Just in biberon

baby

Dall’alto della mia minima esperienza di neo-genitore, ecco una lista dei 10 falsi miti della genitorialità.

1) Se sei incinta attenta ai gatti che trasmettono la toxoplasmosi – Noi viviamo in appartamento con 5 gatti 5, e in tutti questi anni non siamo mai stati contagiati, e ovviamente non lo è stata la nostra bambina, e ciò anche ammesso che i nostri felini siano portatori di questa malattia… State attenti alla carne cruda e alla verdura non lavata, piuttosto

2) Se sei incinta non tingerti i capelli – A vedere dalla nostra esperienza, direi che l’unica conseguenza è che anche la tua bimba avrà i capelli chiari… Coincidenze?

3) Se la bambina prende il biberon, rifiuterà il seno – La mia Lei ha cominciato con 1/10 di allattamento al seno e 9/10 di biberon, e ora praticamente la proporzione è l’opposta, ma perché mai un lattante dovrebbe preferire una tettarella di plastica al caldo seno della madre?

4) Senza l’aiuto di nonni e/o parenti non ce la puoi fare – Se mamma e papà collaborano, e se non ci si fa prendere dal panico, in fondo essere genitori è una delle cose più naturali che ci sia, viene da sé, e anzi avere i parenti lontani evita di essere sommersi da consigli-pareri-opinioni non richiesti.

5) Non devi portare un neonato fuori casa prima di 45 giorni – Questa l’abbiamo sentita da una ristoratrice cinese, stupita perché portavamo la bimba fuori a meno di un mese, ma non mi pare che abbia avuto alcuna conseguenza, a meno che avere un salute di ferro non sia una conseguenza, ovvio.

6) Quando nasce un bimbo, la coppia ne risente – Dipende dalla coppia e dalle motivazioni per cui si diventa genitori, se si diventa genitori perché ci si ama e il figlio è frutto di una sana tr****ata, non c’è motivo per smettere di tr****are quando si è visto l’ottimo risultato finale!

7) Vedere la propria donna che allatta la trasforma in madonna da non toccare – A me viene invece in mente una scena con Jim Carrey in Io, me & Irene, ma  forse sono io malato.

8) Quando diventerai mamma, non avrai neanche tempo per lavarti – O la mia donna è straordinaria (un po’ lo è in effetti), oppure tutto dipende dal fatto di prendere -o meno- atto del fatto che la tua vita è cambiata, e che ad esempio non puoi continuare a tenere la casa in perfettissimo ordine come prima.

9) Quando diventi genitore, non uscirai di casa per mesi (o per anni) – Tutta questione di volontà, magari cambi un po’ gli orari, ma nessuno impone di rinchiudersi in casa.

10) Fare un figlio stravolge la vita – Sarà che abbiamo una figlia stupenda, ma io direi piuttosto evolve la tua vita.

 

Annunci

La mala educazione

Family Portrait by Dynnnad on Deviantart.com

Family Portrait by Dynnnad on Deviantart.com

Come primo post del 2013, cosa di meglio che pensare a quali sono le peggiori frasi che dicono i genitori italiani ai figli?

Risposta n. 69

1) “Allora, come si dice?” (dopo un regalo ricevuto che il bambino contempla entusiasta giustamente fregandosi del rito del ringraziamento, la frase al primo posto della worst ten del genitore benpensante)

2)”Non toccare, che poi metti le dita in bocca” (che sia riferito a cose o animali, tipico esempio dell’ossessione igienista della mamma italica)

3) “Non si indica con il dito” (e allora perché si dice “dito indice”?)

4) “Non si mettono i gomiti sul tavolo” (il bon ton è finito nel 1789, aggiorniamoci)

5) “Comportati come i Cristiani” (che democraticamente mette insieme animali, musulmani, buddisti e tutti quelli che non credono in Nostro Signore?)

6) “Visto che esci puoi buttare la spazzatura?” (e se non potessi??)

7) “Guarda che ora chiamo papà e poi vediamo se continui così anche con lui” (perché lo stereotipo del papà manesco non sfiorisce mai)

8) “Copriti che sennò prendi freddo” (sono gli stessi genitori che ricoprono i neonati di strati di vestiti che neanche la cristalleria in un trasloco)

9) “Ogni bel gioco dura poco” (Risiko e Monopoli sono giochi bellissimi, e possono durare delle ore, proverbio bugiardo, bugiardo!)

10) “L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del Re” (non è più di moda, ma ai miei tempi la detestavo e invidiavo quel maledetto Re, non dubitando affatto che nel suo giardino invece quell’erba ci crescesse e da allora la sto ancora cercando, quella stramaledetta erba voglio)”