La Gerusalemme celeste

nello stile di Walt Disney - la scelta dei lettori

Risposta n. 22

Cos’è la Gerusalemme celeste?

La mia Risposta è molto semplice:

una Gerusalemme di colore celeste.

Celeste l’intonaco delle case, il colore delle imposte, la pavimentazione delle strade, i lampioni, gli alberi, le fontane.

Forse però voi, come l’anonimo internauta che pone quesiti teologici a Google, avete in mente la Gerusalemme celeste di cui si parla nella Bibbia, e in particolare nell’Apocalisse di Giovanni, ma allora meglio che lasci la parola al testo originale.

Da parte mia posso offrirvi una compilation di immagini di Gerusalemmi celesti.

Che dite, se facciamo il televoto sulla vostra immagine preferita è blasfemo? Nel dubbio, ho chiesto alla persona più credente che frequenti, ovvero me medesimo, e mi sono risposto che se Dio non volesse che scherzassimo anche su di lui non ci avrebbe dotato l’ironia, e quindi…

l’immagine che vince la metto in cima al post.

Tanto lo so che sarà quella migliore; ci pensa lo Spirito Santo, se riesce a far eleggere Papa chi vuole lui, figurarsi questa cosa qui.

Una Gerusalemme tutta celeste

Una Gerusalemme tutta celeste

 

noi italiani provincializziamo tutto

 

la Gerusalemme al cubo

la Gerusalemme vista dal navigatore

che sia una città lo ha capito solo chi l'ha disegnata

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Gagliardamente rock

Il 31 ottobre del 1517  Martin Lutero  affisse sulla porta della cattedrale di Wittemberg le famose 95 testi di critica alla teologia ufficiale.  Iniziava così la Riforma protestante.

Per questo oggi i protestanti di tutto il mondo festeggiano la Giornata della Riforma, che Scientificamente Dimostrato celebra con la versione rock di Solid RockUna forte rocca, l’Inno preferito da Lutero.

Il video è tratto da un concerto del gruppo inglese dei Delirious! (punto esclamativo incluso), che fanno parte di un fenomeno che in Italia è praticamente sconosciuto, quello del rock cristiano, o christian rock.  E bisogna dire che Solid rock si presta davvero molto bene a questa commistione di musica e religione:

There’s a rock that doesn’t move,
It hasn’t moved, it will never move,
Even though the waves come crashing down.
There’s a tower on a hill, its always strong,
It will never shake,
It was standing there before the world began.
There’s a wave that’s coming in,
Washing over this town, it will make or break us, reinvent us,
It’s time to lay me down.

I Delirious! sono solo uno dei gruppi di questo tipo, ne fanno parte anche artisti abbastanza famosi, come i P.O.D. di Youth of a Nation, che sono anche un passo avanti perché sono persino christian metal, come pure l’italiano Frate Metallo, un frate vero che tra l’altro si è esibito anche ai Gods of Metal con una canzone di cui l’unica parola che si capisce è “sesso” (ripetuta un centinaio di volte).

Questo tipo di musica è nato in America, ed è molto diffuso negli ambienti protestanti fondamentalisti, lontani anni luce dalla mia sensibilità religiosa e dal protestantesimo tradizionale e anche più da quello italiano, che nella Chiesa Valdese (però confesso che sono di parte) porta avanti concezioni etiche e morali ben più laiche della gran parte dei partiti politici italiani.

Tuttavia, come direbbe un americano, christian rock rocks, mi piace questa musica rock senza sconti, ma con testi che parlano di religione e cristianesimo.

Il prossimo matrimonio voglio gli Inni in versione rock oppure nu metal, speriamo di trovare una chiesa che abbia abbastanza spazio e un pastore abbastanza open-minded.

Anche perché, come s’intitola la prima canzone di rock cristiano, why should the Devil have all the good music? Che i satanisti si ascoltino i neomelodici napoletani, il rock  e il metal ce li teniamo noi!

La città di Dio (ep. 21)

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La domenica è il giorno del Signore, e quindi la giornata di oggi è dedicata alla città di Dio. Materialmente vuol dire soltanto che stamattina sono andato in Chiesa, da cui mancavo da un po’.

Nel mio esercizio quotidiano di elaborazione del lutto da fine amore è però l’occasione per parlare della città di Dio, in senso metaforico.  Gerusalemme celeste, o giù di lì, se restiamo in ambito giudaico-cristiano.

La prima descrizione la si trova nell’Apocalisse di Giovanni:

Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.  Aveva delle mura grandi e alte; aveva dodici porte e alle porte dodici angeli.  Sulle porte erano scritti dei nomi, che erano quelli delle dodici tribù dei figli d’Israele. (…)

E la città era quadrata, e la sua lunghezza uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna ed era  dodicimila stadi la lunghezza, la larghezza e l’altezza erano eguali, Ne misurò anche le mura: ed erano di centoquarantaquattro cubiti, a misura d’uomo, adoperata dall’angelo.

Le mura erano costruite con diaspro e la città era d’oro puro, simile a terso cristallo.  I fondamenti delle mura della città erano adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffìro; il terzo di calcedònio; il quarto di smeraldo; il quinto di sardònico, il sesto di sardio, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista.  Le dodici porte sono dodici perle e ciascuna porta era fatta da una perla sola . E la piazza della città era d’oro puro, come cristallo trasparente.

Nella città non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, Dio Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio.

E’ indubbio che l’autore dell’Apocalisse abbia un notevole talento narrativo. E infatti l’immagine della Gerusalemme celeste, versione cristiana della città ideale, ha avuto grande successo in letteratura e pittura.

Rimane qualche dubbio: che cos’è il diaspro e, soprattutto, quanto viene al metro quadrato, una casa nella Gerusalemme celeste?

En passant, per non andare troppo fuori tema, posso aggiungere che la fede, anche se dubbiosa, anche se problematica, anche se (può essere) laica, è comunque un ottimo viatico contro le sofferenze sentimentali.   A me personalmente le chiese piacciono perché è l’unico posto della società occidentale contemporanea dove si sente ancora parlare di Dio. Fuori da quel portone la religione è solo etica, troppo spesso politica, tante volte storia o tradizione.

Perché la nostra società prescinde dall’esistenza di Dio, salvo poi prendersela con quei simpaticoni dell’Unione Atei che almeno ne parlano.  Ma è meglio  una persona che discute con me dell’esistenza di Dio (anche se la pensiamo all’opposto) di chi non gliene frega niente.  Almeno dal mio personale punto di vista.