Le regole del genitore perfetto – N. 1

Prevedere il futuro.

Se tua figlia ti chiede dov’è Jasmine troverai tutte le principessine Disney tranne Jasmine.

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Dieci curiosità su Tre scapoli e una bimba

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Tre scapoli e una bimba è un film cult del 1990, ma non tutti sanno che…

1) inizialmente per la parte dell’inglese antipatico la produzione aveva pensato a Phil Collins, e solo dopo la rinuncia del grande cantante pop la scelta è caduta su un attore con la stessa stempiatura

2) Tre scapoli e una bimba è stato l’ultimo film di Steve Guttemberg prima di convertirsi all’Islam con il nome di Alì Yusuf (ecco perché non ne avete più sentito parlare)

3) per motivi fiscali alcuni esterni sono stati girati nel Lazio, tra Monterotondo e Civita Castellana

4) la Pileforth Academy del film ricorda molto la Hogwarts di Harry Potter, e non a caso, in quanto l’autrice della fortunata serie di libri ha dichiarato di essersi ispirata all’accademia per giovani ragazze del film nell’immaginare la sua scuola per piccoli maghetti

5) la dichiarazione d’amore finale di Tom Selleck è catalogata come la terza dichiarazione d’amore cinematografica più bella di sempre dopo quella di Harry ti presento Sally e quella di L’uomo bicentenario

6) come sempre nei suoi film il regista Emile Ardolino interpreta un piccolo cameo, nella parte dell’amico snob di Edward che parla con la s moscia

7)  il famoso monologo di Steve Guttemberg sul campeggio rimarrà nella storia nel cinema

8) per la parte della direttrice asstanata della Pileforth Academy si era inizialmente pensato a Kristin Scott Thomas; era sicuramente una parte più idonea rispetto a quella del Paziente inglese (andiamo, ve li vedete Ralph Fiennes e Colin Firth che si contendono una come Kristin Scott Thomas?)

9) Ted Danson a metà riprese venne colpito dalla varicella; per questo motivo fu cambiata la sceneggiatura e furono riutilizzate alcune scene del primo film

10) Tre scapoli e una bimba è considerato unanimamente un sequel migliore del primoTre scapoli e un bebè, e questo evento si verifica circa una volta ogni 10 anni.

Post ispirato alla poetica del mitico blog Lo sgargabonzi, ma senza cose politicamente scorrette (o quasi).

I lattanti non sono come credi

babybossTutti sappiamo cosa sono i lattanti, la seconda fase della crescita dei cuccioli d’uomo (dopo la fase del neonato), che perdura  fin quanto il principale nutrimento è il latte materno; si dicono e scrivono molte cose sui lattanti, ma molte di queste cose sono veri e propri miti di cui ho scoperto la falsità da quando sono diventato gioiosissimamente padre.

Ecco le dieci cose che si dicono sui neonati che non corrispondono al vero.

1) I lattanti sentono quando hai paura

2) Se scappi, un lattante ti corre dietro e vuole prenderti perché ti vede come una preda

3) Non conviene far dormire i lattanti sul soffitto a testa in giù, c’è il rischio che dopo si mettano a prendere le persone per i capelli

4) I lattanti prendono la percentuale sui pannolini e gli omogenizzati venduti

5) I lattanti rapiscono le zingare; una volta un lattante ha rapito una zingara al supermercato e l’ha nascosta nella copertura del passeggino

6) I lattanti diventano aggressivi se pensano che qualcuno stia minacciando i propri genitori

7) A capo degli Illuminati ci sono dei lattanti

8) I lattanti capiscono tutto quello che diciamo ma fanno finta di non capire se non pronunciamo bene le parole

9) I lattanti portano le malattie (dove esattamente le portino poi non si sa…)

10) I lattanti rubano il respiro a pesci rossi e canarini

La mala educazione

Family Portrait by Dynnnad on Deviantart.com

Family Portrait by Dynnnad on Deviantart.com

Come primo post del 2013, cosa di meglio che pensare a quali sono le peggiori frasi che dicono i genitori italiani ai figli?

Risposta n. 69

1) “Allora, come si dice?” (dopo un regalo ricevuto che il bambino contempla entusiasta giustamente fregandosi del rito del ringraziamento, la frase al primo posto della worst ten del genitore benpensante)

2)”Non toccare, che poi metti le dita in bocca” (che sia riferito a cose o animali, tipico esempio dell’ossessione igienista della mamma italica)

3) “Non si indica con il dito” (e allora perché si dice “dito indice”?)

4) “Non si mettono i gomiti sul tavolo” (il bon ton è finito nel 1789, aggiorniamoci)

5) “Comportati come i Cristiani” (che democraticamente mette insieme animali, musulmani, buddisti e tutti quelli che non credono in Nostro Signore?)

6) “Visto che esci puoi buttare la spazzatura?” (e se non potessi??)

7) “Guarda che ora chiamo papà e poi vediamo se continui così anche con lui” (perché lo stereotipo del papà manesco non sfiorisce mai)

8) “Copriti che sennò prendi freddo” (sono gli stessi genitori che ricoprono i neonati di strati di vestiti che neanche la cristalleria in un trasloco)

9) “Ogni bel gioco dura poco” (Risiko e Monopoli sono giochi bellissimi, e possono durare delle ore, proverbio bugiardo, bugiardo!)

10) “L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del Re” (non è più di moda, ma ai miei tempi la detestavo e invidiavo quel maledetto Re, non dubitando affatto che nel suo giardino invece quell’erba ci crescesse e da allora la sto ancora cercando, quella stramaledetta erba voglio)”

Pane e acqua

Risposta n. 5

Risposta n. 5.

Mangiare pane e acqua fa male?

No, non fa male, anzi, e lo posso dire sulla base della mia esperienza personale.

Non sto parlando di prigionie durante le mie vite passate (essendo un nobile anche quand’ero nella Torre di Londra ricevevo un trattamento consono), ma dei miei anni dell’asilo.

Per l’età molto giovane e le idee molto progressiste dei miei genitori, ai tempi della mia fanciullezza (erano gli anni settanta) il me stesso bambino rappresentava un po’ l’avanguardia dei bambini di oggi; ero viziato quando non lo era nessuno, rispondevo indietro ai grandi quando non lo faceva nessuno, facevo mille attività extra quando non le praticava nessuno.

Bambino degli anni ottanta caduto per sbaglio nei settanta, alla mensa dell’asilo ero entrato in forte e costante conflitto con le inservienti, a causa della mia pervicace intenzione a non mangiare le cose che non mi piacevano. E siccome le cose che non mi piacevano (e per lo più non mi piacciono tuttora) erano molte, spesso il mio pranzo era costituito da pane e acqua.

Questa dieta che potremmo definire essenziale non mi ha fatto alcun male, tutt’altro.

A dispetto dei bambini che-mangiavano-tutto e le cui odiosissime madri dicevano di me “ah, se fossi mio figlio, saprei io” (sì, come no…) ero allora e sono rimasto ancora adesso di corporatura piuttosto snella; mi è poi rimasto l’affetto per il pane di tutti quei pranzi alla mensa, e ancora oggi mangiare una pagnotta senz’altro vicino è uno dei piaceri che più apprezzo, sebbene per motivi di linea non mi consenta il pane più di due giorni a settimana.

Per questo,  di tutte le pressioni psicologiche che mi venivano fatte per piegare la mia resistenza (tutte inutili, ero testardo fin da bimbo), quella improntata sul “pane e acqua come i carcerati” in fondo era quella che mi restava più indifferente.

Ma anche delle altre non mi importava nulla.