre, accomunati comunque da una grande curiosità verso il mondo e verso l’altro, e da un filo di entusiamo quasi infantile.

E voi, che tipo di coppia siete e vorreste essere?

Due di Cuori

Ora che finalmente la Congregazione dei Frati Puccini mi ha concesso la dispensa alla convivenza more uxorio con Suor Bellaccina, rendendo così legale anche ai fini ecclesiastici la vita insieme che facciamo da settembre, ho pensato di parlare un po’ anche della nostra vita di coppia, restando comunque nell’ambito di quel fil rouge che mi ha sempre portato a parlare, su questi pixel, di amore, relazioni e sentimenti.

Con il prossimo post comincia Due di Cuori; non so se questa rubrica continuerà a lungo come rubriche di successo quali Risposte o Giornate mondiali, ma intanto spero che il nome vi piaccia.

E non abbiate il timore di essere sommersi da un mare di melassa e romanticherie. Non è questo lo stile con cui voglio parlare di me e Bellaccina, a partire dalla foto che ho scelto come illustrazione di questa presentazione.

Sopravissuti

Mentre all’orizzonte già vedo profilarsi un traguardo che come blogger mi inorgoglisce non poco (al momento di scrivere queste righe mancano solo diciassette lettori) è la vita là fuori che mi offre lo spunto per l’ennesima Grande Domanda:

“Sei più bravo se eviti del tutto le situazioni difficili o se ti ci metti e riesci ad uscirne?”

Risposta n. 59.

La Domanda nasce da una brutta esperienza di cui siamo stati malcapitati protagonisti io e la mia Bellaccina quando ieri siamo tornati in Italia da una per il resto bellissima vacanza a Salisburgo.

Per il resto, appunto, perché se la neve e il ghiaccio avevano già complicato il viaggio di andata, quello di ritorno è stato come vivere in un film, ma uno di quei film di avventura dove ai protagonisti ne capitano di tutti i colori, tipo un film di Roland Emmerich tanto per intendersi.

Tutto intorno a noi era fatto di sfumature del bianco, l’autostrada dei Tauri così sommersa dalla neve che alcune uscite erano tanto innevate da non riconoscerle, e abbiamo vissuto momenti così drammatici da disperare, nei minuti più drammatici, di riuscire a uscire da quell’incubo di neve.

E’ solo per l’amore di Bellaccina per le fotografie che ne siamo usciti con alcune istantanee di dove eravamo, come quella che ho scelto per illustrare questo articolo.

Ed è solo per la mia spero nota cinefilìa che in uno degli attimi più difficili, mentre quelle stramaledette catene appena comprate non si montavano, che mi è venuta in mente una scena di Armageddon e a mani nude come Bruce Willis sono arrivato alla soluzione.

Fino a quando, all’uscita dall’ennesima galleria, è apparso lo spazzaneve cui finalmente ci siamo accodati riuscendo a uscire da quell’inferno bianco.

Ne siamo usciti, e ne siamo usciti bene, rafforzati come coppia dal modo in cui abbiamo superato quella difficoltà, superata la paura anche un po’ di orgoglio per avercela fatta, ma mi resta un dubbio: siamo stati più pirla a essere gli unici non austriaci e senza gomme da neve in una situazione come quella, o più eroi a esserne usciti bene?

In fondo è un po’ il dilemma del portiere: il portiere bravo a piazzarsi e a tenere la posizione evita molti gol, ma è quello che para con tuffi spettacolari che conquista il pubblico… Anche se aveva sbagliato completamente posizione.

Distanzamiamoci

Risposta n. 37.

Perché si scelgono storie d’amore a distanza?

Non me lo ricordo più come era nata questa domanda, forse per generazione spontanea durante una  conversazione con i miei amici e le mie amiche di blog.

Di amori a distanza ne avevo già trattato, quando avevo parlato della formula per la verifica della fattibilità degli amori a distanza

Km x MAP : A = X
in cui Km sta per chilometri, MAP per massimo amore possibile ed A per Amore effettivo, e  X è la misura della fattibilità (il rapporto funziona, se X è inferiore a 100)

La mia formula però non dice perché si scelga di vivere un amore che ci obbliga a un rapporto molto stretto con tutti i mezzi di comunicazione inventati dall’umanità: il treno, l’automobile, qualcheduno anche l’aereo.

Una risposta può essere che siamo istintivamente attratti da chi è più lontano da noi, sia geneticamente che culturalmente, e d’altronde il senso biologico della riproduzione sessuale è proprio la mescolanza di due individui diversi, e più diversi sono  meglio è.  L’esatto opposto di quel proverbio contadino che invita a scegliere donne e buoi dei paesi tuoi con un ottimo mix tra xenofobia e maschilismo.

Un’altra risposta è che le relazioni sentimentali nascono per caso, hai incontrato quella persona lì, vi siete piaciuti, vi siete innamorati, e la storia è andata avanti nonostante la distanza.

Un’altra risposta ancora, la più cinica, è che le storie a distanza capitano, come capitano quelle a vicinanza, ma la distanza aiuta la crescita delle storie da virgulti, evitando che la troppa frequentazione degeneri in scarsa sopportazione.

Poi c’è la spiegazione romantica, quella che (già immagino) sarà prediletta da molte delle mie disaffezionate lettrici: nel Mondo non ci sono migliaia di persone fatte per noi, ce ne sono poche, pochissime, forse soltanto Una, la famosa Anima Gemella. E allora già è andata bene ad averla trovata, l’Anima Gemella, e chissenefrega se per passare mezza giornata con lei devo farmi 11 ore di viaggio nel pulmann che fa Torino-Timisoara.

Anche io vivo un rapporto a distanza, e in generale non mi ricordo nemmeno quante volte ho aspettato l’arrivo di una persona amata alla stazione dei treni, e quante volte l’ho vista partire.

Ma quale sia la risposta al perché ci si ami tanto a distanza, non la so. Ma sono certo che tra i miei amici e amiche di blog ci sarà chi mi vorrà aiutare.

Strafighi per una notte

Risposta n. 33.

Poiché tra tutte le ultime domande pervenute a questo blog via google non ce n’era nessuna di originale o particolarmente interessante, sono passato al ripescaggio di una di quelle raccolte nella mia pagina su I Grandi Perché, e ho ritrovato la domanda di chi un po’ di tempo fa chiedeva

qual’è la definizione di strafiga

Poichè questo blog non fa discriminazioni di genere, voglio rispondere alla domanda con riguardo a strafighe e strafighi, perché per entrambi vale la definizione di

persona dotata di bellezza straordinaria e/o di notevole attrattive per le persone dell’altro sesso

Di strafighi in questo blog ne ospito parecchi, e non nascondo che molte delle lettrici arrivano qui per caso cercando le foto di Johnny Depp e Till Lindemann, che facevano di corredo a poi molto fortunati post.

Ognuno di noi, è inutile negarlo, ha il proprio strafigo o la propria strafiga di riferimento; nel mio caso, basta che cerchiate i post contrassegnati da Le mie preferite, se c’è quel tag nel post parlo di una strafiga di mio riferimento.

Katy Perry,  Emily Blunt, Larissa Riquelme,Kirsten Dunst, Sarah Michelle Gellar, Eliza Dushku, tanto per fare qualche bell’esempio.

Ora magari qualche lettrice arriverà da queste parti cercando una foto di Gerard Butler, l’attore scozzese che ricorderete per film come 300, La dura verità o Il cacciatore di Ex, e che ho scelto come buon esponente della categoria degli strafighi  che un considerevole numero di donne ha attualmente eletto a proprio sogno erotico.

Proprio Gerard Butler, e il fatto che tra le altre incontri i favori anche della mia Bellaccina (ma mi consolo perché un giorno un’anima mia ci ha troppo bonariamente accostati), mi suscita un curioso interrogativo, che suona più o meno così:

se la persona che amate avesse la possibilità di avere una notta e soltanto una notte di sesso con l’attore/cantante dei suoi sogni, glielo perdonereste?

Siccome ho già risposto alla Domanda n. 33, questa non può essere la trentaquattresima domanda ad avere una Risposta, due Risposte in un solo post sono davvero troppo, e allora mi permetto la consueta scappatoia del ribaltare sui lettori l’onere di rispondere, precisando che per notte si intende una notte e via, niente conseguenze, ripercussioni, ritorni di fiamma del vip, aggiunte di amicizia  di facebook.

Solo/ il vostro lei che passa una notte di sesso con l’attrice dei suoi sogni incontrata per caso in una festa e che gli precisa che l’indomani l’avrà già dimenticato.

So che, se siete accoppiati, ognuno di voi conosce bene l’uomo o la donna dei sogni del vostro partner, la persona che li impazzire se li vedono in un video o in un film, la persona che (naturalmente subito dopo di voi) collocano sul gradino più alto della strafighitudine.  Pensate quindi proprio a quella persona.

Allora, cari amici e care amiche, voi come vi comportereste?

Consigli per vendersi

Risposta n. 30

Oggi, giornata di semi-riposo, mi sono riletto le Domande con cui la gente è arrivata su questo blog nell’ultima settimana, e mi sono reso conto della grande utilità sociale che ha la rubrica Risposte; dovrei farne un lavoro, probabilmente, ma meglio rimandare a quando (sottolineo che non ho scritto “se”) avrò abbastanza soldi per non dover guadagnare dal mio lavoro.

Tra domande poetiche tipo “cosa significa giocare con due orsi nel libro dei sogni?” o la solita “è provato scientificamente che un uomo può essere innamorato di due donne contemporaneamente?” (sì, ma ho già risposto) la mia scelta cade su

“meglio buttarsi o resistere e rimanere single?”

Meglio buttarsi, indubbiamente, a meno che la persona con cui vi vorreste buttare non sia un potenziale stalker o un depresso con tendenze suicide, in tutti gli altri casi mal che vada mi farete un’esperienza in più e avrete come gradito gadget qualche orgasmo gratis (non fate l’errore di fare le preziose, dolci amiche).

Naturalmente, per poter buttarsi, ci vuole qualcuno su cui buttarsi o a cui non resistere; per questo, guardando indietro al periodo da single che ha preceduto il felice incontro con la dolce Bellaccina, mi permetto qualche consiglio d’amore dedicato espressamente alle mie disaffezionate lettrici (non me ne vogliamo gli amici lettori, ma il pubblico di questo blog è all’80% femminile).

Il mio consiglio è molto semplice, ed è quello di evitare, se potete, alcune delle cose incluse nell’elenco dei motivi per cui non ho fatto le mie avances con alcune delle ragazze che ho avuto modo di incontrare e/o invitare fuori in quasi 600 giorni di singolarità (include anche i motivi per cui ho terminato le brevi storie che ho avuto nel frattempo):

fumatrice

gusti musicali incompatibili

paura di prendere l’aereo

troppo giovane per me

troppo vecchia per me

troppo magra e alta

sedere troppo grosso

paranoica

paranoica e complottista

inaffidabile e sempre in ritardo

troppo cattolica

troppo di destra

troppo leghista e paesana

troppo ordinata e precisina

troppo in ritardo con gli studi

troppo attaccata al proprio ex

troppo fidanzata

troppo ignorante

troppo sposata con figli

troppo giapponese

troppo difficile

non ama gli animali

non vuole avere figli

non le piace ballare né andare in discoteca

veste come una suora laica

la volta che siamo usciti aveva degli stivali orrendi

troppo abituata a papponi danarosi

troppo gelosa

gusti o passioni opposti ai miei

E’ logico, la gran parte di questi motivi per non mettersi insieme sono validi solo per alcuni uomini, ma altri sono validi quasi per tutti, e quindi, care amiche, prendete nota, anche per capire  come funziona la mentalità maschile (nella sua semplicità).

Spero poi che nessuna si offenda se si vede troppo riflessa in questo elenco, anche perché in fondo questi sono i miei gusti, e non quelli degli altri.

Di sicuro, pensando a un’interessante post di Starla, per me in un rapporto di coppia le somiglianze sono importanti, e qui risiede il perché di molti miei “no, non ci provo” interiori, però pure sotto questo profilo non è detto che gli altri maschi siano come me.

Ma naturalmente, come in tutti i miei post…

è aperto il dibattito.