Lettera a una controbuonista in buona fede

Afghan-Girl-in-Moria-Camp-2

Una foto dal servizio Refugees in Lesvos di Jade Beal

Commentando il mio post di ieri, l’amica blogger Diemme ha fatto un intervento così complesso e articolato che si merita in risposta un vero e proprio post, dedicato a lei e a tutti quelli che vorrebbero le frontiere chiuse per motivi diversi dalla paura del “uomo nero”.

E comincio proprio dal tema colore della pelle, perché scrostando tutte le ipocrisie dal dibattito di questi giorni è chiaro ed evidente, almeno da questa parte della barricata, che il vero problema non  è un rischio criminalità del tutto immaginario (lo dicono i numeri, non io) o fantomatiche minacce al nostro stile di vita (stiamo parlando dello 0,3% della popolazione residente) ma il fastidio, la diffidenza e talvolta la paura che le persone hanno verso chi ha un aspetto così diverso dal proprio, sentimenti che sono insiti nella nostra natura (pare dipenda dall’amigdala) e che condividiamo con le scimmie superiori, ma che purtroppo una politica cinica e senza scrupoli usa per incrementare il proprio consenso.  Tutto il resto sono frottole che la gente adopera per dissimulare, anche a sé stessa, il proprio razzismo di base.

Uno di questi argomenti è quello che fa leva sulla locuzione “business dell’immigrazione”, che al di là dell’artificio retorico non ha alcun senso…

Se un medico mi cura e viene pagato, fa “business della malattia”?

Se io difendo la vittima di un reato, faccio “business del crimine”?

Se un pompiere spegne salva un anziano da una casa allagata, fa “business dell’alluvione”?

Parlare di “business dell’immigrazione” è solo un’altra scusa utile a quelli che schifano gli stranieri e vogliono solo che spariscano…

Ad ogni modo, venendo alla questione chiave che pone Diemme (che non è certo  razzista), ovvero se l’immigrazione possa essere gestita all’insegna di regole e legalità, la risposta non può che essere

certamente sì

ma da tutta un’altra prospettiva di quella da cui si pone la mia interlocutrice (e tutti quelli che ragionano come lei).

L’immigrazione, lo dice anche Diemme, è un fenomeno umano, talmente umano che mai nessuno nella Storia dell’umanità è riuscito a fermarlo o limitarlo…

Quando nel passato un principe ha aperto, per le più svariate ragioni, le porte di una città o di un territorio all’immigrazione il finale è sempre stato un lieto fine di prosperità economica e fusione di culture.

Viceversa, nei tanti (più numerosi) casi invece in cui qualcuno all’opposto ha provato a fermare l’immigrazione con la maniere forti, gli è sempre andata male.

Non ci sono riusciti i Romani, con fortificazioni di ogni tipo e stragi dei migranti della loro epoca, ma dopo tante vessazioni sono stati proprio quei Barbari a lungo tenuti fuori dai confini imperiali a mettere la parola fine all’Impero, non ci sono riusciti i Cinesi con i Mongoli, nonostante la famosa muraglia, non parliamo dei popoli indigeni vittima dell’immigrazione europea nelle Americhe… E non ci riesce l’America, anche prima di Trump, che pure costruisce muri con il filo spinato e spara a vista ai migranti, ma ciò nonostante ha un numero elevatissimo di clandestini.

Perché non è l’immigrazione il problema, ma

la clandestinità.

Se si guardano infatti i dati statistici si può osservare che il tasso di criminalità tra immigrati regolari e italiani “indigeni” è lo stesso (tra l’altro in costante calo da anni), mentre aumenta tra i clandestini, che non potendo lavorare regolarmente in tanti casi delinquono; ma la clandestinità è il frutto di politiche dell’immigrazione miopi, che pensano di potere limitare quello che non si può limitare.  E in Italia è stata una legge,  che non a caso si chiama Bossi-Fini, voluta fortemente proprio dal partito che oggi più lucra sull’emergenza criminalità, a generare tanta clandestinità.

Quale può essere allora la soluzione?

Io sono per un approccio pragmatico e antiproibizionista. 

Per le frontiere aperte, per un’immigrazione libera e controllata in una cornice di diritto e legalità.

La mia idea è che bisognerebbe dare a chiunque voglia venire in Italia e in Europa la possibilità di farlo, passando per una regolare domanda, in maniera legale, magari pagando una sorta di tassa d’ingresso, e condizionando la permanenza in Italia a una condotta irreprensibile.

Tanto, chi vuole venire da noi ci viene comunque, meglio che lo faccia in maniera legale e ufficiale, impiegando meglio le tante risorse che oggi sprechiamo per la repressione dell’immigrazione illegale, usandole per l’integrazione ma anche per rispedire da dove è venuto chi non rispetta le nostre leggi.  Ma il rimpatrio forzato lo puoi fare con 1.000 persone, non con 100.000.

Questo è -per davvero- realismo, non quello di chi dice chiudiamo i porti o rispediamoli a casa sapendo benissimo che sono solo slogan, buoni solo a raccogliere i voti degli spaventati.

Anche in questo caso, è il passato che insegna che le soluzioni antiproibizioniste funzionano, le altre sono fallimentari.

La legge che ha legalizzato l’aborto ha portato a una diminuzione costante dell’aborto, la legge sulla droga (un altro “regalo” della destra italiana) al contrario ha portato e sta portando a un aumento del consumo, anche tra i giovani, mentre legalizzare distribuzione e consumo li regolarizzerebbe e cancellerebbe all’istante molte situazioni di degrado urbano.  Ma è un ragionamento che vale anche per l’alcool, per il tabagismo, per il gioco d’azzardo, per l’adulterio (che da noi era reato fino a qualche decennio fa…), per tutte quelle situazioni in cui l’antiproibizionismo è assurdo, ridicolo, e soprattutto non funziona e non ha mai funzionato.

Speriamo che anche per l’immigrazione prima o poi qualcuno capisca che l’unica soluzione possibile è la legalizzazione, e abbia il  coraggio politico di portarla avanti.

Annunci

Salviamoci!

Il-fenomeno-Grillo

Dopo l’esito delle elezioni, c’è una cosa che il PD deve fare adesso, anzi l’unica cosa che dovrebbe fare:

proporre un governo di coalizione al Movimento 5 Stelle, offrendo a un grillino il posto di premier (il nome lo propongano loro) e inserendo nel programma di governo l’approvazione dei primi 10 punti del programma dell’M5s, e che siano i grillini nel caso a dire di no assumendosene la responsabilità davanti al Paese e alla storia.

I numeri ci sono, sia alla Camera che al Senato, e ancora di più nel Paese.  Ci vuole solo coraggio e responsabilità.

Il dolo è incontinente (ep. 27)

Geniale. Insuperabile.

Sembra una canzone inventata dagli Elio e le Storie Tese, e invece è tutto vero.

Alleanza di Centro per l’Italia è il micropartito dell’ex telegiornalista Francesco Pionati e  di Debora Caprioglio (sì, proprio la star di alcuni capolavori di Tinto Brass).

L’inno del movimento, parole, musica, voce e pianola bontempi di Donato Rivieccio, è uno di quei gioielli che ogni amante del trash vorrebbe scovare, e anche se in questo caso il merito (della scoperta) sembra sia di Striscia la notizia, credo che chi come me non guarda la trasmissione di Canale 5 abbia diritto di godersi questa straordinaria interpretazione dell’autore di I love you Polonia.

Ascoltate la canzone, e soprattutto seguite il testo, ogni parola, ogni rima è pura poesia, ma alcuni versi spiccano su altri:

Alleanza di Centro per la Storia… (altro che la banale cronaca, man!)

noi vogliamo difendere l’onore di chi non ha più santi da pregare… (una via di mezzo tra X Mas e il classico tengo-famiglia)

siamo tutti un po’ confusi e anche un po’ delusi, dannazione(parental advisory, explicit lyrics!)

il Paese ha fame anche di candore… (la gente va in piazza per il candore, dannazione!)

l’onestà è assente, e il dolo incontinente (e dove li compra i pannoloni?)

Alleanza di Centro per l’Italia, per chi vuol propugnare una sua idea (una qualsiasi loro non sono razzisti)

un paladino degno di platea che rispetti le sane tradizioni…che scelga i saggi a reggere il governo (un po’ Parsifal, un po’ Platone, un po’ diccì anni cinquanta)

con un nocchiero in gamba per il mare, potremo più sicuri navigare (siamo o non siamo un popol di navigatori?)

Ora che ho attirato la vostra attenzione, voglio sfruttare l’attimo per segnalarvi che l’assemblea dei passeggeri de La Nave de Los Monstruos tenutasi in questo weekend a bordo della navicella ha deciso di costituirsi in Assemblea Costituente di un nuovo movimento politico con l’obiettivo di sfruttare le opportunità in termini di posti di lavoro parlamentare offerte dall’attuale contingenza politica.

L’Assemblea, dopo ampio dibattito, ha approvato anche il nome del nuovo movimento politico:

La Nave de Los Monstruos – Partito Democratico della Libertà nell’Alleanza Azionale per l’Italia di Unità del Centrodestra Sinistra

Seguiranno le primarie, cui grazie a una provvidenziale modifica statutaria potranno partecipare, oltre agli iscritti e ai simpatizzanti, anche i lettori di E’ scientificamente dimostrato.

La Nave de Los Monstruos, Diario del Capitano, Organo Ufficiale in attesa di sovvenzioni dell’LNM-PD-L AAI UdC-S

Rubacuori d’Italia (ep. 26)

Queste giornate, in cui all’Italia non viene nemmeno concessa la grazia di uno scandalo sessuale serio, e al posto di Monica Lewinsky ci capita Ruby Rubacuori, non si può certo dire che manchino le candidature per salire su La Nave de Los Monstruos.

A partire da lei, la neodiciottenne Ruby, già protagonista di stravaganti interviste, con frasi tipo

mi piacerebbe fare il Carabiniere, ma mi sono sempre trovata dall’altra parte

Ma in fondo la giovane Ruby fa quasi tenerezza, e anzi , anche se lei sogna le mostrine, le auguriamo un futuro nello show business, magari come cantante come l’omonima cantante egiziana (sarà parente di Mubarak?) di cui vi propongo il video.  E sennò si può sempre campare di ospitate televisive.

Ci sarebbe poi Lui, l’Amato Leader, nella stagione della sua decadenza, l’uomo che ha Drive In come proprio retroterra culturale e ideologico e Gino Bramieri come filososo di riferimento, ma lui è già l’Ammiraglio del Missile della Libertà dove probabilmente troverà posto anche l’elegante (nei modi) deputato Giancarlo Lehner, che commentando la vicenda ha usato termini come marocchine in calore e zoccole pugliesi (testuale).

Sul Missile della Libertà c’è posto anche per  quel famoso direttore di telegiornale, noto per la sua obiettività, che pure è stato messo in mezzo da queste voci maligne, e chissà se faranno salire a bordo anche il famoso manager dei vip, perché pare che abbia proprio quei gusti sessuali che l’Amato Leader si fa vanto di non condividere…

In questo crepuscolo di chi si credeva un Dio c’è però un personaggio che invito volentieri a bordo de La Nave de Los Monstruos, è l’Elettore Medio, che alle prossime elezioni ridarà sicuramente ancora il voto a questi personaggi. Che lo dia direttamente perché crede ancora alle stesse favolette che ci vengono raccontate da 16 anni, o indirettamente perché per lui i-politici-sono-tutti-eguali e quindi non vota e quindi vota per Berlusconi & Co., l’Elettore Medio vince un biglietto per La Nave de Los Monstruos, dove peraltro troverà molti dei personaggi cui è affezionato o che gli piaceranno a prima occhiata.

Certo, potrebbe pure darsi che questa volta l’Elettore Medio si dia una svegliata, e non rinnovi la fiducia all’Amato Leader. Ma in questo caso, siatene certi, riuscirà nell’incredibile impresa di scegliere di peggio.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, data astrale Anno XVI dell’Era Berlusconiana.

La città eterna (ep. 18)

Nuovo giorno, nuormnitevo viaggio (questa volta in treno), nuova città.

E’ la seconda capitale di questa settimana, ma che differenza (in negativo) con la capitale straniera, nonostante siano entrambe grandi metropoli latine…

Forse però la città eterna ha un solo fondamentale problema, il virus della politica che la permane in ogni dove.

E’ l’unica città italiana dove un manifesto su due parla di politica, dove la politica è probabilmente una delle industrie più importanti, se mettiamo insieme parlamentari, funzionari e giornalisti di partito, autisti, portaborse, dipendenti dei vari palazzi della politica, giornalisti parlamentari, tassisti, gestori di bar, ristoranti, edicole del trilatero del potere (piazza Colonna-Montecitorio-Piazza Madama).

A volte viene il sospetto che certi dibattiti, certe problematiche abbiano un senso solo all’interno del raccordo anulare, e che al di fuori, nel resto del Paese, non importino a nessuno.

Forse si dovrebbe spostare la capitale, che ne so, a Frosinone, a Latina, a Sabaudia, trasferendo lì parlamento e ministeri.  Magari in via provvisoria all’italiana, cioé per una trentina d’anni.   Poi si vede il risultato.

A parte tutte queste considerazioni, girando per la città ho rivisto molti posti dov’ero stato con Lei.   Ho rivisto noi due passeggiare per quella strada dove ora passavo velocemente da solo.

Malinconia.   Anche se tutti i viaggi di questa settimana mi hanno fatto bene, viaggiare costituisce una buona anestesia per il  distacco.    Il tempo passa più veloce, e il tempo lenisce le ferite del cuore, ma questo mi pare di averlo già scritto…