Due di Cuori

360°

Vi starete chiedendo gerché ho scelto un goniometro come illustrazione…

Uno dei temi principali dei rapporti di coppia è che sono rapporti a due, ma anche (o almeno così dovrebbe) rapporti a tanti, nel senso che tranne casi patologici o molto sfortunati (lui fa il guardiano del faro di un’isola disabitata, per esempio) una coppia è in relazione anche  con figli, parenti, amici, conoscenti, colleghi di lavoro, vicini di casa, e via dicendo.

Ognuno di questi rapporti merita un post a sé (pensate i tanti che la cara amica Diemme dedica ai rapporti con la figlia), ma intanto voglio cominciare a parlare dei rapporti con gli amici.

Ci sono coppie che limitano molto il range di tipologia di persone con cui entrano in relazione.  E’ il classico caso dei colleghi sposati, tipo il medico con la medica, l’avvocato con l’avvocata, il professore con la professoressa.  Il loro rapporto con il mondo è a 60°, sono quelle coppie che frequentano solo persone del loro ambiente, magari pure dello stesso luogo di lavoro, avete presente i tipi che parlano di argomenti specialistici che conoscono solo loro?

Il livello successivo sono le coppie a 90° (e non fatevi strani pensieri, magari per loro fosse a 90° nell’altro senso), quelli che magari fanno lavori differenti ma frequentano solo persone della loro stessa classe sociale (mamma mia che brutta parola), è una situazione purtroppo molto frequente in una società bloccata e classista come quella italiana, forse in qualche periodo della mia vita pure io ho vissuto esperienze come queste, ma vi assicuro che me ne pento.

Ai livelli successivi, per fortuna, il gradiente di apertura della coppia aumenta.

A120° sono le coppie che magari si somigliano all’interno ma  sono aperte verso gli altri, anche se magari non verso tutti gli altri (diciamo fino a quelli differenti ma non troppo).

A 180° finalmente si comincia veramente a respirare, e qui ci metto anche le coppie eterogenee (lui fa l’operaio e lei insegna) o dove lui o lei sono stranieri, perché in fondo l’apertura mentale e di coppia  c’è anche quando uno dei due ha altre  culture, tradizioni, lingua e magari anche religione.

Via via nel gradiente dell’apertura arrivamo a 270°, dove puoi trovare le coppie molto aperte, quelli che non giudicano le altre persone dal lavoro che fanno, dal quartiere dove vivono, dall’automobile che guidano o dal fatto che si chiamino Loris, Salvatore o Farouk, fino alle coppie a 360°, dove direi ch’è chi frequenta persone di tutti i generi e tipi, da chi ti spiega come ha imparato a fare il caffé in carcere al famoso regista che gira senza soldi perché non ne ha bisogno.

Ecco, per mille motivi, non ultimo il fatto che sia io che Bellaccina siamo persone molto aperte, nel nostro caso forse non arrivamo a 360° ma quasi, ogni volta che usciamo con degli amici si tratta di persone tra loro fortemente eterogenee, mille lavori diversi, cento provenienze differenti, mentalità e abitudini sempre differenti, e se  c’è una cosa che sono molto contento di noi due (ce ne sono molte, ma questa più di tutte) è che ci troviamo bene sempre, accomunati comunque da una grande curiosità verso il mondo e verso l’altro, e da un filo di entusiamo quasi infantile.

E voi, che tipo di coppia siete e vorreste essere?

Due di Cuori

Due di Cuori

Ora che finalmente la Congregazione dei Frati Puccini mi ha concesso la dispensa alla convivenza more uxorio con Suor Bellaccina, rendendo così legale anche ai fini ecclesiastici la vita insieme che facciamo da settembre, ho pensato di parlare un po’ anche della nostra vita di coppia, restando comunque nell’ambito di quel fil rouge che mi ha sempre portato a parlare, su questi pixel, di amore, relazioni e sentimenti.

Con il prossimo post comincia Due di Cuori; non so se questa rubrica continuerà a lungo come rubriche di successo quali Risposte o Giornate mondiali, ma intanto spero che il nome vi piaccia.

E non abbiate il timore di essere sommersi da un mare di melassa e romanticherie. Non è questo lo stile con cui voglio parlare di me e Bellaccina, a partire dalla foto che ho scelto come illustrazione di questa presentazione.

Senza categoria

Where are you, Bellaccina?

Ne avrei davvero tante di cose da raccontare.

Ieri e oggi la connessione del residence è saltata, ma siccome sono un ragazzo fortunato ora vi scrivo live da un locale che per il modico prezzo di 10 dollari ti offre la connessione gratis, una birra, una new york cheese cake e un concerto dal vivo, con un ragazzo americano che piacerebbe alla mia ex che suona il violino.

No cover, qui lo specificano sempre, solo musica originale.

Anche io voglio solo musica originale, nel mio futuro; qui, con tanto tempo per me stesso e tanto tempo per conoscere persone di tutto il mondo, e per respirare un aria così nuova e diversa, ho finalmente capito perché tutte le opzioni che la vita mi presentava davanti non mi andavano bene; nessuna di queste è quella giusta per me, quando un luogo o una scelta di vita sono quelli giusti per te lo respiri al primo istante, non ci sono dubbi.

E capisci subito che il posto dove sei o dove potresti andare (o tornare) non è quello giusto per te.

Così è anche per le persone; basta ascoltare te stesso, e comprendi immediatamente se la persona che hai appena visto due tavoli più in là è quella giusta. Non ci sono dubbi, basta ascoltarsi, solo che per ascoltarsi davvero attorno a te ci deve essere silenzio.

Qui, tanto lontano da casa che a guardare la cartina fa impressione, ho capito intanto il nome della persona che il destino ha riservasto a Fra Puccino; l’ho capito da Tully’s Coffee, 200 metri prima di Starbucks, dove vendono il Bellaccino.

Un po’ come un Frapuccino, solo che lo chiamano Bellaccino.

E’ stata un’illuminazione. Se è vero che il leone marino è il marito della foca, il capodoglio è il marito della balena e il calamaro il marito della seppia, allora vuol dire che da qualche parte Fra’ Puccino ha una Bellaccina che lo aspetta.

E adesso so anche quale sogno le voglio offrire.