fine amore

100% Vangelo (ep. 63)

tempio valdese

Un’altra giornata dedicata al cristianesimo, dopo il venerdì cattolico, la domenica protestante.

Non si tratta di favoritismo,  ma di numeri: il cristianesimo è la religione più diffusa nel mondo, e se il cattolicesimo ne rappresenta la metà, un’altra buona percentuale è costituita dal protestantesimo.   Inoltre, i precetti e il modo di essere di queste due diverse visioni della sacre scritture sono tanto profondi, che ad ognuna delle due ho pensato di dedicare una sua giornata.

In una società come quella italiana, per cui sembra a volte che cristiano=cattolico, può essere però utile qualche elemento di chiarezza;.

Anzitutto va ricordato che i protestanti, che a loro volta sono divisi in varie correnti, tra loro diversissime: si sono gli anglicani (la Chiesa d’Inghilterra) per molti aspetti i più vicini al cattolicesimo, i luterani: (la chiesa fondata da Martin Lutero), i calvinisti o riformati:,la chiesa più “protestante” di tutte, molto importante negli Stati Uniti ma presente anche in Italia, con la Chiesa Valdese, e poi ancora i metodisti, i battisti, e tanti altre chiese minori.

Un discorso a parte meritano le chiese neo-evangeliche: cristiani fondamentalisti presenti e attivi soprattutto negli Stati Uniti, e per molti aspetti, soprattutto per quelli etici e morali, molto più vicini al cattolicesimo che alle altre chiese protestanti.   Dall’aborto all’omosessualità, dalla procreazione assistita alla ricerca sulle cellule staminali, le chiese tradizionali (in Italia la Chiesa Valdese) sono sulle stesse posizioni dei laici, mentre invece le chiese fondamentaliste americane sono sul versante opposto.

Non a caso, George W. Bush appartiene ad una chiesa neo-evangelica, e Barack Obama ad una chiesa riformata.

Pur nelle loro profonde differenze, le chiese protestanti hanno comunque alcuni punti in comune: la libera interpretazione della Bibbia, una struttura organizzativa più democratica, l’assenza di intermediazione, per non esistono sacerdoti ma pastori, che in quanto tali possono sposarsi, avere figli, etc., una fede concentrata su Gesù Cristo e quindi senza venerazione dei santi, della madonna, la mancanza di immagini sacre che le avvicina più all’Islam e all’ebraismo che al cattolicesimo.

Poi ci sono alcune differenze di terminologia: la riunione dei fedeli è il culto, non la messa, non c’è la comunione ma la santa cena, non si sono preti ma pastori, non c’è la cresima ma la confermazione.  Ovviamente dietro le differenze di nome ci sono differenze teologiche, ma non voglio annoiare nessuno (ammesso che sia in grado di spiegarle).

Il precetto fondamentale delle chiese protestanti è forse la partecipazione al culto della domenica, ma stamattina non sono riuscito a svegliarmi in tempo.  A questo punto, non mi resta che impegnarmi ad una lettura biblica, che non fa mai male, e a cucinare una ricetta della tradizione delle valli valdesi, austera e morigerata come si conviene.

Una volta cucinato, potrò impegnarmi a capire il significato di questo passo del nuovo testamento

Non avete letto che il Creatore, a principio, li creò maschio e femmina e che disse: perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così ora non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi.

Qual è il suo significato oggi?  Le chiese protestanti (per cui il matrimonio non è un sacramento) ammettono il divorzio, accettato  come male minore;  e Gesù in realtà rispondeva ad una domanda sul ripudio, non sul matrimonio.  Ma sicuramente l’insegnamento che un cristiano può ricavare da questo passo è che anche quando un rapporto è in crisi, si deve cercare di fare il possibile per salvarlo, anche a costo di sacrifici e rinunce.   Soprattutto quando si è chiesta la benedizione di Dio su quell’unione.

Poi, noi non siamo esseri perfetti, e possiamo fallire nel nostro tentativo; ma l’impegno dovrebbe essere quello di fare il possibile.

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fine amore

Vita da Sikh (ep. 62)

tempio d'oro

Per questa settimana dei precetti religiosi, ho seguito le regole delle religioni più diffuse e di una religione fondamentale per la nostra cultura come quella ebraica.  Oggi dedico la giornata ad una religione di insospettabile modernità, che rifiuta ritualità e formalismi e proclama l’universalità della  fede.

Adesso è comune affermare che tutte le principali religioni hanno un fondamento di verità, e che bisogna provare a conciliarle.

La religione sikh, fondata da Guru Nanak nel 1500  in un periodo di conflittualità anche ideale tra Islam e induismo, lo ha già fatto, proclamando la pari dignità di tutte le religioni come strade per arrivare a Dio.  I sikh credono nell’unicità e unità di Dio, ma anche nell’unità dell’umanità intera.  Non c’è un clero, non ci sono luoghi deputati per la preghiera.

I sikh sono monoteisti come i musulmani ma credono nella reincarnazione come gli Indù; si può dire (almeno dal mio punto di vista) che hanno preso il meglio delle due tradizioni.

I precetti sikh sono abbastanza semplici da osservare: credere in un solo Dio, rispettare i grandi Guru della tradizione sikh, recitare giornalmente cinque preghere, non seguire l’astrologia, l’idolatria o la superstizione, non rubare, non saccheggiare, non giocare e non sfruttare i poveri, non desiderare la ricchezza o la moglie altrui, non assumere sostanze intossicanti come vino, marijuana, oppio, hashish, non tagliarsi il capelli, fumare, mangiare carne o commettere adulterio.

Insomma, visto che all’oroscopo non ci ho mai creduto, anche oggi mi tocca seguire una dieta vegetariana, e devo bandire l’alcool.  Ma visto che le  volte precedenti che ho seguito questi precetti la bilancia mi ha dato un feed back positivo, anche oggi mi atterrò scrupolosamente alle regole del giorno.

Così passerà un altro giorno di questo periodo di fine amore; i week end sono il momento peggiore, perché c’è tanto tempo libero e più si sente l’assenza dell’altro, e solo perché oggi mi attengo ai precetti Sikh evito di esprimermi riguardo al meteo che mi ha mandato a monte la gita al mare.  Spero, stando a casa, di non passare troppo tempo a rimuginare, ed anzi forse sarebbe meglio che prenda quelle benedette bozze da correggere e mi metto al lavoro.

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fine amore

Venerdì magro (ep. 61)

sacro cuore

E arriva il giorno dei precetti del Cristianesimo nella versione cattolica; essendo venerdì, seguirò la regola di evitare la carne e i cibi troppo ricercati; a pranzo quindi tortellini di magro e a cena l’immancabile pesce.  Un orata al forno con patate direi che può andare bene.

Gli altri precetti base della Chiesa cattolica (che, anche se in Italia lo si dimentica, rappresenta solo circa la metà dei Cristiani nel mondo) prescrivono:

la partecipazione alla Messa nelle domeniche e nelle altre feste di precetto, la confessione almeno una volta all’anno, la comunione nel periodo pasquale, e il digiuno al mercoledì delle ceneri e al venerdì santo.  Insomma, tutto sommato precetti semplici da rispettare, specie se confrontati a quelli che ho descritto nei post precedenti, ma nonostante questo quanti di coloro che si definiscono cattolici li seguono tutti?

In realtà, poi, esteriormente almeno, sembra che la Chiesa cattolica si concentri molto sulla precettistica riguardo al sesso; stando al canone 346 del catechismo, i principali peccati in materia sono costituiti dalla ricerca solitaria del piacere sessuale, i rapporti prematrimoniali o extramatrimoniali, le pratiche omosessuali, e la pornografia.

Anche qui, dubito fortemente che la grande maggioranza dei cattolici sotto i 60 anni, anche tra quelli praticanti, rispetti tutti questi precetti; ma nella mia giornata cattolica li seguirò, anche perché alcune pratiche (i rapporti omosessuali) non mi interessano, di altre posso farne e meno, e rapporti con donne diverse da mia moglie al momento non sono in programma.

A proposito delle regole sulla vita sessuale, venerdì è anche la giornata in cui esce la migliore rivista italiana, Internazionale, che pubblica un vignetta satirica apparsa sul settimanale argentino Paz, che a proposito del profilo facebook di Papa Benedetto XVI, propone questo scambio di battute:

Il Vaticano ha diffuso un messaggio su facebook

E che dice?

Dice che bisogna astenersi dai siti pòrno e condanna l’uso degli antivirus

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