Boutade estive

Sto per partire; e sono alle prese con l’eterno dilemma se portarmi un pantalone in più al prezzo di dovermi portare più peso sulle spalle; starò via abbastanza, tre settimane, ma non credo vi mancherò più di tanto.

Nel frattempo faccio come certi giornali low cost, mi affido e mi affiderò ai lanci della mia agenzia di stampa preferita:

(ASMA) ROMA: Si intitola “Misure per la tutela dell’agricoltura , per il rilancio dell’occupazione e contro lo spopolamento del territorio montani” la proposta del sen. Pinturicchio che mira a reintrodurre l’istituto della c.d. “servitù della gleba”.

Il sen. Pinturicchio, originario del comune apenninico di Castelmonte Rizzuto,  colpito come tanti altri dai fenomeni della fuga delle campagne e della disoccupazione giovanile, propone di risolvere entrambi i problemi reintroducendo un istituto giuridico a suo dire  ingiustamente criticato per colpa  della propaganda illuminista prima e comunista dopo.

Quello che il sen. Pinturicchio preferisce definire con il nome tradizionale di “contratto di colonato”, secondo il suo promotore potrebbe risolveva alla radice i problemi di occupazione nelle campagne, ed evitare l’incombente spopolamento di molti comuni montani, specie al Sud.

Naturalmente, chiarisce il sen. Pinturicchio, il contratto di colonato dovrebbe essere adattato ai tempi, ad esempio con l’istituzione di un apposito “Albo dei proprietari di terreni con personale annesso”.

Di fronte all’obiezione che la proposta di reintrodurre la servitù della gleba sembra più che altro una boutade estiva per fare parlare di sè, il sen. Pinturicchio ha replicato di non conoscere la cucina straniera ma di preferire la buffala di Castelmonte e le nostre tradizioni locali.

Magari non crederete a questa notizia, magari obietterete che lo stesso acronimo dell’ASMA (Agenzia di Stampa Mai Attendibile) la rende poco attendibile.

Ma questa è l’Italia degli anni duemila, il surreale è reale, secondo fonti inattendibili la proposta di reintrodurre la servitù della gleba è già depositata nel Senato della Repubblica.

Di sicuro la nostra classe politica è capace di questo e (anzi) di molto peggio. L’unica speranza è che almeno ci facciano ridere, e non piangere.

Nel frattempo, non mi dispiace andare in un posto dove (spero) la vita politica italiana mi sembrerà qualcosa di molto, molto lontano.

Come mi salvo dalla paranoia

Risposta n. 10

“Come salvarsi dalla paranoia?”

Dato che dai navigatori anonimi in questi giorni non mi è arrivata nessuna Domanda interessante, metto mano alla lista delle migliori domande-senza-senso del passato che ho raccolto nella pagina dei Grandi Perché.

Considerato che la paranoia spesso è legata a questioni sentimentali, scarterei l’Amore come possibile soluzione, e purtroppo anche il cibo, tutto sommato, è più fonte che cura di paranoie.

Tra i piaceri della vita direi che restano la musica e il cinema, e credo che vadano bene entrambi, però stasera mi sento più cinefilo.

Sarà probabilmente perché ho appena finito di guardare L’uomo che visse nel futuro (G. Pal, 1960), tratto da La macchina del tempo di H.G. Wells, e che si può gustare anche oggi, nonostante frasi un po’ inattuali tipo il “come compiti il tuo nome?” chiesto alla ragazza dell’anno 802.701 che giustamente non lo capisce (non lo capirebbe neanche una del 2010), e che peraltro sfoggia una capigliatura in perfetto stile anni sessanta curiosamente tornata di moda qualche centinaio di migliaia di anni dopo.

In effetti, guardare i film che sono stati girati anni prima che io nascessi ha un sapore tutto speciale, forse anche perché nella mia infanzia i due canali della RAI in bianco e nero trasmettevano solo quelli, e quindi mi ci sono affezionato.

Tra i classici dell’altro secolo voglio citare anche lo straordinario Quo Vadis? del 1951, quinta di sette versioni della stessa storia, diretto da Mervyn LeRoy, immaginifico regista del celeberrimo Il Mago di Oz.

Il video di tale Dj U-Bert (scritto proprio così) che ho reperito on line mette insieme un po’ di scene di questo film, con un chiaro tributo alla figura di Peter Ustinov e della sua fantasmagorica interpretazione di Nerone, il vero protagonista del film, un cattivo quasi cartoonesco nella sua eccessività, sui si accompagna alla perfezione la perfida e lussuriosa Poppea interpretata da Patricia Laffan, per ricorderete per la sua parte in Devil girl from Mars.

Per qualche motivo che non comprendo, il testo del brano di Dj U-Bert, raro caso di peplum rap, è invece evidentemente ispirato alla famosa orazione di Marco Antonio dal Giulio Cesare di Shakespeare.

Non mi do una spiegazione valida di questo miscuglio. Ma posso solo dire che Nerone nel video interpreta il brano di Shakespeare anche meglio di Marlon Brando.

La Novia sulla Nave (ep. 20)

I mondiali in Sudafrica sono finiti; e con i mondiali molto probabilmente finiranno anche i quindici giorni di celebrità mondiale di Larissa Riquelme, la modella paraguayana che con una scaltra quanto banale trovata pubblicitaria è riuscita a far parlare di sé e del suo decollete.

Le è bastato zompettare come una bambina di 5 anni vestita con i colori del Paraguay durante la partita tra la nazionale del suo Paese e l’Italia, facendo finta di essere in Sudafrica quando invece si trovava ad Asunciòn, per diventare la Novia (la fidanzata) del Mundial e conquistare fama universale (superata solo da Paul il Polpo), e questo grazie anche all’ingegnosa soluzione adottata per non dover tenere il cellulare tra le mani.

D’altronde, nonostante quello che ha scritto la nota femminista americana Camille Paglia in un articolo che da noi è uscito su Repubblica, non sembra proprio che la cultura popolare contemporanea proponga un modello di donna androgino e asessuato; dalla sexy spia Anna Chapman a Belèn Rodriguez avere un seno prosperoso è sempre più garanzia di successo mediatico.

Poi, certo, balliamo tutti con Lady Gaga, ma perché fa canzoni orecchiabili, non perché sia un modello di femminilità.

Larissa adesso è sull’onda della fama anche lei, ma tra qualche servizio e sexy e magari un calendario, l’onda si esaurirà presto, e lei  rischia di tornare ad essere una celebrità locale.

Siccome però Larissa ha un visetto grazioso, e da’ anche l’idea di essere simpatica, oltre a imbarcarla su La Nave de Los Monstruos, voglio darle un consiglio: attraversi l’Atlantico e venga in Italia.

In Italia abbiamo sempre accolto molto benevolmente le bellezze spagnole o sudamericane, e in fondo il trono di Belèn potrebbe vacillare da un giorno all’altro. Nel nostro Paese Larissa diverrebbe in breve tempo una star assoluta e, chissà, magari un giorno o l’altro potrebbe darsi pure alla politica.

Tutti dicono che nel nostro Paese la politica è giunta a un livello molto basso; io dico che potrebbe peggiorare, e (con tutta la simpatia per Larissa) potrebbe essere il suo turno.

Inoltre, e non è un argomento da scartare, sia io che Fabrizio Corona attualmente siamo single.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, data astrale 120-60-90.

Toilette graffiti

Throne literature by Dinyctis on Deviantart.com

Risposta n.9

“Voglio imparare a fare (sesso orale)”

George Lucas mi perdonerà se per questo post rubo il titolo all’unico film che ha diretto oltre a Guerre Stellari, ma la Risposta di oggi viene incontro a una Domanda che ho trovato nel bagno maschile dell’aeroporto di Verona o Napoli (adesso non ricordo) durante la mia ultima trasferta in giro per il mondo.

Mi hanno sempre colpito le scritte nei bagni pubblici, fin dal tempo dell’università, in cui le toilette talvolta recavano le più svariate scritte, incluse amene filastrocche dedicate allo scarso successo con le donne degli studenti di ingegneria.

Molta acqua è finita dentro gli sciacquoni, ma ancora adesso resto incuriosito da quello che trovo scritto nei bagni, e gli autogrill in questo sono dei veri tesori, con le loro offerte di prestazioni sessuali di ogni varietà, sempre corredate del loro bravo numero di cellulare, che dividono le mura dei bagni con gli scambi di insulti tra tifoserie calcistiche.

Se spesso ciò che leggo è solo oscenità e affronto alla grammatica e all’intelligenza, talvolta le scritte sono più originali, fino a un’autentica perla come

“Voglio imparare a fare (sesso orale)”

L’originale naturalmente era un po’ più volgare, ma usate la vostra immaginazione e non sbaglierete. La cosa interessante è che la scritta non era accompagnata dal solito nome e numero di cellulare, non si capiva se l’apprendista fornicatore fosse un uomo o una donna, non si capiva soprattutto cosa ci fosse da imparare.

Tutto sommato la cosa, pur non essendone mai occupato personalmente, mi sembra abbastanza semplice, non penso ci sia bisogno del manuale d’istruzioni.

Almeno credo.

Una Risposta personalizzata a chi indovina le due citazioni nel post.

Rivolta (ep. 19)

Oggi non erano in previsione post de La Nave de Los Monstruos, ma il titolo dei cartelloni del quotidiano locale non poteva lasciarmi indifferente.

Il popolo dello spritz in rivolta contro i nuovi orari dei locali in centro

Anche in questa sonnolenta e placida cittadina del nordest c’è qualcosa che mobilita gli animi, qualcosa che porta il popolo in rivolta.

Non è la crisi che fa perdere posti di lavoro, non sono le leggi che comprimono la libertà di stampa, non è la candidatura alle Olimpiadi rubata, non è la nuova megabase americana in costruzione…

No, il Popolo è in rivolta, e immagino barricate nelle strade, sassi contro le finestre del Municipio, smart e e vespe incendiate nelle strade, per protestare contro l’ordinanza comunale che limita gli orari di apertura di un bar nel centro, che per le proteste degli abitanti della zona, che lamentavano rumori molesti fino alle 9 di sera (sì avete letto bene, le 9 di sera) sarà obbligato a chiudere i battenti alle 18.05.

Sì, avete letto bene, alle 18.05.

Ci credo che il Popolo dello Spritz è in rivolta, ci credo che in lontananza mi sembra di sentire un coro cantare…

Avanti Popolo, alla riscossa, bevanda rossa trionferàààà

Dai ragazzi, un due di voi tra quelli che non hanno paura di volare, mettete via i bicchieri e salite a bordo de La Nave de Los Monstruos. C’è già un sacco di bella gente, ma mi raccomando sedetevi lontano da quello con le stellette, vestiti come siete all’ultima moda per lui siete davvero troppo Gucci!

Poco Gucci (ep. 18)

Torna La Nave de Los Monstruos, e ci torna con un stereotipo incarnato, più che con una persona vera.

Dopo avere letto su Internazionale la famosa intervista che è costata il posto al gen. Stanley Mc Chrystal, autosiluratosi per le sparate su alcuni esponenti all’amministrazione Obama e -presumibilmente- destinato ad altri incarichi, ho capito che a un militare tutto d’un pezzo come Mc Crystal spetta una poltrona di prima classe su La Nave de Los Monstruos.

Quello che mi ha colpito non è tanto la dedizione a un’etica militare che pensavo esistesse solo nei film hollywoodiani, quando il suo ripulso per tutto ciò che è vagamente lussuoso, è che il generale etichetta come troppo Gucci (in inglese too Gucci).  Per il gen. Mc Chrystal anche un tavolo apparecchiato con una candela al centro è troppo Gucci.

Quanta distanza da certi generali di casa nostra, come quell’alto ufficiale poi passato alla carriera politica ma rimasto nella memoria collettiva sia per il berretto di altezza spropositata che per il famoso episodio delle spigole (che io preferisco chiamare con il nome nostrano di branzini) trasportate con un ponte aereo in occasione di un suo soggiorno in montagna.

Il gen. Mc Chrystal avrebbe giudicato troppo Gucci festeggiare in qualunque modo diverso da un sano barbecue all’aperto a base di alimenti composti al 50% di grassi insalubri, il generale di casa nostra invece non solo voleva mangiare pesce, ma pure branzino (le buone trote di fiume  non andavano bene?).

A confronto, perfino quel musone super militarista di Mc Chrystal mi diventa simpatico, e per questo lo faccio accomodare su La Nave de Los Monstruos. Poltrona di prima classe, salatini, e da bere aranciata o coca cola.

Speriamo che il tutto non gli sembri troppo Gucci!

Prima di baciarsi

Risposta n. 8.

Frasi da dire prima del primo bacio”.

Nella pagina de I Grandi Perchè avevo azzardato qualche risposta; ”Sto molto bene quando sono con te”, ”Penso di essermi innamorato di te”, “Mi piaci, lo sai?”, ”Tra dieci minuti devo tornare a casa, ti vuoi dare una mossa?

La verità però è che non sono certo io a poter rispondere a questa domanda, nemmeno con l’aiuto del Grande Libro delle Risposte.

Eh sì, perché ho tanta facilità nell’ottenere appuntamenti, quanto incapace di dar loro un esito positivo; di norma passo l’ultima ora a pensare le cose da dire o da fare per concludere con un bacio, e ci sto ancora pensando che mi accorgo di essere ormai già seduto nella mia automobile, in viaggio verso da casa.  Da solo.

Di solito, di questi appuntamenti improbabili, mi rimane qualcosa; un cd di musiche d’atmosfera, un’email, un vago appuntamento a un’imprecisata prossima volta. Ma nessun finale romantico, niente bacio appassionato, niente scambio di sguardi rivelatore.

E dato che l’appeal fisico (almeno quello!) non mi manca, deduco che il mio punto negativo è la mia carenza nelle arti seduttive; penso di essere così negato, che certe volte mi chiedo come ho fatto a fare il primo passo, tutte le volte che ci sono riuscito.

Forse l’ho fatto solo perché ho ricevuto segnali più che evidenti, forse perché ero in balìa dei fumi dell’alcool, chissà…

Ma se avete qualche idea su frasi da dire (o cose da fare) prima del primo bacio, sono tutto orecchi.

Se vi chiedete che c’entra Torn di Natalie Imbruglia, c’entra perché stasera l’ho sentita alla radio, subito dopo aver salutato una persona che mi aveva ricordato un qualcosa accaduto tredici anni fa, e che per una serie di motivi a quel tempo avevo collegato a questa canzone.

I casi della vita, che certe  volte ha una trama più bizzarra di una commedia rosa hollywoodiana.