Notizie ASMA

Scoperto villaggio di gnomi nella foresta di Komi

(ASMA) – Kirov, 1 Apr – Sensazionale scoperta nei boschi della foresta vergine di Komi, nell’omonima Repubblica della Federazione Russa.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa Notizija, due giovani residenti nella cittadina di Sytkyvkar, capitale della Repubblica, che si erano recati nella foresta di Komi per un’escursione, hanno dichiarato di avere incontrato alcuni umanoidi dell’altezza di circa 40-50 centimetri, vestiti con abiti medioevali e parlanti un’idioma simile al russo arcaico.

I misteriosi ometti si sono velocemente allontanati, ma i due coraggiosi escursionisti li hanno seguiti fino a una radura nascosta, dove hanno trovato un intero villaggio abitato da esseri simili a quelli incontrati precedentemente.

Gli ometti, che i due giovani escursionisti non hanno esitato a definire come “gnomi”, gli si sono avvicinati dimostrandosi amichevoli, hanno riferito che vivono da secoli separati dagli uomini, che però seguono tenendosi a debita distanza.  I gnomi hanno parlato anche di un terribile pericolo incombente sulla razza umana, dicendosi disponibili a rivelarlo solo al Premier russo Putin in persona oppure al Pope ortodosso di Mosca.

Le dichiarazioni dei due giovani sono state giudicate attendibili dal prof. Kratotkev, criptozoologo dell’università di Kirov, che ha ricordato come questa scoperta viene dopo i ritrovamenti di resti dell’homo floreniensis in Indonesia e dimostra che la specie di ominidi di cui parlano innumerevoli leggende nel mondo esiste veramente.  Secondo il prof.  Kratotkev il ripetersi di avvistamenti, come questo di Komi o quello famoso nella provincia di Salta, in Argentina, forse dimostra  che davvero i misteriosi ominidi, si tratti di gnomi, elfi o folletti, hanno un importante messaggio da trasmettere all’umanità.

L’ufficio stampa del premier russo non ha rilasciato dichiarazioni su un eventuale incontro con quelli che sono già stati ribattezzati gli gnomi di Komi, che peraltro hanno espressamente precisato di non essere invece interessati a un incontro con il Presidente Medvedev.

Risposte

Imprevisioni

L’altro giorno mentre facevo un po’ di radio zapping sono capitato in una trasmissione dedicata alle nuove tecnologie, in cui a un certo punto il conduttore ha posto questa domanda

“Tra dieci anni i computer esisteranno ancora?”

Ne è seguito un dibattito surreale a base di android, ipad e clouding, ma tanto surreale che ho capito che a quella domanda era meglio se rispondevo io.

Eccoci allora alla

Risposta n. 42.

“Sì, esisteranno ancora”

Come avrete intuito (se siete intuitivi) il conduttore della trasmissione e l’esperto in studio avevano dato un risposta molto diversa; secondo questi novelli Jules Verne gli odierni personal computer sono destinati a un veloce estinzione, soppiantati da e-reader, tablet, telefonini supertecnologici e altri ammenicoli destinati a fungere da superterminali di un internet matrice in cui troverebbero posto tutti i nostri file, i nostri programmi e le nostre fotografie.

Le previsioni sugli sviluppi futuri delle tecnologie sono spesso fallaci, basti pensare alla recente mancata (e per fortuna) invasione dei videofonini.  Ma state un po’ a sentire, in questo caso, quale sarebbe  la prova dirimente della loro affermazione, il segnale inequivocabile della prossima fine dei computer:

Le vendite dei personal computer nel mondo sono diminuite dell’1%.

Sì, avete letto bene: dell’uno per cento.

Per i nostri tecnoentusiasti questo microscopico decremento sembrava il segno della fine del pc. Personalmente credo che se i numeri sono questi con queste care scatolette ci conviveremo ancora a lungo.

Ma anche con i tecnomaniaci, purtroppo.

Affreschi · Scelte

Impersonificator

C’è un motivo per cui mi piace Milano, e perché la preferisco sempre e comunque a Roma, nonostante gli stessi milanesi, a partire dalla mia Bellaccina, la pensino al contrario.

Milano mi piace, nonostante il clima e la maleducazione stradale, perché è una città viva e pulsante, mentre Roma invece, pur nella bellezza della sua storia e dei suoi monumenti, sembra immobile come le pietre di travertino.

Di Milano mi piacciono anche le cose più trash, l’affannata corsa all’ultima tendenza e l’uso di uno slang che mescola i dialetti del profondo sud con i termini angloamericani più cool.

Termini come

impersonificator

Se siete babbi (vecchi, come dicono a Milano) e sul palco di un live di una tribute band di Michael Jackson vedete uno vestito come lui che si muove come lui, pensate che sia un sosia. No, amici miei, dovete fare un update della cultura pop contemporanea, come ho letto nel volantino della serata l’aitante ballerino era l’impersonifcator (non ricordo se ufficiale o meno) di Michael Jackson, il popolare cantante pop degli anni ottanta caduto nel dimenticatoio e nel ridicolo fino all’improvvisa morte che ne ha improvvisamente riacceso la fama e il successo.

Si sa, la morte, soprattutto se prematura, è il miglior ingrediente del successo, ti cristallizza in un icona senza tempo, destinata a essere riprodotta dagli impersonificatori (posso dirlo in italiano o divento out?), quasi moderni sciamani della cultura pop.

Il pensiero va veloce ai tanti impersonificatori di Elvis Presley, che per qualche strano motivo però ne riproducono l’icona del momento più trash e non quella del suo vero momento d’oro. Infinitamente più numerosi degli impersonificatori di John Lennon, tra l’altro, chissà perché.

Almeno gli impersonificatori di Michael Jackson indossano i suoi vestiti dei tempi di Billy Jean e Beat It, e non quelle divise trash a metà tra Elton John e Gheddafi che indossava negli ultimi tempi.

Speriamo allora che si moltiplichino, e soppiantino una volta per tutte quelli di Elvis Presley.

Anche perché quando andrò a sposarmi a Las Vegas, è da un impersonificator di Michael Jackson che voglio essere unito in matrimonio!