Le affumità elettive

Se oggi 31 maggio avete acceso una sigaretta, mal ve ne incolga.

Mal ve ne incolga, perché oggi è la giornata mondiale contro il fumo.

Da noi, che siamo un Paese serioso a tratti noioso, le campagne di prevenzione contro il fumo sarebbero sicuramente tristi e barbose come un’ora di religione nella scuola dell’obbligo; onestamente, in questo momento non me ne viene in mente nessuna, ma certo non siamo avvezzi al modo di trattare con ironia questioni serie che invece è uno dei migliori pregi degli anglosassoni e degli americani in particolare.

Di pubblicità anti-tabacco su you tube ne ho trovate molte, e molte davvero divertenti, è stato difficile scegliere, ma poi ho optato per questa, forse per la mia personale antipatia per chi sul posto di lavoro non può fare a meno di uscire per andare a fumare.

L’avrete capito; sono un non fumatore, anche se vi assicuro che lo sono in maniera molto laica e moderata, per cui ogni tanto può anche capitare che mi fumi una sigaretta, se gli amici e il contesto me ne fanno venire voglia.  Tre o quattro volte all’anno, non di più, perché so bene che il vizio del fumo può essere molto costoso, e non solo per il prezzo del pacchetto di sigarette.

Una cosa che mi sono chiesto, e che rientra perfettamente nell’oggetto sociale di questo blog, è se funzionano le coppie miste fumatore-non fumatore.

Può sembrare una domanda stupida (non azzardatevi a dire che lo è), eppure nella mia pur vasta rete di conoscenze non conosco molte coppie miste.

O fumano entrambi, o non fuma nessuno dei due.

Insomma, per venire al dunque, quando conosco una ragazza, dopo averle chiesto il suo segno zodiacale e se ama gli animali, le devo anche chiedere se fuma?

Cose da fare wireless

Wireless in Wc by Estellamestella on Deviantart.com

Wireless.  Senza fili.   Oggi solo pochi nel mondo festeggeranno il Loomis Day, dedicato al dentista Mahlon Loomis che nel 1866 fece la prima trasmissione con un telegrafo senza fili, invenzione per cui sei anni dopo ottenne il relativo brevetto, e che per questo alcuni considerano  l’inventore della radio.

Anche questo post lo sto scrivendo con un computer collegato wireless, e forse molti di voi lo leggeranno con dei computer anche loro connessi wireless.   E tra cinquant’anni, chissà,  forse noi tuttti saremo collegati wireless con un microcomputer innestato nelle nostre lenti a contatto e con il solo movimento delle mani potremmo navigare in quello che allora avrà sostituito internet (e contro cui noi vecchi del futuro brontoleremo).

Ma sono tante le cose che sarebbe utile poter fare wireless o handless, che in fondo è lo stesso concetto:

tagliare gli spicchi d’aglio

andare al gabinetto in discoteca

pulire la sabbietta del gatto

gonfiare il copertone della bicicletta

montare un mobile dell’Ikea

allacciarsi i lacci delle scarpe

spalmarsi sulla pelle la crema abbronzante

fare benzina

riempire la lavastoviglie.

Ecco, questa è la mia lista delle cose che vorrei fare wireless…

La vostra com’è?

Spero solo che al primo posto non ci sia wireless in wc 😀

Per sempre

Di poche cose possiamo dire che dureranno per sempre.

Le guerre, per esempio, a meno di un’invasione di alieni pacifisti dallo spirito samaritano quelle ci saranno per sempre, e così ci saranno sempre quelli che cercheranno di riportare la pace.

Oggi ricorre proprio la giornata internazionale dei peace keepers (come lo traduco in italiano?) delle Nazioni Unite, quelli che quando ero piccolo io si chiamavano più simpaticamente caschi blu, i soldati delle forze di pace disseminati in giro per il mondo.

Quand’ero piccolo vedevo le Nazioni Unite e i caschi blu come il bene assoluto, i buoni che portavano la pace in vista di un’umanità unita in un’unica entità statale, senza guerre né confini.

Certo, poi gli anni passano, e così è cambiata anche la visione elementare della politica internazionale basata sul binomio buoni-cattivi che avevo a 7 anni.

Perché non tutto dura per sempre.

L’amore, per esempio.   Un anno fa elaboravo il lutto per la mia fine amore, ed eccomi qua di nuovo nella stessa situazione, a riattaccare i cocci dopo l’ennesima storia finita male.

Per fortuna, però c’è l’amicizia, quella vera. Tipo l’amicizia con la mia peacekeeper personale, con cui ieri sera ho chiacchierato a lungo, anche se in questo momento  le Nazioni Unite l’hanno mandata nella capitale di un lontano stato africano a farci crescere la democrazia.

Il nostro legame d’amicizia è sopravvissuto a tanto, e sono passati sedici anni, davvero un sacco di tempo.

Come è passato un sacco di tempo da quanto avevo sette anni; ma certe cose non cambiano.

Ieri la mia amica mi ha detto che in quel lontano paese africano c’erano state le elezioni amministrative, e aveva vinto il partito di governo.

“Sì…”

le ho risposto io

“Ma quelli che hanno vinto sono i buoni o i cattivi?”

Deprimetevi a casa vostra (ep. 15)

Oggi su La Nave de Los Monstruos ci salgono due grandi star reduci di Cannes: Javier Bardem e Alejandro Gonzales Inarritu, rispettivamente protagonista e regista della terrificante pellicola Biutiful.

Non ho visto Biufitul (grazie a Dio), ma mi è bastato leggere la trama per farmene un’idea, il protagonista e il film ce le hanno proprio tutte, tipo certi film impegnati all’italiana, dove tutti sono infelici, malati e sfigati.

Tragedie famigliari, malattie incurabili, infelicità un tanto al chilo, l’immigrazione clandestina che va di moda, Inarritu ha confezionato il film che non vorresti vedere mai, ma con cui magari quel furbone di regista avrebbe voluto vincere la palma d’oro, che comunque se l’è portata a casa Bardem come migliore attore insieme al nostro grandissimo Elio Germano (per quello che ha detto, sulla recitazione non so).

Quello che non quadra, e che ha fatto ottenere a Bardem e Inarritu il biglietto per La Nave de Los Monstruos, è la passerella gigionesca sul tappeto rosso di cui vi offro un piccolo assaggio.

Ma non ho capito, fate un film consigliabile per chi vuole suicidarsi e gli mancano le motivazioni, e poi ve la tirate con quell’atteggiamento da gran fighi?

Me li vedo, i nostri due amici, a tirare tardi nei party più esclusivi di Cannes, a darsi le arie da grandi intellettuali e raccontare di quanto è profondo il messaggio di Biutiful, mentre cercano di portarsi a letto le due squinzie ventenni che hanno visto Javier Bardem in Vicky Cristina Barcellona e Inarritu non sanno manco chi è però insomma è un regista magari ci fa fare il cinema…

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, data astrale 20102405.

Seppuku

Chissà se le Teenage Mutant Ninja Turtles fanno seppuku.

Non so se viene siete accorti, ma oggi il mondo intero celebra la giornata mondiale delle tartarughe.

E il pensiero mi è volato alle tartarughe combattenti che andavano in tivù quando mio fratello minore era piccolo.

Potrei aggiungere con cui mio fratello giocava, ma la verità è che ci giocavo anch’io con quei pupotti che raffiguravano le quattro tartarughe ninja, i loro nemici, come il crudele Shredder, o i loro amici, tra cui una pantegana di 1,70 nella parte del vecchio saggio.

Le tartarughe ninja si chiamavano (chissà perché)  come i nostri più grandi pittori rinascimentali. Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo, e ognuno era esperto in un’arma particolare.

Ma continuo a chiedermi se, ascoltando la canzone che ho sentito prima con l’autoradio, alle tartarughe ninja non sarebbe venuta la tentazione di fare seppuku (o come si dice comunemente, harakiri).

La cantante è sempre quella di cui ho parlato qualche post fa, questa era la sua prima hit, con quel testo banalotto e sdolcinato che rappresenta esattamente il modo in cui io non intendo un rapporto di coppia.

Ma forse fare seppuku è esagerato.   Anche se sei una tartaruga ninja.  Soprattutto se sei una tartaruga ninja.  Ma in fondo anche se sei un frate puccino jedi.

Sono uno scambista culturale

Oggi è la giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo.  Evvai con le giornate mondiali che piacciono a me: pompose e banali (mai che ci sia una giornata mondiale a favore delle malattie o della guerra…).

Con l’occasione, dopo la perla di ieri, che veniva dall’Estremo Oriente, oggi vado a pescare nel mezzo delle steppe asiatiche, e vi offro un video di Dj Piligrim, raffinato cantante uzbeko che deve molto ai neomelodici napoletani.

Vi avverto però: se per tre volte canticchiate il coinvolgente ritornello Lalalalai davanti allo specchio, Piligrim apparirà anche davanti a voi con il suo cartello.

Non so se Dj Piligrim sia più bravo, bello o simpatico; di certo è originale che al posto delle solite Porsche o Ferrari l’auto figa nel suo video è una banalissima Peugeot 206 decapottabile…

Io non so chi vorrei che mi apparisse con in mano il cartello love.

So chi non vorrei (quello è facile), qualche idea su chi vorrei un po’ ce l’ho, ma non sono neanche tanto sicuro.

Mah, forse per un po’ faccio bene a starmene solo con i gatti.   Che almeno non brontolano, non fanno il muso e non ti chiedono continuamente spiegazioni.

Para Para (ep. 14)

La Nave de Los Monstruos guadagna un nuovo membro dell’equipaggio e quattro nuove passeggere in un colpo solo.

Oggi salgono a bordo Koriki e le quattro ragazze della baby band (data l’età delle cantanti) Hinoi Team, le migliori (o peggiori?) rappresentanti del genere Para Para, che più o meno significa musica dance all’europea (non a caso uno dei pezzi del gruppo si chiama Super Euro Party…) ballata come se si stesse facendo una seduta di aerobica.

Night of fire (cover di un pezzo di tale Dj Niko) è decisamente la hit numero 1 del genere, interpretata al meglio dalle Hinoi Team ma soprattutto da Koriki, presentatore di una trasmissione trash (se non si era capito) sulla televisione giapponese.

E’ scientificamente dimostrato è in grado di svelare che le più importanti case discografiche europee stanno trattando per portare le Hinoi Team ft. Koriki sul mercato europeo, per lanciare il Para Para come Ballo dell’Estate 2010.

Se volete esercitarvi già adesso, su you tube trovate vari video dimostrativi.

Nel frattempo, ho preso tutti a bordo; le Hinoi Team (ho controllato: adesso sono maggiorenni e non serve la firma di mamma e papà) possono sedersi sui sedili dietro a mandare sms e lanciare gridolini per ogni cosa che succede, mentre Koriki lo prendo con me in cabina di pilotaggio, con il fondamentale compito di leggere gli annunci di bordo con la stessa  voce che esibisce nel video.

E lo stesso costume di scena, ovviamente.

La Nave de Los Monstruos, Diario di bordo, data astrale Gogatsu Niju 22-Hensei.