Le cose che non ho fatto (e che non farò mai)

L’altro giorno pensavo che alla mia età dovrei fare un po’ di bilanci sulla mia vita.

Arrivato a 42 anni (sono tanti che a scriverlo mi impressione) ho sicuramente superato qualche traguardo, ma rispetto alle mie infinite ambizioni infantili sono molte le cose che avrei voluto fare e non ho fatto, e a questo punto non farò mail, almeno in questa vita.

1) il Pilota di Aerei di linea; e dire che da bambino mi sarei visto così bene con la divisa da Pilota, era quella consolle piena di spie e pulsanti ad avermi scoraggiato (nonostante mia mamma mi avesse detto che guadagnavano anche 4 milioni di Lire al mese…)

2) l’Astronauta; ok, quando lo pensavo ero molto piccolo, e comunque pensavo anche che nel 2012 avremmo tutti indossato delle tute e saremmo tranquillamente andati in vacanza su Saturno (fare l’Astronauta cioé sarebbe stato come fare il Pilota di Aereo, vd. al punto 1);

3) il Regista cinematografico: e dire che di trame di film ne avevo pensate tante, disteso sul letto della mia cameretta (e la metà almeno migliori di molti film realmente usciti in sala)

4 il Milionario (miliardario come pensavo da piccolo ai tempi della Lira): direi che ormai probabilmente è inutile continuare a dire “quando sarò ricco” perché probabilmente quel quando sarà mai e al massimo posso pensare a quando sarò benestante (se lo sarò) perché ricco ma ricco veramente è tutta un’altra cosa e forse, e qui aveva ragione mia mamma, per diventarlo bisogna avere molti pochi scrupoli o un gran talento e una fortuna davvero sfacciata per avere successo come cantante, attore o sportivo, e mi sa che qualcosa mi manca

5) partecipare alle Olimpiadi come atleta olimpionico: va bene, questa ambizione l’ho abbandonata molto tempo fa, quando ho smesso la mia ultima pratica agonistica (cannottaggio), ma in fondo qualche possibilità come tiratore al bersaglio o giocatore di curling (forse) fino ai quaranta ce l’avevo ancora

6) il Professore universitario: forse a contratto, se qualche Preside di facoltà impazzisce, posso riuscirci ancora (sono uno dei maggiori  esperti mondiali di nichilologia), ma al fatto di prendere uno di quei bei stipendi da professore ordinario guadagnandomi da vivere approfondendo gli studi e frequentando l’università mi sa che ci devo rinunciare forever (però ci avevo quasi provato, quando la libera professione mi ha rubato a una poco promettente e molto aleatoria carriera accademica)

7) l’Ufficiale di marina: è un’altra cosa che ho tentato veramente di fare, anche se piuttosto che a imbarcarmi puntavo a lavorare nelle Capitanerie, perché l’importante era soprattutto la divisa da capitano; ora non mi ricordo nemmeno se poi al concorso mi ci ero iscritto oppure no, in fondo importa poco, ma se non altro ho la consolazione che almeno l’ufficiale dell’esercito per un annetto l’ho fatto

8) lo Psichiatra: è stata un’ambizione fugace, allontanata dallo spettro di studiare tutti gli anni  che richiede la laurea in medicina, ma se non altro posso dire che nel mio lavoro incontro un numero di matti molto vicino a quello che incontra uno psichiatra professionista

9) sposare Patsy Kensit (e tante altre via via negli anni, da ultimo Rihanna): diciamo che adesso non mi interessa più sposare un cantante bella e molto ricca, perché amo la mia Bellaccina  e lei comunque è molto meglio, anche perché canta bene (anzi meglio!) di molte delle star che mi sarebbe piaciuto impalmare, anche se con lei per ora non posso ancora fare il toy boy (ma aiutatemi anche voi a convincerla a iscriversi a X Factor!)

10) suonare in ungruppo rock: è un’ambizione nata tardi e quindi morta precocemente, perché posso pure mettermi a imparare a suonare il basso a quarant’anni, ma intanto che divento bravo arrivo a cinquant’anni e mettere su un complesso (o come si chiamano adesso) a quell’età non mi sembra il caso.

Questi sono i miei sogni che rimarranno tali, i grandi obiettivi alle mie spalle, per molti non ho alcun rimpianto, per qualcun altro sì, ma così è la vità, bisogna fare delle scelte…

E comunque ho ancora qualche posssibilità come cabarettista, produttore televisivo e di andare a vivere in riva al mare (il mio sono n° 1)

Alla fine (?)

Capita che pensi di trasferirti altrove e invece alla fine rimani al punto di (ri)partenza.

Roma, Milano, il ritorno a Trieste, il sogno della metropoli (quella vera, che non sono né Roma nè Milano) e poi la vita svolta, una o forse due inversioni a U, e ti ritrovi a cercare casa a due passi da dove stai adesso, in un tranquillo e verde sobborgo un po’ fuori città dove portare noi 2+5 (dove il due siamo noi due e il cinque i nostri gatti).

La vita è così, e ti sorprende sempre.

Forse è colpa del caso, forse è colpa dell’amore, forse è colpa di Lana Del Rey, o forse la cantautrice nuovayorkese ce l’ho messa dentro solo per poter dire tra qualche mese o qualche anno “visto, l’avevo detto che io che sarebbe diventata una Star“.

Non ho ancora abbandonato (anzi!) il Sogno della casa al mare, il Sogno che prima o poi realizzerò, ma per il momento, miei cari amici, me ne resto qui nella calma paciosa ma viva di questo angolo di felicità.

Flash forward

Beach by Jkurl11 on deviantart.com

Risposta n. 20.

“Come ti vedi da qui a cinque anni?”

Un po’ sfocato.

Non so se sia una cosa che capita solo a me, ma a volte ho questi flash back al contrario, questi flash forward, un po’ come nell’omonima serie tivvù che probabilmente non vedrà una seconda stagione perché piaceva solo a me e a pochi altri.

A volte mi sorprendo a intravedere sprazzi del mio futuro, e allora sono voli di immaginazione come il protagonista di Scrubs (che pure è giusta al capolinea, ma almeno era all’ottava stagione).

Non è una cosa che posso comandare, sono più come delle visioni, delle apparizioni a occhi aperti, e questa mattina ne ho avuta una. Siccome so per esperienza che queste visioni funzionano al contrario dei sogni premonitori, si avverano solo se ne parli o (anche meglio) se ne scrivi, la voglio condividere con voi.

Mi chiedevo come sarebbe andata a finire un’iniziativa che sto portando avanti come altri…

e allora ho visto uno di noi davanti a una selva di microfoni, ho cercato di vedere meglio se c’erano volti noti accanto a lui, ma ho notato invece la fascia tricolore di sindaco, secondo me di una grande città.

Poi ho pensato a un altro, e non ho visto una bella scena, e allora non ne parlo per non farla avverare; un terzo era disteso sulla sdraio del suo yacht, ma in fondo è quello che già fa adesso.

E poi c’ero io.

La scena era nitida, seduto in riva al mare, il sole riflesso sulla spiaggia dorata, addosso una camicia hawaiana e il mio MacBook Air sul tavolino di vimini, stavo facendo una chiamata con Skype e purtroppo sullo schermo c’era il volto di una persona che avrei preferito vedere vicino a me sulla spiaggia, mentalmente ho cercato di cambiare la visione, ma non c’era verso.

Però poi ho visto un’altra ragazza in costum da bagno avvicinarsi alla mia sedia camminando a piedi nudi sulla spiaggia, e forse (ma non sono sicuro) ho capito chi fosse.  Cuore e Destino, siamo sempre lì.

Poi, un piccolo sfasamento temporale, e mi sono visto andare incontro alla mia Eterna Amica del Cuore appena sbarcata sul molo dal traghetto, ed abbracciarla perché era venuta a trovarmi fin lì.

Dove fossi nella mia visione non l’ho capito, sembrava la Grecia ma anche i Caraibi, chi fosse con me sulla spiaggia non ne sono sicuro, ma di sicuro mi sono visto felice.

E allora non mi resta che aspettare. Perché le visioni positive sono come la vita dopo la morte; non importa che sia vero o meno, se ci credi comunque vivi più sereno.

La voce di Cernunnos

Risposta n. 16

“Cosa vuol dire sognare Cernunnos?”

C’era una volta una Principessa raffreddata che ha sognato un Dio cornuto che si nutriva di rose giganti, e chiese alle sue dame di compagnia quale fosse il significato di quel sogno che l’aveva tanto colpita.

Nessuna delle dame riuscì a trovare la risposta giusta, e allora le consigliarono di chiedere a una zingara, che nelle sue carte non trovò  a risposta per quell’illustre ospite, e le suggerì allora di chiedere a un indovino, ma nemmeno lui seppe aiutarla, la sfera di cristallo non aveva connessione, e  le disse perciò di andare da un letterato, che non trovò risposte nei suoi tomi ben rilegati, e solo potè dirle di andare a chiedere all’Eremo dei Frati Puccini.

Il significato del tuo sogno è chiaro

le spiegò Fra Puccino, passeggiando per il porticato dell’Eremo

tu sei una Principessa raffreddata, e Cernunnos è venuto a portarti calore

lei lo guardò interrogativa e lui continuò

il calore della natura, il calore della sensualità, l’odore del bosco e della mattina presto, perché Cernunnos è un Dio del passato, è un Dio che gli uomini e le donne hanno dimenticato, i cacciatori non tessono più le sue lodi ma se vedono le sue corna di cervo gli dedicano uno o due pallottole e nessuna prece, ma quando l’uomo bianco avrà mangiato tutti i biscotti e bevuto tutte le aranciate amare, che cosa mangerà e che cosa berrà?  Cavallette e distillato di fango?

Se hai sognato Cernunnos è perché i tuoi istinti più naturali e selvaggi scalpitano dentro di te

ma può anche darsi che hai visto in tivvì Deer Woman di John Landis, e ti chiedi come ha fatto a cadere così in basso l’acclamato regista de The Blues Brothers e Il principe cerca moglie

ma può anche darsi che hai visto su Mtv il video di Sugar, we’re going down dei Fall Out Boys e ti sei presa a cuore le vicende di quel ragazzo così speciale…

Oppure magari era una sogno premonitore, e allora stai attenta quando esci dall’eremo e percorri quel percorso a piedi nel buio del bosco… ah, non ti avevano detto di portare una pila?

Fu così che la Principessa prese un taxi per tornare alla stazione dei treni, e mentre guardava fuori dal finestrino i fiocchi di neve che imbiancavano la strada si chiese se quel bel frate dagli occhi di ghiaccio fosse l’ultimo testimone di un’antica saggezza o forse soltanto un grandissimo pirla…

Sognare un orso bianco

Risposta n. 15

“Che significato ha sognare un orso bianco?”

L’internauta che ha posto questa domanda a google è stata attirata dal gorgo di E’ scientificamente dimostrato a causa di un mio post di sei mesi fa, in cui raccontavo di un mio sogno con protagonista un saggio orso polare.

Vedendola sospesa (o sospeso, ma me la immagino al femminile) tra spazio e tempo, subito dopo l’orizzonte degli eventi, mi sento di doverle qualcos’altro, devo trovare per lei (o per lui) il significato ultimo dei sogni con protagonista un orso bianco.

In rete si trovano molte spiegazioni, naturalmente tutte le spiegazioni diverse da quella che troverete qui è sbagliata.

Il vero significato di un orso bianco nel proprio sogno è che l’orso rappresenta una persona cui siete legati, ma anche il vostro spirito animale, il colore bianco è il simbolo della purezza e dell’innocenza, ma se appare in un sogno premonitore vuole dire “tra una settimana”.

Se l’orso del vostro sogno vi ha parlato, avete un buon rapporto con la vostra castità, se ha cercato di divorarvi, vi consiglio di rivedere le vostre priorità nella vita, se ne stava disteso a prendere il sole come nella foto, toglietevi gli occhiali da sole e guardate meglio, forse siete andati in montagna a sciare e l’orso è solo uno sciatore tedesco con la tuta di colore panna.

Se l’orso bianco vi ha dato dei numeri da giocare, investire qualche euro al lotto (esiste ancora?) potrebbe essere una buona idea, se i numeri erano un numero di telefono di quella tipa che vi piace molto ma che non avete coraggio di chiamare, mandategli un sms, il sogno è sicuramente un segno ma gli sms sono stati una grande invenzione per tutti noi timidi, ma occhio che i sogni possono predire il futuro, rappresentare le vostre speranze, i vostri timori o i vostri ricordi, e qualche volta non è così facile capirlo.

Infermieraaa!!

Nurse by Belsina on deviantart.com

Esistono anniversari piacevoli e anniversari spiacevoli.

Un anniversario può essere spiacevole se dovrebbe ricordare qualcosa di bello, ma se quel qualcosa di bello è svanito come sabbia nel deserto , allora quello stesso anniversario diventa triste e melanconico.

Visto che oggi però è anche la giornata internationale delle infermiere, allora comincio a fantasticare che se all’improvviso adesso in mezzo al soggiorno si materializzasse un’infermiera come quella della foto, il mio umore migliorerebbe all’improvviso.

Lo so che non dovrei celebrare questa giornata con il trito stereotipo dell’infermiera provocante,  la cui diffusione è ben testimoniata dal numero di costumi in tema che si trova nei cataloghi on line di costumi sexy, perfetto campionario dell’immaginario erotico maschile.

Lo so bene, ho ben due infermiere in famiglia, che è un lavoro serio e impegnativo; e ricordo bene, dai vari ricoveri in ospedale, che le infermiere vere non vestono in latex e autoreggenti (almeno non sul lavoro).

Ma che ci volete fare, sono un maschio e come tutti i maschi ho le mie debolezze.

Non lo dovrei dire, visto che il mio pubblico è in grande maggioranza femminile, ma -lo confesso- anch’io sono vittima dello stereotipo dell’infermiera sexy. Però, e spero mi venga riconosciuto da chi mi giudicherà, che tra le mille foto in tema che ho trovato sul web, ne ho pubblicata una carina e spiritosa.

Adesso la guardo fisso, così magari dopo me la sogno e non penso più all’anniversario-che-non-c’è-più.