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Il discorso di Totila

Totila

C’era una volta un principe ostrogoto, erano i tempi in cui quel popolo regnava sull’Italia, che voleva convincere la popolazione italica a unirsi al suo esercito per respingere gli invasori. Aveva preparato un bellissimo discorso sull’eguaglianza e l’affrancamento dei più poveri, e riunita tutta la popolazione iniziò a parlare loro, ma in ostrogoto.

I suoi generali gli consigliarono di parlare in latino, ché tutti lo avrebbero capito, ma lui si rifiutò

“l’ostrogoto è la lingua dei miei padri, la lingua in cui loro parlarono alle loro armate, e io voglio continuare a parlare in ostrogoto”

e così fece, con bellissime parole che nessuno capì, e così nessuno di quei popolani che se lo avessero inteso si sarebbe arruolato di slancio tra le sue file lo seguì.

Il povero principe ostrogoto, rimasto solo con 18 cavalieri, morì poco in battaglia colpito alla spalla da una lancia, perché nulla poté il suo coraggio di fronte al preponderante numero degli avversari. “Ma poi che cosa aveva detto?” si chiese il popolo mentre gli occupanti saccheggiavano le loro terre. “Chissà, forse non voleva che noi lo capissimo, magari voleva nasconderci qualcosa “.

Non avevano capito che quel principe ostrogoto fu il primo dei radical chic.

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… e se?

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Pensando al caso di Serbi, Bosniaci e Croati, uniti dalla lingua che un tempo veniva chiamata serbocroata ma divisi su tutto il resto, mi viene da pensare…

…e se nel 1266 Manfredi di Svevia non fosse stato abbandonato da una parte dei suoi soldati (proprio gli Italiani…) e avesse vinto a Benevento, sconfiggendo i soldati francesi di Carlo d’Angiò alleati del papato?

e se dopo questa vittoria, da Re di Sicilia, Manfredi per staccarsi dall’odiata Chiesa di Roma avesse (ri)portato il meridione d’Italia nell’alveo dell’ortodossia, abbandonando la confessione cattolica?

In fondo all’epoca, a due secoli dallo scisma tra cattolici e ortodossi, sarebbe stato abbastanza agevole e un passaggio di un regno da un’osservanza all’altra, e un Manfredi trionfatore avrebbe avuto i motivi e la forza per una simile scelta.  Sarebbe cambiato il destino della nostra penisola, ma non solo…

Se il Regno di Sicilia, che all’epoca comprendeva tutta l’Italia del Sud, fosse passato da Roma a Costantinopoli, dal Papa al Pope, oggi, ottocento anni dopo, avremmo gli abitanti del Centro Nord cattolici e i meridionali ortodossi.

In una situazione così, in cui le differenze religiose avrebbe accresciuto quelle linguistiche e culturali, diremmo forse diremmo che esiste un unico popolo italiano oppure, come nel caso della Jugoslavia, parleremmo di due popoli ben distinti, i Lombardi (come gli italiani del centro nord venivano spesso chiamati fino a pochi secoli fa) e i Siciliani?

Anche senza questa divisione religiosa, sono tante le differenze sociali, culturali, economiche e linguistiche tra Nord e Sud, che forse la risposta sarebbe positiva.

Chissà…

Di certo, sia nel caso dell’Italia che della Jugoslavia, l’impressione è che definire l’identità e i confini di una nazione e di un popolo sia davvero complesso e, alla fine, allafine dei conti artificiale e artificioso.

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Sovranità

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Accadde in una brumosa mattina. Me ne stavo andando al lavoro facendo una piccola deviazione sul lungomare, o meglio sarebbe stato dire lungo laguna, visto che la passeggiata si affacciava su quella che un tempo, prima dell’Inondazione, era stata la pianura padana, e che ora costituiva un immenso aquitrinio di acque basse.

Qualcuno ci avrebbe dovuto pensare a quella storia del riscaldamento globale, anche se questo ragionamento era meglio tenerlo per sé, si poteva finire in osservazione vincolata per molto meno.. Passai davanti al solito banchetto di Israel Beitenu, con la raccolta di adesioni alla petizione per l’omologazione della Seconda Diaspora come Appartenenza, e come ogni mattina nessuno si fermava, nessuno di noi voleva una nuova Appartenenza omologata… In fondo, già eravamo stati generosi ad accoglierli in classe B quando metà del loro paese era stata sommersa e l’altra metà invasa dai loro eterni nemici…

Era questo che pensavo quando successe; un leggero ronzio all’orecchio, il dubbio di avere attivato il connecter ma attorno a me già apparve un tridigramma; chiusi gli occhi e ordinai due volte l’interruzione del collegamento, ma era impossibile, e attorno a me vidi tutti immobili, s tutti connessi, involontariamente. Quello di Israel Beitenu, gli assimilati che pulivano le strade, gli agenti della milizia, tutti fermi immobili.

Solo ora notai un’ombra sopra di noi, come un’immensa nuvola.

Davanti ai miei occhi si materializzò l’immagine di un ammiraglio della flotta aerea cinese, circondato da altri ufficiali nella plancia di quella che riconobbi come una spazionave cinese.

“Cittadini e residenti della Federazione delle Appartenenze di Nordagna! Sono felice di annunciarvi, a nome del Primo Presidente dell’Unione Celeste di tutte le Cine, lo scioglimento della vostra Federazione e la vostra integrazione nell’Unione. Si ricostituisce così la Mongolia occidentale, che come insegnano gli storici era parte della Grande Cina fin dai tempi del generale Xiongnu Attila. Bentornati nella nostra grande Unione”.

La solita storia, almeno questa di Attila aveva un po’ più senso della principessa cinese che aveva sposato Carlo Magno. Chissà perché i cinesi ci tengono sempre a giustificare le loro conquiste con qualche riferimento storico… Un dubbio che è meglio rimanga tale, per non correre il rischio di finire nel vaporizzatore.

L’ammiraglio stava continuando a parlare.

“Il sistema razzista e discriminatorio delle Appartenenze viene abolito, le loro proprietà diverranno proprietà pubbliche e ogni residente nel territorio della Federazione diviene cittadino dell’Unione; le vostre istituzioni governative sono sciolte e i vostri governanti saranno processati per i crimini di deviazionismo e discriminazione etnica. Invitiamo gli alti gradi delle vostre forze armate e delle forze di polizia a consegnare truppe e armamenti all’Alto Comando dell’Armata Celeste. Ogni resistenza sarà inutile, e comporterà la neutralizzazione degli oppositori. Si invitano i comuni cittadini e i residenti ad attendere con serenità l’instaurazione del nuovo ordine, a recarsi per utili informazioni presso le sezioni del Partito che verranno aperte in ogni località, e presso cui verranno organizzati corsi obbligatori di mandarino. E ricordate, nuovi cittadini dell’Unione Celeste: gli spaghetti gli abbiamo inventati noi!”

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Italia 20M5

cratere

Finalmente rivedo Roma antica; il selciato di via del Corso, le colonne ancora in piedi di Galleria Alberto Sordi, i ruderi di palazzo Chigi, la facciata ancora miracolosamente integra di Montecitorio.

Ho voluto essere tra i primi a partecipare a una visita guidata nella vecchia città, dopo il completamento delle ultime bonifiche ambientali, e il cuore mi si apre mentre seduto sulle poltrone dell’hovercraft rivedo i luoghi che per anni mi erano stati così famigliari.

Un po’ di colpa per quello che è accaduto, forse, è anche mia, anche io ero stato tra quelli che nel 2016 avevo votato per il Movimento, per un forte voto di protesta, e avevo esultato per le vittorie di Roma e di Milano e poi, l’anno dopo, per la sorprendente vittoria al ballottaggio nelle elezioni nazionali, per soli 10.224 voti.  Tra quei 10.224 c’era anche il mio.

All’inizio sembrava tutto a  posto, c’era grande entusiamo nel Paese, poi non so se fosse vero che i poteri forti e le multinazionali si fossero opposte in ogni modo al nuovo governo, o se fosse stata solo la totale incapacità dei nuovi governanti, con le misure sempre più bislacche che venivano approvate, ma in pochi anni l’intero Paese si disintegrò.

Il disastro dell’Ecocentrale di Roma antica in fondo fu solo un episodio.

Se mettesse piede nei confini della Repubblica Costituzionale Italiana  il premier di allora verrebbero immediatamente arrestato,vista la condanna a suo tempo emessa dall’Alta Corte di Firenze, ma se ne sta sereno al riparo del suo scranno di eterno Portavoce del Stato dei Cittadini di Ausonia (rieletto se non sbaglio per la 19° volta); non può nemmeno, poverino, attraversare lo stretto, perché la Repubblica Indipendentissima di Sicilia non ama -notoriamente- i napoletani, che tuttora sospetta di mire espansionistiche.

Un tempo si chiamava Italia, questo povero Paese, oggi a Nord del Po abbiamo persino due Repubbliche di Venezia, la Repubblica di Venezia al di qua del Ponte e la Repubblica di Venezia al di là del Ponte, formalmente Serenissima Repubblica di Venezia e Repubblica del Popolo di Venezia.

E l’altro giorno ho letto che la Repubblica di Venezia al di là del Ponte ha finalmente inaugurato il proprio aeroporto internazionale sull’Isola del Lido, per non dover più usare l’aeroporto dei razzisti della terraferma, come li chiamano loro.

D’altronde la Repubblica di Venezia al di qua del Ponte è nota per la sua litigiosità, visto il conflitto che da anni la oppone alla Repubblica PADANIA per il controllo della sponda occidentale del Lago di Garda,con l’alleanza davvero contronatura tra Venetisti e i neo-jihadisti di Al Brescianùs, o il tentativo secessionista della Patria del Friùl appoggiato dall’Austria che forse voleva replicare l’operazione del Gross Sudtirol.

Povera Italia; forse hanno avuto ragione quelli di Varese ad aggregarsi alla Svizzera come Canton Varès non appena hanno potuto, o il Regno di Savoia, Genova e Piemonte a richiamare i propri regnanti di un tempo…

Pensare che tutto era cominciato con due semplici elezioni locali.

E mentre questi pensieri mi affollano la testa, l’hovercraf passa vicino al Grande Cratere, che per la prima volta vedo dal vivo, e poi riprende la strada verso Roma, il centro urbano sul Tirreno che  un tempo veniva chiamata Ostia.

Leggende · Storia

I vampiri di Montescontego

per i miei cari appassionati di vampiri & co…

Italia a colori

montescontegoCi sono vampiri nel Veneto?  Ad aprile del 2014 il prof. Giuseppe Bisetto , esperto di culti religiosi, ha parlato publicamente della supposta esistenza in questa regione di una setta “vampiresca”, ma questo nulla ha a che fare con gli antichi racconti di morti si risvegliano nella notte per andare alla ricerca di vittime.

Si racconta di un paesino nei monti della Lessinia, nel Veneto occidentale, oggi cancellato dalle mappe, o che forse ha cambiato nome, e che un tempo era noto come Montescontego, dove si racconta che agli inizi del settecento un uomo del posto, un certo Zane (o Gianni) Grando, conosciuto in vita come “senza Dio”, gran bestemmiatore e donnaiolo, e che i compaesani chiamavano “strigòn“, dopo la morte avvenuta in modo violento (secondo alcuni perché ucciso dal marito di una delle sue amanti), passati 6 mesi e 6 giorni si fosse risvegliato dalla morte…

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Leggende · Psicognostica · Storia

L’UFO sotto il Conero

(articolo pubblicato in collaborazione con Bellarix Psicognostica)

Il promontorio del Conero nasconde un incredibile segreto, e questo incredibile segreto è collegato con il trasporto aereo della casa della sacra famiglia da Nazaret a Loreto e  con i poteri di S. Giuseppe da Copertino, il “santo volante” famoso per le sue inspiegabili lievitazioni.S. Giuseppe da Copertino

Il promontorio del Conero, nelle Marche, è l’unica altura in tutta nella costa adriatica da Grado in provincia di Gorizia fino al Gargano, in Puglia, e si tratta quindi (apparentemente) di una curiosa anomalia geologica.  Ma se invece fosse qualcos’altro?  E cosa nascondono le misteriose cavità sotterranee e la rete di tunnel che si nasconde sotto il Monte Conero e le varie cittadine nei dintorni?   E come mai vi si sono verificati tanti avvistamenti di ufo?

Sembra incredibile, ma la spiegazione è sotto i nostri occhi, e basta guardare il profilo del promontorio marchigiano; non ci vuole un occhio esperto per notare che la sagoma del promontorio corrisponde a quella di un disco volante, per essere precisi un disco volante semisommerso e spezzato a metà, e poi ricoperto dalla vegetazione, come nel fotofomontaggio che vi proponiamo.

coneroufo

E non può essere un caso che nei sotterranei della vicina cittadina di Osimo è presente un’incisione murale che riproduce un sacerdote cristiano che officia messa sotto a quello che appare indubbiamente come un’astronave extraterrestre…

l'ufo di OsimoIl fatto che il promontorio del Conero altro non sia che un disco volante precipitato sull’Italia chissà quanti secoli fa (sicuramente prima degli antichi Romani) spiegherebbe ogni cosa. E’ logico pensare che le cavità e i tunnel sotterranei del Conero siano in realtà i corridoi e le cabine dell’astronave aliena, e che qualcuno, forse ai tempi delle Crociate, sia riuscito ad impadronirsi di un misterioso marchingegno in grado di consentire il volo o la lievitazione: lo stesso marchingegno utilizzato per traportare in volo la casa della santa famiglia da Gerusalemme a Loreto, lo stesso marchingegno entrato in possesso di S. Giuseppe da Copertino, circostanze che inducono facilmente a ritenere che il macchinario misterioso fosse (e magari tuttora è) nella disponibilità delle gerarchie ecclesiastiche, e non è certo un caso che il Conero si trovi all’interno del territorio un tempo governato dallo Stato Pontificio.

Forse la Chiesa cattolica conosce da secoli, forse da millenni, il mistero del Conero ma l’ha tenuto segreto per non svelare l’esistenza di razze aliene che rischierebbe di indebolire la fede tradizionale?  E perché escludere che l’esistenza dell’astronave sia da tempo conosciuta dal governo italiano, visto che proprio nel Conero è presente un’importante quanto misteriosa base militare?  E come negare che i tanti avvistamenti di ufo attorno al Conero siano collegati all’enorme astronave sepolta?

Tutti questi misteri attendono una risposta, Bellarix Psicognostica continuerà a indagare per scoprire la verità…