La prima stagione era meglio (?)

true 1

E’ meglio la prima o la seconda stagione di *** serie tv?

Risposta n. 87 (datemi tempo, prima o poi arriverò alla 100).

E’ sempre meglio la prima stagione.

O almeno così ragiona un buon numero di persone, non so se per conformismo (bisogna dire così) o perché si è tanto infatuato della prima stagione di un telefilm che si trova comunque deluso dalla seconda.

Certo, ci può stare che la prima stagione sia meglio della seconda.  Non ci sono dubbi, per dire un caso, se pensiamo a The Following, e anche la prima  stagione di Desperate Housewives è rimasta inarrivabile.

Ma -per Bacco!- la regola mica può valere per sempre; Dr. House è sempre stato straordinario, e per passare invece alla serie attuali questa stagione di True Detective è stata fenomenale, ha eguagliato se non superato la seconda; lo stesso per TWD, come noi adepti chiamiamo The Walking Dead, che è stato sempre un crescendo stagione dopo stagione…

Accade nei telefilm, come nei film, che qualche volta il sequel supera il primo film, e scusate tanto se fa poco cinefilo dirlo.

Che poi oggi i veri cinefili oggi guardano le serie tv, e non i film, ma questa (come diceva il protagonista di una pietra miliare del cinema mondiale) è un’altra storia..

Annunci

Dr. Cox vs. Dr. House

E’ meglio il dott. House o il dott. Cox di Scrubs?  E da chi preferireste essere curati se siete appena tornati da una vacanza in Sudamerica con sintomi che nessuno riconosce?  Da uno dei due o da un medico più dolce e comprensivo tipo Chase di dott. House o J.D. di Scrubs?

Oggi è la giornata mondiale della Salute, e quindi mi sembra giusto ricordare le mie due serie tv preferite, con una clip dallo straordinario episodio metanarrativo in cui il dott. Cox fa la parodia del suo modello più celebre.

Ma insisto: voi da chi dei due preferireste essere curati?

E se la domanda fosse: con chi preferireste uscire a cena?

Sarebbero stati famosi

1, 2, 3… se siete nati prima del 1980, alzatevi dalla sedia, mettete le casse del computer al massimo e vi scatenate a ballare la sigla di Fame-Saranno famosi, la serie tv degli anni ’80, tratta dall’omonimo musical di Alan Parker.

Remember my name

Fame

I’m gonna live forever

I’m gonna learn how to fly…  high

Fame sta per fama in inglese, non per fame, ma tutto sommato il telefilm parlava anche di fame, la fame di successo dei protagonisti, studenti di una scuola dove io, come tanti altri, avrei proprio voluto studiare.  Fare l’esame di recitazione invece della provetta di greco, studiare i passi di danza invece di geografia astronomica… e con quei professori, e con quei compagni e compagne di corso.

Ogni personaggio del telefilm aveva una sua storia, rivedere la sigla mi ha richiamato tanti ricordi… Leroy, il ballerino talentuoso che piaceva a mia mamma,  Bruno, con quei capelli improponibili, la professoressa Sherwood, icona della Professoressa Perfetta, la signorina Grant, icona della Professoressa Stronza-per-il-tuo-bene, Doris la secchiona sfigata vestita come un’alternativa milanese, e poi Julie, che piaceva a me e ora capisco perché mi è rimasta l’idea della violoncellista sexy.

Se mi fossi iscritto alla Scuola di Fame avrei scelto recitazione, al Liceo avevo recitato in una tragicomica recita scolastica scritta in parte anche da me (che orrore, che vergogna) e poi il mio sogno sarebbe stato darmi all’arte recitativa, ma  mio padre mi convinse che intanto era meglio prendere la laurea, poi magari…

Eh, sì, come no… è andata proprio così.

Ma almeno non faccio la fame.

Buon World Artist Day a tutti!

Avvertenza: questo post non ha nulla a che fare con omonime trasmissioni televisive vagamente ispirate alla stessa idea, e magari con lo stesso logo di Fame-Saranno famosi, che non ho mai guardato e non mi sono mai piaciute.  Tanto per debita chiarezza…

SERENITY

Esistono cose che le sai o non le sai.   Per esempio si può non sapere che il 22 ottobre è la giornata internazionale del TUTTO MAIUSCOLO, o meglio del tasto CAPS LOCK sulla tastiera.

Si dovrebbe invece sapere che ci sono UOMINI che lavorano duramente, e non per soldi o fama, ma per rendere i nostri LUNEDI’ o GIOVEDI’ SERA speciali.

Si tratta di persone come J.J. ABRAMS, DAVID SHORE o JOSS WHEDON.  Questi nomi non vi dicono nulla?   Non vi dicono nulla neanche nomi come DR. HOUSE, LOST, BUFFY, ANGEL o DOLLHOUSE?

Se tutto ciò non vi dice nulla, non mi resta che dirvi

SINCRONIZZATEVI, FRATELLI, SINCRONIZZATEVI

Se invece tutto ciò vi evoca MOMENTI PIACEVOLI distesi nel divano, possiamo andare d’accordo.  E spero che CONDIVIDIATE la mia scelta di dedicare la giornata delle MAIUSCOLE, in particolare, a JOSS WHEDON, quantomeno perché abbiamo probabilmente gli stessi gusti in fatto di ragazze.   E delle tante opere di JOSS vorrei ricordare non uno dei tanti telefilm, ma il suo film cult, SERENITY (J. Whedon, 2005), un film di fantascienza come li si faceva una volta, sullo stile dei primi tre film di Guerre Stellari, più trama e meno effetti speciali, insomma.

SERENITY, come pure la serie tv da cui è stato tratto (Firefly), non ha avuto molto successo, ma ciò non gli ha impedito di diventare un OGGETTO DI CULTO e di essere osannato dalla critica e dagli appassionati di FANTASCIENZA, tanto da essere considerato uno dei migliori film di fantascienza in assoluto.

Serenity parla di un futuro dominato da un potere oppressivo, del capitano CINICO E SFIDUCIATO di un’astronave dal dubbio oggetto sociale, di una misteriosa ragazzina molto ma molto brava a difendersi, e del fatto che non bisogna mai abbandonare la speranza nei propri ideali…

Chissà perchè certi film hanno tanto successo, e altri, che pur lo meriterebbero no, probabilmente dipende da molti fattori ma probabilmente anche dal tipo di promozione.  Certe volte il trailer dà un’idea sbagliata del film, e così è ad esempio per il trailer breve di SERENITY (non questo che ho postato), tanto è vero che quando avevo noleggiato il Dvd lo avevo fatto quasi per caso, e poi ero rimasto piacevolmente sorpreso.

Come spero lo sarà chi vorrà seguire il mio CONSIGLIO, e cercherà di vedersi il film ripetendo tre o quattro volte il titolo al gestore del suo videonoleggio preferito.

Oggetti volanti non identificati

Mars_Attacks

Il 2 luglio è la giornata dei Marziani, dei Venusiani, degli Extraterrestri, dei Vegani (non i supervegetariani, i nemici di Goldrake) , dei veri costruttori delle Piramidi.

Il 2 luglio è la giornata internazione degli Ufo, dei dischi volanti, degli alieni.  Un tema che da sempre è stato utilizzato ed abusato da cinema e televisione.

Infiniti sono i film e i telefilm a tema alieno, ma il mio blog non ha infinito spazio.

E allora tra i molti mi limito a ricordare lo spassoso Mars Attacks! di Tim Burton (del 1996), da cui è tratta l’illustrazione del post, e in cui oltre ai bravissimi attori marziani (da Oscar come migliori attori non terrestri) recitano Jack Nicholson, Glenn Close, Michael J. Fox, Annette Benning, Pierce Brosnan, Danny De Vito e Sarah Jessica Parker.

Se Mars Attacks è arte da cinefili, ciò non vale per il più banale Roswell, telefilm adolescenziale che aveva però il fondamentale pregio di avere tra gli interpreti  Shiri Appleby, shiriapplebynei panni di Liz Parker, la ragazza umana che si innamora dell’alieno.

Personalmente, penso che Shiri Appleby sia bellissima, e di base questo è sia il motivo per cui (confesso) mi guardavo Roswell, sia perché ho citato il telefilm in questo post.

Shiri Appleby ha una bellezza che emana dolcezza e tenerezza, ed è con molto piacere che l’ho rivista nel non eccezionale La guerra di Charlie Wilson, in una parte minore ma che lei faceva comunque brillare.   Non capisco perché Holliwood ci propini delle star artificiali e volgari, quando ha un visetto così a disposizione (e anche il corpo non è mica male).

E qui finisco la mia personale apologia di Shiri Appleby.

Il telefilm comunque è ambientato a Roswell, luogo del più famoso (e fantomatico) atterraggio alieno della storia, che secondo gli ufologi sarebbe stato nascosto dalle malefiche autorità americane, che terrebbero nascosto il disco volante nella leggendaria Area 51.

Gli Ufo.

Da bambino ci credevo, poi ho smesso.  Tuttavia mi ricordo un episodio, che ho tritrovato su internet, e che accadde la notte del 12 agosto 1998, mentre mi trovavo a Cividale, vicino Udine, in buonissima compagnia, ed ero seduto sui tavolini all’aperto di un locale.

All’improvviso nel cielo è apparso un oggetto estremamente luminoso, che si muoveva nel cielo notturno.  La luce era bianca, rotonda e quando  il bolide è sfrecciato sopra di noi era più grande della Luna.   Probabilmente si è trattato di una meteora, ma se la logica porta a ricondurre il tutto ad una cornice di razionalità, restano le sensazioni che ho provato in quei momenti e subito dopo.

Ne rimasi fortemente impressionato, tanto che mi ricordo perfettamente anche i particolari; ma fui impressionato anche dal comportamento della gente attorno a me che, invece rimase abbastanza indifferente. Oggi come allora non capisco il motivo di tanta indifferenza per un fenomeno comunque straordinario ed eccezionale. E mi chiedo se sia perché io sono molto impressionabile e suggestionabile o perché è la maggioranza delle persone ad essere un po’ amorfa dentro…

Le cellule staminali, l’amore e dr. House

Oggi, 21 giugno, è il solstizio d’estate.

Ma è anche la giornata mondiale della lotta e della sensibilizzazione contro la sclerosi laterale amiotrofica, una  gravissima malattia degenerativa.  Di che si tratta, basta citare i casi di Piergiorgio Welby e il forse meno noto Luca Coscioni, che prima di Welby aveva vissuto la sua malattia impegnandosi politicamente  con il Partito Radicale per le idee di laicità e libertà di ricerca, che oggi vengono portate avanti dall’associazione che porta il suo nome.

Per la giornata di oggi mi sarebbe piaciuto trovare su you tube un video da dr. House in cui il mio medico preferito parla a favore della ricerca sulle cellule staminali, ma ho soltanto trovato un pezzo in cui parla male della chiesa cattolica.

Sulla posizione del dr. Housein merito alle libertà di ricerca, onestamente, non ho alcun dubbio.

Così, visto che oggi comunque è una giornata legata alla medicina, vi propongo lo stesso un suo video, sull’amore tra lui e la dott.ssa Cameron dai begli occhi blu.

Al di là degli atteggiamenti ambivalenti di lui, il loro rapporto è sempre pervaso di elettricità, e i due attori rendono tanto bene l’attrazione tra dr. House e la sua collega che viene il dubbio che anche gli attori provino gli stessi sentimenti.   E la famosa scena del bacio (3° stagione, ep. 15), un bacio evidentemente vero (che non compare in questo video) conferma il sospetto di un sentimento reale tra Hugh Laurie e Jennifer Morrison.

Per ora  gli sceneggiatori della serie non hanno accontentato tutti i fan (come me) che vorrebbero vedere sbocciare questa relazione, e anzi le anticipazioni dei prossimi sviluppi vanno in tutt’altra direzione.   Ma forse è fatto tutto apposta per farci appassionare ancora per tanti e tanti episodi.