Italia got statists

Impauriti dalla prospettiva di Briatore presidente del consiglio?  Beh, la fisica quantistica ci insegna che i possibili futuri alternativi possono essere altri, anche peggiori di questo, ma immarcescibile nel progresso verso il baratro l’Italiano medio sempre incazzoso ci offrirà sempre le sue immancabili perle di saggezza.

Oggi sono molti quelli che dicono come un ritornello che “Renzi è anche peggio di Berlusconi”, ma cosa potrebbero dire nel prossimo futuro sui nuovi leader che il nostro corpo elettorale saprà scegliersi (in una realtà alternativa al precedente post)?

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Presidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio (M5S) – anno 2021

“Di Maio è anche peggio di Renzi”

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Portavoce del Consiglio dei Ministri  Federico Leonardo Lucia detto “Fedez”(Movimento Sette Stelle We Are The People) – anno 2030

“Fedez è anche peggio di Di Maio”

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Presidente della Repubblica e Primo Ministro Fabrizio Corona (con Corona per l’Onore d’Italia)- anno 2035

“Eh sì, quand’era giovane e ribelle ha avuto i suoi problemi, ma chi non li ha, e poi almeno lui non si presenta per quello che non è”

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Italia 20M5

cratere

Finalmente rivedo Roma antica; il selciato di via del Corso, le colonne ancora in piedi di Galleria Alberto Sordi, i ruderi di palazzo Chigi, la facciata ancora miracolosamente integra di Montecitorio.

Ho voluto essere tra i primi a partecipare a una visita guidata nella vecchia città, dopo il completamento delle ultime bonifiche ambientali, e il cuore mi si apre mentre seduto sulle poltrone dell’hovercraft rivedo i luoghi che per anni mi erano stati così famigliari.

Un po’ di colpa per quello che è accaduto, forse, è anche mia, anche io ero stato tra quelli che nel 2016 avevo votato per il Movimento, per un forte voto di protesta, e avevo esultato per le vittorie di Roma e di Milano e poi, l’anno dopo, per la sorprendente vittoria al ballottaggio nelle elezioni nazionali, per soli 10.224 voti.  Tra quei 10.224 c’era anche il mio.

All’inizio sembrava tutto a  posto, c’era grande entusiamo nel Paese, poi non so se fosse vero che i poteri forti e le multinazionali si fossero opposte in ogni modo al nuovo governo, o se fosse stata solo la totale incapacità dei nuovi governanti, con le misure sempre più bislacche che venivano approvate, ma in pochi anni l’intero Paese si disintegrò.

Il disastro dell’Ecocentrale di Roma antica in fondo fu solo un episodio.

Se mettesse piede nei confini della Repubblica Costituzionale Italiana  il premier di allora verrebbero immediatamente arrestato,vista la condanna a suo tempo emessa dall’Alta Corte di Firenze, ma se ne sta sereno al riparo del suo scranno di eterno Portavoce del Stato dei Cittadini di Ausonia (rieletto se non sbaglio per la 19° volta); non può nemmeno, poverino, attraversare lo stretto, perché la Repubblica Indipendentissima di Sicilia non ama -notoriamente- i napoletani, che tuttora sospetta di mire espansionistiche.

Un tempo si chiamava Italia, questo povero Paese, oggi a Nord del Po abbiamo persino due Repubbliche di Venezia, la Repubblica di Venezia al di qua del Ponte e la Repubblica di Venezia al di là del Ponte, formalmente Serenissima Repubblica di Venezia e Repubblica del Popolo di Venezia.

E l’altro giorno ho letto che la Repubblica di Venezia al di là del Ponte ha finalmente inaugurato il proprio aeroporto internazionale sull’Isola del Lido, per non dover più usare l’aeroporto dei razzisti della terraferma, come li chiamano loro.

D’altronde la Repubblica di Venezia al di qua del Ponte è nota per la sua litigiosità, visto il conflitto che da anni la oppone alla Repubblica PADANIA per il controllo della sponda occidentale del Lago di Garda,con l’alleanza davvero contronatura tra Venetisti e i neo-jihadisti di Al Brescianùs, o il tentativo secessionista della Patria del Friùl appoggiato dall’Austria che forse voleva replicare l’operazione del Gross Sudtirol.

Povera Italia; forse hanno avuto ragione quelli di Varese ad aggregarsi alla Svizzera come Canton Varès non appena hanno potuto, o il Regno di Savoia, Genova e Piemonte a richiamare i propri regnanti di un tempo…

Pensare che tutto era cominciato con due semplici elezioni locali.

E mentre questi pensieri mi affollano la testa, l’hovercraf passa vicino al Grande Cratere, che per la prima volta vedo dal vivo, e poi riprende la strada verso Roma, il centro urbano sul Tirreno che  un tempo veniva chiamata Ostia.

Un grande futuro

(da Wikipedia, 7 novembre 2055)

La Repubblica Italiana o semplicemente Italia, è lo Stato che ha amministrato la penisola italiana dal 1948 al 2048.

(…)

La Terza Repubblica

Per approfondire, vedi la voce Grillismo, Savonarolismo.

Viene definito periodo della Terza Repubblica (anche se gli storici delle Istituzioni preferiscono parlare di Seconda Repubblica) il periodo iniziato con la vittoria nelle elezioni parlamentari del 2013  del movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che cambiò completamente l’assetto istituzionale in senso assembleare e iperdemocratico portando avanti una politica di stampo conservecologista (conservecologismo). Delle vecchie istituzioni repubblicane rimase in piedi solo la Camera dei Deputati, divenuta Assemblea dei Portavoce, e il potere esecutivo venne assegnato al Presidio permanente del Consiglio direttivo dell’Assemblea dei Portavoce, ma di fatto il potere era esercitato dal Consulente generale Beppe Grillo.  I principali partiti d’opposizione erano rappresentati dai due partiti nati dalla scissione litigiosa del Partito Democratico, il Partito Democratico democratico (PDd, centrosinistra) e il movimento per un Partito Democratico (mPD, centro-centrosinistra).

La Quarta Repubblica

Dopo la sconfitta nel referendum sul divieto degli abiti con colori sgargianti e della diffusione pubblica della musica commerciale (la c.d. legge “antipop”), in una campagna referendaria in cui venne coniato il termine Savonarolismo, che poi identificò i movimenti che ereditarono la bandiera conservecologista, le elezioni biennali per il rinnovo dell’Assemblea dei Portavoce vennero vinte dal movimento Orgoglio Italiano di Nicole Minetti Corona e Gigi Buffon, la cui rivalità contrassegnò i successivi otto anni, il c.d. periodo della Quarta Repubblica, contrassegnata dal ritorno a istituzioni democratiche tradizionali con però l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, carica cui venne eletto Buffon che però iniziò quasi da subito un rapporto conflittuale con quella che i media definirono la “Tymoshenko italiana”, la Prima Ministra Minetti Corona, che poi costituì un suo proprio movimento con il nome di Belvedere Italia nel cui simbolo capeggiava una sua immagine a mezzo busto.  All’opposizione il PDd si era frattanto diviso tra il PDsd) (Partito Democratico socialdemocratico, centrosinistra-sinistra) e il PDcs (Partito Democratico di Centro e Sinistra, centrosinistra).

L’era filibertiana.

L’elezione a sorpresa del centenario Adriano Celentano, che raccolse anche i voti savonarolisti, portò a un periodo di quiete e immobilismo, caratterizzato dai famosi 50 Primi Ministri cambiati nel corso del suo mandato dal molleggiato nazionale (con il record di Andreina Pastore, che rimase in carica 2 ore e 21 minuti), finché le elezioni presidenziali successive vennero vinte da Emanuele Filiberto di Savoia, con il suo Movimento Azzurro, e Max Biaggi di Orgoglio Italiano, che aveva appoggiato la candidatura di Emanuele Filiberto in opposizione a quella di Minetti Corona, venne eletto Primo Ministro, ma dopo avere ottenuto trionfalmente il secondo mandato Emanuele Filiberto di Savoia fu costretto alle dimissioni dopo la sconfitta (per 145mila voti) nel referendum per il ritorno alla monarchia. “Sei fuori” è la famosa battuta del Senatore a vita Flavio Briatore che contrassegnò la fine dell’esperienza filibertiana.

Decadenza e fine della Repubblica.

Mentre all’opposizione i partiti di centro sinistra, scissione dopo scissione, erano divenuti ormai 23 (alcuni dei quali coalizzati nell’Alleanza di Partiti Democratici, APD), Noi stiamo con Willwoosh – WMoviment.net di Guglielmo Scilla detto Willwoosh vinse le elezioni parlamentari portando poi il suo leader alla Presidenza della Repubblica, che dopo le riforme filibertiane riuniva in sé ogni potere esecutivo.

Dopo l’incolore esperienza presidenziale di Willwoosh per la prima volta dopo decenni una coalizione unitaria dei 31 partiti del centrosinistra vinsero le elezioni parlamentari e presidenziali e la coordinatrice a latere dell’APD Francesca Birigna assunse la guida del Paese.

I litigi tra i partiti di governo e all’interno degli stessi portò al caos più completo, tanto che non si riuscì a decidere la data delle successive elezioni, finché la Regione Sudtirolo proclamò la propria indipendenza, seguita dalla Sardegna e dal Veneto, mentre la Regione autonoma Roma Capitale, guidata dal movimento fondamentalista Aurora Nazionale, dichiarò l’illegittimità dell’annessione al Regno d’Italia nel 1871 e rientrò sotto la sovranità del Sommo Pontefice  della Chiesa Cattolica.  La perdita della capitale, insieme alla sottoscrizione del Patto di Napoli da parte delle regioni meridionali segnò la fine dell’unità nazionale.

La Repubblica Italiana cessò formalmente di esistere con le dimissioni della Presidente Birigina.  Era il 3 giugno 2048.

Diecimila Lire

Due uomini si incontrano sul posto di lavoro.

“Ti ho visto prima, da Peppe’s”

“Ci vai anche tu?”

“E che scherzi?  Panino, bibita e caffè diecimila lire…”

“Diecimila lire, ma ti rendi conto?  Ci fosse ancora l’euro…”

“Dieci euro minimo”

“Minimo.  Che vuol dire trentamila lire in pratica”

“Ah guarda, con la lire stiamo molto meglio

“E pure senza quegli sbruffoni di tedeschi e francesi, che vadano a fanculo loro, l’euro e la loro unione del nord”

“Che poi adesso sì che l’Italia conta, nella comunità mediterranea siamo la seconda economia dopo la Turchia, e poi finalmente stiamo tra stati che condividono la nostra stessa cultura

“Lo dici a me?  Mio figlio sono cinque anni che lavora a Londra, ci sono i finocchi che girano mano nella mano, le donne seminude, la droga libera, ma ti rendi conto?”

“Perfettamente d’accordo.  Che vadano per conto loro, loro e i veneti che sono voluti andare da loro, ma lo sai che ho letto sull’ipad che ci sono tanti industrie venete che spostano gli stabilimenti in Emilia Romagna o perfino in Puglia, perchè il lavoro costa meno?”

“Ecco, saranno contenti loro, che poi lo sanno tutti che i tedeschi li hanno voluti solo per farsi le vacanze sul lago di Garda e a Jesolo”

“Eccerto!”

“Vaffanculo all’unione europea!”

“Sicuro; che poi sono pieni di immigrati, un po’ com’era una volta da noi”

“Io gli immigrati proprio non li sopporto, guarda; e infatti, anche se i soliti intellettuali ci parlano male, alle prossime elezioni voto per I Bravi Italiani”

“Loro sì che gliela cantano bene”

“E la Bibbia come base delle leggi non è forse giusta?”

“Mah, non so… in realtà poi io ero berlusconista di sinistra, sai avevo votato per Italia Noi

“Eh, ma lo ricordi che hanno fatto un governo con quei comunisti di Alleanza Insieme?  Sono mezzi comunisti, quelli, pure io sono berlusconista, ma di destra, che il vero berlusconismo è quello lì”

“Eh, se solo andassero più d’accordo tra di loro, in fondo sono tutti gli eredi del più grande statista che l’Italia abbia avuto, no?”

Due  sconosciuti si avvicinano, sembrano stranieri del nord, e i due uomini del nostro dialogo si alzano, e gli corrono incontro con i loro arnesi da lavoro

Hallo monsieur, monsieur!”

“Schupuzzer, schupuzzer, lustrascarpe monsieur!

Il dolo è incontinente (ep. 27)

Geniale. Insuperabile.

Sembra una canzone inventata dagli Elio e le Storie Tese, e invece è tutto vero.

Alleanza di Centro per l’Italia è il micropartito dell’ex telegiornalista Francesco Pionati e  di Debora Caprioglio (sì, proprio la star di alcuni capolavori di Tinto Brass).

L’inno del movimento, parole, musica, voce e pianola bontempi di Donato Rivieccio, è uno di quei gioielli che ogni amante del trash vorrebbe scovare, e anche se in questo caso il merito (della scoperta) sembra sia di Striscia la notizia, credo che chi come me non guarda la trasmissione di Canale 5 abbia diritto di godersi questa straordinaria interpretazione dell’autore di I love you Polonia.

Ascoltate la canzone, e soprattutto seguite il testo, ogni parola, ogni rima è pura poesia, ma alcuni versi spiccano su altri:

Alleanza di Centro per la Storia… (altro che la banale cronaca, man!)

noi vogliamo difendere l’onore di chi non ha più santi da pregare… (una via di mezzo tra X Mas e il classico tengo-famiglia)

siamo tutti un po’ confusi e anche un po’ delusi, dannazione(parental advisory, explicit lyrics!)

il Paese ha fame anche di candore… (la gente va in piazza per il candore, dannazione!)

l’onestà è assente, e il dolo incontinente (e dove li compra i pannoloni?)

Alleanza di Centro per l’Italia, per chi vuol propugnare una sua idea (una qualsiasi loro non sono razzisti)

un paladino degno di platea che rispetti le sane tradizioni…che scelga i saggi a reggere il governo (un po’ Parsifal, un po’ Platone, un po’ diccì anni cinquanta)

con un nocchiero in gamba per il mare, potremo più sicuri navigare (siamo o non siamo un popol di navigatori?)

Ora che ho attirato la vostra attenzione, voglio sfruttare l’attimo per segnalarvi che l’assemblea dei passeggeri de La Nave de Los Monstruos tenutasi in questo weekend a bordo della navicella ha deciso di costituirsi in Assemblea Costituente di un nuovo movimento politico con l’obiettivo di sfruttare le opportunità in termini di posti di lavoro parlamentare offerte dall’attuale contingenza politica.

L’Assemblea, dopo ampio dibattito, ha approvato anche il nome del nuovo movimento politico:

La Nave de Los Monstruos – Partito Democratico della Libertà nell’Alleanza Azionale per l’Italia di Unità del Centrodestra Sinistra

Seguiranno le primarie, cui grazie a una provvidenziale modifica statutaria potranno partecipare, oltre agli iscritti e ai simpatizzanti, anche i lettori di E’ scientificamente dimostrato.

La Nave de Los Monstruos, Diario del Capitano, Organo Ufficiale in attesa di sovvenzioni dell’LNM-PD-L AAI UdC-S

Regalo di Natale

Che giornata mondiale è oggi, è superfluo ricordarlo.   E la giornata mondiale dei Regali e di Babbo Natale, un tempo era anche una festività cristiana, ma poi, così com’era successo alla vecchia festività pagana del Sole Invitto, la nuova religione del Consumismo si è appropriata di questa festività e l’ha fatta propria.

Natale è la festa più importante del Consumismo, un gradino sopra a festività pure importanti come San Valentino, Festa della Mamma, Halloween, Ferragosto, Carnevale.

Babbo Natale voleva fare anche un regalo al nostro Paese, all’Italia, ma visto che siamo stati cattivi il regalo è stato rimandato a data da destinarsi; E’ Scientificamente Dimostrato è però in grado di anticipare i contenuti del Grande Regalo, ossia della Grande Riforma Costituzionale cui pare stiano lavorando gli emissari di Silvio e di Massimo.

Ecco, per sommi capi, alcuni dei contenuti del progetto di Grande Riforma:

 Art. 1, nuovo primo comma:

L’Italia è l’Italia; portatevi panini e coperte.

Art. 3 (nuovo primo comma)

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono abbastanza eguali davanti alla legge; sono consentite leggi ad personam se motivate da ragioni di interesse politico generale; evitare le dimissioni di un’alta carica dello stato è una ragione di interesse politico generale.

Art. 7 (nuovo primo comma)

L’Italia riconosce l’autorità etica e morale della Chiesa Cattolica.

Art. 68, nuovo ultimo comma

Il Presidente della Repubblica, i membri del Governo e il Grande Intrattenitore non possono essere sottoposti a procedimento giudiziario penale, se non con l’autorizzazione del Consiglio dei Ministri, della Corte Costituzionale e del Parlamento a seduta comune con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto.   Il diniego di autorizzazione equivale a proscioglimento con la formula “il fatto non costitituisce reato”.

Art. 91 bis

Il Grande Intrattenitore è eletto a suffragio universale e diretto.

Può essere eletto Grande Intrattenitore ogni cittadino che abbia compiuto settanta anni d’età e abbia ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri per almeno due anni consecutivi.

Il Grande Intrattenitore è eletto per venti anni e può essere rieletto.

Art. 91 ter

Il Grande Intrattenitore può inviare messaggi al Paese, racconta lazzi e barzellette,  rappresenta con simpatia l’unità nazionale.

Cura le relazioni estere del Paese, anche con visite presso i Capi di Stato esteri, che può anche ospitare presso le proprie residenze, pubbliche o private, ma con oneri a carico dello Stato.

Indice i Sondaggi di Interesse Nazionale ogni volta che gli va.

Presiede il Gran Consiglio dell’Intrattenimento costituito secondo la legge.   In tale veste nomina il Consiglio d’Amministrazione della televisione pubblica.

Dichiara lo stato di Party nazionale deliberato dalle Camere.

Può concedere grazia e commutare le pene, anche a sé medesimo.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 92 (secondo comma)

Il Presidente della Repubblica, su proposta vincolante del Grande Intrattenitore, nomina il Presidente del Consiglio, i Ministri e le Segretarie di Stato.

Art. 94 (sostituisce primo e secondo comma)

Il Governo deve avere la fiducia della Chiesa Cattolica, che la esprime attraverso il Sommo Pontefice.  Il Parlamento concede un parere non molto vincolante.

Art. 139

La forma repubblicana  può essere oggetto di revisione costituzionale.

Delusi di non avere trovato il regalo sotto l’albero?  Ma dai, basta avere un po’ di pazienza, vedrete che il Grande Regalo arriva!

 

 

 

Con le vostre gambe

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Tutti a piedi o in bicicletta, oggi è la giornata mondiale liberi dalle automobili (World Carfree Day).

Per festeggiarla, vi propongo questo programma; lasciare l’auto in garage o nel parcheggio, prendere la bici, l’autobus, o le scarpe da ginnastica quelle buone per camminare, andate fino alla vostra discoteca preferita, e chiedetegli di mettere questa canzone, tanto per dimostrare che non usare l’automobile non è da sfigati, gli sfigati (come quelli interpretati da Biggio e Nongio) vanno anche in macchina, con la musica a tutto volume soprattutto.

A piedi, metaforicamente, c’è rimasto anche il povero Flavio Briatore, espulso a vita dalla Formula 1, condanna che ricorda l’espulsione da tutte le scuole del Regno che usava da noi qualche tempo fa.   C’è da chiedersi, come farà la Formula 1 senza Briatore, ma soprattutto Briatore senza la Formula 1.

Certo però che, privo di occupazione, Briatore potrebbe offrirsi alla politica.   E visto che a destra il campo è abbastanza occupato, potrebbe decidere di entrare in pista (notare la metafora) con il PD.  Purtroppo i tempi per partecipare alle primarie per il segretario del PD sono scaduti, ma Briatore potrebbe sempre venire proposto come candidato premier, magari sostituendo al decrepito Ulivo qualcosa di più trendy.   Personalmente suggerirei Formula Italia, tanto per copiare qualcuno, ma suona bene anche D-Party o Briatore Breezer.

Sarebbe favoloso, riuscite anche solo a immaginare un dibattito televisivo Briatore-Berlusconi?   Flavio B. contro Silvio B., finalmente una gara alla pari, e con alcuni indubitabili vantaggi; finalmente l’attenzione di tutti si sposterebbe sul nuovo arrivato, gli intellettuali potrebbero scandalizzarsi per le battute di Flavio B., criticare il suo abbigliamento e il suo modo di vita, in pratica renderlo simpatico al restante 90% degli italiani.

Inoltre, vantaggio di non poco conto, la sinistra si libererebbe dei saccentoni moralisti, come Travaglio e compagnia, di cui veramente non se ne può più.  A parte questi e i loro fan, la sinistra non perderebbe nessun altro voto, i puristi della politica già dicevano due anni fa che tanto tra Veltroni e Berlusconi era uguale (si è visto, infatti…) e già adesso non vanno a votare.   E ve lo immaginate Nanni Moretti, davanti al teleschermo, che in una scena di Il Caimano rosso grida: “Briatore, dì qualcosa di sinistra!”.

Se poi si arrivasse al pareggio, quale sarebbe il problema?   Una grosse koalition tra Flavio B. e Silvio B., consacrata con una settimana intera di festeggiamenti tra villa Certosa e Millionaire, ci renderebbe d’esempio al mondo intero, insieme all’istituzione del nuovissimo corpo di guardia delle Corazziere, primo corpo di guardia presidenziale interamente femminile dei paesi più ricchi (tra gli altri c’è già la Libia).

E non dimentichiamo che attualmente nella sede del PD c’è una splendida terrazza del tutto sprecata, che invece con Flavio B. finalmente verrebbe utilizzata per festini come si deve, altro che quegli altri, con musica, divertimento, bella gente.   Resident Dj, Enrico Letta.

Surreale? Aspettate qualche anno, e poi vediamo…