addio a Roma · Affreschi

Un’assolato lunedì di febbraio

Ne mancano ancora 7, il count down del mio addio a Roma prosegue. Questa volta e la volta prima sono state due puntate a Prati, una delle zone di Roma che più apprezzo.

Oggi in particolare è stata un’occasione in cui a Roma sono stato bene, ci sono rimasto poche ore ma piacevoli, non mi succedeva da anni, e questo nonostante che fossi venuto a sbrigare incombenti mentalmente faticosi. E nonostante che, con mio alto dispiacere, abbia chiuso il ristorante orientale cui ero solito pranzare quando arrivavo a Termini. Perché, mondo crudele, perché?!

Sì, nonostante tutto questo oggi Roma non mi era insopportabile come tante volte negli ultimi anni, l’ho trovata perfino meno sporca, meno caciarona, meno tutto, che sia stato merito del vento che ieri ha soffiato così forte?

E sembrava quasi che DeRossi dal poster del Derby Roma-Lazio mi dicesse “lo vedi che sta città sarà pure zozza e infame ma è la città-più-bella-der-monno-intero?”

Chissà, intanto mi aspettano solo altre sette trasferte lavorative, e poi Roma per me sarà solo turismo.

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Sogno di una notte di mezzo inverno

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Un istante per decidere, forse intuire, quello che dovevo fare.

Uscii fuori dal tunnel, e quando fui lì fuori nel freddo silenzioso tutto all’improvviso mi fu chiaro… le cose che mi erano appena successe, il loro perché, e la ragione per cui ero lì in quel momento, chi ero io.

L’atmosfera stava evaporando fuori dalla cupola, veniva risucchiata fuori quasi in silenzio, insieme a tutto quello che avevo davanti agli occhi.  Come per un istinto naturale, anche se non lo avevo mai fatto prima, alzai le mani dritte al cielo, e mi concentrai in un flusso di energia che fermò tutto, e come legata a una corda invisibile che partiva dalle mie mani l’atmosfera sfuggente rientrò piano dentro la cupola.

Ero lì da solo, fermo immobile nella consapevolezza di avere pieamente capito,  una perfetta comprensione che sarebbe svanita quasi subito dopo, quando mi svegliai, mezzora fa, con solo il ricordo di cosa avevo fatto nel sogno e di avere avuto, anche solo per un minuto e solo in un sogno, la risposta al perché della mia (nostra) esistenza.

Un perché che, naturalmente, per quanti sforzi mentali faccia, adesso non riesco a ripescare dalla mia memoria.