A cena con il vampiro

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La sera di Halloween (e manca poco) avete invitato a cena il fidanzato di vostra figlia, che (s)fortunatamente è un vampiro?  Non sapete cosa cucinare?

Il vostro affezionato Fra’ Puccino vuole venirvi incontro, con la ricetta de

ZAMPE DI DRAGO CON RISO OSCURO E SANGUE RAPPRESO

(con cui provo anche a partecipare all’ormai famoso concorso culinario di Prelibata).

La ricetta originaria che mi ha insegnato mia zia strega prevede l’utilizzo di ingredienti non facili da trovare, e quindi vi propongo anche delle alternative agli ingredienti più, diciamo così, desueti.

INGREDIENTI BASE (per 4 persone):

350 grammi di zampe di drago (in alternativa: petto di pollo)

400 grammi di riso nero (o riso bianco messo a bagno nel sangue di bue)

1 pentolino di sangue di ratto fresco (in alternativa 1 zucca)

4 bulbi di scalogno (alcuni usano i bulbi oculari, ma a parer mio danno acidità)

PROCEDIMENTO:

cominciate preparando del brodo, che vi servirà per la crema di zucca (o per il sangue di ratto rappreso)

mettete a cuocere il pentolone con dentro dell’acqua (mi raccomando, NON acqua santa), e quando arriva ad ebollizione buttate il riso nero, che dovrà poi cuocere 18 minuti;

nel frattempo, avrete reso più lavorabile la zucca, o scaldandola in forno o (meglio) al microonde; terminato il rammollimento della zucca, mettetela a bagno in un pentolino insieme a un po’ d’olio e un po’ di scalogno che avrete lasciato imbiondire; se usate il sangue di ratto, che avrete lasciato rapprendere durante la notte, potete direttamente inserirlo nel pentolino; man mano che la zucca si cucina, aggiungete a poco a poco il brodo, stando attenti alla  giusta proporzione per evitare che il risultato sia troppo liquido o troppo solido; il risultato sarà una gustosa crema di zucca (o un ancora più gustoso tegame di crema sangue rappreso… mmmh che buono)

a lato, cucinate alla piastra, con un filo d’olio e lo scalogno, le zampe di drago, a cui avrete tolto le zanne; se usate il petto di pollo (ma non c’è paragone con il vero drago) dovreste prendere la carne e tagliarla di modo da ricavarne qualche finta zampa e magari alcune lunghe dita

Quanto tutto è pronto, buttate l’acqua del riso e poi servitelo con a fianco le zampe di drago (o di pollo) e con sopra la crema di sangue rappreso (o di zucca)…

Un suggerimento: cucinate bene e con attenzione, altrimenti rischiate di diventare voi il secondo!

Una dose di crepes

crepes

Se l’unica cosa che non ci manca è il tempo, perché tornando a casa dopo una giornata di duro lavoro non ci cuciniamo una bella crepe?

Il problema è quando sei single (o la moglie fa la dieta) e allora devi cucinare per uno; come si fa? Dopo qualche tentativo sbagliato, ecco la mia ricetta:

Consiglio: utilizzare una tazza da caffé all’americana (quelle tazzone da souvenir, per intendersi) come unità di misura.

Ingredienti:

1 tazzona di latte, 1 tazzona di farina, 1 uovo (ne basterebbe 1/2, ma le galline non fanno mezze uova), sale o zucchero, burro.

Prendete un tegame adeguatamente alto e ficcate dentro latte e farina, che magari avrete ben setacciato; mescolate il tutto, meglio con una frusta da cucina (quella da equitazione non funziona), finché si amalgama. Ad un certo punto fermatevi, rompete l’uovo e con una forchetta amalgamate bianco e rosso dell’uovo (tipo il PD, ma che venga meglio). A questo punto mescolate i risultati delle due operazioni, se fate le crepes salate aggiungete del sale, e mescolate ancora.

Quando avrete un bel liquido denso color giallo, sufficientemente uniforme, lo dovete lasciare riposare mezzora. E’ per questo che vi serve tempo.

Finita la mezzora, prendete una padellona antiaderente con i bordi alti, fateci sciogliere un po’ di burro, e versateci lentamente la crema che avevate lasciato riposare, fino a coprire la padellona. Pian piano, vedrete apparire la vostra crepe, quando sembra abbastanza solida, giratela con delicatezza. Ci vorranno 5 minuti (ma andate ad occhio!) e la vostra crepe è pronta.

Potete condire con nutella, zucchero a velo, miele, formaggio.  Ma sono anche buone così, unplugged.

Ricotta smielata

Avete voglia di dolce, quelli in frigo non vi soddisfano ma  siete troppo pigri per impegnarvi più di un minuto?  Ecco la ricetta per la ricotta al miele, o ricotta smielata.

Ingredienti (per una persona, è una ricetta rigorosamente da singles): 100 gr di ricotta, 1 cucchiaino (si dice “da te”?) di zucchero, 1 cucchiaio di miele scarso.

Prendete la ricotta, e mettetela in una tazzona da colazione, quindi aggiungete lo zucchero e amalgamate mescolando per 20-30 secondi.  Quindi aggiungete il miele (senza esagerare che  viene veramente dolciastra), amalgamate e mescolate ancora un po’.

Ora potete gustarvi il vostro dolce.   Nessuna controindicazione anche sul lato linea: la prova bilancia nel mio caso ha dato esito positivo, ma eventualmente consultate il vostro dietologo.

Pizza

Come preparare una pizza in 5 minuti con zero fatica.  

Ingredienti (per 4 persone): 1 telefono, 1 foglio di carta (se hai poca memoria), il volantino della pizza a domicilio.

  1. Individuare la migliore pizzeria a domicilio;
  2. scegliere ognuno la propria pizza, diffidando di quelle più fantasiose, tipo “New York”, “Aglio, Nutella e Peperoncino”, “Catarrosa”, “Schiatt’e’ fegat”;
  3. telefonare, senza ridacchiare, sennò pensano che è uno scherzo e non te le portano (mi è successo veramente, grazie Michele);
  4. attendere comodamente in poltrona;
  5. aprire appena citofonano, e una voce da adolescente addormentato sussura “pizzzAA”.

Servire ancora calda.

Amatriciana for Dummies

Poco tempo e scarsa voglia di impegnarvi? Ecco la ricetta della pasta all’amatriciana per risparmiare tempo e lavoro.

Partendo dal presupposto che molti cucinano per uno e per due, e quindi è inutile fare ricette per 4 persone. Al limite moltiplicate la mia ricetta x 2.

Ingredienti (per 2 persone):

250 grammi di pasta (va bene qualsiasi pasta, mica solo gli spaghetti o i bucatini; le pennette sono buone uguali ma io consiglio i rigatoni); cubetti di pancetta già pronti (per due persone è perfetta la confezione da 2 porzioni da 200 gr.); salsa di pomodoro, cipolla (meglio rossa) per il soffritto; olio d’oliva;

Dunque, mettete già l’acqua e bollire e intanto mettete i cubetti di pancetta in un tegame e cuocete a fuoco lento (grande abbastanza per metterci poi anche la salsa); intanto che i cubetti cominciano a cuocersi, sciogliendo il grasso, tagliuzzate la cipolla per il soffritto; quando i cubetti sono pronti, metteteli in un piatto e preparate il soffritto, mettendo (nello stesso tegame, se non volete pulire troppe pentole) l’olio d’oliva e la cipolla, e facendo cuore a fuoco lento.

Da questo momento avete 15 minuti per unire pasta a sugo; se avete una pasta che cuoce in 15 minuti, e l’acqua sta già bollendo, questo è il momento per metterla nella pentola. Se no, aspettate 15 minuti – i minuti di cottura della pasta prescelta.

Bene, quando la cipolla imbiondisce (manco fosse britneyspears) rimettete dentro i cubetti, attendete uno o due minuti, e poi aggiungete la salsa di pomodoro. Quantità: ad occhio. Aggiungete magari un pizzico di peperoncino, e continuate a mescolare.

Alla fine scolate la pasta, conditela con il sugo (il mio consiglio: dopo averla scolata, versatela prima nel tegame e poi nei piatti) e la vostra pasta all’amatriciana è pronta.

Risultato finale: due sole pentole da lavare, e il minimo dello sforzo necessario. E un’ottima amatriciana, naturalmente.

Chiffeletti

Dai ricordi dell’infanzia mi tornano in mente i chiffeletti. Vero attentato alla dimagrità, dato che questo dolce riesce a mettere insieme l’apporto calorico delle patate, della farina, delle uova e dello zucchero, insieme ad una bella frittura.

Il nome chiffeletto in realtà è usato in diverse zone d’Italia per designare cose diverse. I chiffeletti di Cansado ad esempio sono dei biscotti. La stessa grafia è incerta, alcuni li scrivono chifeletti, altri chiffelletti, magari a Trieste qualcuno opta per chifeleti; personalmente ho scelto la forma intermedia chiffeletti.

L’origine comunque risale ai turchi Kifel, arrivati a Trieste (forse) con la mediazione degli austriaci Kifpferl.

La ricetta che propongo (ma non so se me la ricordo bene) è appunto quella del chifeletto di Trieste e dell’Istria.

Ecco la ricetta:

Ingredienti: 1 kg. di patate, 300 gr. di farina, 1 uovo, sale, acqua, zucchero.

Sbucciare e lessare le patate, poi passatele attraverso quello strumento arcaico chiamato “schiacciapatate”, da cui le patate escono a sfilacci. Mescolate il tutto con la farina, poi creare una specie di vulcano e farci cadere dentro il rosso dell’uovo. Continuare a mescolare, fino a creare un impasto. L’impasto per fare gli gnocchi. Già, perchè fino ad adesso eravate ad un bivio, potevate fare gli gnocchi oppure passare ai chifeletti.

La tradizione insegna che i chifeletti si fanno come dolce insieme agli gnocchi come primo. Tanto per restare leggeri.

Tornando alla ricetta,

una volta ottenuto l’impasto, selezionare la parte da destinare a chifeletto, e quindi fare tanti filoni che poi taglierete in sezioni di dieci centimetri, da modellare a forma di cornetto.

Ed ecco il tocco finale, quello consigliato da Kate Moss.

Mettete dell’olio (di semi oppure d’oliva) in una padellona, fatelo friggere, e quindi immergete i cornetti. Quando saranno ben fritti, e il colore sarà passato da giallo chiaro a marroncino, i chifeletti saranno pronti. Per renderli migliori, si può spargere zucchero a velo.

Servire ancora caldi.