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Under-my-umbrellum (ellum, ellum) – ovvero come ripensare il sistema elettorale italiano e vivere felici

Bansky – Devolved Parliament

Sette proposte per una riforma del sistema elettorale italiano, pensate per tutti i tipi di elezione, da quelle per il piccolo comune a quelle per il parlamento nazionale.

Numero 1 – Proportionatellum

Si vota, poi si guarda chi prende più voti, e poi tutti i candidati con almeno 10 voti vengono eletti, solo che ognuno ricopre la carica per un tempo proporzionale ai voti ottenuti, per due-tre giorni i meno votati, fino a magari uno o due anni i più votati.

In questo modo nessuno perde, nessun voto è inutile, nessuno viene, come si dice volgarmente “trombato” (che poi quale sarebbe l’aspetto negativo di esserlo, non si capisce, ma vabbè), e nessuno ci rimane male. Il massimo della rappresentatività.

Numero 2 – Winner-takes-it-allum

Chi prende un voto in più del secondo classificato, prende tutti i seggi in palio, ma tutti tutti. Il 100% del consiglio comunale/regionale, o dei seggi della Camera e del Senato va così a una sola forza politica. Niente più problemi con l’opposizione, o inutili dibattiti, c’è finalmente governabilità.

Con un ballottaggio se nessuno prende il 51% può essere più equo, ma a turno unico c’è più adrenalina.

Volendo si può prevedere un diritto di tribuna, nel senso che l’opposizione può prendere posto in tribuna, e guardare lo svolgimento dei lavori parlamentari.

Numero 3- Sortirellum

Come si faceva nei comuni medioevali, le cariche politiche e amministrative, dal sindaco al deputato, vengono selezionate con un sorteggio tra i volontari che decidono di entrare nell’Ordine Nazionale degli Eleggibili, composto da chi sceglie di dedicarsi per il resto della propria vita terrena all’attività politica, rinunciando a ogni proprietà o interesse economico personale, con un voto solenne di povertà. Così da garantire il massimo dell’onestà.

L’Ordine Nazionale degli Eleggibili si richiama alla tradizione dell’antico ordine dei Frati della Beata Gloriosa Vergine Maria, che svolsero quel compito dal XIII al XVI secolo, fino a che i Frati, persa la loro ragione politica d’essere, si dedicarono a godersi l’enorme patrimonio accumulato, motivo per cui sono oggi noti come Frati Gaudenti. D’altronde, si sa, l’onestà paga.

Numero 4 – Migliorellum

Viene istituita una Conferenza permanente di Cento Saggi, nominati dai professori universitari, dagli ex presidenti della Repubblica e del Consiglio, dalle alte gerarchie militari, dal governatore della Banca d’Italia, dalla Conferenza episcopale della religione più rappresentativa, dagli azzurri vincitori di medaglie d’oro alle olimpiadi e dai vincitori del Festival di Sanremo.

Questi Cento Saggi nominano poi sindaci, consiglieri e governatori regionali, deputati e senatori tra i migliori dei candidati che si propongono, senza ovviamente potere nominare sè stessi. Garantendo così un vero governo dei migliori, e il massimo della competenza.

Numero 5 – Algorithmellum

Tutto il processo elettorale si svolge online. I candidati postano una loro video-presentazione nel sito elettorale nazionale, e si promuovo sui social. Gli elettori possono commentare, mettere I like, poi ci pensa un algoritmo a selezionare chi si merita di venire eletto. Il massimo della partecipazione.

Numero 6 – CoppAmericanellum

E’ un sistema elettorale a tre turni. Come nella Coppa America di vela, prima gli sfidanti partecipano a un sistema elettorale a doppio turno, da cui emerge il Candidato Sfidante, che poi affronterà il Candidato Uscente in un emozionante Turno Finale. In alternativa, il Secondo e il Terzo Turno si possono anche fare con una regata, ma devono essere tutti d’accordo. Il massimo della sportività.

Numero 7 – Realitellum

Si organizza un bel reality tv con tutti i candidati, in cui possono mettersi alla prova come amministratori della cosa pubblica, ma anche ai fornelli, nell’ideare una sfilata di moda o mostrando i propri talenti come cantanti, ballerini, comici, senza contare gli amorazzi tra concorrenti da cui ognuno può farsi un’idea della persona… e poi, come in ogni buon reality è il pubblico di casa, con il televoto, a eliminare, settimana dopo settimana, i candidati meno convincenti. Così, per ogni eletto, ci sarà il massimo della popolarità, anche prima di entrare in carica.

Strano ma vero, questo sistema ha già trovato un’applicazione concreta, ne avevamo già parlato qui: https://scientificamente.wordpress.com/2014/02/01/ministerchef/.

Vi sono piaciute queste idee di riforma? E voi, cosa ne pensate? La proposta con più gradimento verrà direttamente confezionata in una bella legge di iniziativa popolare, inutile e velleitaria come tutte le altre, ma questa almeno divertente.

Asserismi · politica

Comico, prima di essere stupido

Le lettere dal carcere di Gramsci sono una miniera di passi divertenti quanto incredibilmente attuali. Straordinario è il passaggio in cui parla del piccolo borghese europeo, contrapposto a quello americano, il Babbit, come lo soprannomina lui. L’italiano medio, come diremmo oggi.

I piccoli borghesi europei, per Gramsci, sono più pittoreschi ma più stupidi e più ridicoli del loro corrispondente americano

il loro conformismo è intorno a una superstizione imputidrita e debilitante

mentre il conformismo americano è ingenuo e spontaneo, intorno a una superstizione energetica e progressiva.

Ma Gramsci non ne ha per nessuno, per lui lo stesso antiamericanismo

è comico, prima di essere stupido

ma è soprattutto il piccolo borghese europeo a finire sulla graticola della prosa del grande filosofo

Il piccolo borghese non può uscire da se stesso, comprendere se stesso come l’imbecille non può comprendere di essere imbecille (senza dimostrare con ciò di essere un uomo intelligente) per cui sono imbecilli quelli che non sanno di esserlo e sono piccoli borghesi i filistei che non sanno di esserlo. Il piccolo borghese europeo ride del particolare filisteismo americano, ma non si accorge del proprio,

Il piccolo borghese tipo poi

crede che il suo verso, e il suo qua-qua da ranocchio infisso nel pantano sia un canto di usignolo

perché è un filisteo di paesi conservatori, che imputridiscono nella palude stagnante del luogo comune della grande tradizione e della grande cultura.

Gramsci, mi pare chiaro, non le manda a dire, e la sua critica è acuta quanto feroce. La cosa però un po’ agghiacciante, a leggerlo, è constatare che quello che scriveva più di 85 anni fa sia oggi più attuale che a quell’epoca.

Asserismi · politica

A sinistra è sempre il 17 Brumaio

” Il linguaggio politico è diventato un gergo, si è formata l’atmosfera di una conventicola: a forza di ripetere le stesse formule, di maneggiare gli stessi schemi mentali irrigiditi, si finisce, è vero, col pensare allo stesso modo, perché si finisce col non pensare più

Parole immortali di Antonio Gramsci, che per paradosso della storia oggi si applicano benissimo proprio a quella parte politica che tiene Gramsci tra i propri numi tutelari (la più parte di loro, senza averne letto una riga, probabilmente).