Radiozapping estremo

A un certo punto la voce dello speaker si è fatta aggressiva, e rivolto agli atei e ai materialisti ha iniziato con “ma andate a..”. Durante quei pochi decimi di secondo i miei neuroni si sono immaginati la conclusione della frase.  Nella migliore delle ipotesi, poteva concludersi con “quel paese”, ma nelle mie sinapsi era più quotato un “fare in c…”.

Eppure facendo zapping radiofonico ero capitato su Radio Maria, eppure da come parlava si sarebbe detto che lo speaker fosse un prete, un frate o qualcosa del genere.

In quel momento (lo confesso) stava dicendo una cosa su cui peraltro ero pure d’accordo (contestava la riconduzione della personalità umana a questione di neuroni) ma il tono era veramente sconcertante, finché è arrivata la conclusione della frase.  “… a piantare i cavoli”.

“… ma andate a piantare i cavoli”

Che razza di impropero è? Un insulto da parrocchia, bonario nelle parole (ma per nulla nei toni)? Un caloroso invito a darsi alla coltivazione dei campi? Una correzione all’ultimo secondo di una frase che forse usciva un po’ dal seminato (tanto per restare in tema)?

Radio Maria è veramente un must se vi piace l’umorismo involontario dell’estremo.

Polinnamorato

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Nel nostro futuro, tutti faranno sesso con tutti, e nessuno si arrabbierà? Mah. Eppure, questa sembra essere l’opinone di Jacques Attali (si pronuncia Attalì), polimorfico intellettuale francese:

Riporto, da Repubblica di oggi, un estratto da un suo articolo:

Come in un ritorno alle origini, si annuncia una nuova era che porta con sé nuove relazioni tra esseri umani fondate sulla soddisfazione istantanea dei desideri e liberate progressivamente dall’assillo della riproduzione: si profila il matrimonio contrattualmente provvisorio, in cui la durata del rapporto sarà fissata in anticipo dalla coppia; il poliamore, in cui ciascuno potrà avere in tutta trasparenza più amori nello stesso tempo; la polifamiglia, in cui si farà parte contemporaneamente di più famiglie; la polifedeltà, in cui ciascuno sarà fedele a diversi membri di un gruppo dalle sessualità molteplici

Ma si profila dove? Quando? Come? Perché? Quando andremo tutti in giro con le tute, ognuno avrà un’automobile volante e mangeremo con delle pillole plurienergetiche?? A meno che le pillole, come nel film Barbarella (Roger Vadim, 1968), non servano ad altri ben più satisfattivi fini…

E comunque un dubbio: quando Attali parla di trasparenza, intende tulle, pizzo, o calze a rete?

Stalinisti, Fascisti e Poltronisti

In Italia vige un tripartitismo di fatto: la gran parte dei politici, infatti, appartiene a tre grandi gruppi: gli Stalinisti, i Fascisti e i Poltronisti.

E’ ovvio, ci sono anche politici liberali, socialisti, conservatori, ma sono un’assoluta minoranza. La gran parte appartiene alle categorie di cui sopra.

Gli Stalinisti sono ben distribuiti tra destra e sinistra; sono ovviamente maggioritari nei partiti e tra i giornalisti di sinistra, ma molto ben presenti nell’ex Forza Italia, probabilmente apprezzati per le loro indubbie capacità di lotta politica. Caratteristica principale: l’attacco sistematico all’avversario di turno.

I Fascisti, dal canto loro, sono presenti soltanto nei partiti di destra, ma ben distribuiti tra le varie componenti, in quanto ci sono fascisti neri, ma anche fascisti verdi ed azzurri. Usi a slogan rozzi e semplicistici, il loro tratto distintivo non è tanto la nostalgia del ventennio, quanto il culto del Capo e l’assoluta fedeltà fino al prossimo cambio di regime.

Ma comunque il partito di maggioranza relativa, anzi assoluta, è quello dei Poltronisti. Presenti in tutti i partiti, normalmente si dichiarano di “centro”, ma possono dirsi anche di “centro-sinistra”, di “centro-destra”, di “non sono né di destra né di sinistra”. I Poltronisti governano l’Italia dal 1861, a parte alcune parentesi in cui comunque i Poltronisti non sono rimasti a bocca asciutta. La Democrazia Cristiana era la loro casa ideale (non l’unica), ma purtroppo non c’è più.

Ai Poltronisti non interessa il potere, ma il contorno: l’appellativo “Presidente”, “Ministro”, “Eccellenza”, l’autoblu con l’autista, l’ufficio con uno/a o più assistenti, l’indennità di carica, le interviste sui giornali e sulla televisione, persino la satira, perchè in fondo il Poltronista vuole sempre essere al centro dell’attenzione anche se negativa. I Poltronisti sembrano più deboli di Fascisti e Stalinisti, ma sono molto più scaltri.

Per molti aspetti sono simili ai gatti, se li mandi via da un divano vanno subito a cercarsene un altro, se possibile più comodo e più morbido.

Ecco perché bisogna stare molto molto attenti ad eleggere un Poltronista ad una qualunque poltrona. Non se ne andrà via tanto facilmente, a meno che non gli si offra un’altra poltrona altrettanto invitante.

Nessuno tocchi Brunetta

Questo era il titolo del post che volevo scrivere.  Sì, un bel post in difesa delle battaglie dell’on. prof. Brunetta contro gli impiegati pubblici furbi e furbastri, ed in favore di un principio che dovrebbe essere sacrosanto in qualunque paese civile, ma che in Italia scatena polemiche, come se essere pagati senza lavorare fosse un diritto…

Peccato che l’ultima dichiarazione di Brunetta mi infila d’ufficio tra i fannulloni.   Siccome sono di sinistra, dovrei essere uno scansafatiche, un furbastro, un fannullone.

La mia esperienza finora mi ha insegnato esattamente il contrario, ma vabbé.

Farò il fannullone, e non scriverò nessun post in favore di Brunetta.

Trovato l’antenato di Silvio

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Straordinario ritrovamento in Brianza; uno scheletro di almeno 5 metri di altezza, che i paleontologi pensano di poter attribuire all’Homo Berlusconiensis, specie antropomorfa di cui fino ad oggi era molto discussa l’esistenza.  

Gli scienziati non hanno dubbi ad inviduare nel reperto un antenato del grande Silvio; inspiegabile è tuttavia la grande altezza, ma un ‘ipotesi ancora da approfondire è che a forza di smentirsi in continuazione la specie nei millenni abbia via via perso le proprie dimensioni, secondo la nota teoria balloproporzionista di Harrods e Walmart.

Ce n’est qu’un debut

A poco più di ventiquattr’ore dall’elezione di Barack Obama, la destra italiana ha già collezionato due meravigliose gaffe.   Dopo la felicità di Al Qaeda per la  vittoria di Obama immaginata da Gasparri, ecco che Berlusconi definisce il president-elect “giovane, bello e pure abbronzato“.

obama

Proprio il tipo di battute di cui soffriva il giovane Barack quando andava a scuola alle Hawai ed era l’unico ragazzo di colore in una scuola di bianchi…  Ma vabbé, l’età di Berlusconi è quello che è, e il suo senso dell’ironia gareggia con quello dei suo coetanei che giocano a briscola al Bar Sport.

Attenzione però: nessun leghista ha ancora aperto bocca. Pensate a cosa possono dire personaggi come Borghezio o Gentilini, ma anche senza andare nell’hard pensiamo ai commenti sull’Islam di Calderoli o al linguaggio sempre molto colorito di Bossi.  Nessuno di loro ha ancora parlato (forse).

E’ una bomba ad orologeria.