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Due in una volta sola

Risposta n. 7

“E’ sbagliato volere due donne?

Amare due persone è scientificamente possibile?”.

Due in una volta sola.  Una Risposta per due domande; due donne (o due uomini) per una persona sola.

Rispondere alla seconda domanda è facile, è indubbio che sia possibile amare due o anche tre persone allo stesso tempo, non so se sia stato dimostrato scientificamente (ho fiducia nei ricercatori inglesi o americani), ma per essere possibile lo è, e probabilmente tutti lo abbiamo sperimentato, nei panni del pluriamante attivo o del pluriamato in condivisione.

Rispondere alla prima domanda è più complicato, teoricamente volere due donne allo stesso tempo effettivamente sembra sbagliato, ma finché il desiderio rimane tale e non si trasforma in bigamia, che colpa si può avere?  In fondo è un sentimento o un istinto naturale contro cui poco si può fare.  Si può controllare il proprio istinto, non si può decidere se averlo o meno.

Nella pagina de I Grandi Perchè avevo però proposto una regola per capire, tra due persone, chi si ama di più; se hai un nuovo messaggio (nell’email, sul telefonino, su skype, su facebook) e non sai di chi è, pensa di chi vorresti che fosse, tra le persone che ami contemporaneamente: quella è la persona che ami di più, quella è la persona da scegliere.

Personalmente al momento non ho di questi problemi, gli slot del mio cuore sono tutti liberi; anche se so come vorrei che fosse, la ragazza da amare.

La vorrei più simile possibile alla ragazza del video I Need You Tonight di Professor Green.  La canzone è simpatica e orecchiabile.  Ma la protagonista è la cosa più vicina possibile al mio ideale di sensualità femminile che riesca a immaginare.

Si chiama Carly Baker, e per me è semplicemente perfetta.

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Baciami ancora

Risposta n. 6

Cominciamo a dare qualche Risposta alle Grandi Domande che ho raccolto nell’apposita pagina; e cominciamo dall’arrovellante quesito

“Quando un ragazzo ti bacia, gli piaci?”.

Ora, ammetto che è difficile capire quando una persona non ti piace più; ognuno è fatto a suo modo, anche se secondo me c’è sempre un momento X in cui ti accorgi che quella persona ormai appartiene al tuo passato; ed ognuno di noi sa esattamente qual è stato quel momento, almeno quando si parla delle storie più importanti.

Più facile capire quando una persona ha iniziato a piacerti; e per come ragiono io dovrebbe essere la prima volta che la vedi, ma non sempre è così, e neanche per me.   Ricordo che in prima superiore mi innamorai follemente di una compagna di classe (di cui rimasi innamorato per anni) ma il primo giorno di scuola non l’avevo notata e quando il giorno dopo mi salutò non le risposi perché non capivo chi fosse.

Di solito, però, il momento in cui una persona ha iniziato a piacerti dovrebbe essere la prima volta che l’hai incontrata, e che hai incrociato i suoi occhi.

Il gran dilemma, casomai, è capire i sentimenti altrui, ma il bacio, e qui rispondo all’anonima navigatrice, è una buona conferma che anche noi piacciamo all’altra persona.

Certo, il bacio ci dice se, non ci dice quanto e non ci dice per quanto.   Per quanto tempo direi che è impossibile saperlo, quanto forse sì, forse si capisce già fin dal primo bacio. I baci di cui ho un ricordo più vivido, sono quelli delle persone che più ho amato. Degli altri ho un ricordo vago, e non per la storia che è seguita, proprio per il bacio in sé, assoluto e travolgente.

Ecco, questo è il tipo di bacio di quando due persone si piacciono abbastanza.

AVVISO SPOILER:

smettete di leggere il post e non guardate il video se non avete ancora visto le ultime puntate di Glee

Un bacio come quello che ha concluso la prima serie di Glee, e in cui finalmente il bel professore di spagnolo Will Schuester (Matthew Morrison) bacia la timida e complessata collega Emma Pillsbury (Jayma Mays); lo ammetto, nonostante abbia superato i vent’anni e non sia gay, questo inverno mi sono lasciato appassionare dalla serie musicale americana, e non ho fatto a meno di commuovermi quando Will e Emma si sono finalmente baciati.

Evidentemente, ben nascosta da qualche parte, devo avere una vena romantica.

Tutta colpa dei baci.

Risposte

Pane e acqua

Risposta n. 5

Risposta n. 5.

Mangiare pane e acqua fa male?

No, non fa male, anzi, e lo posso dire sulla base della mia esperienza personale.

Non sto parlando di prigionie durante le mie vite passate (essendo un nobile anche quand’ero nella Torre di Londra ricevevo un trattamento consono), ma dei miei anni dell’asilo.

Per l’età molto giovane e le idee molto progressiste dei miei genitori, ai tempi della mia fanciullezza (erano gli anni settanta) il me stesso bambino rappresentava un po’ l’avanguardia dei bambini di oggi; ero viziato quando non lo era nessuno, rispondevo indietro ai grandi quando non lo faceva nessuno, facevo mille attività extra quando non le praticava nessuno.

Bambino degli anni ottanta caduto per sbaglio nei settanta, alla mensa dell’asilo ero entrato in forte e costante conflitto con le inservienti, a causa della mia pervicace intenzione a non mangiare le cose che non mi piacevano. E siccome le cose che non mi piacevano (e per lo più non mi piacciono tuttora) erano molte, spesso il mio pranzo era costituito da pane e acqua.

Questa dieta che potremmo definire essenziale non mi ha fatto alcun male, tutt’altro.

A dispetto dei bambini che-mangiavano-tutto e le cui odiosissime madri dicevano di me “ah, se fossi mio figlio, saprei io” (sì, come no…) ero allora e sono rimasto ancora adesso di corporatura piuttosto snella; mi è poi rimasto l’affetto per il pane di tutti quei pranzi alla mensa, e ancora oggi mangiare una pagnotta senz’altro vicino è uno dei piaceri che più apprezzo, sebbene per motivi di linea non mi consenta il pane più di due giorni a settimana.

Per questo,  di tutte le pressioni psicologiche che mi venivano fatte per piegare la mia resistenza (tutte inutili, ero testardo fin da bimbo), quella improntata sul “pane e acqua come i carcerati” in fondo era quella che mi restava più indifferente.

Ma anche delle altre non mi importava nulla.