Wikileaks: gli Stati Uniti nascondono l’esistenza degli gnomi

gnomi real

(ANSA) Mosca 1 Apr. – È di quelle che lasciano a bocca aperta la notizia trapelata da fonti russe, e svelata dall’agenzia Notizija, secondo cui tra gli ultimi documenti riservatissimi resi pubblici da Wikileaks ci sarebbe la prova di un accordo segreto, risalente addirittura alla presidenza Nixon, tra gli Stati Uniti d’America e gli gnomi delle Dolomiti.

Si tratterebbe di un patto d’intesa e collaborazione siglato nel 1971 dal Segretario di Stato americano e il Connestabile dell’Enrosadira delle Dolomiti, che tra le altre cose vincolava gli Stati Uniti a mantenere sempre segreta l’esistenza stessa degli gnomi dolomitici e del loro regno, e dall’altra parte garantiva all’amministrazione americana l’accesso a tutta una serie di informazioni dal sottomondo.

Non appena uscita la notizia, è arrivata la ferma smentita del Cancelliere dell’Enrosadira, che ha negato sia l’esistenza del patto segreto che dello stesso regno degli gnomi. “È solo una favola per bambini” ha dichiarato l’alto esponente del piccolo regno.

Tristezze

Giorni fa, passeggiando per il campus dell’università di Berkeley mi sono imbatutto nel teschio di mucca che da sempre è il simbolo dell’università di Padova e in particolare della sua sede storica, quel palazzo del Bo’ che prende nome e simbolo dall’insegna dell’osteria dove erano iniziati i primi insegnamenti universitari.

In quel momento mi ha preso da un momento di tristezza, pensando che l’Italia attuale ha perso praticamente tutto di quella grandezza che pure aveva ispirato tanto al resto dell’umanità.

Quella visione e quei pensieri mi hanno ispirato tante  altre considerazioni, sui valori di  merito ed eccellenza così poco valorizzati, ma anche sull’eguaglianza, intesa come il rispetto delle pari opportunità e della giusta remunerazione per il lavoro e l’impegno (e non per le amicizie o la famiglia) di ciascuno. Tutti principi che gli Stati Uniti, con i loro difetti, invece rispettano e tutelano.

Quanta distanza dalla nostra povera Italia, che dopo avere insegnato tanto al mondo sembra avere dimenticato i suoi stessi insegnamenti.

Come siamo caduti così in basso l’ho intuito qualche giorno dopo, in gita in uno dei posti turistici più banali del circondario, dove mi sono malvolentieri imbattutto in un gruppo di ragazzetti con la puzza sotto il naso presto raggiunti da un branco di genitori arroganti e maleducati, firmati dalla testa ai piedi, e con i classici atteggiamenti  di quella classe dirigente ignorante e sbruffona che purtroppo ci ritroviamo.

Mentre tenevo ben nascosta la guida per non svelare la mia identità italica, ho intuito istintivamente che finché il nostro Paese si troverà questi personaggi al vertice della piramide, non c’è verso di risalire il pendio della nostra decadenza, ma soltanto continuare a scendere sempre più in basso.

Bernie (ep. 17)

La Nave de Los Monstruos si mobilita per un’Eroe contemporaneo. L’alternativa sarebbe attendere il 2159, anno in cui il buon Bernie avrà finito di scontare la sua pena.

Curioso Paese gli Stati Uniti; Warren Anderson, che dirigeva la multinazionale responsabile del disastro di Bhopal, in India, che secondo alcune stime ha causato 21.000 morti (tanto per fare un paragone, l’11 settembre sono morte 2.900 persone) vive tranquillo (immagino) nel suo villone con piscina, mentre l’ex finanziere Bernie Madoff è stato condannato a centocinquantanni di carcere per aver commesso una delle truffe più colossali del mondo, ma pur sempre una truffa.

Pare che il buon Bernie si sia appropriato di qualcosa come 50 miliardi di dollari (sì, miliardi, avete letto bene), utilizzando lo schema piramidale a suo tempo inventato dall’italiano Carlo Ponzi, per poi sperperare gran parte dei soldi in barche, cene eleganti e appartamenti di lusso.

Non si può negare che si sia goduto la vita, e in fondo, per dirlo con le parole del grande Fabrizio Corona, è stato una sorta di Robin Hood moderno, che ha rubato ai ricchi per dare a sé stesso.

Ora  Bernie è in galera a Butner, in Carolina del Nord, dove pare che si sia ambientato benissimo, circondato dalla stima e dall’apprezzamento dei compagni di prigionia, salvo per un episodio in cui i membri di una gang lo hanno accusato di averli fregati. Il che peraltro dimostra il grande talento di Bernie  che riesce a conquistare la fiducia di chiunque, si tratti di Steven Spielberg o di un sicario mafioso, anche se poi non riesce proprio a resistere alla tentazione di truffarli entrambi.

Ma come si fa a non ammirare un vecchietto distinto che cerca di truffare i compagni di galera con i bicipiti tatuati e lo sguardo assassino?

Un uomo così è un genio, e non merita certo di stare in galera. In Italia un personaggio così sarebbe sicuramente libero, e anzi andrebbe in tivvù a lamentarsi delle persecuzioni della giustizia.

Per questo, insieme con i passeggeri de La Nave de Los Monstruos, scartata l’idea dell’evasione stile Mussolini dal Gran Sasso, abbiamo deciso di organizzare una mobilitazione internazionale per la liberazione di Bernie, la

Free Uncle Bernie CampaignAnd Give him Back his Yacht

che speriamo raccolta molte adesioni.

Siamo sicuri che una volta fuori ci ringrazierà.  Ma siamo anche sicuri che probabilmente non metteremo i nostri soldi nei suoi fondi di investimento.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, data astrale Venere congiunzione con Marte, Mercurio quadrato con Plutone, Urano trigono con Nettuno,

Era meglio nascere in un altro Paese

Tutto è colpa dei genitori di Rod (vero nome Milorad) Blagojevich, per i fan semplicemente Blago.  Se al momento di emigrare dalla Jugoslavia avessero scelto l’Italia invece degli Stati Uniti d’America,  oggi il simpatico Rod avrebbe ancora tutta una carriera davanti a sé.

Quei puritani di americani lo hanno costretto a dimettersi dalla carica di Governatore dell’Illinois accusandolo di frode e corruzione, per aver tentato di vendere il seggio senatoriale lasciato libero da Obama dopo l’elezione a Presidente,  e persino di aver cospirato per il licenziamento del direttore di un quotidiano ostile.

Embé?  Tutto qui?  E’ forse il caso di fare tragedie?    Qui da noi, per cose così, magari la gente va in piazza, ma poi non succede niente, anzi.

Se sei accusato di cose ben peggiori di quelle del Blago, hai pure buone possibilità di venire candidato (o ricandidato) a governatore o al limite, se non si può fare altrimenti, un seggio da eurodeputato è pronto tutto per te.

In Italia, poi , con quel ciuffo imponente, la battuta pronta, un orientamento politico molto opportun-centrista (è stato uno dei Democratici a votare per la guerra in Iraq) gli atteggiamenti molto pop-tel e il sorriso a 56 denti, in Italia uno come Rod Blagojevic avrebbe fatto carriera alla grande e tutte quelle accuse avrebbe potuto scansarle agilmente.

Non avrebbe nemmeno dovuto dire che i giudici sono comunisti o che era tutta una montatura, gli sarebbe bastato replicare che vendere un seggio non è un reato ma è “solo uno dei tanti accordi che si stringono in campagna elettorale“.

Povero Blago.   Forse però potremo proporgli di venire in Italia come esule politico, un po’ come i terroristi italiani scappavano in Francia, protetti dalla dottrina Mitterrand.

Vieni in Italia, Blago!   Qui da noi nessuno ti fa niente, e invece di andare da Letterman che ti scuoia vivo al massimo finisci da Vespa a presentare il tuo libro;.

Vieni in Italia, Rod, qui da noi non è reato.

Ah, a proposito, oggi è la giornata internazionale contro la corruzione, me ne stavo dimenticando.  Ma, sapete com’è, da noi non si festeggia.

Democraticamente

C’è ancora democrazia in Italia.  Ma sì, al di là delle isterie giornalistiche, in fondo nella classifica mondiale delle democrazie dell’associazione World Audit Democracy l’Italia ha un onorevole 29° posto, subito dietro paesi come Lituania, Ungheria e Costa Rica.  Siamo nel gruppo degli Stati più democratici, anche se buoni ultimi.

Certo, a livello di libertà di stampa siamo messi male, molto lontani dagli altri paesi dell’Europa Occidentale, ma quando si parla di libertà e democrazia in pericolo, bisognerebbe pensare ai paesi in fondo alla lista, dove troviamo Myanmar, l’ex Birmania, al primo posto, e poi a seguire Turmkmenistan, Uzbekistan, Somalia, Bielorussia, Zimbabwe e, sorpresa sorpresa, la Libia del caro amico Gheddafi.

Poi c’è uno Stato al quindicesimo posto, ma lì opinionisti di destra che fanno apparire Feltri un dilettante parlano ormai di dittatura (riporto testuale) socialist communist nazi, come in questo video:

Ora, già l’idea di un nazista di colore sembra, come dire, un po’ incoerente, ma questa operazione di bieca e grossolana propaganda è davvero sconcertante.  Fa ridere, ma fa piangere se si riflette su cosa c’è dietro.

Perchè Obama sarebbe un nazional-social-comunista?   Ma perché vuole estendere l’assistenza sanitaria a tutti…  cioé vuole fare quello che è perfettamente normale in tutti i paesi sviluppati, tranne gli Stati Uniti.   Pazzesco, veramente pazzesco, e questo è solo uno dei tantissimi video che girano in rete, ce n’è uno di un gruppo di afroamericani grassotelli paragonati alla Hitler Jugend…

Questo però è uno dei più trash, perché c’è anche il fotomontaggio di Obama Satana, di Obama-Hitler in mezzo a esponenti di Hamas, e persino di Obama con il casco da Darth Vader…  Si sono dimenticati di Obama-Sauron e di Obama-Strega di Biancaneve, per il resto c’erano proprio tutti…  Puro delirio.

Che tra l’altro potrei capire, dal punto di vista di un ultra-conservatore americano, dare a Obama, del socialista o del comunista perchè pensa che se uno non ha abbastanza soldi abbia diritto a cure mediche, ma perché  nazista?  Cosa c’entra?    Perchè vuole il servizio sanitario nazionale?

Ma allora hanno ragione anche i nostri opinionisti di destra: sono cinquant’anni che in Italia comandano i comunisti, e non ce n’eravamo mai accorti…

Uniti per uno scopo comune

Il 4 luglio è la giornata mondiale delle cooperative, e visto che tra un po’ farò la spesa alla Coop, lo festeggio nel modo migliore.

Ma è anche il giorno dell’indipendenza degli Stati Uniti, l’Indipendence Day.

Certo, teoricamente si tratta di una festa americana  e non mondiale, e quindi teoricamente non varrebbe per il mio impegno di festeggiare tutte le giornate mondiali dell’anno.

Tuttavia, se partiamo dal concetto che gli Stati Uniti d’America di fatto esercitano di fatto un potere imperiale sul resto del pianeta, allora l’Indipendence Day è una giornata di tutti.  Non è una questione di anti-americanismo, ma la constatazione di un dato di fatto.   Una parte importante di quello che noi consideriamo impero romano, almeno all’inizio, in realtà era composto da alleati di Roma, che mantenevano spesso anche le strutture di governo locali.   Basta pensare al Re Erode della Bibbia, tanto per fare un esempio noto.

Chi fa parte di un impero non se ne rende conto.    Ma tutto sommato l’impero americano non è tanto male, va!

A parte questo, il 4 luglio si festeggia la liberazione di un popolo dalla tirannia e dall’oppressione, è ed un concetto che possiamo condividere anche al di fuori degli Stati Uniti.

Per tutti questi motivi, l’Indipendence Day è probabilmente la festa nazionale più conosciuta al mondo e festeggiata al mondo, al contrario di molte delle giornate mondiali, non ultima quella delle cooperative (che comunque, ripeto, celebro andando alla Coop).

Nel suo essere intrisa di americanicità, l’Indipendence Day è una giornata kitsch, e allora ci sta bene un film divertente ma decisamente trash, come Indipendence Day.di  Roland Emmerich, del  1996, con Bill Pullman, Will Smith e Jeff Goldblum.

Soprattutto, è perfetto il discorso del Presidente degli Stati Uniti, che prima di guidare in prima persona (…) la flotta aerea terrestre, proclama il 4 luglio (appunto) la festa mondiale dell’umanità che vuole sopravvivere (che in italiano trovate a questo link), senza dubbio uno dei migliori monologhi presidenziali della storia del cinema. One of the best speeches ever, come direbbero gli americani.

Il discorso splendidamente declamato da un ispirato Bill Pullman fa ridere, ma incredibilmente, se solo  si abbassa la guardia della ragione, e ci si fa condizionare dalla musica, dai volti di attori e comparse, dall’insieme, il discorso riesce persino a com-muovere, con frasi ad effetto come

mankind, that word should have new meaning for all of us today

we will be united in a common interest

you will once again be fighting for our freedom

we don’t go quietly in to the night

Non ci sono dubbi, se Bill Pullman un giorno decidesse di presentarsi alle elezioni, per seguire le orme di Reagan o di Scharzenegger, Obama dovrebbe preoccuparsi.   Ma il mondo ancora di più…

In ogni caso, se come me apprezzate kitsch e trash, andate al minuto 1.45, la scenda del tipo strambo che fa il saluto militare è veramente esageratamente americana.