Italia 20M5

cratere

Finalmente rivedo Roma antica; il selciato di via del Corso, le colonne ancora in piedi di Galleria Alberto Sordi, i ruderi di palazzo Chigi, la facciata ancora miracolosamente integra di Montecitorio.

Ho voluto essere tra i primi a partecipare a una visita guidata nella vecchia città, dopo il completamento delle ultime bonifiche ambientali, e il cuore mi si apre mentre seduto sulle poltrone dell’hovercraft rivedo i luoghi che per anni mi erano stati così famigliari.

Un po’ di colpa per quello che è accaduto, forse, è anche mia, anche io ero stato tra quelli che nel 2016 avevo votato per il Movimento, per un forte voto di protesta, e avevo esultato per le vittorie di Roma e di Milano e poi, l’anno dopo, per la sorprendente vittoria al ballottaggio nelle elezioni nazionali, per soli 10.224 voti.  Tra quei 10.224 c’era anche il mio.

All’inizio sembrava tutto a  posto, c’era grande entusiamo nel Paese, poi non so se fosse vero che i poteri forti e le multinazionali si fossero opposte in ogni modo al nuovo governo, o se fosse stata solo la totale incapacità dei nuovi governanti, con le misure sempre più bislacche che venivano approvate, ma in pochi anni l’intero Paese si disintegrò.

Il disastro dell’Ecocentrale di Roma antica in fondo fu solo un episodio.

Se mettesse piede nei confini della Repubblica Costituzionale Italiana  il premier di allora verrebbero immediatamente arrestato,vista la condanna a suo tempo emessa dall’Alta Corte di Firenze, ma se ne sta sereno al riparo del suo scranno di eterno Portavoce del Stato dei Cittadini di Ausonia (rieletto se non sbaglio per la 19° volta); non può nemmeno, poverino, attraversare lo stretto, perché la Repubblica Indipendentissima di Sicilia non ama -notoriamente- i napoletani, che tuttora sospetta di mire espansionistiche.

Un tempo si chiamava Italia, questo povero Paese, oggi a Nord del Po abbiamo persino due Repubbliche di Venezia, la Repubblica di Venezia al di qua del Ponte e la Repubblica di Venezia al di là del Ponte, formalmente Serenissima Repubblica di Venezia e Repubblica del Popolo di Venezia.

E l’altro giorno ho letto che la Repubblica di Venezia al di là del Ponte ha finalmente inaugurato il proprio aeroporto internazionale sull’Isola del Lido, per non dover più usare l’aeroporto dei razzisti della terraferma, come li chiamano loro.

D’altronde la Repubblica di Venezia al di qua del Ponte è nota per la sua litigiosità, visto il conflitto che da anni la oppone alla Repubblica PADANIA per il controllo della sponda occidentale del Lago di Garda,con l’alleanza davvero contronatura tra Venetisti e i neo-jihadisti di Al Brescianùs, o il tentativo secessionista della Patria del Friùl appoggiato dall’Austria che forse voleva replicare l’operazione del Gross Sudtirol.

Povera Italia; forse hanno avuto ragione quelli di Varese ad aggregarsi alla Svizzera come Canton Varès non appena hanno potuto, o il Regno di Savoia, Genova e Piemonte a richiamare i propri regnanti di un tempo…

Pensare che tutto era cominciato con due semplici elezioni locali.

E mentre questi pensieri mi affollano la testa, l’hovercraf passa vicino al Grande Cratere, che per la prima volta vedo dal vivo, e poi riprende la strada verso Roma, il centro urbano sul Tirreno che  un tempo veniva chiamata Ostia.

I vampiri di Montescontego

per i miei cari appassionati di vampiri & co…

Italia a colori

montescontegoCi sono vampiri nel Veneto?  Ad aprile del 2014 il prof. Giuseppe Bisetto , esperto di culti religiosi, ha parlato publicamente della supposta esistenza in questa regione di una setta “vampiresca”, ma questo nulla ha a che fare con gli antichi racconti di morti si risvegliano nella notte per andare alla ricerca di vittime.

Si racconta di un paesino nei monti della Lessinia, nel Veneto occidentale, oggi cancellato dalle mappe, o che forse ha cambiato nome, e che un tempo era noto come Montescontego, dove si racconta che agli inizi del settecento un uomo del posto, un certo Zane (o Gianni) Grando, conosciuto in vita come “senza Dio”, gran bestemmiatore e donnaiolo, e che i compaesani chiamavano “strigòn“, dopo la morte avvenuta in modo violento (secondo alcuni perché ucciso dal marito di una delle sue amanti), passati 6 mesi e 6 giorni si fosse risvegliato dalla morte…

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L’UFO sotto il Conero

(articolo pubblicato in collaborazione con Bellarix Psicognostica)

Il promontorio del Conero nasconde un incredibile segreto, e questo incredibile segreto è collegato con il trasporto aereo della casa della sacra famiglia da Nazaret a Loreto e  con i poteri di S. Giuseppe da Copertino, il “santo volante” famoso per le sue inspiegabili lievitazioni.S. Giuseppe da Copertino

Il promontorio del Conero, nelle Marche, è l’unica altura in tutta nella costa adriatica da Grado in provincia di Gorizia fino al Gargano, in Puglia, e si tratta quindi (apparentemente) di una curiosa anomalia geologica.  Ma se invece fosse qualcos’altro?  E cosa nascondono le misteriose cavità sotterranee e la rete di tunnel che si nasconde sotto il Monte Conero e le varie cittadine nei dintorni?   E come mai vi si sono verificati tanti avvistamenti di ufo?

Sembra incredibile, ma la spiegazione è sotto i nostri occhi, e basta guardare il profilo del promontorio marchigiano; non ci vuole un occhio esperto per notare che la sagoma del promontorio corrisponde a quella di un disco volante, per essere precisi un disco volante semisommerso e spezzato a metà, e poi ricoperto dalla vegetazione, come nel fotofomontaggio che vi proponiamo.

coneroufo

E non può essere un caso che nei sotterranei della vicina cittadina di Osimo è presente un’incisione murale che riproduce un sacerdote cristiano che officia messa sotto a quello che appare indubbiamente come un’astronave extraterrestre…

l'ufo di OsimoIl fatto che il promontorio del Conero altro non sia che un disco volante precipitato sull’Italia chissà quanti secoli fa (sicuramente prima degli antichi Romani) spiegherebbe ogni cosa. E’ logico pensare che le cavità e i tunnel sotterranei del Conero siano in realtà i corridoi e le cabine dell’astronave aliena, e che qualcuno, forse ai tempi delle Crociate, sia riuscito ad impadronirsi di un misterioso marchingegno in grado di consentire il volo o la lievitazione: lo stesso marchingegno utilizzato per traportare in volo la casa della santa famiglia da Gerusalemme a Loreto, lo stesso marchingegno entrato in possesso di S. Giuseppe da Copertino, circostanze che inducono facilmente a ritenere che il macchinario misterioso fosse (e magari tuttora è) nella disponibilità delle gerarchie ecclesiastiche, e non è certo un caso che il Conero si trovi all’interno del territorio un tempo governato dallo Stato Pontificio.

Forse la Chiesa cattolica conosce da secoli, forse da millenni, il mistero del Conero ma l’ha tenuto segreto per non svelare l’esistenza di razze aliene che rischierebbe di indebolire la fede tradizionale?  E perché escludere che l’esistenza dell’astronave sia da tempo conosciuta dal governo italiano, visto che proprio nel Conero è presente un’importante quanto misteriosa base militare?  E come negare che i tanti avvistamenti di ufo attorno al Conero siano collegati all’enorme astronave sepolta?

Tutti questi misteri attendono una risposta, Bellarix Psicognostica continuerà a indagare per scoprire la verità…

Il Sole sotterraneo – IV parte

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(segue dalla terza parte)

Gli anni passarono lentamente, e come le gocce cadendo creano le stalagmiti così gli Ospiti poco a trasformarono quei luoghi nella loro casa. Vedevano in mezzo a un popolo di ipovedenti, uno tra loro era medico, le loro armi apparivano invincibili, non ci volle molto che gli Ospiti diventarono gli Herren, come preferivano essere chiamati dai nativi, che quasi lo consideravano semidei o anzi superuomini, quasi il sogno nazista che si realizzava in forma di parodia.

Per dieci anni nessuno di loro ritornò alla superficie, si fecero costruire delle dimore tutte per loro, discoste dalla Città e più vicine al Sole sotterraneo.  Alcuni di loro trovarono moglie tra i nativi; altri invece scoprirono quello che chiamarono Amore Ariano, preferendo amarsi tra uomini di razza pura che mischiarsi ai nativi, dando vita a dei mezzosangue.

Alla scadenza del decimo anno rivelarono ai nativi di avere realizzato (ma forse l’avevano soltanto riscoperto) un passaggio dentro la montagna e verso l’esterno, ma che l’avrebbero utilizzato secondo le Cinque Regole: 1) sarebbe stato percorso solo una volta all’anno da tre prescelti, 2) solo gli Herren e i loro discendenti avrebbero potuto essere prescelti, 3) i prescelti dovevano giurare di tornare e mantenere il segreto, 4) chi non rispettava il giuramento sarebbe finito nel Sole sotterraneo, e 5) il passaggio sarebbe stato chiuso a chiave, che solo il Custode, il primo tra gli Herren, avrebbe conservato.

Anche Hitler si fece costruire un palazzo di gesso e sale non lontano dal ciglio del burrone sul Sole sotterraneo. Non si mescolò con i nativi come gli altri, ma visse un suo personale delirio. Si fece chiamare Re del Mondo, atteggiandosi da tale, fermamente convinto di essere in contatto telepatico con chi là fuori combatteva sionismo e comunismo. Diceva di essere come Napoleone all’Elba, impiegava giorni interni a pianificare la sua rivincita.

Il delirio peggiorò quando arrivarono le prime notizie portate dai Prescelti di ritorno dal mondo esterno. Anno dopo anno, il mondo agli occhi di Hitler andava verso la rovina, neanche i suoi poteri telepatici poteva salvarlo, e ogni tanto andava sul ciglio del burrone sul Sole sotterraneo, parlando e litigando con l’entità che chiamava Padre.

Le notizie che arrivarono dai prescelti che tornarono nell’agosto del 1968 furono poi davvero inaccettabili. Il trionfo di Israele nella guerra dei sei giorni era già una notizia tremenda, il diffondersi del morbo comunista tra i giovani di tutto il pianeta era troppo. Dicono che si gettò nel Sole sotterraneo, e sul luogo oggi c’è una lapide che recita “Qui discese nel soggiorno dei morti Adolf Hitler, Fuhrer dei tedeschi e Re del Mondo“.

Dicono che prima di precipitare avesse gridato : “torno a te, Padre”.

Il Sole sotterraneo – III parte

 la spedizione

(segue dalla seconda parte)

Un volta arrivati al Sole sotterraneo e alla Città che ne riceve luce e calore è quasi impossibile ritornare alla superficie, ma anche riuscendoci è inevitabile rimanerci un certo tempo, nel mentre che si studia come risalire l’impetuoso corso d’acqua che scorre nel ventre nella montagna.

Altrettanto inevitabile, in quelle lunghe giornate sotto la volta di quarzo, sarà incontrare uno degli Ospiti o Herren, come vengono chiamati dai nativi della Città.

Gli Ospiti sono felici di incontrare chi proviene dal mondo esterno, lo accolgono tra loro come un fratello, specie se capisce la lingua che parlano, un tedesco dal suono desueti, e se ne è disposto ad ascoltare la narrazione della loro storia.

La spedizione raggiunse la Città di Sale nel pieno della seconda guerra mondiale, ed era una missione ufficiale del III Reich, al più alto livello di segretezza.

La guidava un esploratore tedesco che riteneva di avere trovato il passaggio per la città sotterranea di Agarthi, dove secondo le credenze delle società esoteriche che per prime avevano fatto da incubatrice all’ideologia nazista dimoravano i grandi antichi ariani, i progenitori della razza padrona, e forse quel Re del Mondo con cui il Fuhrer della Grande Germania avrebbe potuto allearsi contro i subumani russi e i pluto-giudeo-massoni inglesi e americani.  Si era in una fase della seconda guerra mondiale in cui, valutando oggettivamente e freddamente forze in campo e situazione, i capi nazisti ben potevano prevedere l’esito, la sconfitta della Germania e la caduta del regime hitleriano. Oggi si crede che Hitler e i suoi generali non avevano previsto l’inevitabile finale, ma laggiù nella Città vicino al Sole sotterraneo è possibile apprendere un’altra storia, la storia di un Fuhrer che invece comprese per tempo cosa sarebbe successo nell’arco di uno o di due anni, e conscio dell’impossibilità di sconfiggere le potenze russe e americane, decise di tentare una missione segretissima e quasi impossibile seguendo le tracce di un esploratore che già aveva individuato il varco verso la città nelle viscere delle più alte montagne dell’Asia.

Uno dei tanti sosia del Fuhrer prese il suo posto a Berlino, e continuò a sostenere la parte fino al tragico epilogo, marionetta ai comandi di Himmler, Goering, Goebbles e degli altri gerarchi che governarono davvero la Germania al posto del vero Hitler, portando all’esasperazione il fanatismo nazista.

Nel frattempo venne organizzata, con grande dispendio di mezzi, una missione composta da alpinisti, speleologi, storici, occultisti, interpreti e militari di scorta al più importante dei viaggiatori, Adolf Hitler in persona.

Non senza difficoltà, e con alcuni caduti, la spedizione raggiunse la Città e il Sole sotterraneo, e l’ingresso nella grande caverna venne accolto con grida di esultanza e la gioia per l’incredibile scoperta; il lugubre “Heil Hitler” risuonò tra le pareti rocciose e la volta di quarzo.

Hitler raccolse attorno a sé i suoi uomini, abbracciò l’inseparabile Eva Braun che ha voluto con sé anche in questo viaggio verso l’ignoto, poi iniziò a parlare con quell’eloquio invasato e di oscuro fascino che lo aveva portato al potere.

Il discorso terminò però all’improvviso, nell’imbarazzo e nel silenzio, quando dai vicoli della Città di Sale uscirono i suoi abitanti.  A un solo sguardo divenne subito evidente che in quel luogo la spedizione nazista non avrebbe trovato potenti armi segrete o incredibili poteri magici, né una civiltà antica e avanzata con cui allearsi.

Chi venne loro incontro fu un gruppo di esili ipovedenti vestiti di stracci e armati di bastoni, e a parte i capelli di un biondo spento avevano i tratti somatici tipici di quelle razze orientali che i nazisti definivano subumane.

E’ vero che in quel luogo la spedizione con il tempo scoprì che quel popolo nascondeva un passato misterioso quando affascinante, perché di quel passato rimanevano solo scritte ormai indecifrabili, ma al di là di quell’oscuro passato non era certo quella la civiltà sotterranea che cercava la spedizione nazista per farne un potente alleato del III Reich ormai condannato a una catastrofica sconfitta militare e politica.  Se mai era esistita, ora non esisteva più.

I nativi accolsero la spedizione con diffidenza, i militari nazisti tennero le armi pronte all’uso, avrebbero sopraffatto in un istante gli abitanti di quel luogo, ma non fu questo l’ordine del Fuhrer.  In qualche modo si raggiunse un accordo, i nativi offrirono la propria ospitalità, iniziò una qualche forma di convivenza.

La missione era riuscita ma al contempo era fallita, la decisione di ritornare in superficie era scontata.  I nativi di certo non potevano impedirlo, ma solo pregare di preservare la segretezza di quel luogo, in ossequio a una tradizione di cui ormai non ricordavano più le ragioni.

Tuttavia, il ritorno in superficie divenne prima difficoltoso e poi quasi impossibile.  E quando finalmente vi fu chi riuscì ad andare e tornare, grazie a un ingegnoso sistema di cordate, riferì che la guerra era andata avanti, e che le più infauste previsioni si stavano avverando, chi stava vincendo erano le forze alleate dei peggiori nemici della Germania, e il Fuhrer non poteva e certo non voleva tornare per affrontare il peso della sconfitta e le colpe di un regime che ormai stava diventando l’incarnazione del Male. Gli ex complici del dittatore si erano rivelati persino peggiori di lui, nel suo nome avevano perpetrato crimini che non sarebbero mai stati dimenticati, e nel frattempo a est un’invincibile potenza comunista stava sorgendo.  Là fuori c’era un mondo che per Hitler e i suoi era il peggiore mondo possibile.

Ai loro occhi non era un mondo in cui tornare.  E così decisero di restare.

(continua)

Il Sole sotterraneo – I parte

sole sotterraneoEsiste un luogo in un angolo nascosto del Tibet, o forse è l’Himalaya, dove un torrente impetuoso che somiglia quasi a un fiume entra in una cavità del suolo e lì scompare nel sottosuolo.

Se un esploratore riuscisse a navigare nel torrente seguendo le acque a bordo di un gommone o di una barca in grado di affrontare i tumulti della corrente, vedrebbe che la luce esterna, nel corso della discesa nel sottosuolo, diminuisce meno di quel che dovrebbe, e avendo la vista acuta riuscirebbe a vedere alcuni specchi sulle pareti di roccia, talmente usurati dal tempo da sembrare antichi di millenni.

Potrebbe anche vedere su una parete una scritta in un alfabeto che nessuno parla più a tanto tempo che nessuno più ricorda più da quanto.

È proprio dopo quella strana scritta che la luce comincia a cambiare e mutare verso uno strano chiarore rossastro, è proprio allora che le acque del torrente diventano un lago sotterraneo, e davanti al lago appare quella che, appena adattati gli occhi a quella strana luce, si rivela come una città.

Non si può descrivere lo stupore di trovare una città intera dentro una gigantesca grotta, il cui altissimo soffitto appare quasi luminoso, e a guardare meglio si può vedere che è tutto ricoperto di lucenti cristalli di quarzo, su cui si riflette una luce rossastra che pervade tutto l’ambiente, e che si mescola a brandelli di luce solare portati dagli specchi disseminati ovunque.

Chissà se è questa la Città sotto le montagne dell’Himalaya di cui parlavano tante storie e leggende, la città a cui nei secoli dei secoli sono stati attribuiti tanti nomi: Shangri-La, Agartha, Kalapa.

Un viaggiatore ignaro di tutte queste storie che vi capitasse per caso la potrebbe chiamare Città di Specchi, Città di Quarzo o magari Città di Sale perché le pareti delle case sembrano, e forse sono, ricoperte di gemme di sale.

Lo stupore di scoprire un luogo abitato dentro l’enorme antro è però poca cosa paragonato allo stupore di quello che c’è oltre la Città, dalla parte opposta al lago, lì da dove sembra provenire quello strano chiarore.  Perché avanzando lungo il sentiero che costeggia i margini della città, osservati in silenzio dagli sguardi degli abitanti della città, ci si trova davanti al ciglio di un burrone e se, avanzando piano piano, un po’ intimiditi dal calore che aumenta, si volge lo sguardo in basso ciò che si vede quasi ferma il cuore.

Sotto i nostri occhi, distante ma fin troppo vicina, una distesa immensa di lava incandescente riposa girando in circolo, e illuminando di rosso l’intera grotta.

Sotto di noi c’è il Sole sotterraneo.

(continua)