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Sogno di una notte di mezzo inverno

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Un istante per decidere, forse intuire, quello che dovevo fare.

Uscii fuori dal tunnel, e quando fui lì fuori nel freddo silenzioso tutto all’improvviso mi fu chiaro… le cose che mi erano appena successe, il loro perché, e la ragione per cui ero lì in quel momento, chi ero io.

L’atmosfera stava evaporando fuori dalla cupola, veniva risucchiata fuori quasi in silenzio, insieme a tutto quello che avevo davanti agli occhi.  Come per un istinto naturale, anche se non lo avevo mai fatto prima, alzai le mani dritte al cielo, e mi concentrai in un flusso di energia che fermò tutto, e come legata a una corda invisibile che partiva dalle mie mani l’atmosfera sfuggente rientrò piano dentro la cupola.

Ero lì da solo, fermo immobile nella consapevolezza di avere pieamente capito,  una perfetta comprensione che sarebbe svanita quasi subito dopo, quando mi svegliai, mezzora fa, con solo il ricordo di cosa avevo fatto nel sogno e di avere avuto, anche solo per un minuto e solo in un sogno, la risposta al perché della mia (nostra) esistenza.

Un perché che, naturalmente, per quanti sforzi mentali faccia, adesso non riesco a ripescare dalla mia memoria.

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Le cose che non ho fatto (e che non farò mai)

L’altro giorno pensavo che alla mia età dovrei fare un po’ di bilanci sulla mia vita.

Arrivato a 42 anni (sono tanti che a scriverlo mi impressione) ho sicuramente superato qualche traguardo, ma rispetto alle mie infinite ambizioni infantili sono molte le cose che avrei voluto fare e non ho fatto, e a questo punto non farò mail, almeno in questa vita.

1) il Pilota di Aerei di linea; e dire che da bambino mi sarei visto così bene con la divisa da Pilota, era quella consolle piena di spie e pulsanti ad avermi scoraggiato (nonostante mia mamma mi avesse detto che guadagnavano anche 4 milioni di Lire al mese…)

2) l’Astronauta; ok, quando lo pensavo ero molto piccolo, e comunque pensavo anche che nel 2012 avremmo tutti indossato delle tute e saremmo tranquillamente andati in vacanza su Saturno (fare l’Astronauta cioé sarebbe stato come fare il Pilota di Aereo, vd. al punto 1);

3) il Regista cinematografico: e dire che di trame di film ne avevo pensate tante, disteso sul letto della mia cameretta (e la metà almeno migliori di molti film realmente usciti in sala)

4 il Milionario (miliardario come pensavo da piccolo ai tempi della Lira): direi che ormai probabilmente è inutile continuare a dire “quando sarò ricco” perché probabilmente quel quando sarà mai e al massimo posso pensare a quando sarò benestante (se lo sarò) perché ricco ma ricco veramente è tutta un’altra cosa e forse, e qui aveva ragione mia mamma, per diventarlo bisogna avere molti pochi scrupoli o un gran talento e una fortuna davvero sfacciata per avere successo come cantante, attore o sportivo, e mi sa che qualcosa mi manca

5) partecipare alle Olimpiadi come atleta olimpionico: va bene, questa ambizione l’ho abbandonata molto tempo fa, quando ho smesso la mia ultima pratica agonistica (cannottaggio), ma in fondo qualche possibilità come tiratore al bersaglio o giocatore di curling (forse) fino ai quaranta ce l’avevo ancora

6) il Professore universitario: forse a contratto, se qualche Preside di facoltà impazzisce, posso riuscirci ancora (sono uno dei maggiori  esperti mondiali di nichilologia), ma al fatto di prendere uno di quei bei stipendi da professore ordinario guadagnandomi da vivere approfondendo gli studi e frequentando l’università mi sa che ci devo rinunciare forever (però ci avevo quasi provato, quando la libera professione mi ha rubato a una poco promettente e molto aleatoria carriera accademica)

7) l’Ufficiale di marina: è un’altra cosa che ho tentato veramente di fare, anche se piuttosto che a imbarcarmi puntavo a lavorare nelle Capitanerie, perché l’importante era soprattutto la divisa da capitano; ora non mi ricordo nemmeno se poi al concorso mi ci ero iscritto oppure no, in fondo importa poco, ma se non altro ho la consolazione che almeno l’ufficiale dell’esercito per un annetto l’ho fatto

8) lo Psichiatra: è stata un’ambizione fugace, allontanata dallo spettro di studiare tutti gli anni  che richiede la laurea in medicina, ma se non altro posso dire che nel mio lavoro incontro un numero di matti molto vicino a quello che incontra uno psichiatra professionista

9) sposare Patsy Kensit (e tante altre via via negli anni, da ultimo Rihanna): diciamo che adesso non mi interessa più sposare un cantante bella e molto ricca, perché amo la mia Bellaccina  e lei comunque è molto meglio, anche perché canta bene (anzi meglio!) di molte delle star che mi sarebbe piaciuto impalmare, anche se con lei per ora non posso ancora fare il toy boy (ma aiutatemi anche voi a convincerla a iscriversi a X Factor!)

10) suonare in ungruppo rock: è un’ambizione nata tardi e quindi morta precocemente, perché posso pure mettermi a imparare a suonare il basso a quarant’anni, ma intanto che divento bravo arrivo a cinquant’anni e mettere su un complesso (o come si chiamano adesso) a quell’età non mi sembra il caso.

Questi sono i miei sogni che rimarranno tali, i grandi obiettivi alle mie spalle, per molti non ho alcun rimpianto, per qualcun altro sì, ma così è la vità, bisogna fare delle scelte…

E comunque ho ancora qualche posssibilità come cabarettista, produttore televisivo e di andare a vivere in riva al mare (il mio sono n° 1)

Due di Cuori · Scelte

Alla fine (?)

Capita che pensi di trasferirti altrove e invece alla fine rimani al punto di (ri)partenza.

Roma, Milano, il ritorno a Trieste, il sogno della metropoli (quella vera, che non sono né Roma nè Milano) e poi la vita svolta, una o forse due inversioni a U, e ti ritrovi a cercare casa a due passi da dove stai adesso, in un tranquillo e verde sobborgo un po’ fuori città dove portare noi 2+5 (dove il due siamo noi due e il cinque i nostri gatti).

La vita è così, e ti sorprende sempre.

Forse è colpa del caso, forse è colpa dell’amore, forse è colpa di Lana Del Rey, o forse la cantautrice nuovayorkese ce l’ho messa dentro solo per poter dire tra qualche mese o qualche anno “visto, l’avevo detto che io che sarebbe diventata una Star“.

Non ho ancora abbandonato (anzi!) il Sogno della casa al mare, il Sogno che prima o poi realizzerò, ma per il momento, miei cari amici, me ne resto qui nella calma paciosa ma viva di questo angolo di felicità.