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Individuato il numero massimo di orgasmi maschili.

(ASMA) – Krasnojarsk – 1 Apr – Sarebbe 21.956 il numero massimo di eiaculazioni che un uomo può avere nel corso della propria vita.  E’ questo il risultato di una ricerca dell’Università Statale di Bolizimagrad, nella Federazione Russa, nel Territorio di Krasnojarsk, in Siberia.

Il numero limite di orgasmi maschili, che gli scienziati russi ritengono “insuperabile” è emerso nel corso di una ricerca ventennale su alcuni volontari reclutati tra i prigionieri e le prigioniere (che le autorità russe preferiscono chiamare “ospiti”) delle sezioni maschile e femminile del campo di lavoro di Bolizimagrad.

Prisoner by Dracovinia on deviantart.com
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I volontari hanno accettato, a fronte di uno sconto sulla pena da scontare, di sottoporsi all’estenuante tour de force che, con l’ausilio delle volontarie della sezione femminile, li ha portati a vere e proprie maratone sessuali affrontate con duro senso del sacrificio e dedizione.

Al termine dell’esperimento, portato avanti  senza prefissare un termine predeterminato, si è visto che nessuno dei ben 21 volontari rimasti riusciva ad avere più erezioni né tantomeno orgasmi, e tenuto conto della vita sessuale precedente alla reclusione gli scienziati russi sono riusciti a individuare il numero massimo di eiaculazioni che ogni uomo può avere nella vita, limite che trova la propria spiegazione, secondo gli studiosi dell’equipe guidata dal prof. Igor Blagonajev, nel fine di evitare che un maschio dominante di una comunità potesse avere un numero di figli troppo elevato, danneggiando così il bene supremo della variabilità genetica.

Tale problematica non ha ovviamente alcun senso oggi, ma lo aveva  nel contesto naturale di cacciatori raccoglitori cui il nostro corpo umano ancora pertiene.

Curioso aneddoto: dopo la conferenza stampa diversi cittadini di Bolizimagrad e delle località vicine si sono offerti come volontari per un nuovo ciclo di esperimenti.

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I vampiri esistono veramente: strabiliante scoperta in Russia

supirgrad(ASMA) – Ekaterinburg, 5 giu – Sarebbe composta da almeno 3.000 individui la popolazione di vampiri individuata in un villaggio isolato in un angolo remoto della regione di Sverdvlosk, in Russia.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Notizija, l’esistenza della “città dei vampiri“, che la gente del posto chiamava Supirgrad, era da sempre ritenuta una leggenda popolare siberiana, e certo la troupe naturalistica che seguendo una strada in disuso da vari secoli si è imbattuta nel villaggio non avrebbe potuto immaginare di finire in una località abitata esclusivamente da una popolazione affetta da un’anomalia genetica che li obbliga all’assunzione periodica di grossi quantitativi di sangue.

Per fortuna pare che da tempo immemorabile i “vampiri” di Supirgrad, così come alcuni dei protagonisti della saga di Twilight, si nutra di sangue di animali e si guardi bene dal nutrirsi di sangue umano.

Ciò non toglie che molti dei disturbi da cui sono affetti gli abitanti di Supirgrad sono gli stessi che da sempre i miti di molti popoli nel mondo ritengono caratteristiche dei vampiri, dall’intolleranza all’aglio a una grave fotosensibilità.

Altri elementi, come la struttura tribale del villaggio, guidato da uno Knjaz’ (principe) ereditario, l’arcaicità della lingua parlata e la circostanza che gli abitanti del villaggio portino inoltre avanti antiche tradizioni religiose pre-cristiane porta a pensare che la popolazione abbia deciso volontariamente di isolarsi dal resto della Russia da molto tempo, favorendo però così il proliferare del gene difettoso.

Interrogati sulla storia del loro villaggio, gli abitanti di Supirgrad hanno finora mantenuto un rigoroso riserbo, dimostrandosi finora molto restii a interviste, foto e riprese televisive, riuscendo ad evitarle anche per la loro abitudine forzata di non uscire di casa durante il giorno.

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Vicini alla cattura dello Yeti


(ASMA) –  Kuzbass, 11 ott. Non siamo mai stati così vicini alla cattura dello Yeti.  E’ quanto dichiarato da un gruppo di ricercatori in missione nella regione di Kemerovo in Russia, guidati dal dott. Igor Burtsev.

In un grotta della regione infatti è stata rinvenuto  un letto di rametti, un’impronta e alcuni peli dello Yeti.

Anche alla luce di questa sensazionale scoperta, secondo le autorità locali le possibilità dell’esistenza dell’ex abominevole uomo delle nevi, avvistato anche da numerosi testimoni, sono attorno al novantacinque per cento, e il suo habitat si troverebbe proprio sulle locali montagne della Shoria, dov ‘è situata la caverna dello straordinario ritrovamento.

Altri particolari sono stati aggiunti dal dott. Burtsev, secondo cui gli Yeti nell’area in questione sarebbero almeno trenta e si tratterebbe di esemplari dell’uomo di Neanderthal sopravvisuti fino ai giorni nostri.

Permane tuttora invece il silenzio stampa da parte degli Yeti.