Psicopatologia del chiacchierone

On the Phone by Peachjuice on Deviantart.com

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Parliamo a vanvera, blateriamo, perdiamo ore e ore in macchina sotto casa, telefoniamo fino a che possiamo usare il cellulare come ferro da stiro, è la Giornata Internazionale del Babbling, il chiacchierare senza senso. E chiarisco subito, per i chiacchieroni nati, che no, il babbling non è uno sport e se nel vostro curriculum alla voce Hobby, intendevate segnare babbling e sauntering, ve lo sconsiglio vivamente.

Ognuno di noi ha qualche amico chiacchierone, e qualcuno in maniera patologica.   D’altronde penso che il gene della chiacchiera sia profondamente connaturato al popolo italiano, com’è vero molti dei mali italiani nascono proprio dal vizio di parlare e basta.   Ma non voglio metterla in politica.

Il mio obiettivo è riflettere sui comportamenti delle persone dedite alla chiacchiere.   Quest’estate, vicino al mio ufficio, precisamente nello stabile accanto, è apparso un nuovo personaggio, che fino a quando le temperature lo permettevano usciva sul terrazzino e si dilungava in interminabili chiacchierate, che diffondeva con la sua voce stentorea e l’inconfondibile accento in tutta la via.

Lo detestavo, anche perché ho una concentrazione molto fragile, e quel insopportabile e inutile chiacchiericcio mi distoglieva dal mio lavoro, costringendomi mio malgrado a chiudere la  finestra nonostante il caldo estivo.  Per fortuna, con il freddo non lo sento più.   Però un giorno, andando al bar vicino al mio e al suo ufficio, l’ho incontrato al bancone del bar.

Era strano.  Io lo conoscevo e, grazie al suo incessante blaterare, sapevo tutto di lui e in particolare dei suoi problemi con Vodafone. Sapevo la sua professione (facile, perchè fa il mio stesso lavoro), e avevo ricostruito la sua provenienza geografica anche con l’aiuto di conoscenti che facevo accostare alla finestra per aiutarmi a identificare quell’accento.

Lui invece non sapeva nulla di me.  Perché certo non parlo a voce alta fuori della finestra, e comunque detesto parlare al telefono, dopo cinque minuti di conversazione già mi annoio e dopo dieci sono già su facebook, mentre dall’altro capo del telefono continua l’incessante bla bla bla.  I chiacchieroni mi apprezzano, perchè pensano che il mio silenzio vuole dire che gli ascolto, ma in realtà il 90% delle volte sto facendo tutt’altro (Signore, grazie per l’invenzione del viva voce).

Comunque, quando ero lì, al bancone del bar, a prendere il mio caffé macchiato vicino a Lui, l’Insopportabile Chiacchierone che naturalmente non smetteva di parlare anche con la barista avrei voluto guardarlo, muovere le mani come Aldo Baglio e gridargli “Miiii, non ci posso credere….  Unpluggeeeeed!”.

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